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Tuesday, June 01, 2010

Close-Up Footage of Mavi Marmara Passengers Attacking IDF Soldiers



"Pacifisti inermi" subiscono l'attacco dell'IDF.

Una nuova guerra contro lo stato ebraico si può realizzare soltanto con l’isolamento di Israele dalla Comunità Internazionale.

Adesso riflettiamo un attimo: ma vi sembra logico che dei "pacifisti" attacchino delle forze speciali dell'IDF?
No, non equivocatemi, ovviamente non credo che i "pacifinti" non siano in grado di compiere azioni contro Israele. Anzi, ho la sensazione che molti attentati avvenuti in passato contro dei civili israeliani si siano realizzati grazie all'apporto decisivo di pacifisti come questi .
Tuttavia, mentre penso che molti cosidetti "pacifisti" abbiano contribuito ad azioni subdole contro gli ebrei, mi viene difficile credere che possano attaccare direttamente a "viso aperto" le forze speciali dell'IDF, sperando di vincere.
Sono forse degli stupidi?
O forse no?
In fondo, se si fossero arresi, molte emittenti occidentali avrebbero comunque documentato "l'ennesimo atto di prepotenza di Israele".
Ed invece hanno reagito.
Ed è mia opinione che abbiano tentato di linciare alcuni soldati dell'IDF, proprio con lo scopo di suscitare una reazione violenta, da mostrare al mondo intero.
Il fine ultimo è manifesto: allontanare ancora una volta Israele dalla Comunità Internazionale.
Una idea nata certamente in Turchia, magari con l'input trasmesso dal nuovo amichetto di Erdoggan, Ahmadinejead .

Stiamo attenti, se la manovra riuscirà ed Israele verrà isolata, in poco tempo alcuni stati arabi (quelli che sognano "la rivincita" contro Israele) e l'Iran muoveranno guerra contro lo stato ebraico, certi che fioca, inutile e flebile sarà la voce dell'opposizione all'interno della Comunità Internazionale.

Saturday, June 20, 2009

Obama's disgraceful silence on Iran

Da Occidental Soapbox riporto la testimonianza video di Amir Fahkravar, scrittore, dissidente iraniano e Segretario Generale della Confederazione degli studenti iraniani a Washington.

E' una denuncia (poco velata) contro Obama che sembra appoggiare tiepidamente la protesta degli studenti a Teheran. Amir non dice che Moussavi sia migliore di Ahmadinejad anzi, ma rivendica l'importanza della contestazione che potrebbe portare ad un cambiamento e poi, passo dopo passo, ad un vero rinnovamento in Iran.
Una contestazione che avanza anche grazie a milioni di blogger iraniani e difatti Amir afferma che questa è la prima rivoluzione originata dal Web.
Amir dice che gli studenti chiedono l'aiuto dell'America che amano, al contrario dei loro governanti. E si aspettano un reale appoggio da Obama.
Concludendo, Amir scaglia una frecciatina anche a Michelle.
Questo filmato diventerà un classico.

Moussavi e Ahmadinejad, tra loro poche differenze, ma il cambiamento potrebbe essere epocale.


L'interessante articolo de "Il Foglio" riportato anche sul Blog di Esperimento non ha certamente contribuito ad "aprirmi gli occhi" riguardo a Moussavi, colui che in questi giorni viene visto da molti come "il riformatore che può guidare l'Iran oltre la retorica anti-occidentale di Ahmadinejead".
D'altra parte è anche lui, come Mahmoud, una creatura del "Santo"Khomeini che, dopo avere assunto il ruolo di guida suprema della rivoluzione islamica, è diventato la guida religiosa di milioni di sciiti.
Tra parentesi, per me e per molti altri "la guida", "il santo" è solo un mostro che ha deciso di lasciare questa terra con troppo ritardo (QUI troverete un piccolo ma significativo saggio su "gli ammaestramenti" sessuali dell'Ayatollah).
Moussavi, che comunque non riconosce Israele (è pur sempre una bestia islamica), sembra non considerare la Shoà un mito, ciò lo rende diverso da Ahmadinejad. E diversamente dall'attuale dittatore, ha promesso il suo sostegno per i diritti delle donne.
Per il resto, come ci spiega l'ottimo articolo della CNN "Would an Iran with Moussavi..." nulla cambia:
Moussauvi difese la presa degli ostaggi americani nel 1981 dichiarando che fu l'inizio della "seconda rivoluzione" e affermò che questo atto contribuì a risvegliare la vera identità islamica dell'Iran. nel 1988 annunciò che la sentenza di morte di Salman Rushdie sarebbe stata eseguita senza intoppi("toppando" clamorosamente), ma nel frattempo, dal momento in cui fu nominato primo ministro (nel 1980) al 1988, c'è quella lunga scia di morti di cui parla l'articolo de "Il Foglio".
Recentemente Moussavi ha difeso il programma nucleare iraniano, dichiarando che non lo avrebbe sospeso se fosse succeduto ad Ahmadinejad.
Insomma, "visto da fuori", non vi erano grosse differenze tra i due contendenti al governo dell'Iran, allora perché questa mobilitazione di massa? Perché tutti ritengono che Massouvi sia "il riformatore"?
Probabilmente la risposta della CNN è quella più prossima alla realtà: su 70 milioni di iraniani, più del 60% sono giovani di età inferiore ai 28 anni. Forse per loro la Rivoluzione del 1979 è soltanto una noiosa litania, i problemi più importanti sono gli incerti dell'economia, l'alto tasso di disoccupazione, la miseria.
Un cambio al vertice, magari potrebbe "dare una scossa" e cambiare l'attuale situazione economica. Ma attenzione, le "scosse" sono difficili da gestire, e la situazione del Paese potrebbe sfuggire di mano anche al "riformista": la "Terza Rivoluzione" potrebbe rivelarsi distante dalle sue aspettative.
Ed è proprio questo che molti di noi si augurano: che il cambiamento, nel caso avvenisse, sia più ben più profondo e radicale e possa contribuire ad una trasformazione modernista della società iraniana.
Vedremo.

Leggi anche il profilo di Mirhossein Moussavi dal sito del "National Council of Resistance of Iran"

Friday, June 19, 2009

Ahmadinejad, il consenso e Fotoshop.


Che tristezza, il giornale conservatore Kayhann utilizza Fotoshop per farci credere che ci fosse una folla enorme alla manifestazione di sostegno ad Ahmadinejad, organizzata dal regime iraniano martedì scorso.
Nei cerchi in rosso, come in un gioco di specchi, vi sono le immagini di persone che sono presenti anche in altre zone della piazza.
"L'imbeccata" giunge da Al Salibiyyah che con un link mi ha riportato all'articolo e all'immagine pubblicata dal giornale danese Berlinske che a sua volta fa riferimento al blog di un famoso fotografo persiano, Kheirkhah.

Questi risibili trucchi mi portano alla mente la manipolazione dei media compiuta dai palestinesi e da Hizbullah, ma anche le immagini chiaramente artefatte delle manifestazioni di consenso al dittatore comunista Ceasescu, poco prima della sua fine.
In Iran ci sarà lo stesso epilogo?
Me lo auguro. Ma l'importante è che l'adoratore di Maometto, Mr Barack Hussein Obama, non ci metta lo zampino.

Articolo riportato, con qualche inesattezza, anche da Snappedshot