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Monday, March 31, 2008

FITNA : un commento.


Dal sito Gates of Vienna riporto un breve commento di Fjordman al film FITNA di Wilders.

Colgo l’occasione per postare anche una personale opinione che non riguarda l’opera in sé, bensì gli effetti della crescente popolarità che la diffusione in internet sta regalando a questo cortometraggio.

FITNA ha il potere di cambiare il corso degli eventi, perché grazie al WEB milioni di persone mai nemmeno sfiorate dal pensiero che esista nell’ISLAM la volontà di piegare l’Occidente, o che con sufficienza e sarcasmo hanno reagito alle tesi dei molti che già da anni denunciavano questo pericolo (penso ad Oriana), ora hanno la possibilità di ricredersi e di comprendere quale tremendo inganno sia il relativismo che in questi ultimi decenni ha minato le fondamenta della civiltà occidentale.

Pertanto mi sento di ringraziare sinceramente tutti quei boriosi babbei che con la loro foga di denunciare e censurare FITNA hanno accresciuto notevolmente la curiosità attorno al film.

Grazie a Ban-ki Moon. Grazie al premier olandese Jan Peter Balkenende. E grazie a tutti i ministri degli esteri della UE. Compreso il nostro “amatissimo” D’Alemah che non ci ha fatto mancare una perla della sua saggezza: "Non apprezzo che vengano offesi o colpiti i sentimenti religiosi di chicchessia". Oh, qual cristallino esempio di rettitudine, tolleranza e bontà d’animo!
Che ministro, che uomo!

Grazie. Grazie di cuore.
Standing Ovation!

I liked it. It is impressive how much they managed to squeeze into just 15 minutes. I notice several of the comments at Jihad Watch say Geert Wilders could have made it worse. Yes, he could. He left out quite a few things, but what he kept was authentic and bad enough.

We should remember that the people reading websites such as Jihad Watch or Atlas Shrugs or Gates of Vienna are perfectly aware of how bad Islam is. This movie was not made for them. It was made for all those tens of millions or hundreds of millions of people out there who don’t trust the official propaganda about Islam, but still don’t fully understand how bad it is. Being too harsh (even if what is described is true) could put some of them off.

I believe this movie struck a good balance between showing Islam for what it is and still making it possible for the average person to digest the message. It is highly effective.
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But I agree with Hugh Fitzgerald: We want a sequel! What about “Pirates of Muhammad: At Islam’s End,” starring Johnny Depp? Yes, I know, it would be too cute, but at least people would see it. As long as Keira Knightley plays Aisha, I’m happy.

For the comments about Jews, you should read Andrew Bostom’s upcoming The Legacy of Islamic Antisemitism. There is much, much more.

I especially liked the agitated gentleman waving a sword, screaming for Jihad. I thought Jihad was about inner, peaceful struggle against yourself, a bit like yoga? He didn’t seem to enjoy any inner peace, though.

And if Jihad is about better education, as I have heard from my local newspaper, why didn’t he wave a pencil?

Maybe it was a pencil sharpener?
Per leggere le reazioni al commento di Fjordman QUI

Thursday, July 19, 2007

D'Alema e Hamas "Il partito democraticamente eletto"

Liberali per Israele pubblica un articolo di Stefano Magni, D’Alema contro Al Fatah che ci ricorda da chi sia rappresentato il “partito democraticamente eletto” nella Striscia di Gaza. Hamas, che sappiamo godere dei favori e delle simpatie del “nostro” ministro D’Alema, è una formazione terroristica. Giunta al potere grazie certamente alla corruzione di Fatah (terroristi in doppiopetto), ma soprattutto per mezzo di una “politica” di violenza ed orrore.

Il giornalista de "L'Opinione" riporta nel suo articolo anche le parole scritte nell’aprile scorso da Kan’an Ubayd sul giornale di Hamas, Al-Risalah, :

“Abbiamo sentito più di una volta condanne o denunce contro le operazioni di resistenza armata e le bombe di Hamas e delle altre branche della resistenza palestinese.
Tutti devono sapere che noi commettiamo questi atti perché è il nostro Signore a comandarli, non li commettiamo secondo la nostra volontà. E il popolo deve sapere che lo sterminio degli Ebrei è un bene per gli abitanti del mondo”

Insomma, Dio è con chi vuole la fine degli ebrei. Dio stesso la chiede.
Un discreto osservatore noterà in questo passo alcune affinità con le parole di Hitler, nel Mein Kampf:
“ E così io credo come sempre che il mio comportamento è in accordo con il volere dell’Onnipotente Creatore. Fin quando mi reggerò in piedi, sarò contro il Giudeo, difendendo l’opera del Signore” (non si riferiva solamente a Marx).

In Italia che sappiamo di Hamas? Che è una formazione terrorista, sanguinaria, s’ispira a Hitler, è diretta espressione del gruppo dei “Fratelli musulmani” è divisa in due sezioni (una dedita agli attacchi terroristici contro gli ebrei, l’altra alla soppressione dei palestinesi moderati e collaborazionisti), vuole l’introduzione della legge coranica in Palestina e persegue la distruzione di Israele.

Inoltre, ammaestrando all’odio i bimbi fin dalla tenera età, intende rendere infinita la guerra contro l’Occidente.

Riflettendo, la mia opinione riguardo al comportamento che sarebbe bene adottare nei confronti di queste zecche islamiche, non differisce sostanzialmente da ciò che loro reputano giusto (ispirato da Dio) nei confronti d’Israele.

Ma è un’opinione personale.

Tuttavia, parrebbe logico che in Italia i media ed il mondo politico facessero sentire il loro forte biasimo per un ministro della Repubblica anti- israeliano, che simpatizza vergognosamente con una formazione politica che rincorre l’ideale dello sterminio di un popolo.

Eppure, anche dopo l’ultima imbarazzante dichiarazione del “nostro”, pare che nessuno, nemmeno dall’opposizione, abbia chiesto al Ministro di dimettersi.

In sostanza, mi sembra che il feeling del capo della Farnesina per i terroristi palestinesi non abbia scombussolato più di tanto il luglio italiano.

Come dicemmo tempo fa, in Italia fa più scandalo un Sircana in cerca di trans che un D’Alema al braccetto di terroristi.

Di seguito riporto il post di Jihad Watch del 4 maggio scorso, che approfondisce l'articolo di Kan’an Ubayd su Al-Risalah.

Hamas: “The extermination of the Jews is good for the inhabitants of the worlds.”

More genocide talk from jihadists, while the world continues to yawn. By Itamar Marcus and Barbara Crook for PMW:

The extermination of Jews is Allah’s will and is for the benefit of all humanity, according to an article in the Hamas paper, Al-Risalah. The author of the article, Kan'an Ubayd, explains that the suicide operations carried out by Hamas are being committed solely to fulfill Allah’s wishes. Furthermore, Allah demanded this action, because “the extermination of the Jews is good for the inhabitants of the worlds.”

The killing of innocent Jews by terrorist attacks is portrayed as Allah’s plan for the benefit of humanity.

It should be noted that Hamas’s justification for the extermination of Jews, both as God's will and for the benefit of humanity, echoes Hitler's words in Mein Kampf:

“In this case the only salvation remaining was war… If the Jew with the help of his Marxist creed is victorious over the peoples of this world, then his crown will be the funeral wreath of humanity… Thus I believe today that I am acting according to the will of the almighty Creator: when I defend myself against the Jew, I am fighting for the work of the Lord.” (Mein Kampf)

In another parallel to the Nazi genocide of Jews, the writer says he wants to be sure that “everyone will know” that these murderous actions are “not of [Hamas’s] own accord” – an echo of the Nazi war criminals’ repeated justification of their actions with the defense that they were only following orders.

The fact that these orders are said to be divine in nature makes Hamas’s justification for the murder of Jews even more ominous.

Following is the excerpt from the Hamas article:

"We find more than once condemnation and denunciation to the resistance operations and bombings [suicide attacks], carried out by Hamas and the Palestinian resistance branches. There is no other choice but to use restraint regarding the condemnation, the attaching of the label of terror [to "resistance"], and the assembling of conferences [for] condemnation [of the attacks]. [This] so that everyone will know, that we did this only because our lord commanded so, “I did it not of my own accord” [*] and so that people will know that the extermination of Jews is good for the inhabitants of the worlds on a land, to which Allah gave his blessing for the sake of the inhabitants of the worlds.” [Al-Risalah, April 23, 2007]

[*] Translation of Quranic verse taken from USC Compendium of Muslim Texts.

Posted by Robert at May 4, 2007 2:52 PM

Monday, May 21, 2007

Ma di Sderot, poco o nulla...



Come aveva pronosticato Isra Dani, stamani alcune testate televisive hanno riferito di nuovi bombardamenti israeliani sulla Palestina, non specificando che si tratta di attacchi mirati contro elementi di Hamas.

Dal canto suo, l’inetto D’Alema dall’Afghanistan esprime il suo brillante pensiero sull’attuale situazione a Gaza… (The note was cut out by the censor).

L’inetto non spende alcuna parola di conforto per la cittadina israeliana di Sderot, sotto nuovo attacco missilistico ormai da parecchi giorni.

Per quanto riguarda la guerra civile a Gaza, il suo giudizio è che semplicemente non esiste. I disordini sono causati da piccoli gruppi di disoccupati ovviamente indotti alla violenza dalla situazione creata da Israele.

Almeno io l’ho capita così. Nel caso mi sbagliassi, vi offro il passaggio originale dal “Il Giornale” perché possiate giudicare voi.

….in risposta agli attacchi con razzi Qassam da parte delle fazioni armate palestinesi. «Considero che si dovrebbe fare ogni sforzo per limitare, ridurre, azzerare il ricorso alla violenza e attacchi sul cui carattere mirato - sulla base degli effetti sulla popolazione civile - c'è motivo di dubitare, visto il bilancio sin qui conseguito». «Il caos di Gaza - prosegue - è il proliferare di clan, di gruppuscoli armati di diverso segno, anche perché naturalmente Gaza è una specie di grande prigione a cielo aperto dove il 70% dei giovani è disoccupato in un clima di crescente disperazione, e sono tutti disoccupati armati». «Anche per questo - è opinione di D'Alema - bisognerebbe cercare di rafforzare la sicurezza palestinese e cercare di riprendere in mano la situazione» (CHI dovrebbe prender in mano la situazione? Noi? Dovremmo forse inviare nuove truppe sulla striscia di Gaza e magari anche in Cisgiordania, per realizzare il sogno del “nostro” inetto ministro di un Israele "accerchiato" dalle forze internazionali? NdF). «Con i bombardamenti - osserva il vicepremier - ho paura che non si riprenda in mano nulla, anzi che tutto precipiti in un caos e in una disperazione ancora più ingovernabili».

Sderot - sopra, il video da Youtube. 3000 missili in 7 anni.