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Monday, January 23, 2012

E' importante non dimenticare chi sono i Talebani.

Qui sopra potrete guardare  un video che mostra la vita quotidiana dei Taliban in Afghanistan prima dell'invasione voluta dal Presidente Bush. Non è  troppo spaventoso, ma se avete lo stomaco forte e siete pronti a qualcosa di più "splatter",  è sufficiente digitare la frase "taliban execution" ad esempio in Youtube, per vedere apparire una crestomazia dell'orrore made in Afghanistan e Pakistan. 
Purtroppo è certo che le testimonianze delle nefandezze talebane non verranno  guardate da quelli che ne avrebbero più bisogno. In questa categoria rientra quella moltitudine  che continua  a credere alla storiella dei poveri  montanari costretti dai cattivi  americani a difendere la propria libertà ed il proprio Paese,  ma anche quelle persone che in Italia, in Europa ed in America sono convinte  che con i talebani si possa trattare (ridicolo).
Tutti questi e ahimè molti altri si sono scandalizzati guardando il video di alcuni marines che urinano sulle  carcasse dei talebani uccisi. Pure su alcuni giornali italiani  il video ha ispirato commenti penosi riguardo "l'assenza di umanità degli americani". 
Che tristezza!

Se i talebani fossero dei combattenti come tutti gli altri, sarebbe certamente uno "schock" guardare lo sfregio compiuto dai nostri soldati. Tuttavia, parafrasando il motto di un ingenuo ragazzotto annichilito dai suoi stessi compagnucci islamici, i talebani "non sono umani". 
Non c'è umanità in chi tortura e sgozza i prigionieri civili e militari.
Non c'è umanità in chi impicca gli omosessuali e nel contempo abusa di piccoli schiavi.
Non c'è umanità in chi attacca le scuole dove studiano bambine e giovani ragazze e le avvelena, le sfregia, le uccide.
Non c'è umanità in chi lapida le donne colpevoli di adulterio (vero o presunto), ed in alcuni casi condanna alla stessa sorte anche le vedove o le fanciulle che hanno subito violenza.
Non c'è umanità in chi mùtila o ammazza dei poveri cristi colpevoli di utilizzare delle suonerie "occidentali" nei loro telefonini.
Non c'è umanità in chi non ci pensa due volte a caricare di esplosivo bimbi, donne e disabili per poi farli esplodere ai check-points.
Ed infine c'è solo barbarie in chi vuole riportare il mondo al medioevo islamico.

Ogni persona di buon senso (musulmani, afghani e pakistani compresi) non può non sperare in un completo annientamento di questa feccia del mondo.

I talebani uccidono gli stranieri, lo fanno da sempre, pertanto non ritengo che l'ultimo barbaro assassinio di quattro francesi in Afghanistan sia dovuto ad un atto di ritorsione per il video americano.  E  non credo affatto che i talebani si sono sentiti oltraggiati nel guardare i loro camerati irrorati dall'urina occidentale. E ciò sinceramente mi dispiace.

Friday, April 15, 2011

Vittorio Arrigoni è l'ultima vittima del terrorismo palestinese.

E alla fine è accaduto. Vittorio Arrigoni, l'attivista pro-Hamas è stato ucciso. Non è stato assassinato per mano degli “odiati sionisti”, ma sembra per mano di alcuni fondamentalisti islamici, appartenenti ad una cellula di un gruppo salafita.

Per un lungo periodo avevo considerato l'Arrigoni un semplice strumento della propaganda di Hamas, il loro giocattolo italiano.
Il suo blog Guerrilla Radio, al pari di una testata giornalistica, sembrava avere un unico e potente editore, in questo caso il governo di Gaza.
Difatti per anni l'obbiettivo quotidiano del blog , è stato quello di diffondere menzogne su Israele.
Ad esempio durante il conflitto del gennaio 2009 non passava giorno senza che l'Arrigoni non pubblicasse le immagini, alcune opportunamente truccate, di bimbi “assassinati dai sionisti”.
D'altra parte il conflitto, scoppiato in risposta alle continue aggressioni di Hamas, veniva descritto come un puro e semplice massacro di civili palestinesi, nello specifico soprattutto di bambini.

Chi faceva notare sul suo blog che c'erano le prove che Hamas si servisse dei civili come scudi umani, dei mezzi di soccorso come mezzi di trasporto truppe e di edifici pubblici come base per il lancio di missili contro Israele, veniva duramente attaccato o semplicemente “bannato”.

Anche senza l'ausilio di guerre o presunti massacri, il nostro non perdeva l'occasione per attaccare Israele raccontando dei continui assalti e delle violenze perpetrate dai “sionisti” contro gli “indifesi contadini palestinesi”, oppure contro gli attivisti della pace come lui che con “le flottiglie della speranza” intendevano portare viveri e conforto “alla stremata popolazione di Gaza”
Infine sarebbe stata pura follia immaginare che il buon pacifista a senso unico pubblicasse sul blog i racconti (ed i filmati) delle violenze compiute dai militanti di Hamas sui palestinesi di Al Fatah o sui loro stessi connazionali .

Poi è cambiato qualcosa.
I riots scoppiati nel Maghreb ed in Egitto hanno causato un'onda lunga che ha lambito anche La Striscia, ma nessun grande giornale occidentale ha ritenuto opportuno segnalarlo . Ed allora è accaduto il miracolo: l'Arrigoni ha cominciato a porsi i primi dubbi su Hamas; ha ammesso (per la prima volta) che il “suo editore” si è comportato troppo duramente contro chi in modo legittimo chiedeva più libertà; nel suo blog ha pubblicato anche le rivendicazioni di quei gruppi che pacificamente si opponevano al governo di Gaza.
Io me ne sono accorto tardi, ma ho provveduto a segnalarlo QUI.
In fondo è stata la conferma che l'Arrigoni non era un convinto e abietto complice di Hamas, ma soltanto un semplice ragazzo forse un po' credulone, plagiato ed usato dai neo-nazisti fratelli musulmani di Gaza.
Malauguratamente proprio ora che i suoi articoli stavano diventando critici anche nei confronti del governo della Sriscia e pertanto avrebbero potuto risultare utili per coloro che desiderano veramente il bene dei palestinesi, lui non è più...

Una delle televisioni italiane care alla sinistra filo-Hamas, Rai News24 , ha intitolato il servizio sull'assassinio di Arrigoni : “Il Martire della Pace”.
Che titolo disgraziato, sembra proprio mutuato dall'ideologia di quei terroristi.
D'altronde che ci si può aspettare da RaiNews24?
Magari che nei prossimi giorni faccia uscire anche la voce che dietro agli assassini islamici ci sia il Mossad.

Invece mi trovo d'accordo con la frase pronunciata da un leader dell' AP: “la morte di Arrigoni è una pagina buia per il popolo palestinese”.

Chissà se la famiglia, il popolo palestinese e noi tutti sapremo a breve le vere ragioni del rapimento e dell'assassinio dell'attivista, perché quelle che arrivano dal portavoce del governo della Striscia sono assai meno che convincenti.
Non trovate?

Ajde Čao


Wednesday, September 23, 2009

Abbandonare l'Afghanistan è una follia Possibili scenari.



Prendo lo spunto da un commento di Elly al post qui sotto, per postare alcune considerazioni sull'eventuale ritiro dei nostri soldati.
Ovviamente già il titolo non nasconde quale sia il Fosca- pensiero riguardo all'abbandono di quel Paese.


Per chi vorrebbe il ritorno dei soldati dall’Afghanistan, anche perché potrebbero risultare utili in patria per contrastare il terrorismo fondamentalista, si potrebbe ribattere che sono centinaia i musulmani “europei”, “americani”, australiani che partono dalle loro terre di “adozione” per raggiungere l’Afghanistan e per combattere contro le forze della coalizione. Questo non tanto perché i maomettani sono attaccabrighe di professione, quanto perché loro hanno ben capito, a differenza di molti di noi, l’importanza di combattere quella guerra.

Le analisi semplicistiche (o furbe) vorrebbero farci credere che siamo in Afghanistan solamente per togliere il Burka alle donne o, peggio, per controllare un territorio che potrebbe fungere da importante punto di transito del petrolio proveniente ad esempio da alcune repubbliche ex sovietiche.
In verità, stentiamo a comprendere ciò che i musulmani sanno molto bene: combattere in quel Paese significa difendere la nostra civiltà.

L’Unione Sovietica, è letteralmente crollata poco tempo dopo il ritiro dall'Afghanistan.
Ebbene, i fondamentalisti sono fermamente convinti che la fine dell’Unione Sovietica e del comunismo sia da attribuire all’intervento divino che ha voluto così colpire chi voleva portare l’ateismo nei loro territori.

Adesso mettiamo che per ipotesi le forze della nato decidessero di mollare l’Afghanistan per un motivo squisitamente occidentale e quanto mai plausibile: l’elevato costo dell’operazione (in denaro, non in vite umane) che alla fine non viene compensato da risultati eclatanti.
Quale pensate sarebbe la reazione dei fondamentalisti (di tutto il mondo)? Ve lo dico io.

“L’Occidente si è arreso all’Islam, semplicemente perché è impossibile vincere contro il popolo prediletto da Allah ”. E se non può vincere, può essere vinto.
E conquistato.
Di più, dal momento che per i maomettani chi si arrende non è certo degno dell’onore delle armi, ma è un perdente, il “Guai ai Vinti” diventerebbe il nuovo motto del fondamentalismo islamico e la “Riconquista” inizierebbe il giorno dopo il ritiro delle truppe.

Con molta probabilità, il terrorismo si propagherebbe in tutto il mondo occidentale, mentre da subito, i governi dei Paesi vicini come il Pakistan potrebbero capitolare e finire sotto il controllo dei fondamentalisti (con le terribili conseguenze che possiamo ben immaginare).
Mentre il Medio Oriente verrebbe attraversato da un ondata di fanatismo religioso, le violente insurrezioni degli immigrati maomettani bloccherebbero le capitali europee, inoltre si replicherebbe decine di volte “L’11 settembre”, nella diabolica e quanto mai errata convinzione che l’Occidente, pur di evitarsi ulteriori sofferenze, offrisse la sua resa, lasciandosi conquistare docilmente.
Personalmente a questa ultima ipotesi non credo, la “riconquista dolce” che si sta attuando in questo momento in Europa, a mio avviso, ha maggiori probabilità di successo.
Tuttavia, sono fermamente convinto che una eventuale decisione di abbandonare la guerra contro i talebani, che in definitiva è una guerra contro il fondamentalismo islamico che minaccia le nostre libertà , porterebbe agli scenari descritti e ad un periodo di rovine e disastri per l’umanità.

E allora mi chiedo: perché rischiare? Invece, tutte le forze della coalizione dovrebbero impegnarsi maggiormente in Afghanistan, abbandonando peraltro quel pudore che colpisce noi occidentali (non certo loro) quando rimangono uccisi anche degli innocenti . E basta con i piagnistei quando muoiono i nostri soldati. In fondo sono veramente pochi, rispetto ai tanti maomettani che ogni giorno, per fortuna, cadono sotto il fuoco delle nostre armi.

I nostri avi hanno combattuto affinché noi vivessimo in un mondo libero, noi abbiamo la responsabilità di conservare le libertà che ci sono state affidate. Per questo non dobbiamo tirarci indietro e, non mi stanco di ripeterlo, dobbiamo combattere con più forza e determinazione, affinché la nostra vittoria sia bruciante per le bestie maomettane.
Più umiliante sarà la loro sconfitta, maggiore sarà il periodo di pace di cui potremo godere.

E chi non è d'accordo, si fotta.