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Tuesday, May 26, 2009

Vogliamo un mondo laico e libero o un mondo musulmano?


Ancora ieri a Milano una ragazza è stata stuprata da un maomettano, mentre a Napoli una bambina di 11 anni ha corso seriamente il rischio di essere rapita da un gruppo di nigeriani perchè uno di loro, un boss del quartiere, si era invaghito di lei (diciamolo: a Napoli si sentiva il bisogno di nuovi mafiosetti di origine africana, è political correct).
Un investigatore, per motivi che sinceramente fatico a comprendere, si è affrettato a spiegare che in passato la vittima è stata oggetto di “apprezzamenti da parte del boss, mai avances” (boh?).
Certo, in Italia il numero delle violenze alle donne aumenta in modo esponenziale, anno dopo anno. Tuttavia non siamo ancora alle cifre registrate in alcune nazioni del nord Europa. Ma ci arriveremo, se non agiremo con urgenza per cambiare lo stato delle cose.


Invito a guardare il video riportato da Sodahead. Nella prima parte del filmato si possono gustare le immagini della manifestazione dei maomettani contro l’ambasciata danese ai tempi della pubblicazione delle simpatiche vignette su maometto. Il maomettano in primo piano urla:”Avremo vendetta. Che la Danimarca sia bombardata così noi la invaderemo e prenderemo le loro donne come bottino di guerra!” Sono un romantico, giuro che amerei vedere una bionda amazzone occidentale decollare con un sol colpo di mannaia quella bestia islamica.
Nell’ultima parte un giovane giudice nigeriano ci rivela che se una donna chiedesse aiuto durante la violenza ed i soliti 4 testimoni (maschi) certificassero l’accaduto, la donna sarebbe esentata dalla punizione. Insomma, se la vittima portasse 4 testi a favore, sebbene “colpevole di non aver impedito lo stupro”, il magnanimo tribunale islamico non la condannerebbe alla fustigazione/detenzione/morte. Troppa grazia.
Mi chiedo che senso abbia la vita di uomini con idee così...eccentriche. Il mondo certamente sarebbe migliore senza di loro...

Dimenticavo: l’invaghimento del nigeriano per la bimba, mi induce ad un’altra riflessione.
Se per esempio Cristo, nella sua bontà infinita, si fosse espresso anche a favore dell’amore per le persone dello stesso sesso (adulte e consenzienti), la storia del mondo cristiano sarebbe stata diversa. Certamente migliore. Può anche darsi che l’abbia fatto e le sue parole non siano state riportate dai suoi discepoli, semplici uomini del loro tempo.
Cos’è accaduto invece nell’Islam?
Maometto con le sue parole ed i suoi atti ha normalizzato la pedofilia. Il disgustoso ipocrita ha usato nientemeno che Dio stesso per giustificare le sue oscene voglie: - Sahih Bukhai Volume 7, libro 62, n. 57 (parlando ad Aisha) In sogno un angelo (Gabriele) ti portò da me ...e disse “questa è tua moglie”... “se questo è il volere di Allah” dissi “sarà certamente così”-.

Se è Dio ad ordinare ad un Maometto quarantenne di sposarsi con una bimba di 7 anni, ci possiamo stupire di quanto sia in voga la pedofilia tra i maomettani?

E infatti si ricorda che l’Ayatollah Khomeini, che a sua volta sposò all’età di 28 anni una bimba di 10, disse che "avere piacere sessuale con delle bambine è possibile, ma soltanto attraverso la sodomia. In quanto la penetrazione vaginale porterebbe al “danneggiamento” permanente della piccola e l’uomo ne diventerebbe responsabile per tutta la vita". In soldoni, il povero pedofilo “sarebbe costretto” a prendersi la bimba in moglie - da"Ayatollah Khomeini in Tahrir-ol-Masael, 1990, Darol Elm, Qom".
Allucinante vero? Sebbene una parte dell’Islam sia critica contro i gusti sessuali di Maometto e dell’Ajatollah Komeini , il problema rimane ed è grosso.
Ricordiamolo a quelli che farebbero carte false pur di far entrare i clandestini maomettani in Italia.

In conclusione, scopriamo ogni giorno che In Africa, in Asia, nel mondo intero, dove c’è l’Islam e dove c’è la guerra dell’Islam vi sono donne e bambine stuprate ed uccise perché non musulmane, ma anche donne e bambine ridotte in schiavitù per il perverso piacere sessuale dei loro aguzzini. Credete che in Europa non siamo ancora giunti a tanto? Vi sbagliate, l’Islam è in guerra contro l'Occidente: ormai è molto tempo che parliamo dello stupro come arma dello jihad, per umiliare e terrorizzare le donne occidentali e quelle musulmane che intendono integrarsi nella nostra società, ma non avevamo mai accennato alla riduzione in schiavitù di ragazze e bambine bianche costrette a prostituirsi da bande di islamici. Succede anche questo, il trafficking delle minori è stato scoperto recentemente nel Londonistan, ma sicuramente è presente in altri Paesi dell’Unione Europea, forse anche in Italia.
Questo è un altro bel "regalo" del multiculturalismo.

La civiltà islamica nel mondo? - Leggi anche Rape, Islam...- Testimonies of rape in Sudan - Rape in Indonesia - Islamic Pedophilia in Finland - Australia, muslim leader blames women... ecc. ecc. ecc.

OT (?)- Il crollo delle borse ci salverà??

I politici e gli intellettuali sostenitori del multiculturalismo, che permettono agli islamici di creare il loro stato all’interno delle nazioni che li ospitano e più in generale s’adoperano affinché i diritti degli ospitanti siano sensibilmente ridotti a favore di quelli degli ospitati, sembrano essere caduti in un fatale inganno. Tuttavia continuano a far orecchie da mercante, a fingere di non capire che L’Europa così come l’hanno voluta e disegnata non sta in piedi. Aggiungiamoci anche il perdurare di crisi economiche sempre più lunghe, con intervalli sempre più brevi di relativa prosperità ed il cocktail esplosivo è pronto. L’Europa è sull’orlo di un abisso e l’insorgere delle tensioni sociali sfocerà in conflitti sempre più estesi, anche tra le diverse comunità etniche.
La guerra civile non è poi così lontana.

Sunday, May 24, 2009

Fino a quando sopporteremo?


Per la sinistra italiana coloro i quali vorrebbero frenare e regolamentare l’immigrazione, sono xenofobi e razzisti. Anche il Capo dello Stato (che invero è un pò bollito) parlò di accenni di xenofobia e razzismo in Italia.

Ma mi domando: è xenofobia cercare di arginare il fenomeno della delinquenza? La sinistra è consapevole che a Milano, per esempio, quasi il 90% degli stupri è commesso da allogeni e che in alcune città italiane la popolazione carceraria straniera arriva all’80%?

E’ razzismo impedire che i maomettani trasformino le periferie delle nostre città (e non solo) in tante casbah?

Io odio il razzismo e se un sinistro, un Franceschini qualsiasi mi si parasse davanti accusandomi di essere razzista e xenofobo, facilmente otterrebbe un gran calcio nelle palle. In seguito, nel caso fosse ancora abbastanza lucido da comprendere le mie parole, con garbo ribatterei che forse siamo noi tutti vittime di un nuovo razzismo. Gli stupri etnici (anche 1-2 -3)sono razzismo (Australia, dichiarazione dello sheicco Faiz Mohammed*: le donne occidentali invitano allo stupro); le devastazioni che gli immigrati compiono nelle città che li ospitano sono razzismo. Ma non solo: sono atti di discriminazione anche gli abusi commessi dalle autorità che nel nome della political correctness hanno ormai perso ogni legame con la realtà e la ragione. Come è accaduto nel Regno Unito, dove hanno arrestato una ragazzina di 14 anni perché a scuola si era lamentata di far parte di un gruppo di lavoro composto soltanto da compagne che parlavano urdu: *azzo, non riusciva a capirle, è una colpa? Sempre nel Regno Unito hanno portato un bimbo di 10 anni in tribunale per aver chiamato Bin Laden, durante un bisticcio, un suo coetaneo musulmano; ancora nel Londonistan la centralinista di una scuola è stata denunciata per aver informato il gruppo della sua chiesa che la figlia di 5 anni era stata ripresa duramente dall’insegnante perché aveva parlato di Cristo in classe ecc. ecc.


Sono profondamente razzisti quelli che vietano ad Israele di partecipare a manifestazioni sportive e culturali, ma in verità non ho ancora visto qualcuno di questi antisemiti rispondere di ciò di fronte ad un giudice qui, quo e qua.


Ma a guardar bene i primi razzisti sono i nostri invasori che ci giudicano inferiori per il semplice fatto che abbiamo permesso loro di invaderci.


*Ovviamente nel caso di Faiz Mohamed è stato denunciato chi, dopo aver ascoltato le dichiarazioni del maomettano, ha detto che quei musulmani sono dei parassiti.

Thursday, May 21, 2009

Non diamo spazio agli imbecilli.


Diciamolo, provo un malcelato disprezzo (e disgusto) per quel branco di imbecilli che in Italia (dell'Europa parleremo dopo) accusano il governo di xenofobia e razzismo perché, con ritardo, ha deciso di avvalersi di alcuni provvedimenti diretti ad impedire che il nostro Paese venga invaso da migliaia e migliaia di immigranti clandestini.


Il fastidio aumenta in modo preoccupante, quando ascolto o leggo le dichiarazioni di quei coglioni che, convinti che la stragrande maggioranza degli italiani sia composta da poveri fessi, insistono su alcune tesi decisamente discutibili.

Esempio:

  • LORO - tra i clandestini che rifiutiamo vi sono di certo delle menti eccelse che potrebbero essere indispensabili per l'Italia;
  • FOSCA - ma come no? Tuttavia fino ad ora pare che nessun genio sia ancora approdato sulle nostre coste. Per contro, il Capo della Polizia afferma che la percentuale dei clandestini che incorre in reati vari parte dal 60% ed arriva fino all'80% in certe zone del Paese, ma c'è di più: a fronte di un 7% di popolazione straniera in Italia, il 38% dei detenuti nelle carceri italiane è costituito da immigrati, mentre è del 40% (quarantapercento) la percentuale delle violenze sulle donne commesse da stranieri-
  • LORO -non ospitando quei clandestini li condanniamo alla morte (questa è di 2 giorni fa);
  • FOSCA - che schifo! Come al solito, questa sinistra bugiarda e ipocrita si avvale di mezzucci vergognosi per raggiungere i suoi obbiettivi, ulteriori commenti sono inutili.
  • LORO - viviamo già in una società multiculturale e la molteplicità delle culture rappresenta un valore che ci arricchisce.
  • FOSCA - un valore che ci arricchisce? magari fosse così. Ma guardiamo in faccia la realtà: gli immigrati che provengono dai Paesi di religione islamica sono pregni di quella cultura barbara, retrograda che impedisce loro di accettare la nostra moderna, laica cultura liberale. Pensate forse che quei popoli così diversi dal nostro, che vivono osservando precetti e principi che noi abbiamo cancellato da secoli, abbiano qualcosa da insegnare? Io non lo credo. Tuttavia, non mi aspetto che gli immigrati contribuiscano allo sviluppo della nostra civiltà, ma pretendo che rispettino i valori fondamentali del Paese che li ospita. Pretendo che gli immigrati si integrino completamente nella nostra società e diventino italiani a tutti gli effetti (come sono diventati argentini, australiani, americani, i nostri emigranti.) Purtroppo, causa la loro "islamicità", questa è e sarà sempre una realtà inattuabile.
  • Per contro, gli immigranti non musulmani, pur non apportando altro valore aggiunto che la loro volontà di realizzarsi nel lavoro, possono integrarsi completamente nel tessuto civile e sociale del nostro Paese, ma spetta a noi aiutarli in questo processo.
  • Ne riparleremo, magari con riferimento all'immigrazione romena.
In alcuni sfortunati Paesi europei, gli imbecilli multiculturalisti colleghi di quelli italiani, hanno avuto il campo libero, favorendo in un primo tempo l'immigrazione dei popoli di origine musulmana, quindi assecondando le loro assurde pretese . Ora i loro concittadini ne subiscono le conseguenze e, a mio parere, muoiono dalla voglia di ringraziarli.

Speriamo che il nostro governo prosegua sul cammino della continenza del fenomeno dell'immigrazione che comunque dovrà essere necessariamente legata alla certa integrazione degli stranieri nella società italiana. Nel contempo si comprenda che l'immigrazione dei popoli musulmani deve essere fermata, prima che sia troppo tardi.


Di seguito posto un articolo di Giulio Meotti già riportato da Liberali per Israele, ma per gli amici stranieri, questa volta in lingua inglese.
In the casbah of Rotterdam

by Giulio Meotti



In Feyenoord, veiled women can be seen everywhere, darting like a flash through the streets of the neighborhood. They avoid any sort of contact, even eye contact, especially with men. Feyenoord is the size of a city, and there are seventy nationalities coexisting there. It is an area that lives on subsidies and residential construction, and it is here that it is most obvious that Holland – with all of its rules against discrimination and all of its moral indignation – is a completely segregated society. Rotterdam is new, having been bombed twice by the Luftwaffe during the second world war. Like Amsterdam, it is below sea level, but unlike the capital it does not enjoy an image of reckless abandon. In Rotterdam, it is the Arab shops selling halal food that dominate the cityscape, not the neon lights of the prostitutes. Everywhere are casbah-cafes, travel agencies offering flights to Rabat and Casablanca, posters expressing solidarity with Hamas, or offering affordable Dutch language lessons.

It is the second-largest city in the country, a poor city, but also the economic engine with its huge port, the most important in Europe. Most of the population are immigrants, and the city has the tallest and most imposing mosque in Europe. Sixty percent of the foreigners who arrive in Holland come here to live. The most striking thing when one arrives in the city by train are the enormous and fascinating mosques framed by the vibrant green, luxuriant, wooded, watery countryside, like an alien presence compared to the rest. They call it "Eurabia." The Turkish Mevlana mosque is imposing. It has the tallest minarets in Europe, even higher than the stadium of the Feyenoord soccer team.

Many of the neighborhoods in Rotterdam are captive to the darkest, most violent form of Islamism. Pim Fortuyn's house stands out like a pearl in a sea of chador and niqab. It is at number 11 Burgerplein, behind the train station. Every now and then someone comes to put flowers in front of the home of the professor who was murdered in Amsterdam on May 6, 2002. Someone else leaves a card: "In Holland everything is tolerated, except for the truth." A millionaire named Chris Tummesen bought Pim Fortuyn's house so that it would remain intact. The evening before his murder Pim was nervous, and had said on television that a climate of demonization had been created against him and his ideas. And his fears came true, when he was shot in the head five times by Volkert van der Graaf, a militant of the animal rights left, scrawny, head shaved, eyes dark, dressed like an environmental purist in a handmade shirt, sandals, and goat's wool socks, a strict vegetarian, "a guy impatient to change the world," his friends say.

Not long ago in downtown Rotterdam, funerary photos of Geert Wilders were placed under a tree, with a candle to commemorate his upcoming death. Today Wilders is the most popular politician in the city. He is the heir of Fortuyn, the homosexual, Catholic, ex-Markist professor who had formed his own party to save the country from Islamization. At his funeral, only the absence of Queen Beatrice kept the farewell to the "divine Pim" from becoming a funeral fit for a king. Before his death they made a monster of him (one Dutch minister called him an "untermensch," an inferior man in Nazi parlance), afterward they idolized him. The prostitutes of Amsterdam left a wreath of flowers in his honor beneath the National Monument in Dam Square, a memorial to the victims of World War II.

Three months ago, "The Economist," a weekly publication far from Wilders' anti-Islamic ideas, spoke of Rotterdam as a "Eurabian nightmare." For most of the Dutch who live there, Islamism is now a threat greater than the Delta Plan, the complicated system of dikes that prevents flooding from the sea, like the flood in 1953 that killed two thousand people. The picturesque town of Schiedam, part of the greater Rotterdam area, has always been a jewel in the Dutch imagination. Then the fairy tale glow faded, when in the newspapers three years ago it became the city of Farid A., the Islamist who made death threats against Wilders and Somali dissident Ayaan Hirsi Ali. For six years, Wilders has lived under 24-hour police protection.

Muslim lawyers in Rotterdam also want to change the rules of the courtroom, asking to be allowed to remain seated when the judge enters. They recognize Allah alone. The lawyer Mohammed Enait recently refused to stand when the magistrates enter the courtroom, saying that "Islam teaches that all men are equal." The court of Rotterdam has recognized Enait's right to remain seated: "There is no legal obligation requiring Muslim lawyers to stand in front of the court, insofar as this action is in contrast with the dictates of the Islamic faith." Enait, the head of the legal office Jairam Advocaten, has explained that "he considers all men equal, and does not acknowledge any form of deference toward anyone." All men, but not all women. Enait is well known for his refusal to shake hands with women, and has repeatedly said he would prefer them to wear the burqa. And there are many burqas on the streets of Rotterdam.

The fact that Eurabia has arrived in Rotterdam has been demonstrated by an episode in April at the Zuidplein Theatre, one of the most prestigious in the city, a modernist theater proud of "representing the cultural diversity of Rotterdam." It is located in the southern part of the city, and receives funding from the municipality, headed by a Muslim, the son of the imam Ahmed Aboutaleb. Three weeks ago, the Zuidplein Theatre allowed an entire balcony to be reserved for women only, in the name of sharia. This is not happening in Pakistan or in Saudi Arabia, but in the city from which the Founding Fathers set out for the United States. It was from here that the Puritans disembarked in the Speedwell, which they later exchanged for the Mayflower. This is where the American adventure began. Today, it has legalized sharia.

For a performance by the Muslim Salaheddine Benchikhi, the Zuidplein Theatre agreed to his request to have the first five rows set aside for women only. Salaheddine, an editorialist for the website Morokko.nl, is known for his opposition to the integration of Muslims. The city council has approved this: "According to our Western values, the freedom to live one's own life by virtue of one's convictions is a precious possession." A spokesman for the theater has also defended the director: "It is hard to get Muslims to come to the theater, so we are willing to adapt."

Another man who has been willing to adapt is the director Gerrit Timmers. His words are fairly symptomatic of what Wilders calls "self-Islamization." The first case of self-censorship took place in Rotterdam, in December of 2000. Timmers, the director of the theater group Onafhankelijk Toneel, wanted to stage a performance about the life of Mohammed's wife Aisha. The play was boycotted by the Muslim actors in the company when it became evident that it would be a target for the Islamists. "We are enthusiastic about the play, but fear reigns," the actors told him. The composer, Najib Cherradi, said that he would withdraw "for the good of my daughter." The newspaper "Handelsblad" gave the story the title "Tehran on the Meuse," the name of the gentle river that passes through Rotterdam. "I had already done three works about the Moroccans, so I wanted to have Muslim actors and singers," Timmers tells us. "Then they told me that it was a dangerous issue, and they could not participate, because they had received death threats. In Rabat, an article came out saying we would end up like Salman Rushdie. For me, it was more important to continue the dialogue with the Moroccans, rather than provoke them. For this reason, I see no problem if the Muslims want to separate the men from the women in a theater."

Let's meet the director who has brought sharia to the Dutch theaters, Salaheddine Benchikhi. He is young, modern, confident, and speaks perfect English. "I defend the decision to separate the men from the women, because here there is freedom of expression and organization. If people can't sit where they want to, that is discrimination. There are two million Muslims in Holland, and they want our tradition to become public, everything is evolving. Mayor Aboutaleb has supported me."

One year ago, the city was buzzing when the newspapers published a letter by Bouchra Ismaili, a Rotterdam city councilman: "Listen up, crazy freaks, we're here to stay. You're the foreigners here, with Allah on my side I'm not afraid of anything. Take my advice: convert to Islam, and you will find peace." Just a walk through the streets of the city, and you know right away that in many neighborhoods you are no longer in Holland. It is right out of the Middle East. In some schools, there is a "room of silence" where Muslim students, who are in the majority, can pray five times a day, with a poster of Mecca, the Qur'an, and a ritual washing before the prayers. Another Muslim city councilman, Brahim Bourzik, wants signs placed in various parts of the city showing the direction to Mecca.

Sylvain Ephimenco is a Franco-Dutch journalist who has been living in Rotterdam for twelve years. For twenty years, he was the "Libération" correspondent in Holland, and is proud of his leftist credentials. "Even though I don't believe in that anymore," he says, welcoming us to his home overlooking one of Rotterdam's little canals. Not far from here is the al Nasr mosque of the imam Khalil al Moumni, who when gay marriage was legalized described homosexuals as "sick people worse than pigs." From the outside, it can be seen that the mosque is more than twenty years old, having been built by the first Moroccan immigrants. Moumni has written a pamphlet that is circulating around the Dutch mosques, "The path of the Muslim," in which he explains that the heads of homosexuals should be cut off and "hung from the highest building in the city." Next to the al Nasr mosque, we sit down at a cafe for men only. In front of us is a halal Islamic slaughterhouse. Ephimenco is the author of three essays on Holland and Islam, and today is a famous columnist for the leftist Christian newspaper "Trouw." He has the best perspective for understanding a city that, perhaps even more than Amsterdam, embodies the tragedy of Holland.

"It is not at all true that Wilders gets his votes from the fringes, everyone knows that, even though they don't say it," he tells us. "Today educated people vote for Wilders, although at first it was the lower class Dutch, the tattoo crowd. Many academics and people on the left vote for him. The problem is all of these Islamic headscarves. There's a supermarket behind my house. When I arrived, there wasn't a single headscarf. Now it's all Muslim women with the chador at the register. Wilders is not Haider. His positions are on the right, but also on the left, he's a typical Dutchman. Here there are even hours at the swimming pool set aside for Muslim women. This is the origin of the vote for Wilders. Islamization, this foolishness with the theater, has to be stopped. In Utrecht, there is a mosque where they provide separate city services for men and women. The Dutch are afraid. Wilders is against the Frankenstein of multiculturalism. I, who used to be on the left but am no longer anything, I say we've reached the limit. I feel the ideals of the Enlightenment have been betrayed with this voluntary apartheid, in my heart I feel the death of the ideals of the equality of men and women, and freedom of expression. Here the left is conformist, and the right has the better answer to insane multiculturalism."

One of the professors at Erasmus University in Rotterdam is Tariq Ramadan, the famous Swiss Islamic scholar who is also a special adviser for the city. Some of Ramadan's statements against homosexuality were uncovered by Holland's most famous gay magazine, "Gay Krant," directed by a talkative journalist named Henk Krol. On a videocassette, Ramadan calls homosexuality "a disease, a disorder, an imbalance." On the tape, Ramadan also has comments on women, "they should keep their eyes on the ground when they're on the street." Wilders' party asked for the city council to be disbanded, and for the Islamic scholar from Geneva to be sent packing, but instead he was renewed in his post for two more years. This was happening while across the sea, the Obama administration was confirming the ban on Ramadan entering United States territory. The tapes in Krol's possession include one in which Ramadan tells women: "Allah has an important rule: if you try to attract attention through the use of perfume, or your appearance or gestures, you do not have the correct spiritual orientation."

"When Pim Fortuyn was killed, it was a shock for everyone, because a man was murdered for what he said," Krol tells us. "That was no longer my country. I'm still thinking about leaving Holland, but where can I go? Here we have been criticized by everyone, by the Catholic Church and by the Protestants. But when we criticized Islam, they answered us: you are creating new enemies!" According to Ephimenco, the street is the secret of Wilders' success: "In Rotterdam, there are three enormous mosques, one of them is the largest in Europe. There are more and more Islamic headscarves, and an Islamist impulse coming from the mosques. I know many people who have left the city center to go to the rich, white suburbs. My neighborhood is poor and black. It is a question of identity, on the streets Dutch is not spoken anymore, but Arabic and Turkish."

Let's meet the man who inherited Fortuyn's column in the newspaper "Elsevier." His name is Bart Jan Spruyt, a robust young Protestant intellectual, founder of the Edmund Burke Society, but above all the author of Wilders' "Declaration of independence," and his coworker from the beginning. "Here an immigrant no longer has to struggle, study, work, he can live at the expense of the state," Spruyt tells us. "We have ended up creating a parallel society. The Muslims are in the majority in many neighborhoods, and are asking for sharia. This isn't Holland anymore. Our use of freedom has turned back against us, it is a process of self-Islamization."

Spruyt was one of Fortuyn's close friends. "Pim said what the people had known for decades." He attacked the establishment and the journalists. It was a great relief for the people when he went into politics, they called him the 'white knight'. The last time I spoke with him, one week before he was killed, he told me he had a mission. His killing was not the act of a lone madman. In February of 2001, Pim announced that he wanted to change the first article of the Dutch constitution, on discrimination, because in his view it kills freedom of expression, and he was right. The following day in the Dutch churches, which are mostly empty and used for public meetings, the diary of Anne Frank was read as a warning against Fortuyn. Pim was truly Catholic, more than we think, in his books he spoke out against modern society without fathers, without values, empty, nihilist."

Chris Ripke is a well-known artist in the city. His studio is near a mosque in Insuindestraat. Shocked in 2004 by the murder of director Theo Van Gogh by an Dutch Islamist, Chris decided to paint an angel on wall of his studio and the biblical commandment "Gij zult niet doden," thou shalt not kill. His neighbors at the mosque found the words "offensive," and called the mayor of Rotterdam at the time, the liberal Ivo Opstelten. The mayor ordered the police to erase the painting, because it was "racist." Wim Nottroth, a television journalist, camped out on the spot in protest. The police arrested him, and his film was destroyed. Ephimenco did the same in his own window: "I put up a big white sheet with the biblical commandment. Photographers came, and the radio. If you can no longer write 'do not kill' in this country, then you are saying that we are all in prison. It is like apartheid, whites living with whites and blacks with blacks. There is a great chill. Islamism wants to change the structure of the country." For Ephimenco, part of the problem is the de-Christianization of society. "When I arrived here, during the 1960's, religion was dying, a unique event in Europe, a collective de-Christianization. Then the Muslims brought religion back to the center of social life. Aided by the anti-Christian elite."

Let's go for a stroll through the Islamized neighborhoods. In Oude Westen there are only Arabs, women clothed from head to foot, ethnic foods shops, Islamic restaurants, and shopping centers with Arabic music. "Ten years ago, you didn't see all these headscarves," Ephimenco says. Behind his house, in a flourishing middle class area with two-story houses, there is an Islamized neighborhood. There are Muslim signs everywhere. "Look at all of those Turkish flags, over there is an important church, but it's empty, no one goes there anymore." In the middle of one square stands a mosque with Arabic writing outside. "That used to be a church." Not far from here is the most beautiful monument in Rotterdam. It is a small granite statue of Pim Fortuyn. Beneath the gleaming bronze head, the mouth saying his last words on behalf of freedom of speech, there is written in Latin: "Loquendi libertatem custodiamus," let us safeguard the right to speak. Every day, someone places flowers there.


Saturday, May 16, 2009

Soliti imbonitori islamici alla Fiera del Libro di Torino


Fiera del libro di Torino: RAI NEWS24 intervista Tariq Ramadan. Fosca commenta alcune frasi del maomettano


TR- "Finché l'Occidente continua a vedere nell'Islam 'l'altro' non si arriverà da nessuna parte, l'Occidente deve voler conoscere chi è culturalmente diverso da lui e anche accettare, come nel caso dell'Europa, che senza l'immigrazione è a repentaglio la sua stessa esistenza"


F – Non dire baggianate gran figlio di Allah, è con l’immigrazione islamica che l’Europa mette a repentaglio la sua esistenza


TR - "... chi chiede, come alcuni rappresentanti del governo italiano che gli immigrati in arrivo nel paese conoscano l'italiano, offende il buon senso e la dignità umana. E' una vergogna...”


F E’ una vergogna dare tanto spazio agli imbonitori maomettani, ed in special modo al principe della Taqqiya, Ramadan. (E’ una vergogna, del resto, che una emittente televisiva pagata dagli italiani, Rai Med, parli in arabo).


TR - "E' un problema di etica, di etica politica vera - aggiunge - e se poi l'Europa e l'Occidente vogliono davvero che gli immigrati restino in Africa, allora investano denaro e progetti politici in questo senso".


F – Nuove colonie???


TR – su Obama “Per esempio ha promesso di chiudere Guantanamo ma ha detto che i prigionieri che vi erano rinchiusi continuano ad essere fuorilegge".


F – Il maomettano vorrebbe che li liberassero tutti con tante scuse?


TR - "E' una questione di fiducia reciproca tra culture e Paesi differenti, questo è il passaggio ineluttabile"


F – Ma certo, tu ad esempio, viscido ciarlatano, mi ispiri molta fiducia...


F – Soltanto la fine dell’Islam è ineluttabile.


F - Tariq torna dai tuoi amichetti inglesi che quelli sì che li puoi far fessi. Qua per te non c'è un clima adatto.


Consiglio di lettura: l'Europa mette a repentaglio la sua esistenza non accettando l'immigrazione islamica? Leggi "Olanda la fine dell'Europa è cominciata"

Sunday, July 06, 2008

Sono pazzi questi Inglesi. 2


Il giudice più anziano (e per questo forse un po’ rincoglionito)*1 del Regno Unito ha recentemente affermato che ai musulmani britannici dovrebbe essere concesso il diritto di utilizzare i regolamenti della Shar’ia. In seguito si è parzialmente corretto (bontà sua), precisando che il permesso non sarebbe valido per i reati penali o per quei fatti non contemplati dal diritto inglese e che invece per l’Islam sono reato.
In soldoni, Lord Phillips avverte che il taglio delle mani ai ladruncoli o la lapidazione delle donne e degli uomini adulteri continuerebbe a non essere realizzabile nel Regno Unito (almeno per i primi anni…. ndF).
Insomma, si dovrebbe far ricorso alla legge islamica per risolvere controversie maritali (chissà come saranno contente le donne e le bambine musulmane) e finanziarie.

Il parere espresso dal giudice è che la Shar'ia è vittima di una ingiusta e diffusa incomprensione e che potrebbe svolgere comunque un suo ruolo nel sistema legale britannico.

L’intervento avalla il giudizio espresso tempo fa dall’Arcivescovo di Canterbury. Secondo Lord Phillips, il prelato intendeva soltanto affermare che i musulmani nel regno Unito potrebbero vivere seguendo i principi della legge coranica, ma senza per questo entrare in conflitto con i diritti garantiti dalla legge britannica.

Se le farneticazioni dei rinco inglesi saranno realizzate in un prossimo futuro, è probabile che poco più tardi accada anche ciò che ha illustrato Fjordman nell’articolo postato sotto.

Mmmm….Bravi Inglesi, continuate così. Siete sulla strada giusta!

Nell’articolo pubblicato dal Telegraph troverete anche le reazioni all'intervento del giudice inglese.

"Sono Pazzi questi Inglesi" Altro post dedicato alle follie britanniche.

*1- a parte la facile battuta, Lord Phillips è il giudice "Senior", Procuratore Generale del Regno

Thursday, March 27, 2008

Sono pazzi questi Inglesi!



Ma sono veramente folli questi inglesi.

Non cercano di arrestare il flusso migratorio degli islamici, anzi incoraggiano i musulmani ad entrare nel Regno Unito e a sentirsi come a casa loro.

*L’arcivescovo di Canterbury ritiene che sia inevitabile introdurre alcuni aspetti della Sharia nel sistema giuridico britannico(d’altra parte le Corti islamiche sono presenti nel Regno Unito da più di venti anni).

* Il NTU (National Union of Teachers) fa pressioni sul Governo affinché prenda le parti dei palestinesi, si batte per l'insegnamento della storia della Palestina in funzione anti-israeliana e nel contempo richiede che il Corano diventi materia di studio negli istituti scolastici (con degli Imam come insegnanti).

* Il Labour party, consapevole che togliere il Natale dal calendario inglese è (per ora) ancora improponibile, richiede che la sua importanza venga ridimensionata e portata al livello di altre feste e celebrazioni religiose (islamiche). Ciò per favorire le relazioni tra razze e religioni diverse.


Un appunto, alcuni manifestanti che (giustamente) contestavano le idee “multiculturali” del Vescovo di Canterbury sono finiti in manette.
Che avranno fatto a quelle zecche islamiche che nelle manifestazioni a Londra gridavano “ Bomb UK! Bomb USA!”? Secondo me non hanno fatto proprio nulla Un video QUI.

Vi auguro di non andare in Gran Bretagna con il vostro animale di compagnia, rischiereste di vederlo trattenuto in quarantena per 6 mesi. Certo, gli inglesi temono che le nostre bestiole portino chissà quali epidemie nella loro isola. Intanto la Gran Bretagna è zeppa di bestie fondamentaliste il cui intento è demolire le basi della nostra cultura occidentale per sostituirle con le loro. E’ questo il virus che sta attecchendo nel Regno Unito (ed in altri Paesi europei). E tanti occidentali accecati dalla falsa luce del multiculturalismo, ne sono gli inconsapevoli veicoli.

Gran Bretagna, Belgio, Svezia, Francia, Bosnia…. l’avanzata dell’Islam pare inarrestabile. Per ora gli effetti dell’immigrazione musulmana non sono percepibili a tutti, ma esistono e sono devastanti. La mia opinione è che non possiamo fermarci a guardare il lento declino dell’Europa, o a registrarne solamente gli effetti. Occorre dire basta a tutto ciò ed essere pronti a combattere in ogni modo per debellare il cancro che può portare all’estinzione della nostra civiltà.

Leggi anche Londonistan, Corti e leggi islamiche. Allarme in Inghilterra

Di seguito un articolo tratto da UP POMPEII

CHRISTIAN GREAT BRITAIN WILL SOON BE OBLITERATED BY MUSLIM IMMIGRATION & GOVERNMENT INTERVENTION

---------------"Christmas should be downgraded in favour of festivals from other religions to improve race relations, says an explosive report.

Labour's favourite think-tank says that because it would be hard to "expunge" Christmas from the national calendar, 'even-handedness' means public organisations must start giving other religions equal footing. " ------link to this article is here---------------

This leads me back to my original premise - the eradication of our Christian heritage and mores from Great Britain has less to do with church attendance than it does with the government intentionally undermining Christianity and by its support of increased muslim immigration and subsequent ongoing Islamisation of the UK.

Posted by The Opinionator
Siamo certi di voler accettare tutto questo senza reagire?

Saturday, October 06, 2007

Toh! Il solito fake!


Click on the picture to watch "Palliwood 2"

Con la fine dell’era Mitterand (pace all’anima sua*), vi sono stati molti cambiamenti in Francia. Diciamo che i nostri cugini transalpini stanno respirando un’aria più fresca e pulita. Per esempio è confortante leggere qui e qui che finalmente dopo sette anni di menzogne il filmato dell’uccisione del ragazzino palestinese a Netzarim (52 secondi girati dal cameraman arabo di France 2) è nuovamente messo in discussione. Ma non dai soliti denigratori della causa palestinese, bensì da un tribunale francese che ha intimato all’emittente France 2 di consegnare il video “integrale” alle autorità.

France 2 è una televisione pubblica che io giudico affine alla nostra RAI Tre di sempre, o alla RAI Uno dell’era Prodi.
Ora i suoi dirigenti si troveranno nell’imbarazzo di estrarre dal cappello magico i minuti mancanti di quel famoso filmato. Per anni rifiutarono di trasmettere il video completo con la giustificazione che le immagini inedite si sarebbero rivelate troppo crude e violente per il pubblico francese.
Palle.
Ormai tutti sono a conoscenza che quelle nuove immagini non esistono, e ad ammetterlo fu
nel 2004 lo stesso legale di France 2 al giornalista di Le Monde Luc Rosenzweig.

Il video che introduce il post svela le bugie del cameraman arabo di France 2 e racconta come furono montate ad arte le sequenze della sparatoria e della finta morte del bimbo. Pertanto possiamo collegare il filmato girato a Netzarim con tutti gli altri tentativi di manipolazione della realtà, che con la complicità di giornalisti ed emittenti occidentali (pensiamo a certe tv italiane), hanno accresciuto in una parte più debole dell’opinione pubblica un sentimento di ostilità contro Israele.

Tuttavia occorre sottolineare che il filmato del 2000 è assai meno "professionale" degli ultimi “falsi” costruiti da “media compiacenti” durante la guerra in Libano del 2006 (Guarda questo che è spassoso).

A questo proposito devo aggiungere che quando RAI TRE trasmise il servizio dell’emittente francese, alcuni amici ed io credemmo si trattasse della solita balla palestinese.
Non soltanto perché già allora diffidavamo di ogni pezzo proposto da Tele Kabul, ma anche perché si notava fortemente l’assenza di sangue. Ebbene qualunque allievo soldato che abbia trascorso un paio d'ore studiando il manualetto di balistica terminale, sarà in grado di raccontarvi gli effetti devastanti di un proiettile ad alta velocità che impatta contro un corpo umano. Il danno non riguarda soltanto la parte intorno al foro/cratere d’entrata, ma sono compromessi anche gli organi ed i tessuti più distanti.
In ogni caso la perdita di sangue è abbondante.
Eppure niente sangue sul bimbo, niente sangue sul padre e - attenzione - nessuna macchia o spruzzo di sangue sulla parete bianca alle loro spalle.

Tempo dopo, la solita propaganda palestinese affermò che il bimbo venne colpito tre volte, mentre il padre aveva in corpo ben nove proiettili nove.
Ridicolo.

Questa farsa, organizzata e trasmessa da France 2, è stata la giustificazione offerta al mondo civile per l’inizio della seconda intifada.
Soldati e civili israeliani furono massacrati per “vendetta” ( Do you remember
Daniel Pearl?).
Una donna kamikaze fu fermata prima che si facesse esplodere all’interno di una scuola.
Il suo intento era di vendicare la morte del piccolo palestinese uccidendo decine di bimbi israeliani.

Mi auguro che France 2, se riconosciuta colpevole del falso scoop (e non potrebbe essere altrimenti), paghi anche per tutto il dolore che la sua condotta abominevole ha provocato in Israele.



Friday, October 05, 2007

No comment

Immaginatelo a Udine....
"Po folc! O soi braurôs di jessi un furlan maumetan!"

Sunday, September 16, 2007

Khilafah. Il destino dell'Europa?


Sono appena tornato da un viaggio e domani ripartirò. Il tempo è tiranno, ciò nonostante mi sento in dovere di lasciare qualche traccia sul blog. Ma a spingermi a postare non è soltanto l’amico serbo Stevan che proprio ieri mi ha accusato di scrivere troppo poco (Ecchec*…zo! non ho mica un lavoro comodo io….), ma anche/soprattutto alcune pessime novità di queste ultimi giorni.

Ho appena lanciato un’occhiata ai blogs degli amici e mi ha colpito l’articolo riportato da Filippo nel suo ARCHIVIO. In Finlandia, sotto lo sguardo premuroso e amorevole degli entusiasti sostenitori del multiculturalismo, ha emesso il primo vagito il Partito Politico Islamico.

Tempo fa alcuni intellettuali islamici dichiararono che lo scopo finale dell’immigrazione musulmana in Europa era di guadagnare potenza politica per introdurre gradualmente nella società occidentale i valori, le tradizioni e le leggi dell’Islam.

Complimentoni! La strada per la fondazione dell’Europa Islamica è spianata.

A questo proposito ricordo che l’ex ministro della Giustizia olandese Piet Hein Donner, giusto un anno fa, affermò che in un paese realmente democratico la possibile applicazione della sharia sarebbe auspicabile se la maggioranza della popolazione ne fosse a favore.

Mmmmh, vediamo: in Finlandia i musulmani sono circa il 10% della popolazione. Forse per qualcuno è ancora un po’ presto per pensare al futuro Paese dei fiordi trasformato in uno stato dominato dalla legge islamica.

Siamo consapevoli che il rigetto dell’immigrazione dei popoli di religione musulmana è presente nei Paesi nordici forse più che in altre nazioni europee (sarà per l’incredibile numero di violenze compiute dagli immigrati in quest’ultimo decennio?). Ma in questo momento nella stessa Finlandia, in tutti i Paesi nordici e negli altri Stati europei sembra predominante la tendenza dei governi ad ignorare i pericoli legati a questa immigrazione. O a rinviarne la soluzione: “per ora va bene così, nel futuro se la vedranno i nostri discendenti”.

L’Europa è la terra dei coglioni. Non mi stancherò di ripeterlo.

....

Di seguito riporto un articolo di Jane Perlez pubblicato su l’ “Herald Tribune” del 5 agosto scorso. Lo avevo inserito in archivio in attesa di poterlo postare. Diavolo, quale “peggiore occasione” di questa?

Per chi non lo conoscesse, lo Hizb ut-Tahrir, il Partito politico Islamico internazionale (di origine palestinese) il cui unico fine è l’unione dei musulmani per la creazione del “califfato” mondiale (il nuovo impero islamico), è bandito in molti Paesi arabi per le sue posizioni estremiste e di appoggio al terrorismo, ma ( e non ridete) è cresciuto, è stato nutrito, coccolato e protetto proprio in Europa (Coglioniland)). Difatti nel Regno Unito è presente legalmente dalla fine dagli anni ottanta, quando Londra concesse l’asilo politico ai suoi leaders. Solo in questi ultimi tempi, dopo le accuse di connivenza (provata) con il terrorismo che ha insanguinato la City, si è deciso di dichiarare il Partito Panislamico un organizzazione fuorilegge.

Certo, ma buona parte dei suoi membri sono ancora Londra, liberi come fringuelli. Che credevate?

Radical Islamic party convenes in London

LONDON: A radical Islamic party that has become a focus of attention in Britain, with calls in Parliament for its prohibition, began a frontal attack on its critics this weekend at a carefully stage-managed conference in London that attracted several thousands of well-dressed, mostly professional Muslims.

Calls of "Allahu Akbar," or God is great, punctuated the leaders' speeches at the conference held by Hizb ut-Tahrir, or Party of Liberation, a group that calls for a caliphate in Muslim countries, the end of Israel and the withdrawal of all Western interests in the Middle East.

"There is no Islam as a way of life without a Khilafah," said Kamal Abuzahra, an Islamic academic of Bangladeshi origin, using the Arabic work for caliphate and earning a roar of approval from the crowd segregated into his and hers sections.

The conference was titled, "Khilafah, The Need and the Method."

The chairman of the party, Abdul Wahid, a medical doctor in Harrow, England, took on Britain's political leadership: "They say: 'You preach hate.' I preach a hatred of the lies of people in this country that send soldiers to Iraq. I preach a hatred of torture."

Other speakers assailed the British government for linking the group to terrorism and for too often treating British Muslims as terror suspects.

Hizb ut-Tahrir, founded in the early 1950s by a Palestinian judge dissatisfied with the Muslim Brotherhood, has existed in Britain for a number of years, and remains legal in other Western countries, including the United States, where it has less appeal than here.

In the aftermath of the botched terror attacks in London and Glasgow, there were renewed calls for the prohibition of Hizb ut-Tahrir, on the grounds that although the group proclaims advocating peaceful means for winning the Caliphate, its rhetoric can encourage Muslims onto a path toward terrorism.

Some analysts describe Hizb ut-Tahrir as "soft jihadists"; others contend that it veers beyond that.

"The only difference between Islamists from Hizb ut-Tahrir and jihadists is that the former are waiting for their state and caliph before they commend jihad, while the latter believes the time for jihad is now," said Ed Husain, a former member of Hizb ut-Tahrir who has criticized the group in a recent book, "The Islamist."

Hizb ut-Tahrir is banned in a number of Muslim countries, particularly those that feel vulnerable to its calls for the overthrow of their governments - including Egypt, Pakistan and Saudi Arabia.

The group was proscribed by the German Interior Ministry in 2003 for "spreading hate and violence," under a chapter in the Constitution that is often used to clamp down on anti-Semitism. Hizb ut-Tahrir is appealing that ban.

In Britain, Hizb ut-Tahrir has waxed and waned, enjoying considerable strength in the mid-1990s, when members recalled that it attracted a crowd of many thousands to a meeting at Wembley Stadium.

The party, which does not announce membership numbers, remains potent on British university campuses, frequently fields speakers on television talk shows, and runs a slick Web site that falls short of running into problems with British law.

During Prime Minister Gordon Brown's first question time in the House of Commons last month, the leader of the Conservative Party, David Cameron, asked the new Labour leader why Hizb ut-Tahrir had not been banned.

Cameron said the group was "poisoning the minds of young people and has said that Jews should be killed wherever they are found."

Brown replied that he had only been in office a short while and would look into it.

But John Reid, the former home secretary, jumped in, saying there was not sufficient evidence under British laws to ban the organization.

That, say British officials, is the nub of the problem. Even under the new 2006 anti-terrorism law that prohibits the glorification of terrorism, Hizb ut-Tahrir cannot be prosecuted, a British government official said.

"They are very savvy, very sophisticated, they know how far they can push," the official said.

Former Prime Minister Tony Blair was urged last year by the Pakistani president, Pervez Musharraf, to ban the group on the grounds that it "brainwashes people and that leads to violent acts," a senior Pakistani official said. The British Foreign Office received a similar message from Pakistani officials last month.

During a lunch break in the sunny courtyard of the Alexandra Palace, a 19th-century brick pile in northern London, conference-goers - information technology managers, bankers and teachers - told of the appeal of the ideology of a Caliphate in the Muslim world.

"If you look at the political structure in the Muslim world, it's a police state," said Mohammed Baig, 28, a second-generation British Indian who is an asset manager specializing in corporate governance. "You have the public opinion underground, and then staged public opinion in the media."

Most people in the Muslim world want the introduction of Sharia, or Islamic law, said Baig, who said he had been a member of the group for seven years.

"Our feeling is: What gives Western governments the right to impose a set of values on a people who don't believe in them?" he said, referring to the United States and Britain pushing for democratic values in the Middle East.

Asked about Hizb ut-Tahrir as a conveyor belt to terrorism, Baig said: "I'm not going to say Hizb ut-Tahrir has been a perfect organization for 20 years. There are people who have come and gone in the organization. An atmosphere was created in the youth in the mid '90s, mistakes were made."

Some of the most ardent adherence to the party's ideas about a Caliphate was expressed by women members at the conference.

Rubina Ahmed, 33, a mother of four who came on a charter bus from Manchester, said, "It's the in-depthness of the caliphate that I like." Hizb ut-Tahrir "doesn't compromise on the values of Islam and it's not afraid to speak out for what it wants."

Why did Hizb ut-Tahrir not work for the goal of the Caliphate in Britain, asked someone in the audience during a question-and-answer session.

"We focus our work where we can get the quickest results," Abuzahra said.

Riguardo l’avanzata massiccia dell’Islam in Europa (e le eventuali tattiche per porvi un freno) invito a leggere QUI (tesi “pessimiste”, Bat Ye’or, autrice del libro “Eurabia”), e QUI (tesi ottimiste)

Ma è mia personale convinzione che soltanto le soluzioni urgenti e radicali risolveranno il problema creato dall’immigrazione musulmana.
Ne riparleremo.