Molto tempo è passato (secoli forse?) da quando Đan ed io decidemmo di uscire dal Gioco. La verita' e' che in quella occasione fu lui ad impuntarsi affinché' abbandonassimo, mentre io temporeggiavo, cullandomi indolente ed illudendomi che nulla mutasse...Ora e'sempre lui ad insistere: giura di essere immerso nel Blu profondo di quei giorni lontani, ed e' persuaso che sia facile tentare... e sognare di nuovo.
Una nuova guerra contro lo stato ebraico si può realizzare soltanto con l’isolamento di Israele dalla Comunità Internazionale.
Adesso riflettiamo un attimo: ma vi sembra logico che dei "pacifisti" attacchino delle forze speciali dell'IDF? No, non equivocatemi, ovviamente non credo che i "pacifinti" non siano in grado di compiere azioni contro Israele. Anzi, ho la sensazione che molti attentati avvenuti in passato contro dei civili israeliani si siano realizzati grazie all'apporto decisivo di pacifisti come questi . Tuttavia, mentre penso che molti cosidetti "pacifisti" abbiano contribuito ad azioni subdole contro gli ebrei, mi viene difficile credere che possano attaccare direttamente a "viso aperto" le forze speciali dell'IDF, sperando di vincere. Sono forse degli stupidi? O forse no? In fondo, se si fossero arresi, molte emittenti occidentali avrebbero comunque documentato "l'ennesimo atto di prepotenza di Israele". Ed invece hanno reagito. Ed è mia opinione che abbiano tentato di linciare alcuni soldati dell'IDF, proprio con lo scopo di suscitare una reazione violenta, da mostrare al mondo intero. Il fine ultimo è manifesto: allontanare ancora una volta Israele dalla Comunità Internazionale. Una idea nata certamente in Turchia, magari con l'input trasmesso dal nuovo amichetto di Erdoggan, Ahmadinejead .
Stiamo attenti, se la manovra riuscirà ed Israele verrà isolata, in poco tempo alcuni stati arabi (quelli che sognano "la rivincita" contro Israele) e l'Iran muoveranno guerra contro lo stato ebraico, certi che fioca, inutile e flebile sarà la voce dell'opposizione all'interno della Comunità Internazionale.
Alcuni nostri soldati hanno perso la vita in Afghanistan: ok, è accaduto. In guerra occorre mettere in conto anche questo. Pertanto non mi assocerò né ai lamenti, né alle polemiche di questi giorni. Certamente sono dispiaciuto, soprattutto per il dolore che ha colpito le famiglie dei militari, ma a mio avviso, il miglior modo di onorare i paracadutisti deceduti è andare avanti, rinforzando la missione in quei territori. D’altra parte, se l’offensiva contro il terrorismo fondamentalista ha provocato parecchi morti tra i militari della coalizione, i talebani non cantano certamente vittoria: vengono sistematicamente annientati in battaglia; i risultati più rilevanti, ma solo dal punto di vista mediatico, li ottengono solamente quando i servizi di intelligence falliscono, le informative tardano o non sono dettagliate, e le bombe scoppiano.... Sono vittorie di Pirro che a nulla varrebbero se non fossero così enfatizzate dalla stampa occidentale che per altro non tralascia mai di porre enfasi anche sul numero dei civili o presunti tali, uccisi durante le incursioni delle forze alleate. Già i civili, altro punto dolente di questa guerra. Chi chiede con forza l’abbandono dell’Afghanistan al suo destino, non si stanca di rammentarci il costo di quella guerra in vite “innocenti” . Ma la stampa cosiddetta “umanitaria” ed i pacifisti/finti fingono di ignorare un particolare assai importante della guerra asimmetrica dei maomettani (tutti): l’utilizzo degli “innocenti” come scudi umani. Non mi stancherò di ripeterlo: dall”Iraq, alla Somalia, all’Afghanistan, a Gaza, bambini, donne, anziani, sono soltanto degli strumenti nelle mani di quelle bestie. L’impatto emotivo che la morte dei civili suscita tra gli occidentali è già un trionfo per loro.
Apro una parentesi, perché a questo proposito mi torna alla mente la battaglia che avvenne a Mogadiscio nel 1993, quando una pattuglia di carri italiani di ritorno da una missione, rimase intrappolato tra le barricate alzate immediatamente dopo il loro passaggio, ed una folla di donne e bambini urlanti che fungevano da scudo ai miliziani. Questi ultimi, così protetti, furono in grado di martellare incessantemente i militari italiani con colpi di kalashnikov e di RPG. Gli italiani avrebbero annichilito facilmente quel fronte di fuoco, ma dagli alti comandi (ben sicuri nelle loro roccaforti) giunse l’ordine di non rispondere con le armi pesanti, per il timore di provocare una strage tra i civili. E’ chiaro che ciò era stato accuratamente calcolato dalle milizie di Aidid.
Quando si aprirono nuovi fronti offensivi, e alcune squadre italiane, con molti feriti, vennero circondate dai miliziani, si impedì nuovamente il ricorso alle mitragliatrici, mentre si comandò alle unità incursori di eliminare i centri di fuoco. Durante una di queste azioni (suicide) morì l’ottimo sottufficiale e paracadutista da sempre Stefano Paolicchi. Poi la situazione prese una piega diversa: i miliziani ricevettero nuovi rinforzi e gli italiani persero inspiegabilmente il contatto radio con gli “alti comandi”. Questo ultimo fatto fu decisivo per la sorte di quella battaglia, perché autonomamente si decise di proteggere i soldati accerchiati ed i feriti utilizzando la valida copertura di fuoco delle mitragliatrici M-60 e dei TOW dell’elicottero A 129, che dall’alto seguiva le operazioni. Alla fine della giornata gli italiani ripiegarono ormai in sicurezza, ma tre di loro erano morti, mentre 19 furono i feriti. Tuttavia il bilancio delle perdite delle bestie di Aidid fu molto pesante: più di 200 morti, compresi anche qualche decina di civili di cui penso che sinceramente ”non se ne fregò nessuno” (e va bene così). Chiusa parentesi.
Come ho già scritto in un precedente post, l’utilizzo di civili come scudi umani non significa che i maomettani siano anche dei vigliacchi: si può testimoniare di molti casi in cui i musulmani si sono comportati da leoni in battaglia, cioè la minore esperienza sul campo veniva compensata dal loro coraggio (e dall’incoscienza). Per contro, molti occidentali che conoscono il problema, sono indotti a credere che la vita delle donne e dei bambini non abbia alcun valore per i musulmani e che pertanto siano facilmente sacrificabili. Secondo me non è esattamente così: un valore ce l’hanno, perché sia se vengono uccisi, sia se la loro presenza dissuade gli avversari dal rispondere al fuoco (come accadde a Mogadiscio), apportano comunque un vantaggio fondamentale. Intendiamoci, tutto ciò è soltanto il prodotto di una civiltà barbara che noi non possiamo comprendere a fondo utilizzando il metro della nostra cultura.
Vorrei anticipare l’oggetto del prossimo post, ritornando per un attimo ai morti italiani a Kabul, ma soltanto per ricordare alcuni giudizi espressi da persone che d’umano hanno poco, magari l’aspetto esteriore, ma il loro cervello (se esiste) a mio avviso, è certamente più simile ad un maleodorante cesso alla turca con problemi di intasamento. Queste persone in verità sono più bestie delle bestie fondamentaliste, perché pur essendo italiani, trovano conforto nel sapere che degli italiani come loro (che chiamano “fascistelli e mercenari”), sono morti in Afghanistan. Sinceramente mi chiedo come sia possibile che i nazisti subumani che scrivono su questa cloaca, non si rendano conto che le parole sono importanti e le conseguenze di frasi avventate, possono essere imprevedibili. Forse aldilà di quanto quelle bestie possano immaginare. Per mio conto, mi preme aggiungere che negli anni trascorsi nella Folgore non mi sono mai scontrato con fascistelli o mercenari*1, ma con professionisti che, nella quasi totalità dei casi*2, me compreso, avevano abbracciato il mestiere delle armi per motivi ideali e non politici.
approfondiremo
ho certamente incontrato dei militari (pochi) che avevano scelto di arruolarsi per necessità, o perché "conquistati" dal posto statale. "Che ci 'vuo fa' "
Sunday, January 04, 2009
In breve. L'aviazione israeliana, durante il bombardamento del 28-29 dicembre scorso, ha colpito la prigione dove erano rinchiusi in attesa del processo dei palestinesi accusati di collaborazionismo con Israele (e con Fatah). Alcuni detenuti feriti sono stati trasportati all’ospedale At Shifa, nel reparto ortopedico, dove dei militanti di Hamas hanno provveduto ad ucciderne sei in 24 ore. Le notizie a riguardo si fermano al 30 dicembre. Probabilmente a quest’ora Hamas ha massacrato nei loro letti tutti i ricoverati accusati di collaborazionismo.
Sono delle bestie. Sono dei nazisti. Come coloro che in Italia e nel mondo occidentale li difendono.
Karen AbuZayd, commissaria generale dell’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso dei profughi palestinesi, esprime l’ “orrore” per la terribile distruzione di Gaza e l’immane perdita di vite umane, esortando Israele a cessare immediatamente il bombardamento della città QUI
Il comunicato prosegue informando che gli assassinii e le distruzioni di questi giorni arrivano dopo settimane di stretto assedio che hanno impedito all’UNRWA e ad altre agenzie “umanitarie” di assistere alla popolazione e mitigare la difficile situazione economica che è conseguenza dell’assedio.
In un articolo del giugno scorso la commissaria dichiarava : “For 60 years, Palestine refugees have been in exile from their ancestral lands. Nowhere is this more starkly visible than in the West Bank, where the illegal barrier ( si riferisce al muro che, pur risultando economicamente svantaggioso per Israele, ha fermato il 99% degli attacchi terroristici kamikaze e salvato centinaia di vite? Ah, dimenticavo, la vita di un ebreo non conta - ndF), hundreds of checkpoints and physical obstructions daily reinforce the exile. And in Gaza, the policies of closure and indiscriminate punishment devastate lives, causing mass despair, threatening to destroy hopes for peace (difatti Hamas si è data molto da fare per la pace eterna di Israele - ndF).”
Comunque è comprensibile che una organizzazione dell’Onu creata ad hoc per soccorrere i profughi palestinesi impieghi ogni mezzo (lecito), per assolvere la sua mission. Malgrado ciò permangono alcuni dubbi. Innanzitutto una sciocchezzuola: curiosamente i profughi palestinesi, caso unico nella storia dei profughi in tutto il mondo, invece di diminuire in numero, aumentano ogni anno. Ed il numero si incrementa in modo esponenziale.
Dagli 800.000 circa della fine degli anni ’40, arriviamo ai 4 milioni e passa di questi giorni. Per fare una battuta, se l’organizzazione per la salvaguardia della foca monaca avesse ottenuto un incremento in rapporto pari a quello ottenuto dall’UNRWA con i suoi profughi, potremmo esportare questi graziosi pinnipedi in tutto il mondo.
Ma lo scopo dell’Agenzia “sarebbe” quello di arrivare ad un punto X nel quale i profughi cessano di esserlo. E quando anche l’ultimo profugo diventasse cittadino di una qualsiasi nazione, l’ UNRWA avrebbe assolto il suo compito e potrebbe chiudere i battenti.
Ma quando mai….
La realtà amara è che i profughi sono una merce di scambio, una fonte di guadagno e soprattutto di potere per tutti :ONU, Paesi Arabi, terroristi compresi. Il problema dei profughi palestinesi non avrà mai una fine.
Secondo me, ciò che ho appena descritto è un peccatuccio dell’ONU. Tuttavia vi sono altri dettagli che io (bastardo simpatizzante sionista) ritengo un po’ più gravi.
Peter Hansen, il responsabile delle agenzie dell’ONU per la Cisgiordania e Gaza, ex commissario generale dell’UNRWA, ha dichiarato in un’intervista alla CBC NEWS canadese, che certamente membri di Hamas sono impiegati all’interno dell’UNRWA e che in fondo non ci vede nulla di male.
Ok, a parte il fatto che Hamas è considerata un’organizzazione terroristica sia dagli Stati Uniti sia dalla UE (l'opinione dell'inetto D'Alema su questo blog è ininfluente), il candido Peter Hansen non si pone qualche dubbio sul fatto che L’ONU, in questo modo, legittima i terroristi di fronte al mondo e, per me cosa più grave, di fronte ai palestinesi che non fanno parte di Hamas, ma che si rendono conto che è inutile ribellarsi ad una organizzazione così potente da essere rappresentata con i suoi membri perfino all’interno di un’agenzia delle Nazioni Unite.
E poi, parliamoci chiaro, vi immaginate, all’interno dell’UNRWA un ufficio del personale diretto da un membro di Hamas? Una manna per molti abitanti della striscia di Gaza: un posto all’ONU, di fattorino, usciere, pilota d’ambulanza non si rifiuterebbe a nessuno.
O meglio, non si rifiuterebbe a chi accettasse di far parte dell’organizzazione e offrisse il proprio aiuto ad Hamas, nel momento del bisogno, proprio dall’interno dell’Agenzia.
E ora riguardatevi il video vah, coi tempi che corrono c'è il rischio che lo cancellino.
A natale solitamente non mi aspetto dei regali. Ho trascorso tre mesi all’estero e tornare in Italia per qualche giorno è già un bel regalo. Ma queste feste hanno portato a me e a molti un dono inaspettato: l’insulso e farlocco governo israeliano, in un sussulto di dignità (oddio, siamo in prossimità delle elezioni), ha deciso di dare una risposta netta e decisa alla violenza del terrorismo fondamentalista palestinese e da domenica 28 dicembre la sua aviazione ha colpito incessantemente Gaza, eliminando buona parte della forza offensivadi Hamas, distruggendo una parte dei rifugi e dei tunnel impiegati per il passaggio delle armi, eliminando molti dei quadri dell’organizzazione terroristica e, notizia di poche ore fa, eliminando anche Nizar Rayyan, la nuova guida spirituale di Hamas, un assassino che all'interno dell'organizzazione terroristica aveva rimpiazzato il posto che fu dello sceicco Yassin.
La dichiarazione unilaterale della fine della tregua ed il martellamento con i missili Kassam dei territori israeliani confinanti con la striscia di Gaza hanno certamente contribuito ad accelerare l’azione di forza, che comunque era attesa e auspicata da Hamas.
Oh no, non è masochismo. Verosimilmentei capi di Hamas hanno creduto possibile che un’azionecontro Gaza avrebbe causato molte vittime tra i civili e grazie a ciò il mondo intero si sarebbe sollevato contro Israele. Se le vittime non fossero state molte, gli operatori delle emittenti occidentali “amiche” avrebbero trasmesso comunque delle immagini di distruzione e di morte che, vere o false, sarebbero servite allo scopo.
Ma non dimentichiamoci che Hamas brama la fine di Israele, pertanto è anche probabile che abbia creduto in una rapida discesa in campo dei Paesi Arabi, uniti per soccorrere Gaza e distruggere il “piccolo satana”. A questo proposito, almeno fino a ora, pare che l’organizzazione terroristica abbia sbagliato i suoi calcoli, perché, a parte le solite dichiarazioni di condanna contro Israele, che ci arrivano dalla Lega Araba, nessunleader islamico intende fare qualcosa di concreto per aiutare i terroristi.
Chissà, forse Hizbullah potrebbe decidere di ricominciare i suoi attacchi contro Israele per impegnarlo su due fronti. Sarebbe la ciliegina sulla torta ed Israele di certo non perderebbe l’occasione per tentare di annichilire definitivamente la rinvigorita forza militare del Partito di Dio.
Ma anche l’opzione: tante vittime civili = tanto sdegno contro Israele, sembra ormai crollare definitivamente, perché l’aviazione israeliana, sganciando le sue bombe su obiettivi mirati, scoperti in mesi di eccellente lavoro di intelligence, sta fortunatamente limitando al minimo il numero delle vittime innocenti. Inoltre, grazie ad alcuni (pochi) media “liberi” dalla propaganda filo-terrorista, tutto il mondo ormai è a conoscenza che i palestinesi di Gaza che abitano nei pressi degli obiettivi da distruggere 1* sono avvertiti per tempo, affinché possano mettersi in salvo. Caso strano, ma eclatante, anche Nizar Rayyan era stato avvertito (testimone è uno dei suoi famigliari sopravissuti al bombardamento) eppure è rimasto ad attendere la morte, costringendo anche le sue mogli ed alcuni dei suoi figli a condividere lo stesso destino.
Leggendo le battute iniziali di questo post, qualcuno mi accuserà di essere un cinico.
E certo: non è politicamente corretto affermare che un’azione di guerra ha la valenza di un regalo di Natale.
Può darsi che sia cinico, ma è certo che non sono un ipocrita. E non nascondo che ho auspicato anch’io per molto tempo un’azione radicale di Israele contro i terroristi di ogni fazione e provenienza. Consapevole che ad ogni minaccia a cui non sarebbe seguita una pronta risposta, Hamas (e altri gruppi terroristi) avrebbe creduto in un inesorabile indebolimento del piccolo stato ebraico.
Per contro, anche se sono assolutamente convinto che con i terroristi non si dialoga, ma è necessario annichilirli dovunque essi siano (in tutto il mondo), rimango dalla parte dei più deboli, in questo caso anche di quei tanti palestinesi che vorrebbero vivere una vita normale ed invece a causa dei loro leaders, vivono nel terrore e, in molti casi, nella miseria.
Tuttavia, i capi palestinesi o le nazioni arabe che li appoggiano non sarebbero così forti senza l’apporto fondamentale di una parte marcia dell’Occidente.
Ed è proprio l’Occidente che con le sue scelte sbagliate alimenta la guerra infinita che nuoce maggiormente al popolo palestinese. Ma qui da noi nessuno pare rendersene conto.
Consiglio di leggere il piccolo post qui sotto, troverete un fulgido esempio di ideologia nazista prestata alla politica pacifista. Una chicca.
Ma il commento non mi sorprende né mi scandalizza: i pacifinti, sebbene siano una delle cause del disastro del popolo palestinese, sono assolutamente ridicoli.
Nota : 1* gli obiettivi sono quasi sempre nascosti tra le abitazioni civili, o all’interno di edifici religiosi
Bastardi ebrei spero che la risposta di Hamas e di Hitzbollah sia dolorosa e grondante sangue sionista, spero che vi facciano saltare tutti per aria, nelle vostre città e sui vostri autobus, che sventrino le vostre donne incinte e che facciano a pezzi i vostri giovani!!Nella speranza che facciano quello che i nazisti purtroppo non sono riuscita a fare: eliminarvi dalla faccia della Terra."
...“Đan ha il Blu che gli frulla nella testa.”
E’ sacrosanto.
Inutile avvertirlo dell'inganno: nessuno potrebbe dissuaderlo, neppure io.
Ciò nonostante devo ammettere che il Gioco mi seduce, ma sono consapevole che non finirà bene.
Tuttavia, dopo anni (secoli forse?) d’immobilità assoluta, credo sia giunto il momento di alzare la testa, dischiudere gli occhi ed aspirare con forza da questa nuvola azzurra che pigramente e senza fretta sta filtrando dalle pareti di questa nostra immensa, strana, oscura cella.
HAJDE!
Questo blog è aggiornato senza alcuna periodicità, gli autori hanno altro a cui pensare, e non sono giornalisti o cantastorie, pertanto questo blog non è un prodotto editoriale e tanto meno una testata giornalistica, ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
Il contenuto del blog rispecchia il punto di vista del suo promotore, mentre i commenti, nel caso ce ne fossero, restano di proprietà e sotto la responsabilità dei loro autori.
In ogni modo, l’ideatore del Blog si riserva il diritto di cancellare i commenti anonimi e quelli che, offensivi e contrari al buoncostume, potrebbero turbare gli altri lettori. In soldoni, saranno eliminati tutti i commenti ritenuti inopportuni.
Alcune informazioni ed immagini inserite dal promotore del blog o dai suoi lettori, sono provenienti da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Nel caso i soggetti proprietari siano contrari alla pubblicazione non dovranno far altro che segnalarlo in modo da poter procedere ad una rapida rimozione