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Monday, May 31, 2010

Sommations de la Marine israélienne à la "Flottille"



Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Poteva Israele evitare la sfida e lasciar passare la flottiglia? No, non poteva

Cari amici, volete capire freddamente che cos'è successo stamattina nella acque davanti a Israele? Ripensate alla famosa frase di Clausewitz: la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi. La politica consiste nel cercare di accumulare consenso con gesti simbolici e discorsi, di negoziare alleanze, di imporre così degli obiettivi e di realizzarli sul terreno. La guerra sostituisce ai discorsi le azioni fisiche e punta soprattutto a indebolire il nemico, a metterlo in difficoltà, per acquisire così un vantaggio. Nel caso di Gaza l'obiettivo politico immediato è stabilire la legittimità di Hamas e della sua "lotta"; quello più a lungo termine, naturalmente, la distruzione di quell'entità "estranea" (Sergio Romano) che è Israele. La guerra non sono più i carri armati e non ancora i missili balistici e le atomiche; oggi sono i razzi Kassam, gli attentati e le azioni che indeboliscono la capacità israeliana di autodifesa.

La spedizione delle navi turche e degli attivisti di sinistra verso la Striscia è stato un atto di questa guerra, freddamente calcolato e organizzato in maniera militare. L'obiettivo dei "pacifisti" armati che le popolavano non era affatto assistere la popolazione: in quel caso avrebbero accettate le forme di trasporto indiretto dei materiali proposte da Israele. Quello era solo un pretesto. Il punto era "rompere il blocco", cioè aprire la strada a un futuro comodo rifornimento di armi pesanti per Hamas e alla sua possibilità di proiettarsi all'esterno; oppure obbligare Israele a intervenire, come ha fatto, danneggiando ancora la sua immagine internazionale, isolandolo, indebolendolo. Come si è espresso nei giorni scorsi un capo di Hamas, "noi abbiamo vinto comunque, o riapriamo il porto di Gaza, oppure smascheriamo Israele".

In termini militari questa si chiama guerra asimmetrica, ed è la strategia dei palestinesi da sempre. Di fronte a una forza militare maggiore si compiono azioni che colpiscono la normalità della vita quotidiana (gli attentati alle fattorie degli anni Cinquanta, i dirottamenti degli anni Sessanta, le stragi all'estero, gli attentati suicidi, i rapimenti e i razzi), non pensando che questo modifichi l'equilibrio militare, ma facendo sì che il nemico si trovi nell'"alternativa del diavolo" di non reagire al terrorismo che minaccia la sua popolazione e quindi logorare la sua stessa esistenza o presentarsi come oppressivo, violento e inumano. E' quel che è accaduto negli ultimi anni con la guerra in Libano, con quella di Gaza e oggi con la flottiglia allestita dai turchi. Lo scopo è delegittimare Israele, renderlo incerto sul suo stesso territorio, trasformarlo in una stato paria. Purtroppo in buona parte questo è già successo. In questa guerra asimmetrica hanno una parte importantissima le organizzazioni internazionali (pensate al consiglio dei diritti umani dell'Onu e al giudice Goldstone), le organizzazioni "umanitarie" che agiscono in maniera unilaterale, gli intellettuali e i giornalisti che invece di spiegare quel che accade producono pregiudizi e demonizzazioni. Chi legge Informazione Corretta sa bene come queste forze della guerra asimmetrica dell'informazione siano massicciamente schierate.

Poteva Israele, come hanno suggerito i soliti noti di Haaretz e dintorni, evitare la sfida e lasciar passare la flottiglia? No, non poteva. Se Hamas realizzasse l'obiettivo tattico di avere libero accesso all'esterno senza controlli israeliani – il senso della "rottura del blocco" voluta dai "pacifisti" è questo - in mezzo al Mediterraneo si stabilirebbe un santuario terroristico, una base armata inattaccabile per l'islamismo combattente, l'equivalente della Somalia o delle valli tribali del Pakistan. Anche l'Egitto, che certo non vuol bene a Israele, tiene bloccata Gaza: perché è il solo modo per contenere una minaccia terrorista globale (a parte la riconquista della Striscia, che sarebbe stata opportuna già l'anno scorso, quando Olmert e Barak non ebbero il coraggio di andare fino in fondo – ma oggi dopo Goldstone e con Obama al potere è praticamente impossibile). Fra i due rischi, un'ennesima demonizzazione globale e la liberazione strategia di Hamas, Israele ha scelto giustamente il male minore e ha mandato i suoi ragazzi ad affrontare, col minor uso della forza possibile, "pacifisti" armati e militarmente organizzati.

Monday, June 15, 2009

Hamas - Al Fatah. Piccole ma sostanziali differenze.



Please don't watch this video if you are too sensitive and weak - Non guardate questo video se siete troppo sensibili.

Ho letto che un ragazzino di 13 o 15 anni (versioni diverse) è stato torturato dalla famiglia perché accusato di collaborazionismo con gli israeliani. Ciò è accaduto nella West Bank e pare che la polizia dell'autorità palestinese abbia già provveduto ad arrestare i responsabili: il padre, lo zio ed il cugino dello sfortunato ragazzo.
Chissà, probabilmente trascorreranno qualche mese in carcere. Ma se qualcosa è veramente cambiato da quelle parti, magari verranno rinchiusi per qualche anno. Vedremo.
Comunque già il fatto che uccidere un "collaborazionista" (di 13/15 anni?) sia considerato un reato ci indica che la West Bank NON è Gaza.
Gaza è amministrata da un manipolo di terroristi fondamentalisti che non hanno alcun scrupolo nel torturare i presunti collaborazionisti (se avete stomaco, guardate il video *1di introduzione al post). Hamas non ha alcuna pietà e ha massacrato i collaborazionisti anche quando questi erano feriti e ricoverati all'ospedale AL-Shifa, magari in quel frangente Hamas fu avvertita della presenza dei collaborazionisti dal grande amico, stalinista (nazional socialista) e attivista palestinese, il medico norvegese Mads Gilbert che (purtroppo) opera al Al-ShiFa.
Hamas, che ha alcuni uomini ben introdotti all' UNRWA, non si fa scrupolo di utilizzare le ambulanze e le scuole dell'ONU (ente veramente inutile e dannoso) per portare gli attacchi ai soldati israeliani. Non si fa scrupolo di costringere i bambini a morire sotto le bombe (leggi qui), soltanto per aumentare il numero degli innocenti uccisi dagli israeliani. Ed infine, le bestie di Hamas non si fanno scrupolo di esporre alla stampa internazionale, per giorni e giorni, i cadaveri di bimbi convenientemente truccati e sistemati in pose mistiche per accusare Israele di genocidio.
Hamas è il male e dovrebbe essere estirpato con ogni mezzo per il bene del popolo palestinese.
Purtroppo Hamas affascina quella parte marcia dell'Occidente composta da neo-nazisti, radicali marxisti e semplici coglioni, che hanno in comune l'odio verso Israele e la giustizia e hanno come mito un antisemitismo radicato.
Coglioni come questi che fingono di non conoscere chi siano quelli che hanno un reale interesse affinché la maggioranza del popolo palestinese rimanga nella sofferenza.


*1-Il video ci mostra dei miliziani di Hamas che metodicamente, con calma e crudeltà, spaccano le gambe di un presunto collaborazionista. Il filmato è stato girato da loro stessi, come propaganda e monito.
Invito chi mi legge, anche quei "coglioni" di cui parlavo poc'anzi, a visionare altre barbarie di Hamas (non torture): qui, quo, qua e que. Ma anche lì.

Infine, eccovi un fulgido esempio di ideologia nazista prestata alla "politica pacifista". Dal Blog di Vittorio Arrigoni, commento a questo Post:

"Morte ad Israele

Palestina libera

Bastardi ebrei spero che la risposta di Hamas e di Hitzbollah sia dolorosa e grondante sangue sionista, spero che vi facciano saltare tutti per aria, nelle vostre città e sui vostri autobus, che sventrino le vostre donne incinte e che facciano a pezzi i vostri giovani!!Nella speranza che facciano quello che i nazisti purtroppo non sono riuscita a fare: eliminarvi dalla faccia della Terra."

30/12/2008 19:03

Sunday, June 07, 2009

Egyptian lawyer: Rape Israeli women for the "resistance"



Nagla Al-Imam, a female Egyptian lawyer, recently expressed on Al-Arabiya TV to the idea that one recommended form of "resistance" for Arabs to conduct against Israel are sexual attacks:

"Most Arab countries," she explained. "With the exception of three or four Arab countries, which I don’t think allow Israeli women to enter anyway, most Arab countries do not have sexual harassment laws. Therefore, if [Arab women] are fair game for Arab men, there is nothing wrong with Israeli women being fair game as well."

It is clear from her remarks that "harassment" is not confined to leering comments about her attire at the water cooler or catcalls next to the construction site. When it comes to "sexual harassment," she opined, "the [Israeli women] do not have any right to respond. The resistance fighters would not initiate such a thing, because their moral values are much loftier than that. However if such a thing did happen to them, the [Israeli women] have no right to make any demands, because this would put us on equal terms –- leave the land so we won't rape you. These two things are equal."

Noi occidentali che abbiamo in comune con questa gente, Mr Obama?
da Israelinsider

Friday, June 05, 2009

Obama as ALICE IN WORDERLAND


Diciamolo, a Fosca non è piaciuto proprio il discorso dell'anticr... cioè di Obama al Cairo, perché sembra soltanto il prodotto di un leccaculismo estremo, tipico di un adoratore dell'Islam. A Barrack Hussein è stato probabilmente dettato in sogno dai suoi avi maomettani, comunque di certo non sembra scritto da chi dovrebbe guidare l'America, cioè l'Occidente .
Fosca si permette di commentare qualche passaggio .


"We meet at a time of tension between the United States and Muslims around the world – tension rooted in historical forces that go beyond any current policy debate. The relationship between Islam and the West includes centuries of co-existence and cooperation, but also conflict and religious wars. More recently, tension has been fed by colonialism that denied rights and opportunities to many Muslims...."

Ecco che puntualmente ritorna il colonialismo dei cattivissimi uomini bianchi e cristiani. Sfortunatamente Barack Hussein nulla dice a riguardo del colonialismo dell'impero ottomano, che fu certamente più esteso nel tempo e nello spazio di quello europeo.


The attacks of September 11th, 2001 and the continued efforts of these extremists to engage in violence against civilians has led some in my country to view Islam as inevitably hostile not only to America and Western countries, but also to human rights.

Diavolo, erano indispensabili gli attacchi del 2001 per rendersi conto che islam e diritti umani non vanno d'accordo? A questo proposito, già che siamo in argomento, vorrei ricordare che nella Carta Araba dei Diritti Umani (versione ratificata nel 2008) il Sionismo è posto allo stesso piano del razzismo e "deve essere eliminato", ciò non mi va proprio a genio anche perché credo di essere un sincero estimatore del sionismo, mentre sicuramente non sono un razzista.
Per quanto riguarda l'eguaglianza tra i sessi la Carta spiega: “L'uomo e la donna sono uguali sul piano della dignità umana, dei diritti e dei doveri nel quadro della discriminazione positiva istituita a profitto della donna dalla Sharia islamica e le altre leggi divine e le legislazioni e gli strumenti internazionali”
Mah, chissà cosa avranno voluto dire...


Vi sono altre belle perle all'interno della Carta Araba dei Diritti Umani, è un peccato non leggerla. Ma attenzione, quella che trovate comunemente sul web in italiano è la versione priva di capoversi. La versione originale è questa.


...and one based upon the truth that America and Islam are not exclusive, and need not be in competition. Instead, they overlap, and share common principles – principles of justice and progress; tolerance and the dignity of all human beings.

Rasentiamo il ridicolo. Qui Barack Hussein si è superato. Non intendo commentare oltre.


There must be a sustained effort to listen to each other; to learn from each other; to respect one another; and to seek common ground.

L'Islam che ascolta l'Occidente? E noi cosa potremmo imparare dagli islamici? Come si trattano le donne? Come si amministra la giustizia? Ma va, va...


As a student of history, I also know civilization's debt to Islam. (...)paving the way for Europe's Renaissance and Enlightenment. It was innovation in Muslim communities that developed the order of algebra; our magnetic compass and tools of navigation; our mastery of pens and printing; our understanding of how disease spreads and how it can be healed.

Questa è bella. Forse per fare una bella impressione Barack Hussein si è messo a studiare la storia su dei Bignami islamici? Affermare che i musulmani hanno spianato la strada al Rinascimento e udite udite all'Illuminismo, mi pare una madornale bestemmia. Poi ammettiamo pure che i musulmani ci abbiano trasmesso l'algebra che a parte il nome arabo, è un insieme di studi matematici indiani elaborati durante il VII e l'VIII secolo, o la bussola, che inventata dai cinesi nel 2000 ac, ci giunse attraverso i musulmani e in Occidente fu perfezionata (si dice per merito dei navigatori amalfitani). Per quanto riguarda la medicina, certamente i musulmani non furono degli innovatori ma si limitarono a tradurre e a mettere in pratica antichi testi greci (Galeno& Co). Così come tradussero, forse senza comprenderli a fondo, gli studi filosofici di Platone, Talete ecc. ecc. Diavolo ebbero anche loro alcuni (pochi) filosofi, tra i quali il sommo Averroè che venne perseguitato perchè nel suo trattato "L'Incoerenza dell'Incoerenza" (Destructio Destructionis) sosteneva che la verità poteva essere raggiunta anche attraverso la filosofia, non soltanto attraverso l'Islam. E difatti Averroè sembra proprio l'ultimo brillante faro musulmano, prima di secoli di oscurantismo
Ma i musulmani non hanno avuto un Boccaccio, un Dante Alighieri, un Leonardo da Vinci, un Newton, un Locke, un Diderot, un Voltaire, un Kant, un Nietzsche, un Hegel, un Balzac, un Goguin, un Baudelaire, un Kafka ecc. ecc. ecc.
Ok, mi pare di fare il verso a Oriana Fallaci che scrisse queste stesse cose (ovviamente 'ssai meglio) nel suo "La Rabbia e l'Orgoglio". Ma la verità è questa, e non ce n'è un'altra.
Con ciò non si intende affermare che le popolazioni musulmane "so'de coccio", ma soltanto che non hanno avuto la possibilità/libertà di evolversi. Al centro di tutto l'Islam ha Dio e Dio non si può discutere. La nostra civiltà, anche grazie alle solide radici nella cultura dell'antica Grecia, pone al centro del cosmo l'uomo. E la differenza è palpabile.
Sebbene per secoli la Chiesa abbia scomunicato, processato, massacrato, non è riuscita ad arrestare quel processo rivoluzionario che è nei geni dell'uomo occidentale e che ha reso l'Occidente moderno, cioè quello che è oggi: la patria delle libertà e dell'individuo che sceglie autonomamente come condurre la propria esistenza.

Eppoi ve lo immaginate un Secolo dei Lumi islamico*? Ma andiamo!



...And throughout history, Islam has demonstrated through words and deeds the possibilities of religious tolerance and racial equality.

Mi chiedo se sia utile commentare questa "chicca" dell'aspirante maomettano della Casa Bianca
.


...Much has been made of the fact that an African-American with the name Barack Hussein Obama could be elected President.

Ma daì?



....That is why the U.S. government has gone to court to protect the right of women and girls to wear the hijab, and to punish those who would deny it.

E il diritto delle donne di essere uguali all'uomo, senza "discriminazioni positive"???



The Holy Koran teaches that whoever kills an innocent, it is as if he has killed all mankind; and whoever saves a person, it is as if he has saved all mankind. (...)


Si dice che l'unica attività congeniale all'Islam sia l'arte della guerra. Chi ha visto combattere dei mujaideen, magari in Bosnia, potrebbe obiettare che quella gente è imbibita di coraggio/incoscienza/fanatismo, ma condurre una battaglia è altra cosa. Tuttavia è indubbio che da 1430 anni, da Maometto in poi, l'Islam è stato in guerra senza soluzione di continuità. Ora il Barack ci viene a raccontare i buoni, pacifici precetti etici del corano.
Ma va là.

Barack non si chiede se l'Islam consideri innocenti gli infedeli, gli ebrei, gli omosessuali, le adultere, gli apostati?



Islam is not part of the problem in combating violent extremism – it is an important part of promoting peace.


Invece Fosca, che è un malvagio, un sadico e (Dio lo salvi) un "political incorrect", crede che sia l'Islam parte del problema dell'estremismo violento.



On the other hand, it is also undeniable that the Palestinian people – Muslims and Christians – have suffered in pursuit of a homeland. For more than sixty years they have endured the pain of dislocation. Many wait in refugee camps in the West Bank, Gaza, and neighboring lands for a life of peace and security that they have never been able to lead. They endure the daily humiliations – large and small – that come with occupation. So let there be no doubt: the situation for the Palestinian people is intolerable.


Parliamo di Medio Oriente?
Nessun accenno al fatto che prima della guerra del 1948 gli stati islamici convinsero gli arabi palestinesi a lasciare le loro terre per annientare in sicurezza l'entità ebraica; nessun accenno alla guerra senza regole condotta dai leader palestinesi, dal gran nazista Amin Al Husseini al suo parente Arafat, contro lo stato ebraico; nessun accenno alle violenze, ai massacri, ai pogrom subiti dagli ebrei nei territori arabi; nessun accenno al fatto che la popolazione di Gaza è ostaggio di una banda di terroristi.



Palestinians must abandon violence. Resistance through violence and killing is wrong and does not succeed. For centuries, black people in America suffered the lash of the whip as slaves and the humiliation of segregation. But it was not violence that won full and equal rights. It was a peaceful and determined insistence upon the ideals at the center of America's founding. This same story can be told by people from South Africa to South Asia; from Eastern Europe to Indonesia.

Questo è un passaggio chiave. Quest'uomo è così in adorazione di ciò che non è l'Occidente, che mette sullo stesso piano gli schiavi neri e i palestinesi. Dunque avvalora l'ipotesi dello stato ebraico usurpatore e malvagio, a cui si deve rispondere con la non-violenza. I terroristi palestinesi dovrebbero trasformarsi in tanti novelli Gandhi e l'oscuro impero israeliano imploderebbe. Questa volta lo scrivo: Barack, vaffanculo!



Hamas must put an end to violence, recognize past agreements, and recognize Israel's right to exist.

Ah bè, certo se adesso l'ha detto Barack Hussein, allora siamo in una botte di ferro.



Israel must also live up to its obligations to ensure that Palestinians can live, and work, and develop their society. And just as it devastates Palestinian families, the continuing humanitarian crisis in Gaza does not serve Israel's security; neither does the continuing lack of opportunity in the West Bank. Progress in the daily lives of the Palestinian people must be part of a road to peace, and Israel must take concrete steps to enable such progress.


L'aspirante musulmano, che ha buone speranze di diventare imam ad honorem, dimentica che ad esempio il Muro di separazione costruito da Israele in Cisgiordania è antieconomico perchè limita il passaggio dei lavoranti palestinesi dunque è un danno sia per i palestinesi onesti che vorrebbero guadagnare qualcosa in Israele, sia per lo stato ebraico a cui viene a mancare la forza lavoro indispensabile per aumentare la sua ricchezza. Ma che ci dobbiamo fa'? Purtroppo il Muro è necessario, in quanto ha praticamente azzerato gli attacchi dei terroristi. Altro esempio: il territorio di Gaza, abbandonato dall'ormai rimbambito Sharon nel 2005, è ora in" crisi umanitaria", perché governato da un manipolo di sadici fondamentalisti, ma loro non sono "in crisi", poiché c'è sempre qualche stato islamico, o occidentale, che provvede a finanziarli. Dunque Barack Hussein dovrebbe rendersi conto che Israele potrebbe contribuire allo sviluppo della società palestinese solamente annientando quei gruppi che hanno vantaggio nel mantenere arretrato e povero il proprio popolo.



The fourth issue that I will address is democracy. I know there has been controversy about the promotion of democracy in recent years and much of this controversy is connected to the war in Iraq. So let me be clear: no system of government can or should be imposed upon one nation by any other.

Ecco qui devo dargli ragione. In effetti l'unica pecca di Bush è stata quella sua malsana
idea di "esportare la democrazia". Come si può soltanto parlare di democrazia a chi non la può intendere? Gli afghani ad esempio intendono le bombe, cioè comprendono benissimo il perché li abbiamo bombardati. Ma se se noi dichiariamo che con le bombe portiamo anche la democrazia e allora apriti cielo! E' come prenderli per il culo.


The fifth issue that we must address together is religious freedom. Islam has a proud tradition of tolerance. We see it in the history of Andalusia and Cordoba during the Inquisition. I saw it firsthand as a child in Indonesia, where devout Christians worshiped freely in an overwhelmingly Muslim country. That is the spirit we need today.

Se non fosse tragico, Fosca si sbellicherebbe dalle risate. Ma da quando era bambino a oggi Obama dov'è vissuto, a Paperopoli? Dai tempi dell'Andalusia sono passati dei secoli. Nessuno lo ha informato che oggi nei paesi islamici, perfino in quelli moderati come l'
Algeria vi sono continue persecuzioni di cristiani, di convertiti al cristianesimo, di apostati e di "eretici" (ad esempio i bahà'i dell' Iran)? E i quasi 14.000 morti tra musulmani e cristiani in Indonesia, lui che c'è stato da piccolo, dove li mette?
Ma dove l'hanno preso questo presidente, alla Upim?


Likewise, it is important for Western countries to avoid impeding Muslim citizens from practicing religion as they see fit – for instance, by dictating what clothes a Muslim woman should wear. We cannot disguise hostility towards any religion behind the pretence of liberalism.

Posso scrivere che questo adoratore di Maometto mi sta sinceramente sulle palle???



The sixth issue that I want to address is women's rights
. I know there is debate about this issue. I reject the view of some in the West that a woman who chooses to cover her hair is somehow less equal, (...) Now let me be clear: issues of women's equality are by no means simply an issue for Islam. In Turkey, Pakistan, Bangladesh and Indonesia, we have seen Muslim-majority countries elect a woman to lead.

Ma gran figlio di Allah a che serve parlare dei diritti delle donne se tu sei convinto che la questione dell'eguaglianza dei sessi non riguardi per nessun motivo l'Islam?



Meanwhile, the struggle for women's equality continues in many aspects of American life, and in countries around the world.

Ah ho capito. Per te non riguarda l'Islam, ma è un problema dell'Occidente. Che dire, complimentoni!



In ancient times and in our times, Muslim communities have been at the forefront of innovation and education.

Non se ne esce.


All of us share this world for but a brief moment in time. The question is whether we spend that time focused on what pushes us apart, or whether we commit ourselves to an effort – a sustained effort – to find common ground, to focus on the future we seek for our children, and to respect the dignity of all human beings.


Povera stella, qua non mi sento di strapazzarlo in fondo dice cose giuste, scontate ma giuste.


It is easier to start wars than to end them. It is easier to blame others than to look inward; to see what is different about someone than to find the things we share. But we should choose the right path, not just the easy path. There is also one rule that lies at the heart of every religion – that we do unto others as we would have them do unto us. This truth transcends nations and peoples – a belief that isn't new; that isn't black or white or brown; that isn't Christian, or Muslim or Jew. It's a belief that pulsed in the cradle of civilization, and that still beats in the heart of billions. It's a faith in other people, and it's what brought me here today.


Anche queste sono parole scontate ma sagge. Il fatto è che l'interlocutore a cui Obama si rivolge difficilmente arriverà a comprenderle.

Alice nel Paese delle Meraviglie è un fantastico racconto, Obama, innamorato dell'Islam, non è Alice, ma per molti versi gli assomiglia. La realtà è diversa. Viviamo in un mondo differente da quello in parte descritto nello "storico" discorso de Il Cairo e spero per il bene del mondo che il Presidente del Paese che una volta era la guida dell'Occidente se ne renda conto. Prima che sia troppo tardi.

* L'Islam dei Lumi proposto da T.Ramadan

Sunday, May 24, 2009

Fino a quando sopporteremo?


Per la sinistra italiana coloro i quali vorrebbero frenare e regolamentare l’immigrazione, sono xenofobi e razzisti. Anche il Capo dello Stato (che invero è un pò bollito) parlò di accenni di xenofobia e razzismo in Italia.

Ma mi domando: è xenofobia cercare di arginare il fenomeno della delinquenza? La sinistra è consapevole che a Milano, per esempio, quasi il 90% degli stupri è commesso da allogeni e che in alcune città italiane la popolazione carceraria straniera arriva all’80%?

E’ razzismo impedire che i maomettani trasformino le periferie delle nostre città (e non solo) in tante casbah?

Io odio il razzismo e se un sinistro, un Franceschini qualsiasi mi si parasse davanti accusandomi di essere razzista e xenofobo, facilmente otterrebbe un gran calcio nelle palle. In seguito, nel caso fosse ancora abbastanza lucido da comprendere le mie parole, con garbo ribatterei che forse siamo noi tutti vittime di un nuovo razzismo. Gli stupri etnici (anche 1-2 -3)sono razzismo (Australia, dichiarazione dello sheicco Faiz Mohammed*: le donne occidentali invitano allo stupro); le devastazioni che gli immigrati compiono nelle città che li ospitano sono razzismo. Ma non solo: sono atti di discriminazione anche gli abusi commessi dalle autorità che nel nome della political correctness hanno ormai perso ogni legame con la realtà e la ragione. Come è accaduto nel Regno Unito, dove hanno arrestato una ragazzina di 14 anni perché a scuola si era lamentata di far parte di un gruppo di lavoro composto soltanto da compagne che parlavano urdu: *azzo, non riusciva a capirle, è una colpa? Sempre nel Regno Unito hanno portato un bimbo di 10 anni in tribunale per aver chiamato Bin Laden, durante un bisticcio, un suo coetaneo musulmano; ancora nel Londonistan la centralinista di una scuola è stata denunciata per aver informato il gruppo della sua chiesa che la figlia di 5 anni era stata ripresa duramente dall’insegnante perché aveva parlato di Cristo in classe ecc. ecc.


Sono profondamente razzisti quelli che vietano ad Israele di partecipare a manifestazioni sportive e culturali, ma in verità non ho ancora visto qualcuno di questi antisemiti rispondere di ciò di fronte ad un giudice qui, quo e qua.


Ma a guardar bene i primi razzisti sono i nostri invasori che ci giudicano inferiori per il semplice fatto che abbiamo permesso loro di invaderci.


*Ovviamente nel caso di Faiz Mohamed è stato denunciato chi, dopo aver ascoltato le dichiarazioni del maomettano, ha detto che quei musulmani sono dei parassiti.

Sunday, January 04, 2009

La guerra infinita. UNRWA ovvero L'ONU in difesa di HAMAS

Karen AbuZayd, commissaria generale dell’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso dei profughi palestinesi, esprime l’ “orrore” per la terribile distruzione di Gaza e l’immane perdita di vite umane, esortando Israele a cessare immediatamente il bombardamento della città QUI

Il comunicato prosegue informando che gli assassinii e le distruzioni di questi giorni arrivano dopo settimane di stretto assedio che hanno impedito all’UNRWA e ad altre agenzie “umanitarie” di assistere alla popolazione e mitigare la difficile situazione economica che è conseguenza dell’assedio.


In un articolo del giugno scorso la commissaria dichiarava :For 60 years, Palestine refugees have been in exile from their ancestral lands. Nowhere is this more starkly visible than in the West Bank, where the illegal barrier ( si riferisce al muro che, pur risultando economicamente svantaggioso per Israele, ha fermato il 99% degli attacchi terroristici kamikaze e salvato centinaia di vite? Ah, dimenticavo, la vita di un ebreo non conta - ndF), hundreds of checkpoints and physical obstructions daily reinforce the exile. And in Gaza, the policies of closure and indiscriminate punishment devastate lives, causing mass despair, threatening to destroy hopes for peace (difatti Hamas si è data molto da fare per la pace eterna di Israele - ndF).”


Comunque è comprensibile che una organizzazione dell’Onu creata ad hoc per soccorrere i profughi palestinesi impieghi ogni mezzo (lecito), per assolvere la sua mission. Malgrado ciò permangono alcuni dubbi. Innanzitutto una sciocchezzuola: curiosamente i profughi palestinesi, caso unico nella storia dei profughi in tutto il mondo, invece di diminuire in numero, aumentano ogni anno. Ed il numero si incrementa in modo esponenziale.

Dagli 800.000 circa della fine degli anni ’40, arriviamo ai 4 milioni e passa di questi giorni. Per fare una battuta, se l’organizzazione per la salvaguardia della foca monaca avesse ottenuto un incremento in rapporto pari a quello ottenuto dall’UNRWA con i suoi profughi, potremmo esportare questi graziosi pinnipedi in tutto il mondo.

Ma lo scopo dell’Agenzia “sarebbe” quello di arrivare ad un punto X nel quale i profughi cessano di esserlo. E quando anche l’ultimo profugo diventasse cittadino di una qualsiasi nazione, l’ UNRWA avrebbe assolto il suo compito e potrebbe chiudere i battenti.

Ma quando mai….

La realtà amara è che i profughi sono una merce di scambio, una fonte di guadagno e soprattutto di potere per tutti :ONU, Paesi Arabi, terroristi compresi. Il problema dei profughi palestinesi non avrà mai una fine.


Secondo me, ciò che ho appena descritto è un peccatuccio dell’ONU. Tuttavia vi sono altri dettagli che io (bastardo simpatizzante sionista) ritengo un po’ più gravi.

Peter Hansen, il responsabile delle agenzie dell’ONU per la Cisgiordania e Gaza, ex commissario generale dell’UNRWA, ha dichiarato in un’intervista alla CBC NEWS canadese, che certamente membri di Hamas sono impiegati all’interno dell’UNRWA e che in fondo non ci vede nulla di male.

Ok, a parte il fatto che Hamas è considerata un’organizzazione terroristica sia dagli Stati Uniti sia dalla UE (l'opinione dell'inetto D'Alema su questo blog è ininfluente), il candido Peter Hansen non si pone qualche dubbio sul fatto che L’ONU, in questo modo, legittima i terroristi di fronte al mondo e, per me cosa più grave, di fronte ai palestinesi che non fanno parte di Hamas, ma che si rendono conto che è inutile ribellarsi ad una organizzazione così potente da essere rappresentata con i suoi membri perfino all’interno di un’agenzia delle Nazioni Unite.

E poi, parliamoci chiaro, vi immaginate, all’interno dell’UNRWA un ufficio del personale diretto da un membro di Hamas? Una manna per molti abitanti della striscia di Gaza: un posto all’ONU, di fattorino, usciere, pilota d’ambulanza non si rifiuterebbe a nessuno.

O meglio, non si rifiuterebbe a chi accettasse di far parte dell’organizzazione e offrisse il proprio aiuto ad Hamas, nel momento del bisogno, proprio dall’interno dell’Agenzia.


E ora riguardatevi il video vah, coi tempi che corrono c'è il rischio che lo cancellino.

Saturday, January 03, 2009

And then Israel woke up...










A natale solitamente non mi aspetto dei regali. Ho trascorso tre mesi all’estero e tornare in Italia per qualche giorno è già un bel regalo. Ma queste feste hanno portato a me e a molti un dono inaspettato: l’insulso e farlocco governo israeliano, in un sussulto di dignità (oddio, siamo in prossimità delle elezioni), ha deciso di dare una risposta netta e decisa alla violenza del terrorismo fondamentalista palestinese e da domenica 28 dicembre la sua aviazione ha colpito incessantemente Gaza, eliminando buona parte della forza offensiva di Hamas, distruggendo una parte dei rifugi e dei tunnel impiegati per il passaggio delle armi, eliminando molti dei quadri dell’organizzazione terroristica e, notizia di poche ore fa, eliminando anche Nizar Rayyan, la nuova guida spirituale di Hamas, un assassino che all'interno dell'organizzazione terroristica aveva rimpiazzato il posto che fu dello sceicco Yassin.


La dichiarazione unilaterale della fine della tregua ed il martellamento con i missili Kassam dei territori israeliani confinanti con la striscia di Gaza hanno certamente contribuito ad accelerare l’azione di forza, che comunque era attesa e auspicata da Hamas.

Oh no, non è masochismo. Verosimilmente i capi di Hamas hanno creduto possibile che un’azione contro Gaza avrebbe causato molte vittime tra i civili e grazie a ciò il mondo intero si sarebbe sollevato contro Israele. Se le vittime non fossero state molte, gli operatori delle emittenti occidentali “amiche” avrebbero trasmesso comunque delle immagini di distruzione e di morte che, vere o false, sarebbero servite allo scopo.

Ma non dimentichiamoci che Hamas brama la fine di Israele, pertanto è anche probabile che abbia creduto in una rapida discesa in campo dei Paesi Arabi, uniti per soccorrere Gaza e distruggere il “piccolo satana”. A questo proposito, almeno fino a ora, pare che l’organizzazione terroristica abbia sbagliato i suoi calcoli, perché, a parte le solite dichiarazioni di condanna contro Israele, che ci arrivano dalla Lega Araba, nessun leader islamico intende fare qualcosa di concreto per aiutare i terroristi.

Chissà, forse Hizbullah potrebbe decidere di ricominciare i suoi attacchi contro Israele per impegnarlo su due fronti. Sarebbe la ciliegina sulla torta ed Israele di certo non perderebbe l’occasione per tentare di annichilire definitivamente la rinvigorita forza militare del Partito di Dio.


Ma anche l’opzione: tante vittime civili = tanto sdegno contro Israele, sembra ormai crollare definitivamente, perché l’aviazione israeliana, sganciando le sue bombe su obiettivi mirati, scoperti in mesi di eccellente lavoro di intelligence, sta fortunatamente limitando al minimo il numero delle vittime innocenti. Inoltre, grazie ad alcuni (pochi) media “liberi” dalla propaganda filo-terrorista, tutto il mondo ormai è a conoscenza che i palestinesi di Gaza che abitano nei pressi degli obiettivi da distruggere 1* sono avvertiti per tempo, affinché possano mettersi in salvo. Caso strano, ma eclatante, anche Nizar Rayyan era stato avvertito (testimone è uno dei suoi famigliari sopravissuti al bombardamento) eppure è rimasto ad attendere la morte, costringendo anche le sue mogli ed alcuni dei suoi figli a condividere lo stesso destino.


Leggendo le battute iniziali di questo post, qualcuno mi accuserà di essere un cinico.

E certo: non è politicamente corretto affermare che un’azione di guerra ha la valenza di un regalo di Natale.

Può darsi che sia cinico, ma è certo che non sono un ipocrita. E non nascondo che ho auspicato anch’io per molto tempo un’azione radicale di Israele contro i terroristi di ogni fazione e provenienza. Consapevole che ad ogni minaccia a cui non sarebbe seguita una pronta risposta, Hamas (e altri gruppi terroristi) avrebbe creduto in un inesorabile indebolimento del piccolo stato ebraico.


Per contro, anche se sono assolutamente convinto che con i terroristi non si dialoga, ma è necessario annichilirli dovunque essi siano (in tutto il mondo), rimango dalla parte dei più deboli, in questo caso anche di quei tanti palestinesi che vorrebbero vivere una vita normale ed invece a causa dei loro leaders, vivono nel terrore e, in molti casi, nella miseria.

Tuttavia, i capi palestinesi o le nazioni arabe che li appoggiano non sarebbero così forti senza l’apporto fondamentale di una parte marcia dell’Occidente.

Ed è proprio l’Occidente che con le sue scelte sbagliate alimenta la guerra infinita che nuoce maggiormente al popolo palestinese. Ma qui da noi nessuno pare rendersene conto.


Consiglio di leggere il piccolo post qui sotto, troverete un fulgido esempio di ideologia nazista prestata alla politica pacifista. Una chicca.

Ma il commento non mi sorprende né mi scandalizza: i pacifinti, sebbene siano una delle cause del disastro del popolo palestinese, sono assolutamente ridicoli.


Nota : 1* gli obiettivi sono quasi sempre nascosti tra le abitazioni civili, o all’interno di edifici religiosi


Friday, January 02, 2009

I piccoli nazisti crescono










Dal Blog del "pacifista" Vittorio Arrigoni:

"Morte ad Israele

Palestina libera

Bastardi ebrei spero che la risposta di Hamas e di Hitzbollah sia dolorosa e grondante sangue sionista, spero che vi facciano saltare tutti per aria, nelle vostre città e sui vostri autobus, che sventrino le vostre donne incinte e che facciano a pezzi i vostri giovani!!Nella speranza che facciano quello che i nazisti purtroppo non sono riuscita a fare: eliminarvi dalla faccia della Terra."

30/12/2008 19:03


NB - trattasi di uno dei commenti a questo post

Friday, May 23, 2008

La (solita) pulizia etnica della Palestina.


Credo che mai come in questi ultimi anni l’odio anti israeliano abbia raggiunto picchi così alti.

Molti ritengono che tutto ciò sia parte di un piano organizzato da “menti eccelse” che in tutto il mondo, da tempo, tentano di ammaestrare l’opinione pubblica operando per giungere alla delegittimazione dello Stato di Israele.
Sebbene potrebbero essere soltanto delle congetture, a molti me compreso, sembra chiaro che questi gruppi di “giudeofobi” (neonazisti, sinistri, eurasiatisti e quant’altro), si adoperano affinché la comunità internazionale non alzi un dito quando (domani? tra un anno? tra due anni?) alcuni (noti) Paesi medio orientali tenteranno di annichilire definitivamente l’entità israeliana .

Nel quadro dell’informazione falsata anti Israele, non potevamo non accennare alla nuova opera dello “storico” Ilan Pappe: “La pulizia etnica della Palestina”. Ilan Pappe, ex insegnante all’Università di Haifa, di ideologia comunista stalinista, rientra nella cerchia degli ebrei venerati dai “giudeofobi”, come ad esempio Noam Chomsky, o Finkelstein (l’ebreo revisionista), o gli ebrei ultraortodossi del gruppo Naturei Karta che pregano per la cancellazione di Israele dalla faccia della terra.

Il “nostro” professor Pappe, dopo anni e anni di studi e affermando di essere entrato in possesso di documenti "autentici"*1, rivela nel suo libro ciò che qualsiasi ragazzino con simpatie nazicomuniste può trovare negli innumerevoli siti web pro-palestina: la cacciata dei palestinesi dalla loro terra (?), la Naqba/La Catastrofe è parte di un progetto sionista preparato da Ben Gurion ben prima della Guerra del 1948 e reso operativo attraverso il piano D (Daleth) dell’Haganà, che prevedeva la sistematica occupazione delle terre dei palestinesi (??), attuata attraverso una campagna di terrore e di morte (massacro di Deir Yassin, i massacri nella Galilea, confisca dei beni ecc.).
Sempre stando alle parole di Ilan Pappe, tutto ciò si concretizzò in una vera pulizia etnica che fu alla base della creazione dello Stato di Israele e che continua tutt’oggi a Gaza e in Cisgiordania.
Il Muro di sicurezza costruito dagli israeliani intorno alla Cisgiordania è parte attiva del "progetto di pulizia etnica" perché “respinge” i “palestinesi” verso il deserto.

Ora, a parte il fatto che si potrebbe evitare di gettare un mucchietto di eurini per questo libro, in quanto sul web se ne possono trovare a “pacchi” di storie sulla “pulizia etnica” messa in atto dai sionisti ( ad esempio, andate a leggervi “Back to roots” di Salman Abu Sitta), spiace leggere che l’esimio professore neghi con fermezza che l’esodo dei palestinesi nel 1948 fu indotto soprattutto dai Paesi arabi che intendevano così allontanare dai loro villaggi i palestinesi “per qualche settimana”, giusto il tempo per ammazzare tutti gli ebrei.

Noi non siamo come chi distorce sistematicamente la Storia: è chiaro che molti tra i palestinesi fuggirono anche in conseguenza delle voci intorno al “massacro” di Deir Yassin (opera dei gruppi terroristi Irgun e Lehi, non dell’ Haganà).

Ma la Storia è fatta dalle testimonianze di chi l’ha vissuta. Pertanto mi permetto di riportarne qualcuna:

- Dal Time Magazine maggio 1948 - "C’è un'evacuazione di massa, in parte indotta dalla paura, in parte dagli ordini dei leader arabi. Il quartiere arabo di Haifa è una città fantasma. Ritirando i lavoratori arabi, i loro leader sperano di paralizzare Haifa.”

- Dal New York Times del maggio 1948 - Abdul Rahman Azzam Pasha (primo segretario generale della Lega Araba ndF) ha dichiarato, "Questa sarà una guerra di sterminio e un massacro epocale che sarà ricordato nei tempi come i massacri compiuti dai mongoli e le Crociate".

- Da Sir Am Nakba, proclama del primo ministro iracheno Nuri Said (nazista ndF) “…noi devasteremo il Paese con i nostri cannoni e distruggeremo ogni luogo in cui gli ebrei cercheranno riparo. Gli arabi dovranno portare le loro mogli ed i loro figli in zone sicure finché i combattimenti cesseranno…”

- Dal giornale libanese Al-Sada Janub, agosto 1948, dichiarazione del vescovo di galilea George Akim “ I rifugiati (arabi ndF) erano fiduciosi che la loro assenza si sarebbe protratta per una settimana o due, avevano avuto promessa dai loro leader che le armate arabe avrebbero distrutto le bande sioniste velocemente…”

- Nel quotidiano libanese Al Hoda del giugno 1951 si riportano le dichiarazioni del solito Azzam Pashà che nel maggio del 1948 assicurò i Leader Arabi sulla conquista veloce della Palestina (una “semplice marcia militare”) e sull'altrettanto certa “gettata” degli ebrei nel Mediterraneo, nel contempo il Segretario Generale della lega Araba esortò fraternamente i palestinesi a trovare rifugio nei Paesi amici finché le armi arabe non avessero concluso il loro lavoro;

- Nel giornale egiziano Akbar Al Youm, nell’ottobre del ’63 si legge che il gran nazista (ndF) Gran Muftì di Gerusalemme il 15 maggio 1948 fece appello agli arabi palestinesi di lasciare la Palestina perché i Paesi arabi vi stavano entrando con l’intento di combattere per loro (Seee, i Paesi Arabi volevano solo prendersi e spartirsi il Paese).


Qualcuno affermerà: “ma che palle! Ma quante saranno le testimonianze di cui l’esimio professore NON ha tenuto conto?” Tante, in verità. Ne aggiungo ancora una, tratta dalle memorie di nientepopodimenoche Khaled al 'Azm, ministro della guerra siriano durante la guerra del 1948 “…una delle ragioni del fallimento arabo del 1948 è stato l’ordine dei governi arabi ai palestinesi di evacuare le loro terre per rifugiarsi nei Paesi confinanti….Dal 1948 abbiamo lottato per il ritorno dei profughi nelle loro case. Ma noi stessi siamo quelli che li hanno incoraggiati a partire….”

Al caro Pappe, rimproveriamo anche di non aver assolutamente accennato ai disegni di pulizia etnica progettati e spesso messi in opera dal leader Palestinese il Gran Nazista Amin Al Husseini. Qualcuno potrebbe obiettare “ Massì, il libro parla della “Palestina”, non del mondo intero” Certo! E ciò che avvenne a Gerusalemme Vecchia che fu, se non un atto di pulizia etnica?

Ed il tentativo di avvelenare la rete idrica di Tel Aviv nel 1944? Ed i vari massacri compiuti dalle squadracce palestinesi ai danni di civili, (donne, bambini, operatori sanitari ecc. ecc), prima, durante e dopo la guerra del 1948? Tutto dimenticato?

Il Pappe afferma che il piano D (Daleth) è la prova del progetto di pulizia etnica studiato dai sionisti prima della guerra di Indipendenza. Ma lo ha letto? E se l’ha letto, si è accorto che si tratta di un normale piano difensivo e che tuttora in tutto il globo le forze militari attuano in caso di guerra delle procedure simili?
Non è giusto?
Ma è forse la guerra giusta? Occupare o distruggere dei villaggi che ospitano e nascondono delle forze militari ostili (dopo aver eliminato le forze offensive ed evacuato la popolazione) è guerra.
Brutta e sporca come lo sono tutte le guerre, ma non si tratta di pulizia etnica (alla faccia della Corte Penale Internazionale)

Al Pappe gli importa assai di parlare del terrorismo palestinese , men che meno gli salta in testa di dire che la colpa della Naqba è da attribuire agli Arabi, al leader Gran nazista Palestinese ad ai suoi marci parenti.

Odia il Sionismo, odia Israele e la sua stessa razza. Credo che ritenga il suo Paese colpevole di tutti i mali dei palestinesi. E a proposito dei marci parenti di Amin Al Husseini, son certo che per il Pappe quel gran criminale di Arafat fu un eroe.
Dimentica di certo l’esimio storico, che Arafat, per decenni foraggiato dall’internazionale nazista, fu cacciato dalla Giordania in malo modo e in quel frangente il suo comportamento costò la vita a 10.000 palestinesi massacrati dai giordani.
Scappato in Libano, portò quel Paese all’esasperazione finché altre migliaia di rifugiati palestinesi morirono sempre per sua colpa.

IL Pappe non vuole ammettere che il male dei palestinesi è frutto delle politiche e delle strategie fallimentari dei loro leader e di gran parte del mondo arabo.

Se la prende anche con il Muro, il buon Pappe. Non ricorda minimamente che è stato costruito per impedire lo stillicidio di attentati palestinesi in Israele. Nemmeno un accenno al fatto che gli attentati da allora sono diminuiti del 99 e passa per cento.
“Che gli frega a lui?” “Il Muro respinge i poveri palestinesi verso il deserto”. Ecco tutto.
Grande analisi, esimio Professore.

Il professore è un buon uomo, vorrebbe che la “Palestina” fosse un unico stato dove ebrei e palestinesi convivono in pace (vallo a dire ad Hamas). Ora invece, a causa dei cattivi israeliani è il regno dell’Apartheid, come il Sud Africa degli anni ‘60/’70.
Per Pappe Israele è l’ultima grande potenza coloniale.

Ma che vi aspettavate da un israeliano che si batte per il boicottaggio del Suo Paese?
Ma che vi aspettavate da un israeliano che ha usato la sua influenza per promuovere delle false ricerche storiche sulla guerra del 1948 (ricerche pagate dall’OLP)?


Il libro del Pappe, è pubblicato in Italia da Fazi. Nel caso qualcuno desiderasse leggere una recensione ufficiale, consiglio quella dell’ANSA ( e te pareva) nel suo “Un libro al giorno” (ne sarà contento l’ex direttore ANSA, il “socialista nazionale” Ugo Gaudenzi).


*1 Il Pappe ha già avuto numerosi problemi legali a causa di "documenti autentici" creati ad arte dall'OLP....

Thursday, April 17, 2008

Kill them All

“L’Olp è l’unico legittimo rappresentante del popolo palestinese e non ha mai cambiato di una virgola il suo programma politico”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore dell’Autorità Palestinese in Libano Abbas Zaki, in un’intervista trasmessa mercoledì scorso dalla tv libanese NBN, ora tradotta in inglese dal Middle East Media Research Institute (MEMRI).
“Alla luce della debolezza della nazione araba e della mancanza di valori – ha spiegato il rappresentante palestinese – e alla luce del controllo Americano su tutto il mondo, l’Olp ha deciso di procedere per fasi, senza cambiare i propri obiettivi strategici. Lasciatemi dire che, quando l’ideologia d’Israele inizierà a crollare e noi prenderemo perlomeno Gerusalemme, l’ideologia d’Israele crollerà del tutto e noi, a Dio piacendo, inizieremo a realizzare il nostro programma ideologico e li cacceremo fuori da tutta la Palestina”.
Il video dell’intervista di Abbas Zaki è disponibile (con sottotitoli in inglese) al link:
http://www.memritv.org/clip/en/1738.htm

UN PREDICATORE DI HAMAS ESORTA ALLA CONQUISTA DI ROMA E DEL MONDO INTERO

In un sermone mandato in onda venerdì scorso dalla tv di Hamas Al-Aksa (ora tradotto in inglese da MEMRI), il parlamentare e chierico di Hamas Yunis al-Astal ha detto ai fedeli che l’islam presto conquisterà Roma, “la capitale dei cattolici, la capitale crociata che ha dichiarato guerra all’islam e che ha insediato in Palestina i fratelli delle scimmie e dei maiali [gli ebrei] per impedire il risveglio dell’islam”, come fu per Costantinopoli. Roma, ha affermato al-Astal, diventerà “un avamposto della conquista islamica che si estenderà su tutta l’Europa e poi si volgerà alle due Americhe ed anche all’Europa orientale”. “Allah ha scelto voi per sé e per la sua religione – ha continuato il predicatore palestinese – affinché serviate da motore che traini questa nazione verso la fase della successione, della sicurezza e del consolidamento del potere, e verso la conquista delle capitali di tutto il mondo per mezzo della predicazione e delle conquiste militare. Credo che i nostri figli e i nostri nipoti erediteranno la nostra jihad [guerra santa] e i nostri sacrifici e, a Dio piacendo, i comandanti delle conquista si leveranno fra loro. Oggi noi instilliamo queste buone nozioni nelle loro anime e, mediante le moschee, i libri coranici e le storie del nostro Profeta, dei suoi compagni e dei grandi condottieri, li prepariamo per la missione di salvare l’umanità dal fuoco dell’inferno sul cui orlo oggi si trova”.
Il video del sermone di Yunis al-Astal è disponibile (con sottotitoli in inglese) al link:
http://www.memritv.org/clip/en/1739.htm

(Da: Jerusalem Post, 14.04.08)


Ho inserito la simpatica immagine immediatamente sopra, come schietto commento al post pubblicato da Liberali per Israele.
In confidenza, si tratta di una figura stampata sulla maglietta che amavo indossare qualche anno fa. Ne avevo un'altra assai più carina, dove sotto l'immagine che al momento preferisco non descrivere, era scritto: "RUDI, MA VOLGARI".
Ma amici miei, francamente, serenamente, pacatamente, dopo aver letto quell'articolo, l'unico commento che il cuore mi suggerisce è proprio questo:
KIll them all!