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Sunday, January 04, 2009


In breve.
L'aviazione israeliana, durante il bombardamento del 28-29 dicembre scorso, ha colpito la prigione dove erano rinchiusi in attesa del processo dei palestinesi accusati di collaborazionismo con Israele (e con Fatah).
Alcuni detenuti feriti sono stati trasportati all’ospedale At Shifa, nel reparto ortopedico, dove dei militanti di Hamas hanno provveduto ad ucciderne sei in 24 ore.
Le notizie a riguardo si fermano al 30 dicembre.
Probabilmente a quest’ora Hamas ha massacrato nei loro letti tutti i ricoverati accusati di collaborazionismo.


Sono delle bestie.

Sono dei nazisti.
Come coloro che in Italia e nel mondo occidentale li difendono.


Da un articolo di
UP Pompei. Anche QUI.

La guerra infinita. UNRWA ovvero L'ONU in difesa di HAMAS

Karen AbuZayd, commissaria generale dell’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso dei profughi palestinesi, esprime l’ “orrore” per la terribile distruzione di Gaza e l’immane perdita di vite umane, esortando Israele a cessare immediatamente il bombardamento della città QUI

Il comunicato prosegue informando che gli assassinii e le distruzioni di questi giorni arrivano dopo settimane di stretto assedio che hanno impedito all’UNRWA e ad altre agenzie “umanitarie” di assistere alla popolazione e mitigare la difficile situazione economica che è conseguenza dell’assedio.


In un articolo del giugno scorso la commissaria dichiarava :For 60 years, Palestine refugees have been in exile from their ancestral lands. Nowhere is this more starkly visible than in the West Bank, where the illegal barrier ( si riferisce al muro che, pur risultando economicamente svantaggioso per Israele, ha fermato il 99% degli attacchi terroristici kamikaze e salvato centinaia di vite? Ah, dimenticavo, la vita di un ebreo non conta - ndF), hundreds of checkpoints and physical obstructions daily reinforce the exile. And in Gaza, the policies of closure and indiscriminate punishment devastate lives, causing mass despair, threatening to destroy hopes for peace (difatti Hamas si è data molto da fare per la pace eterna di Israele - ndF).”


Comunque è comprensibile che una organizzazione dell’Onu creata ad hoc per soccorrere i profughi palestinesi impieghi ogni mezzo (lecito), per assolvere la sua mission. Malgrado ciò permangono alcuni dubbi. Innanzitutto una sciocchezzuola: curiosamente i profughi palestinesi, caso unico nella storia dei profughi in tutto il mondo, invece di diminuire in numero, aumentano ogni anno. Ed il numero si incrementa in modo esponenziale.

Dagli 800.000 circa della fine degli anni ’40, arriviamo ai 4 milioni e passa di questi giorni. Per fare una battuta, se l’organizzazione per la salvaguardia della foca monaca avesse ottenuto un incremento in rapporto pari a quello ottenuto dall’UNRWA con i suoi profughi, potremmo esportare questi graziosi pinnipedi in tutto il mondo.

Ma lo scopo dell’Agenzia “sarebbe” quello di arrivare ad un punto X nel quale i profughi cessano di esserlo. E quando anche l’ultimo profugo diventasse cittadino di una qualsiasi nazione, l’ UNRWA avrebbe assolto il suo compito e potrebbe chiudere i battenti.

Ma quando mai….

La realtà amara è che i profughi sono una merce di scambio, una fonte di guadagno e soprattutto di potere per tutti :ONU, Paesi Arabi, terroristi compresi. Il problema dei profughi palestinesi non avrà mai una fine.


Secondo me, ciò che ho appena descritto è un peccatuccio dell’ONU. Tuttavia vi sono altri dettagli che io (bastardo simpatizzante sionista) ritengo un po’ più gravi.

Peter Hansen, il responsabile delle agenzie dell’ONU per la Cisgiordania e Gaza, ex commissario generale dell’UNRWA, ha dichiarato in un’intervista alla CBC NEWS canadese, che certamente membri di Hamas sono impiegati all’interno dell’UNRWA e che in fondo non ci vede nulla di male.

Ok, a parte il fatto che Hamas è considerata un’organizzazione terroristica sia dagli Stati Uniti sia dalla UE (l'opinione dell'inetto D'Alema su questo blog è ininfluente), il candido Peter Hansen non si pone qualche dubbio sul fatto che L’ONU, in questo modo, legittima i terroristi di fronte al mondo e, per me cosa più grave, di fronte ai palestinesi che non fanno parte di Hamas, ma che si rendono conto che è inutile ribellarsi ad una organizzazione così potente da essere rappresentata con i suoi membri perfino all’interno di un’agenzia delle Nazioni Unite.

E poi, parliamoci chiaro, vi immaginate, all’interno dell’UNRWA un ufficio del personale diretto da un membro di Hamas? Una manna per molti abitanti della striscia di Gaza: un posto all’ONU, di fattorino, usciere, pilota d’ambulanza non si rifiuterebbe a nessuno.

O meglio, non si rifiuterebbe a chi accettasse di far parte dell’organizzazione e offrisse il proprio aiuto ad Hamas, nel momento del bisogno, proprio dall’interno dell’Agenzia.


E ora riguardatevi il video vah, coi tempi che corrono c'è il rischio che lo cancellino.

Saturday, January 03, 2009

And then Israel woke up...










A natale solitamente non mi aspetto dei regali. Ho trascorso tre mesi all’estero e tornare in Italia per qualche giorno è già un bel regalo. Ma queste feste hanno portato a me e a molti un dono inaspettato: l’insulso e farlocco governo israeliano, in un sussulto di dignità (oddio, siamo in prossimità delle elezioni), ha deciso di dare una risposta netta e decisa alla violenza del terrorismo fondamentalista palestinese e da domenica 28 dicembre la sua aviazione ha colpito incessantemente Gaza, eliminando buona parte della forza offensiva di Hamas, distruggendo una parte dei rifugi e dei tunnel impiegati per il passaggio delle armi, eliminando molti dei quadri dell’organizzazione terroristica e, notizia di poche ore fa, eliminando anche Nizar Rayyan, la nuova guida spirituale di Hamas, un assassino che all'interno dell'organizzazione terroristica aveva rimpiazzato il posto che fu dello sceicco Yassin.


La dichiarazione unilaterale della fine della tregua ed il martellamento con i missili Kassam dei territori israeliani confinanti con la striscia di Gaza hanno certamente contribuito ad accelerare l’azione di forza, che comunque era attesa e auspicata da Hamas.

Oh no, non è masochismo. Verosimilmente i capi di Hamas hanno creduto possibile che un’azione contro Gaza avrebbe causato molte vittime tra i civili e grazie a ciò il mondo intero si sarebbe sollevato contro Israele. Se le vittime non fossero state molte, gli operatori delle emittenti occidentali “amiche” avrebbero trasmesso comunque delle immagini di distruzione e di morte che, vere o false, sarebbero servite allo scopo.

Ma non dimentichiamoci che Hamas brama la fine di Israele, pertanto è anche probabile che abbia creduto in una rapida discesa in campo dei Paesi Arabi, uniti per soccorrere Gaza e distruggere il “piccolo satana”. A questo proposito, almeno fino a ora, pare che l’organizzazione terroristica abbia sbagliato i suoi calcoli, perché, a parte le solite dichiarazioni di condanna contro Israele, che ci arrivano dalla Lega Araba, nessun leader islamico intende fare qualcosa di concreto per aiutare i terroristi.

Chissà, forse Hizbullah potrebbe decidere di ricominciare i suoi attacchi contro Israele per impegnarlo su due fronti. Sarebbe la ciliegina sulla torta ed Israele di certo non perderebbe l’occasione per tentare di annichilire definitivamente la rinvigorita forza militare del Partito di Dio.


Ma anche l’opzione: tante vittime civili = tanto sdegno contro Israele, sembra ormai crollare definitivamente, perché l’aviazione israeliana, sganciando le sue bombe su obiettivi mirati, scoperti in mesi di eccellente lavoro di intelligence, sta fortunatamente limitando al minimo il numero delle vittime innocenti. Inoltre, grazie ad alcuni (pochi) media “liberi” dalla propaganda filo-terrorista, tutto il mondo ormai è a conoscenza che i palestinesi di Gaza che abitano nei pressi degli obiettivi da distruggere 1* sono avvertiti per tempo, affinché possano mettersi in salvo. Caso strano, ma eclatante, anche Nizar Rayyan era stato avvertito (testimone è uno dei suoi famigliari sopravissuti al bombardamento) eppure è rimasto ad attendere la morte, costringendo anche le sue mogli ed alcuni dei suoi figli a condividere lo stesso destino.


Leggendo le battute iniziali di questo post, qualcuno mi accuserà di essere un cinico.

E certo: non è politicamente corretto affermare che un’azione di guerra ha la valenza di un regalo di Natale.

Può darsi che sia cinico, ma è certo che non sono un ipocrita. E non nascondo che ho auspicato anch’io per molto tempo un’azione radicale di Israele contro i terroristi di ogni fazione e provenienza. Consapevole che ad ogni minaccia a cui non sarebbe seguita una pronta risposta, Hamas (e altri gruppi terroristi) avrebbe creduto in un inesorabile indebolimento del piccolo stato ebraico.


Per contro, anche se sono assolutamente convinto che con i terroristi non si dialoga, ma è necessario annichilirli dovunque essi siano (in tutto il mondo), rimango dalla parte dei più deboli, in questo caso anche di quei tanti palestinesi che vorrebbero vivere una vita normale ed invece a causa dei loro leaders, vivono nel terrore e, in molti casi, nella miseria.

Tuttavia, i capi palestinesi o le nazioni arabe che li appoggiano non sarebbero così forti senza l’apporto fondamentale di una parte marcia dell’Occidente.

Ed è proprio l’Occidente che con le sue scelte sbagliate alimenta la guerra infinita che nuoce maggiormente al popolo palestinese. Ma qui da noi nessuno pare rendersene conto.


Consiglio di leggere il piccolo post qui sotto, troverete un fulgido esempio di ideologia nazista prestata alla politica pacifista. Una chicca.

Ma il commento non mi sorprende né mi scandalizza: i pacifinti, sebbene siano una delle cause del disastro del popolo palestinese, sono assolutamente ridicoli.


Nota : 1* gli obiettivi sono quasi sempre nascosti tra le abitazioni civili, o all’interno di edifici religiosi


Friday, January 02, 2009

I piccoli nazisti crescono










Dal Blog del "pacifista" Vittorio Arrigoni:

"Morte ad Israele

Palestina libera

Bastardi ebrei spero che la risposta di Hamas e di Hitzbollah sia dolorosa e grondante sangue sionista, spero che vi facciano saltare tutti per aria, nelle vostre città e sui vostri autobus, che sventrino le vostre donne incinte e che facciano a pezzi i vostri giovani!!Nella speranza che facciano quello che i nazisti purtroppo non sono riuscita a fare: eliminarvi dalla faccia della Terra."

30/12/2008 19:03


NB - trattasi di uno dei commenti a questo post

Friday, May 23, 2008

La (solita) pulizia etnica della Palestina.


Credo che mai come in questi ultimi anni l’odio anti israeliano abbia raggiunto picchi così alti.

Molti ritengono che tutto ciò sia parte di un piano organizzato da “menti eccelse” che in tutto il mondo, da tempo, tentano di ammaestrare l’opinione pubblica operando per giungere alla delegittimazione dello Stato di Israele.
Sebbene potrebbero essere soltanto delle congetture, a molti me compreso, sembra chiaro che questi gruppi di “giudeofobi” (neonazisti, sinistri, eurasiatisti e quant’altro), si adoperano affinché la comunità internazionale non alzi un dito quando (domani? tra un anno? tra due anni?) alcuni (noti) Paesi medio orientali tenteranno di annichilire definitivamente l’entità israeliana .

Nel quadro dell’informazione falsata anti Israele, non potevamo non accennare alla nuova opera dello “storico” Ilan Pappe: “La pulizia etnica della Palestina”. Ilan Pappe, ex insegnante all’Università di Haifa, di ideologia comunista stalinista, rientra nella cerchia degli ebrei venerati dai “giudeofobi”, come ad esempio Noam Chomsky, o Finkelstein (l’ebreo revisionista), o gli ebrei ultraortodossi del gruppo Naturei Karta che pregano per la cancellazione di Israele dalla faccia della terra.

Il “nostro” professor Pappe, dopo anni e anni di studi e affermando di essere entrato in possesso di documenti "autentici"*1, rivela nel suo libro ciò che qualsiasi ragazzino con simpatie nazicomuniste può trovare negli innumerevoli siti web pro-palestina: la cacciata dei palestinesi dalla loro terra (?), la Naqba/La Catastrofe è parte di un progetto sionista preparato da Ben Gurion ben prima della Guerra del 1948 e reso operativo attraverso il piano D (Daleth) dell’Haganà, che prevedeva la sistematica occupazione delle terre dei palestinesi (??), attuata attraverso una campagna di terrore e di morte (massacro di Deir Yassin, i massacri nella Galilea, confisca dei beni ecc.).
Sempre stando alle parole di Ilan Pappe, tutto ciò si concretizzò in una vera pulizia etnica che fu alla base della creazione dello Stato di Israele e che continua tutt’oggi a Gaza e in Cisgiordania.
Il Muro di sicurezza costruito dagli israeliani intorno alla Cisgiordania è parte attiva del "progetto di pulizia etnica" perché “respinge” i “palestinesi” verso il deserto.

Ora, a parte il fatto che si potrebbe evitare di gettare un mucchietto di eurini per questo libro, in quanto sul web se ne possono trovare a “pacchi” di storie sulla “pulizia etnica” messa in atto dai sionisti ( ad esempio, andate a leggervi “Back to roots” di Salman Abu Sitta), spiace leggere che l’esimio professore neghi con fermezza che l’esodo dei palestinesi nel 1948 fu indotto soprattutto dai Paesi arabi che intendevano così allontanare dai loro villaggi i palestinesi “per qualche settimana”, giusto il tempo per ammazzare tutti gli ebrei.

Noi non siamo come chi distorce sistematicamente la Storia: è chiaro che molti tra i palestinesi fuggirono anche in conseguenza delle voci intorno al “massacro” di Deir Yassin (opera dei gruppi terroristi Irgun e Lehi, non dell’ Haganà).

Ma la Storia è fatta dalle testimonianze di chi l’ha vissuta. Pertanto mi permetto di riportarne qualcuna:

- Dal Time Magazine maggio 1948 - "C’è un'evacuazione di massa, in parte indotta dalla paura, in parte dagli ordini dei leader arabi. Il quartiere arabo di Haifa è una città fantasma. Ritirando i lavoratori arabi, i loro leader sperano di paralizzare Haifa.”

- Dal New York Times del maggio 1948 - Abdul Rahman Azzam Pasha (primo segretario generale della Lega Araba ndF) ha dichiarato, "Questa sarà una guerra di sterminio e un massacro epocale che sarà ricordato nei tempi come i massacri compiuti dai mongoli e le Crociate".

- Da Sir Am Nakba, proclama del primo ministro iracheno Nuri Said (nazista ndF) “…noi devasteremo il Paese con i nostri cannoni e distruggeremo ogni luogo in cui gli ebrei cercheranno riparo. Gli arabi dovranno portare le loro mogli ed i loro figli in zone sicure finché i combattimenti cesseranno…”

- Dal giornale libanese Al-Sada Janub, agosto 1948, dichiarazione del vescovo di galilea George Akim “ I rifugiati (arabi ndF) erano fiduciosi che la loro assenza si sarebbe protratta per una settimana o due, avevano avuto promessa dai loro leader che le armate arabe avrebbero distrutto le bande sioniste velocemente…”

- Nel quotidiano libanese Al Hoda del giugno 1951 si riportano le dichiarazioni del solito Azzam Pashà che nel maggio del 1948 assicurò i Leader Arabi sulla conquista veloce della Palestina (una “semplice marcia militare”) e sull'altrettanto certa “gettata” degli ebrei nel Mediterraneo, nel contempo il Segretario Generale della lega Araba esortò fraternamente i palestinesi a trovare rifugio nei Paesi amici finché le armi arabe non avessero concluso il loro lavoro;

- Nel giornale egiziano Akbar Al Youm, nell’ottobre del ’63 si legge che il gran nazista (ndF) Gran Muftì di Gerusalemme il 15 maggio 1948 fece appello agli arabi palestinesi di lasciare la Palestina perché i Paesi arabi vi stavano entrando con l’intento di combattere per loro (Seee, i Paesi Arabi volevano solo prendersi e spartirsi il Paese).


Qualcuno affermerà: “ma che palle! Ma quante saranno le testimonianze di cui l’esimio professore NON ha tenuto conto?” Tante, in verità. Ne aggiungo ancora una, tratta dalle memorie di nientepopodimenoche Khaled al 'Azm, ministro della guerra siriano durante la guerra del 1948 “…una delle ragioni del fallimento arabo del 1948 è stato l’ordine dei governi arabi ai palestinesi di evacuare le loro terre per rifugiarsi nei Paesi confinanti….Dal 1948 abbiamo lottato per il ritorno dei profughi nelle loro case. Ma noi stessi siamo quelli che li hanno incoraggiati a partire….”

Al caro Pappe, rimproveriamo anche di non aver assolutamente accennato ai disegni di pulizia etnica progettati e spesso messi in opera dal leader Palestinese il Gran Nazista Amin Al Husseini. Qualcuno potrebbe obiettare “ Massì, il libro parla della “Palestina”, non del mondo intero” Certo! E ciò che avvenne a Gerusalemme Vecchia che fu, se non un atto di pulizia etnica?

Ed il tentativo di avvelenare la rete idrica di Tel Aviv nel 1944? Ed i vari massacri compiuti dalle squadracce palestinesi ai danni di civili, (donne, bambini, operatori sanitari ecc. ecc), prima, durante e dopo la guerra del 1948? Tutto dimenticato?

Il Pappe afferma che il piano D (Daleth) è la prova del progetto di pulizia etnica studiato dai sionisti prima della guerra di Indipendenza. Ma lo ha letto? E se l’ha letto, si è accorto che si tratta di un normale piano difensivo e che tuttora in tutto il globo le forze militari attuano in caso di guerra delle procedure simili?
Non è giusto?
Ma è forse la guerra giusta? Occupare o distruggere dei villaggi che ospitano e nascondono delle forze militari ostili (dopo aver eliminato le forze offensive ed evacuato la popolazione) è guerra.
Brutta e sporca come lo sono tutte le guerre, ma non si tratta di pulizia etnica (alla faccia della Corte Penale Internazionale)

Al Pappe gli importa assai di parlare del terrorismo palestinese , men che meno gli salta in testa di dire che la colpa della Naqba è da attribuire agli Arabi, al leader Gran nazista Palestinese ad ai suoi marci parenti.

Odia il Sionismo, odia Israele e la sua stessa razza. Credo che ritenga il suo Paese colpevole di tutti i mali dei palestinesi. E a proposito dei marci parenti di Amin Al Husseini, son certo che per il Pappe quel gran criminale di Arafat fu un eroe.
Dimentica di certo l’esimio storico, che Arafat, per decenni foraggiato dall’internazionale nazista, fu cacciato dalla Giordania in malo modo e in quel frangente il suo comportamento costò la vita a 10.000 palestinesi massacrati dai giordani.
Scappato in Libano, portò quel Paese all’esasperazione finché altre migliaia di rifugiati palestinesi morirono sempre per sua colpa.

IL Pappe non vuole ammettere che il male dei palestinesi è frutto delle politiche e delle strategie fallimentari dei loro leader e di gran parte del mondo arabo.

Se la prende anche con il Muro, il buon Pappe. Non ricorda minimamente che è stato costruito per impedire lo stillicidio di attentati palestinesi in Israele. Nemmeno un accenno al fatto che gli attentati da allora sono diminuiti del 99 e passa per cento.
“Che gli frega a lui?” “Il Muro respinge i poveri palestinesi verso il deserto”. Ecco tutto.
Grande analisi, esimio Professore.

Il professore è un buon uomo, vorrebbe che la “Palestina” fosse un unico stato dove ebrei e palestinesi convivono in pace (vallo a dire ad Hamas). Ora invece, a causa dei cattivi israeliani è il regno dell’Apartheid, come il Sud Africa degli anni ‘60/’70.
Per Pappe Israele è l’ultima grande potenza coloniale.

Ma che vi aspettavate da un israeliano che si batte per il boicottaggio del Suo Paese?
Ma che vi aspettavate da un israeliano che ha usato la sua influenza per promuovere delle false ricerche storiche sulla guerra del 1948 (ricerche pagate dall’OLP)?


Il libro del Pappe, è pubblicato in Italia da Fazi. Nel caso qualcuno desiderasse leggere una recensione ufficiale, consiglio quella dell’ANSA ( e te pareva) nel suo “Un libro al giorno” (ne sarà contento l’ex direttore ANSA, il “socialista nazionale” Ugo Gaudenzi).


*1 Il Pappe ha già avuto numerosi problemi legali a causa di "documenti autentici" creati ad arte dall'OLP....

Wednesday, April 23, 2008

Chi sono i "pacifisti"?


Nel 2003 ebbe vasta eco nel mondo la scomparsa della ventitreenne statunitense RachelCorrie, pacifista dell’IMS (Movimento di Solidarietà Internazionale).

Insieme ad alcuni compagni stava tentando di fermare le ruspe israeliane che erano in procinto di bonificare un’area nella zona di Rafah (lungo la strada tra Gaza e l'Egitto), quando un bulldozer in fase di manovra la colpì con la lama e l’attivista morì poco dopo nell’Ospedale di Gaza.

Sorvoliamo sulle manifestazioni di protesta e sulle le accuse contro Israele, organizzate dai gruppi “pacifisti” di tutto il mondo dopo la morte della giovane americana.
Vi allego soltanto un documento dell’ISM, la “ Dichiarazione sull’omicidio di Rachel Corrie”, dove si richiede alle Nazioni Unite di condannare fermamente Israele.

Nel caso non vogliate leggerlo tutto (ma è breve), riporto un periodo illuminante:

“L'ISM -formato da civili sia palestinesi che stranieri- fa appello alla comunità internazionale perché rompa il silenzio che circonda i grotteschi abusi dei diritti umani perpetrati dagli israeliani. I civili stranieri si trovano nei Territori Occupati per cercare di difendere i diritti umani e le vite dei palestinesi proprio perché le organizzazioni internazionali istituzionali si rifiutano di farlo.”

Ebbene, è proprio vero che l’ISM è un gruppo formato da “civili” palestinesi e stranieri? Ed aggiungo, è sempre vero che questi civili si trovano nella “cosiddetta Palestina” per salvaguardare i diritti umani dei “poveri palestinesi”??

Nel 2006 un ragazzo inglese che ha avuto il coraggio (e l’impudenza) di denunciare alla polizia i traffici di droga delle bande di pakistani (e la corruzione di alcuni poliziotti), dopo essere stato più volte minacciato di morte, aver perso tutti i suoi beni ed essere stato abbandonato dalle istituzioni, fugge in Israele.
Ed allora, per uno strano gioco del destino, all'aeroporto Ben Gurion, prima di salire su un minibus per Gerusalemme, conosce un giovane studente americano. Dietro suo consiglio scenderà a Gerusalemme Est.
L’inglese comprende soltanto al suo arrivo che si trova “dalla parte sbagliata” della città, ma l’americano sembra trovarcisi benissimo… Il seguito lo leggerete QUI (in inglese- Leggete anche le parti 2-3-4).

Riassunto in breve: l’americano è un attivista dell’IMS. A Gerusalemme EST ve ne sono degli altri, di tutte le nazionalità (anche un italiano). Insieme a loro, il “nostro” visita il carcere di Gerico e ha l’occasione di conoscere sia poliziotti palestinesi, sia terroristi delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa. Durante il tour guidato da uno dei terroristi palestinesi, i “pacifisti” si fanno ritrarre imbracciando il Kalashnikov ed “abbracciando” alcuni "martiri" di Al Aqsa. Tutte le foto, durante la serata verranno cancellate. Tutte, eccetto quelle dell’inglese che prima del controllo, toglie la scheda dalla fotocamera.

Al’’inglese viene detto che il l’obiettivo principale dell’IMS è raccogliere fondi per la causa palestinese. Durante la notte all’inglese vengono raccontati tutti gli orrori compiuti da Israele (l’indottrinamento). Il giorno dopo al gruppo di “pacifisti” viene ordinato di raggiungere un territorio nella West Bank per ricevere maggiori “informazioni” e addestramento. A questa “missione” il "nostro" non partecipa.

Lionhearth che ha vissuto questa “interessante” esperienza, ci parla anche del Movimento di Solidarietà Internazionale, non risparmiandoci le sue (/mie) opinioni su quel branco di “utili idioti” alla causa del terrorismo QUI e QUI.

Potrebbe interessare a qualcuno:

Un libro sulla tragica morte della "pacifista" di IMS QUI
Manifesto di solidarietà a IMS dalla "
Rete Ebrei contro l’occupazione e dal Movimento palestinese per la cultura e la democrazia" QUI.
Un sito di Informazione di "pacifisti" a Gaza QUI.
ISM in Italia QUI.

Un video QUI.

Nell'immagine, due componenti dell' IMS e tre terroristi delle Brigate dei martiri di Al Aqsa.

Thursday, July 19, 2007

D'Alema e Hamas "Il partito democraticamente eletto"

Liberali per Israele pubblica un articolo di Stefano Magni, D’Alema contro Al Fatah che ci ricorda da chi sia rappresentato il “partito democraticamente eletto” nella Striscia di Gaza. Hamas, che sappiamo godere dei favori e delle simpatie del “nostro” ministro D’Alema, è una formazione terroristica. Giunta al potere grazie certamente alla corruzione di Fatah (terroristi in doppiopetto), ma soprattutto per mezzo di una “politica” di violenza ed orrore.

Il giornalista de "L'Opinione" riporta nel suo articolo anche le parole scritte nell’aprile scorso da Kan’an Ubayd sul giornale di Hamas, Al-Risalah, :

“Abbiamo sentito più di una volta condanne o denunce contro le operazioni di resistenza armata e le bombe di Hamas e delle altre branche della resistenza palestinese.
Tutti devono sapere che noi commettiamo questi atti perché è il nostro Signore a comandarli, non li commettiamo secondo la nostra volontà. E il popolo deve sapere che lo sterminio degli Ebrei è un bene per gli abitanti del mondo”

Insomma, Dio è con chi vuole la fine degli ebrei. Dio stesso la chiede.
Un discreto osservatore noterà in questo passo alcune affinità con le parole di Hitler, nel Mein Kampf:
“ E così io credo come sempre che il mio comportamento è in accordo con il volere dell’Onnipotente Creatore. Fin quando mi reggerò in piedi, sarò contro il Giudeo, difendendo l’opera del Signore” (non si riferiva solamente a Marx).

In Italia che sappiamo di Hamas? Che è una formazione terrorista, sanguinaria, s’ispira a Hitler, è diretta espressione del gruppo dei “Fratelli musulmani” è divisa in due sezioni (una dedita agli attacchi terroristici contro gli ebrei, l’altra alla soppressione dei palestinesi moderati e collaborazionisti), vuole l’introduzione della legge coranica in Palestina e persegue la distruzione di Israele.

Inoltre, ammaestrando all’odio i bimbi fin dalla tenera età, intende rendere infinita la guerra contro l’Occidente.

Riflettendo, la mia opinione riguardo al comportamento che sarebbe bene adottare nei confronti di queste zecche islamiche, non differisce sostanzialmente da ciò che loro reputano giusto (ispirato da Dio) nei confronti d’Israele.

Ma è un’opinione personale.

Tuttavia, parrebbe logico che in Italia i media ed il mondo politico facessero sentire il loro forte biasimo per un ministro della Repubblica anti- israeliano, che simpatizza vergognosamente con una formazione politica che rincorre l’ideale dello sterminio di un popolo.

Eppure, anche dopo l’ultima imbarazzante dichiarazione del “nostro”, pare che nessuno, nemmeno dall’opposizione, abbia chiesto al Ministro di dimettersi.

In sostanza, mi sembra che il feeling del capo della Farnesina per i terroristi palestinesi non abbia scombussolato più di tanto il luglio italiano.

Come dicemmo tempo fa, in Italia fa più scandalo un Sircana in cerca di trans che un D’Alema al braccetto di terroristi.

Di seguito riporto il post di Jihad Watch del 4 maggio scorso, che approfondisce l'articolo di Kan’an Ubayd su Al-Risalah.

Hamas: “The extermination of the Jews is good for the inhabitants of the worlds.”

More genocide talk from jihadists, while the world continues to yawn. By Itamar Marcus and Barbara Crook for PMW:

The extermination of Jews is Allah’s will and is for the benefit of all humanity, according to an article in the Hamas paper, Al-Risalah. The author of the article, Kan'an Ubayd, explains that the suicide operations carried out by Hamas are being committed solely to fulfill Allah’s wishes. Furthermore, Allah demanded this action, because “the extermination of the Jews is good for the inhabitants of the worlds.”

The killing of innocent Jews by terrorist attacks is portrayed as Allah’s plan for the benefit of humanity.

It should be noted that Hamas’s justification for the extermination of Jews, both as God's will and for the benefit of humanity, echoes Hitler's words in Mein Kampf:

“In this case the only salvation remaining was war… If the Jew with the help of his Marxist creed is victorious over the peoples of this world, then his crown will be the funeral wreath of humanity… Thus I believe today that I am acting according to the will of the almighty Creator: when I defend myself against the Jew, I am fighting for the work of the Lord.” (Mein Kampf)

In another parallel to the Nazi genocide of Jews, the writer says he wants to be sure that “everyone will know” that these murderous actions are “not of [Hamas’s] own accord” – an echo of the Nazi war criminals’ repeated justification of their actions with the defense that they were only following orders.

The fact that these orders are said to be divine in nature makes Hamas’s justification for the murder of Jews even more ominous.

Following is the excerpt from the Hamas article:

"We find more than once condemnation and denunciation to the resistance operations and bombings [suicide attacks], carried out by Hamas and the Palestinian resistance branches. There is no other choice but to use restraint regarding the condemnation, the attaching of the label of terror [to "resistance"], and the assembling of conferences [for] condemnation [of the attacks]. [This] so that everyone will know, that we did this only because our lord commanded so, “I did it not of my own accord” [*] and so that people will know that the extermination of Jews is good for the inhabitants of the worlds on a land, to which Allah gave his blessing for the sake of the inhabitants of the worlds.” [Al-Risalah, April 23, 2007]

[*] Translation of Quranic verse taken from USC Compendium of Muslim Texts.

Posted by Robert at May 4, 2007 2:52 PM

Friday, June 22, 2007

Chi persiste nell'errore...



Sia in Israele che negli Stati Uniti molti ritengono Abu Mazen un interlocutore affidabile. Personalmente ho dei grossi dubbi. Credo che questa fiducia non porterà a nulla di buono.

In effetti, dal 1993, anno dei primi negoziati di Oslo, una lunga serie di errori di valutazione hanno incrementato il terrorismo anti-israeliano.

E’ vero, Abu Mazen in un suo celebre discorso ha riconosciuto che è stato un errore portare degli attacchi terroristici nel cuore d’Israele. D’altra parte, non dimentichiamoci che è stato lui stesso ad affermare che: “noi abbiamo il legittimo diritto di puntare i nostri fucili contro Israele” ed ancora:” i figli di Israele sono causa della corruzione dell’Umanità” (gennaio 2007).

A propòs di fucili e d’errori di valutazione: Israele concesse alcune migliaia di armi allo staff di Abu mazen, è provato che alcune di esse furono utilizzate per uccidere degli israeliani.

Nel febbraio 2007, dopo i primi disordini compiuti da Hamas, il nostro disse: “Dobbiamo unire il sangue di Hamas e Fatah nella lotta contro Israele. Come facemmo all’inizio dell’intifada…”.

Inoltre, se qualcuno avrà la pazienza di guardare questo video, scoprirà che il tanto lodato “riconoscimento di Israele” da parte di Fatah si risolve facilmente in una mera questione di “money”.

Abu Mazen è “doppio”, come del resto fu Arafat.

Qualcuno avrà visto il film o il trailer di Obsession. Si scopre un Arafat che condanna il terrorismo ad Oslo e poco dopo lo stesso Arafat che incita il popolo al Jihad. E’ "normale".

Ancora, molti parlano dell’Arafat che nel 1969 si rivolse alla Sinistra pacifista mondiale reclamando un aiuto per un popolo oppresso, i palestinesi, contro un popolo oppressore, Israele. Ma nello stesso anno a Barcellona e nell’anno successivo a Parigi, partecipò ai summit dell’internazionale neo-nazista, per ottenere nuovi finanziamenti, come nel passato accadeva tramite François Genoud, il banchiere svizzero di Hitler.

La doppiezza politica di Fatah si svelò anche in Giordania, quando Arafat tentò un colpo di Stato per spodestare il re Hussein che l’aveva accolto insieme alla sua gente. Scoperto, il re invece di punirlo, decise di affidargli una carica politica, ma il capo dell’OLP rifiutò e condusse una campagna terroristica all’interno dei confini giordani. Il risultato lo conoscono tutti: Hussein passò alla controattacco ed il suo esercito massacrò 15.000 palestinesi. I superstiti si rifugiarono in Giordania, Siria e Libano.

Arafat, probabilmente fuggito per primo assieme al suo gruppo di comando, si stabilì a Beirut dedicandosi per più di 10 anni al terrorismo interno e a quello internazionale.

Ma il nostro “moderato” Abu Mazen dov’era, quando Arafat, dava il meglio di sé? Ma con lui, certo. E ne condivideva ogni azione.

Anzi, a volte l’allievo superava il maestro. Difatti ci sono prove che attestano la responsabilità di Abu Mazen nella progettazione dell'attentato alle Olimpiadi di Monaco del 1972.

Vorrei che molti, ad esempio quegli utili idioti pacifinti che indossano la kefiah alle manifestazioni anti-israeliane, conoscessero un po’ meglio la vera storia di questi “eroi” palestinesi. Purtroppo, tante chiacchere e pochi neuroni in testa permettono solo di comprendere la propaganda pro-palestina, ideata e scritta dagli stessi palestinesi (vedi Abu Sitta). Anche Abu Mazen contribuì alla propaganda scrivendo a Mosca, un bel trattato negazionista dell’Olocausto, che si soffermava anche su inverosimili alleanze tra ebrei e nazisti. Le colpe dei palestinesi vengono addossate agli ebrei. E’ “normale” anche questo.

Ma continuare a parlare del Presidente dell’Autorità Palestinese non ci porta lontano. Ciò che vorrei far intendere, è che la Storia di questi ultimi 15 anni ha insegnato poco o nulla non solo all’Occidente, ma anche ad Israele.

Dal 1993, anno dei negoziati di Oslo, il terrorismo anti-israeliano (come la minaccia dei Paesi ostili) è aumentato con un rapporto inversamente proporzionale alle concessioni fatte da Israele ai Palestinesi.

Molti Paesi in Occidente, Stati Uniti compresi, continuano a fare pressioni su Israele perché non abbandoni il processo di Pace. Israele, dal canto suo, ha cercato in questi ultimi anni un riavvicinamento con l’AP, ottenendo poco o nulla in cambio, se non una recrudescenza degli attacchi terroristici, limitati recentemente solo dalla presenza del Muro.

Tutto ciò che insegna?

I palestinesi, Hezbollah e tutti i Paesi arabi che odiano Israele, hanno un solo obiettivo: l’eliminazione degli ebrei. Ogni offerta o concessione di Israele viene vista come una forma di debolezza. Se Israele è debole, Israele può essere sconfitto, ed annullato.

Prove ne abbiamo a bizzeffe. Il ritiro di Israele dal Libano nel 2000 fu riconosciuto come una vittoria da Hezbollah che, da allora, cominciò a martellare con i suoi missili le città israeliane. La stessa percezione (falsa) della “stanchezza” d’Israele avvenne l’anno scorso, con la fine della guerra “d’estate” E ancora, all’indomani dei negoziati di Oslo e Camp David si intensificarono gli attentati terroristici, cosi come nell’agosto 2005, quando Gaza fu lasciata completamente sotto il controllo dell’Autorità Palestinese.

Più Israele si rivela altruista, più viene colpita. Non è una questione di semplice vigliaccheria. Parliamoci chiaro, i palestinesi (e gran parte del mondo arabo) vorrebbero eliminare l’entità ebraica dal Medio Oriente. Pertanto, cercano per l'appunto di colpire quando ritengono che Israele sia più debole e scoraggiata, per trarne i maggiori effetti. Per vincere una guerra, si agisce in questo modo (per chi non l'ha letto, consiglio il trattato sull’arte della guerra di Sun TzU).

Per questo motivo, Israele NON deve fare ulteriori concessioni all’ AP. NON deve proseguire di sua iniziativa il processo di Pace. DEVE invece colpire duramente il terrorismo palestinese a Gaza, nella West Bank e, aggiungerei, in tutto il mondo.
Le eliminazioni mirate sono l’unico deterrente al terrorismo.

Solamente quando i palestinesi ed il mondo arabo in generale, comprenderanno che Israele non ha perso un chicco della sua potenza e della sua determinazione, si potrà affrontare il problema del processo di pace che dovrà partire dai Palestinesi.
E giustappunto sull’AP che la Comunità Internazionale dovrebbe cominciare a fare pressioni.
Ora sarebbe il momento giusto.