Showing posts with label Dhimmitude. Show all posts
Showing posts with label Dhimmitude. Show all posts

Sunday, August 09, 2009

Il maomettano operoso

Diciamolo: riguardo ai musulmani noi occidentali non abbiamo abbandonato del tutto quei pregiudizi inculcati da una certa letteratura e produzione cinematografica, ormai scomparsa.
L’antico stereotipo ci mostrava i maomettani come gente pigra, non adatta al lavoro, buona solo a far la guerra e a catturare giovani fanciulle bianche da vendere come schiave, nei mercati nascosti tra le oasi del deserto.
Ma la realtà non è un film. Sebbene ogni pregiudizio abbia qualche fondamento di verità, i musulmani, rare volte indolenti nelle loro terre di origine, diventano eccezionali, solerti ed instancabili lavoratori quando approdano in Occidente.

Il musulmano si dà da fare, altroché!

Difatti, rifiutando di integrarsi nella "corrotta società occidentale", si adopera alacremente affinché gli occidentali si integrino nell'Islam che egli ha importato a casa nostra.
Ovviamente per arrivare a ciò, ha bisogno del consenso del “padrone di casa”.
A volte lo ottiene con l’intimidazione e la violenza, consapevole che il “corrotto infedele tipo” è un senza palle, un senza coraggio; ma il più delle volte il ricorso alle minacce è inutile, è lo stesso occidentale, puro dhimmi, che è lieto di appagare i desideri maomettani.
Sindrome di Stoccolma???

.
Update. Mi corre l’urgenza di aggiornare questo post.
Sappiamo che, ad esempio a Londra, le donne poliziotto di origine musulmana indossano il velo. Di recente, alcune organizzazioni islamiche hanno chiesto (certamente con educazione) alle autorità locali delle regioni di Somerset e Avon, nel sud-ovest inglese, che anche le donne poliziotto NON musulmane siano provviste di hijab per coprirsi il capo, almeno quando entrano nelle moschee (ma da qui a breve, chiederanno che sia utilizzato in modo permanente).
Una polizia occidentale "con le palle", che avrebbe risposto (con altrettanta gentilezza)?? :
“Ma perché voi maomettani non preparate i bagagli e andate a prendervela in c..o nei vostri Paesi d’origine?”

Purtroppo conosciamo bene l’inettitudine e l’idiozia che contraddistingue la polizia britannica che difatti ha prontamente replicato: “Obbediamo!”. Così lo hijab, completo di distintivo, è diventato parte della divisa delle poliziotte inglesi.
Oltre al danno, la beffa, in quanto il costo “dell’operazione dhimmitudine” (13 sterline a “pezzo”) è stato certamente caricato sulle imposte dei cittadini delle due regioni.
Dimenticavo: il vice-capo della polizia, la signora Jackie Roberts (l’idiota di cui abbiamo l’immagine), lo definisce «un'aggiunta molto positiva alle uniformi, che sono sicura sarà gradita a molte delle nostri agenti».
Puro, puro Dhimmi.

Appunti.
1)-I musulmani sono ancora relativamente pochi in Europa, ma la tendenza è al raddoppio entro 20 anni. Che accadrà allora?
Mi capita di pensare che l’Europa sia preda di un lungo sonno dal quale corre il rischio di svegliarsi troppo tardi.
(Ma niente paura, L’Observer ci conforta, assicurando che i nostri timori sono infondati)

2)-il nostro Presidente Napolitano proprio ieri, nell’occasione dell’anniversario della sciagura di Marcinelle, ha dichiarato che gli stranieri hanno il diritto di integrarsi nella nostra società.
Povera stella, ma dove crede di vivere?
Sono i cittadini italiani ad avere il diritto di accogliere nel nostro Paese soltanto gli stranieri che accettano completamente l’integrazione. E i musulmani non sono tra questi.

Tuesday, August 04, 2009

"'In Your Shoes Day" ovvero "Prove di Dhimmitudine"

No, non servono concorsi o sondaggi, ormai è definitivo: la polizia britannica si conferma come la più stupida d'Europa. Tuttavia è doveroso ammettere che non ha incontrato notevoli difficoltà per giungere a questo primato: ha un valido riferimento nel partito che governa il Paese, che da anni non ha pari in Europa, quanto a serbatoio di eccellentissimi idioti.

Leggi: "
Sheffeld police officers dressed as muslim"

Friday, July 31, 2009

DO YOU KNOW WHAT IS SHARIA LAW? ..

Ritengo che l’Occidente stia compiendo un grosso errore di valutazione preoccupandosi di annientare soltanto quella parte dell’Islam costituita dalle falangi fondamentaliste responsabili delle innumerevoli stragi di questo decennio. Intendiamoci, è un’opinione personale, ma suffragata da semplici e solide giustificazioni: basti pensare al fallimento della politica multiculturalista di alcuni Paesi europei, prima fra tutti la Gran Bretagna che è la seconda potenza, come contributo di uomini e mezzi nella guerra in Iraq e in Afghanistan. Sappiamo che migliaia di soldati britannici sono impiegati in tutto il mondo nella lotta contro il terrorismo islamico, ma nel contempo abbiamo appurato che all’interno dello stesso Regno Unito, grazie a una classe politica dannosa e suicida, prosperano organizzazioni anti-occidentali, si tollerano espressioni di razzismo anticristiano, si permette al cancro islamico (per legge) di porre le basi del nuovo califfato europeo: l’unico grande sogno di ogni credente musulmano, sia egli fondamentalista o “moderato”.
Il “politicamente corretto” spinge migliaia di imbecilli, che purtroppo occupano posizioni di potere, a calarsi le braghe di fronte agli islamici, perchè “è possibile vivere felici tutti insieme in una società multietnica” e ciò deriva dall’errata convinzione che uomini e donne occidentali e orientali siano eguali.
Balle! Sono molte le differenze e tutte a nostro sfavore. Ne citerò una, certamente la più significativa, l’abbiamo constatato in tempi anche recenti, in Bosnia, in Somalia, nel Kosovo, nel Vicino Oriente, in Afghanistan: i musulmani considerano ogni azione occidentale volta a giungere ad un accordo pacifico, alla stregua di una resa. E vabbè, se fosse solo questo, sarebbe di poca importanza, ma non è così: per loro “arrendersi” significa mostrare la propria debolezza e se l’interlocutore occidentale è debole, può essere neutralizzato completamente.
Ebbene tutte queste aperture dell’Occidente all’Islam non possono che essere considerate positivamente dai maomettani, ma dal loro punto di vista: l’occidente mostra la sua debolezza, pertanto l’Islam ha il dovere di conquistarlo. 1) – 2)
Ritengo prioritario che la prima opposizione contro questo stato di cose sia rivolta verso gli imbecilli pro-islam: in un modo o nell’altro devono comprendere che il vero nemico dell'Occidente non è il terrorista fondamentalista (che giustamente deve essere annientato), ma loro stessi e l’Islam nel suo insieme, anche quello che ci presenta la sua faccia più tollerante e accondiscendente, poiché ha innato il seme della distruzione della nostra civiltà.

E poi diciamo basta a quelli che ci scassano i maroni con le storie di Guantanamo, o delle torture contro “i poveri maomettani”, o con la “exit strategy” (anche qui in Italia). Proprio riguardo all’Afghanistan, ricordiamoci che più maomettani si neutralizzano, e meno tenteranno di neutralizzare noi. Questa è la schietta verità. Se noi molliamo questa guerra, per quelle bestie ci saremo arresi (con tutte le conseguenze già esposte poco più in alto).

A questo proposito, abbiamo il piacere di rilevare che anche in questi “tempi bui” ci sono notizie confortanti e giungono dalla Nigeria.
Avanti in questa direzione, perchè è quella giusta.

1) - Volete antropomorfizzare un cane? E' un errore. Volete occidentalizzare un maomettano? E' un grossissimo errore.

2) - Non scherzo, ho più rispetto per il musulmano che lotta per annientarci, che per l'imbecille multiculturalista che vorrebbe permetterglielo.

Video ripreso da StopShariaLawNow. Suggerimento dell'ottimo Occidental Soapbox.

Tuesday, July 28, 2009

Vogliamo un mondo laico e libero o un mondo musulmano? 2- Sharia in Action

Gates of Vienna riporta il il link di un filmato girato da una emittente televisiva danese che mostra a quale livello di atrocità può arrivare la sub-umanità maomettana in Pakistan, ma non illudiamoci: ciò vale per qualunque altro Paese dove alla ragione subentra la barbarie di una ideologia generata da una civiltà minore e primitiva.
Per contro, l’occidente che è figlio della Ragione, sembra invece ripudiare le sue origini e accogliere a braccia aperte la bestialità musulmana.

Abbiamo visto come ad esempio nel Regno Unito si perseguiti chi denuncia le aberrazioni di una classe politica ottusa che si cala le braghe di fronte all’invasore maomettano; ma ogni giorno constatiamo che nei Paesi occidentali dominati dalla logica della “political correctness”, si tollera che attecchisca e si diffonda il cancro musulmano che ha l’unico scopo di spegnere quel lume della ragione e gettare la nostra società evoluta nel baratro dell’oscurantismo 1).
Chi crede nella laicità dello stato, nella democrazia e nella libertà ha il diritto/dovere di opporsi a questo flagello, contrastando innanzitutto le sciagurate e complici politiche multiculturali.

1) leggi: The Jihad fanatic peddling a message of hate to 11-year-old Londoners (funded by the taxpayer) - Gran Bretagna, la sharia è legge I tribunali islamici già al lavoro -

Gates of Vienna, per una sorta di pudore che non mi sento di condividere, ha deciso di non pubblicare il video, ma soltanto il collegamento. Come vedete sul blu-blog il filmato c’è, perché chiunque passi da qui non dovrebbe scandalizzarsi, ma reagire, denunciare, diffondere e casomai provare scandalo e vergogna se fatti di questo genere vengono nascosti o “passati” in tono minore.

Gentili Signore ed Egregi Signori di questo Occidente alla frutta: questi sono i musulmani che accogliamo, rendetevene conto.

Leggi anche: A Londra, città meticcia, arriva il delitto d'onore -
La legge della Sharia
anche in Olanda: posti in teatro solo per donne - France creeps toward sharia – convicts Brigitte Bardot for insulting Muslims, again. - Non muslims female british police issued veils.

Sunday, July 26, 2009

La pianificazione dall'Europa all'Eurabia


Mohamed Sabaoui : giovane sociologo dell'università cattolica di Lille, d'origine algerina, naturalizzato francese.

Autore di queste promettenti tesi .

La nostra invasione pacifica a livello europeo non è ancora giunta a termine .. Noi intendiamo agire in tutti i paesi simultaneamente. Siccome ci date sempre più spazio , sarebbe stupido da parte nostra non approfittarne. Noi saremo il vostro Cavallo di Troia.

I Diritti dell'uomo di cui vi proclamate autori , ora vi tengono in ostaggio. Così, per esempio , se voi doveste parlarmi in questo modo in Algeria , o in Arabia Saudita , come stò facendo ora io con voi , sareste immediatamente arrestati .

Voi Francesi non siete capaci di imporre rispetto ai nostri giovani. Perché dovrebbero rispettare un paese che capitola davanti a loro ? Si rispetta solo chi si teme .

Quando avremo il potere noi , non vedrete più un solo immigrato dar fuoco a una macchina o svaligiare un negozio........

Gli Arabi sanno che la punizione inesorabile per un ladro è, da noi , il taglio della mano .


E sempre lo stesso Mohamed Sabaoui in un'intervista recente :

“”Le leggi della vostra repubblica non sono conformi a quelle del Corano e non devono essere imposte ai musulmani che possono essere governati solo dalla Sharia .

Noi quindi dovremo agire per prendere il potere che ci è dovuto.

Cominceremo da Roubaix che è attualmente musulmana al 60%.

Alle prossime elezioni municipali , mobilizzeremo i nostri effettivi e il prossimo sindaco sarà

musulmano. Dopo aver negoziato con lo Stato e la Regione , dichiareremo Roubaix enclave musulmana indipendente e imporremo la Sharia(la legge di Dio) a tutti gli abitanti .

La minoranza cristiana avrà lo statuto di Dhimmi . Sarà una categoria a parte che potrà riscattare libertà e diritti col pagamento di una tassa speciale. Inoltre faremo ciò che serve per portarli alla nostra religione . Decine di migliaia di francesi hanno già abbracciato l'Islam di loro volontà , perché mai i cristiani di Roubaix non dovrebbero farlo ?

Attualmente all'Università di Lille organizziamo le brigate della fede, incaricate di convertire gli abitanti di Roubaix riluttanti , cristiani o ebrei che siano , per farli entrare nella nostra religione, perché Dio lo vuole ! Noi siamo i più forti perché Dio l'ha voluto . Noi non abbiamo l'obbligo cristiano di portare aiuto all'orfano, al debole , all'handicappato . Noi possiamo e dobbiamo invece schiacciarli se costituiscono un ostacolo , soprattutto se sono infedeli .

Mohamed Sabaoui ripete questi concetti fin dal 1996 quando aveva 25 anni ed era studente .Ora è sociologo ma anche cofondatore del “Comitato per la Difesa dei musulmani di Francia “ quindi rappresenta il famoso Islam delle moschee.

Questi concetti sono stati più volte ripetuti in interviste ,articoli e libri . E non crediate siano il frutto di un pensiero isolato , se l'islam diventasse maggioritario in Europa , di questo passo è previsto nel 2050 se non reagiamo , è l'insieme dei musulmani che adotterà questi concetti e questo pensiero e siate sicuri che il loro modo di agire sarà pari all' odio che gli ispiriamo .

http: //www.terredisrael.com/mohamed-sabaoui-1.php -

Grazie a Lilli K. per la traduzione

Sunday, May 17, 2009

Ghufoor Butt ovvero: i nuovi passi della Norvegia verso l'integrazione con l'ISLAM


La Norvegia ha vinto l’Eurofestival? Forse è una delle poche cose di cui può ancora gioire. Come tanti Paesi europei corrotti da tempo dalla “political correctness”, sta faticando non poco nel tentativo di integrarsi completamente con i suoi invasori maomettani. Certamente avrà un valido aiuto da Ghufoor Butt, il norvergese-pakistano creatore dell’ Independent Labour Party che aspira ad entrare in Parlamento con i tanti voti degli immigrati musulmani. Butt si batte affinché alle donne poliziotto di religione musulmana sia imposto l’obbligo del Hijab; affinché in Norvegia vi siano corsi di madre lingua pakistana e scuole ed ospedali islamici; affinché i viaggi aerei da Oslo a Karachi siano sempre “low cost” e venga semplificata la procedura di immigrazione per i popoli di religione musulmana.

Ad onor del vero la proposta del Hijab* per le donne poliziotto musulmane era stata presentata in Parlamento con l’avvallo di nientepopodimeno che Knut Storberget, ministro della Polizia e della Giustizia del governo laburista, poi si sa come vanno queste cose: i dannati, reazionari partiti dell’opposizione tanto hanno fatto che il buon ministro Storbeget ha dovuto ritirarla. Ma Butt non si scompone, quando sarà in Parlamento la riproporrà, insieme a decine di altre proposte che nei suoi sogni beduini, porteranno la Norvegia a diventare il primo Paese europeo perfettamente islamico.

Di seguito posto un articolo da Gates of Vienna che riporta e commenta una intervista del giornale DagBladet al musulmano Butt.
Nell’occasione mi associo anch’io a Dymphna nell’augurare alla Norvegia una buona festa per l'anniversario della sua Costituzione. Ed è vero, quale miglior modo per festeggiarla che postare l’intervista al maomettano??

“Without Pork and Alcohol, Norwegians are the World's Best Muslims”

by Dymphna

A couple of weeks ago, the Baron sent off a request to one of our volunteer translators to have her account in English of a news report from the Norwegian newspaper, Dagbladet.

His email got misplaced but the translator found it today and went to work on the article. I just got the finished product a little while ago.

For all I know, the Baron gave up and got another translation, so this story could already have been posted. But even if this is a repeat, it couldn’t have come at a more appropriate moment: May 17th is Norwegian Constitution Day.

What better way to celebrate than to ponder the ideas of one Ghufoor Butt.

Ghufoor Butt (no, I’m not making that up) is forming the ILP, which he explains in this interview. What intrigues me about this man is his artlessness. I can’t think of a better word to describe his frank opinions and his fearlessness in uttering them. The man has chutzpah to spare.

He says:

The new party will prohibit homosexual practices and lower gasoline prices. “In about three years will the mayor of Oslo be a Norwegian-Pakistani,” says Ghufoor Butt.


One has to admire such stunningly misplaced confidence.

“If Norwegians had not drunk alcohol, had sex before marriage and eaten pork, they would have been the world’s best Muslims. They are honest, not criminals, and love peace,” said Ghufoor Butt .

Butt is the leader of the newly-established party, the Independent Labor Party (ILP), and the leading candidate for the party in this year’s parliamentary elections.


Right. Norwegians would make great Muslims. After all, they have that long tradition of arranged marriages and honor killings. Not to mention their well-known tribal internecine warfare.

What is this fellow drinking?
- - - - - - - - -

Independent Labor

Dagbladet: You are not afraid that people will mistake you with the Labor Party?

Butt: “No one has objected yet. We are a party for everyone that works, including immigrants. Therefore, we have an international name,” said Butt, who himself moved to Norway in 1974. He does not understand why some Norwegians feel threatened by Islam.


Maybe Fjordman could have a chat with him, get Mr. Butt up to speed on why “some Norwegians” feel threatened by Islam.

“That we do not have sex before marriage or drink alcohol is not a threat to Norway. Muslims love Norway, and many have switched their citizenship to be Norwegian. We are no threat,” says Butt.


No threat at all…except to young Norwegian women and Norwegian culture in general.

Bollywood Star

Today Butt is “world-famous” in the Norwegian-Pakistani community. He has played in twenty Pakistani films, is still a big name in Pakistan and was a well-known Pakistani political journalist. In Norway, he is best known for having a hunger strike against the high airline prices between Norway and Pakistan in 2006.

Today he runs, among other things, a movie store in Grønland [now an immigrant neighborhood in Oslo] that sells Bollywood movies. He also directs and produces films, the last, “Mukhtaran May”, he produced in 2002.

On April 28, Butt travels to Pakistan to launch the new Norwegian party.

“There I shall appear on two Pakistani TV channels, GEO and ARY, to talk about the new party,” says Butt.

Dagbladet: Isn’t it strange to launch a Norwegian party in Pakistan?

Butt: No. Most Norwegian-Pakistanis watch these two TV channels. So if we are to reach them, these are important channels,” says Butt.

Dagbladet: Are you betting only in Norwegian-Pakistani votes?

Butt: No. We have four Norwegian candidates and we would like also that ethnic Norwegians should vote for us..


No alcohol? Muslims’ treatment of women? This guy is sure an optimist. He’s also clueless. Someone give him a clue and a clue bag. Please…or maybe just hit him over the head with a pork chop.

Frp [Progress Party] for immigrants

In many ways, Butt’s new party is similar to the Progress Party. They want lower gasoline prices, the elimination of tolls, and impose lower taxes.

“We are one of the world’s richest countries. So, I do not understand how it is possible to have such expensive gasoline,” says Butt. He believes that the Progress Party has done little to achieve this.

“If they really fought for lower gasoline prices and for the removal of tolls, they would have had these by now. I promise to fight harder,” says Butt.


Fighting “harder” is not the same as fighting smarter and that’s seems to be Mr. Butt’s problem (not counting his name).

Will have open borders

Although Butt shares the Progress Party’s views on low gasoline prices and tolls, he has diametrically opposite views on the integration debate. The party wants to make family reunification easier, and will provide automatic Norwegian visas to anyone who marries a Norwegian citizen. They want to remove the requirement that one must earn over NOK 270,000 ($41,300) a year to bring a new spouse to the country.

“This is unfair to young Norwegian-Pakistani that are starting-up,” says Butt.

In addition, he wants to provide mandatory bilingual education to the six largest immigrant groups in Norway, and that all religious leaders such as imams and priests should receive state pay.

“When you see how little money many mosques have, it is necessary to help them pay for the imam,” says Butt.


Call Saudi Arabia, Mr. Butt. They will send you a few trunk loads of petrodollars. After all, that’s what they’ve done in your native country.

Would prohibit Muhammed drawings

The party is not as tolerant towards others. When it comes to the Muhammed-drawings and gays Butt replied, “cards and cash”

[Translator: I’m not sure what that idiom means -- something like “with both barrels” maybe?].

Dagbladet:What are your views on the Muhammed caricatures?

Butt:”This has nothing to do with freedom of speech. We can not allow the mockery of religions, such as Muhammed-drawings,” says Butt.

Dagbladet:Should those that published the Muhammed-drawings in Norway be punished?

Butt: Yes, they must be punished.

Butt will also prohibit homosexual practice.

“It should not be lawful for gays to marry,” says Butt.

Monday Butt phoned back. He wanted to emphasize that homosexual practice is forbidden under Islam and that it is the religion that is against gay practice, not the party.

“We do not want to change Norwegian law,” says Butt.


What a wonderful example of taqiyya. “We don’t want to change Norwegian law, we just want to obliterate it and substitute sharia. So what’s the problem? Norwegians make great Muslims, right?”

American Osama bin Laden

The 63-year-old is critical of the U.S. war on terror, and put the question of Western media portrayals of Osama bin Laden.

“Who has served in the terror with Osama bin Laden? It is notMuslims. In Islam it is illegal to practice/work with terror,” says Butt. He believes the U.S. is behind most of the terror in the world.

“How is it possible that they have not managed to capture Osama bin Laden. Either he doesn’t exist, or he worked for the U.S. and lives there now,” says Butt.


If it is illegal for Muslims to be terrorists, then all those jihadists must be little twinkle fairies, phantasms made up by the Zionist press. Yeah, that’s it: jihadists are Jews in disguise, trying to make innocent Muslims look bad.

“The Jews were perhaps behind”

The Norwegian-Pakistani [Butt] is also skeptical of the official version of the terrorist attack September 11, 2001.

“Where were the Jews? And how many were killed? These are questions I think, today, that we do not have answers for,” said Butt, who believe the Israeli intelligence service Mossad may have been behind the attack.

“The United States has not answered the big questions. Who was behind the attack? There is also a big question how many Jews died? This we do not know today,” says Butt.

Dagbladet: Are you anti-semitic?

Butt: I have nothing against the Jewish people, but I believe it must be able to ask these questions.

Dagbladet: Many will interpret this as hatred against Jews.

Butt:It is not true. I am against what the Jewish people do to the Palestinians, but I am not against the Jewish people.


“Mossad was behind 9/11”. Of course. Why didn’t we think of that before? Mr. Butt certainly has a knack for clarification.

Soldier as youth

As a youth, Butt participated as a soldier in the war between India and Pakistan in September 1965. Today he wants to pull Norway out of the war in Afghanistan.

Norway has no business in Afghanistan, and one of the party’s most important issues is to stop the Norwegian military presence in the country. Norway is a land of peace. It should not look at what the U.S. does when it comes to Afghanistan and Iraq,” says Butt.

The politician thinks Norway should support Pakistan in Kashmir-dispute with India.

Norway should support Kashmir’s independence,” says Butt.


Hmm…that’s a diplomatic decision he won't see anytime soon.

Will have Norwegian Pakistani Prime Minister

Minority politicians stood in 1995 and 2007 with their own list to the council elections in Oslo, with no luck. Butt still believes they [i.e., his new party] will succeed where others have failed.

“I have a lot behind me to achieve this. I think people trust me,” says Butt.

In the fall he hopes for a seat in Parliament. But it does not stop there.

“My hope is that in about fifteen years in Norway, like the United States see a second-generation immigrant in the job of prime minister,” says Butt. Also at the [Oslo] council election in three years, the 63-year-old hope for a “break election”.

“I think the Mayor of Oslo in three years will be a Norwegian-Pakistani,” says the Norwegian-Pakistani.


Well. This dude has a lot of opinions and high hopes. But, you know, he could be right about one thing: Osama bin Laden is in the U.S. I think I know where he is, too: the transgendered ObL is now Nancy Pelosi and s/he’s sitting in the American House of Representatives, big as life. She’s certainly no crazier than Mr. Butt.

Happy May 17th, Norway! May you continue to enjoy the spoutings of Norwegian Ghufoor Butt.

* Con Hijab o senza, il poliziotto donna non conta nulla per I musulmani. Difatti in Norvegia il Consiglio Islamico (IRN) per parola del suo imam Ahmed Ismaili ha dichiarato che un uomo non può essere arrestato da una donna, in quanto non vi possono essere contatti tra i due sessi al di fuori dei normali rapporti familiari. Auspico che le poliziotte musulmane o non, per obbedire a questo precetto, sparino direttamente ai rei maomettani colti in flagranza di reato (fonte Islam in Europe).

Sunday, July 06, 2008

GUERRE CIVILI (il futuro dell' Eurabia)

Dove comincerà la prima grande guerra civile dell’ Eurabia?
E’ il quesito che si pone Fjordman dopo avere letto il sondaggio di AftonBladet sulla possibilità o meno che la Svezia possa cadere in una guerra civile.
Il sondaggio ha ottenuto un 44% e passa di risposte affermative.
Dunque Fjordman, come molti tra noi, non si chiede se scoppierà una guerra civile.
E’ scontato.
Semmai la vera domanda è in quale nazione avrà inizio.

Fjordman ritiene che la Gran Bretagna “inizierà le danze” ed alcuni Paesi Nordici seguiranno a ruota.
Ed in Italia ed in Francia?
Sicuramente buona parte dei cittadini di queste due nazioni, incoraggiati dall’esempio dei britannici, riacquisteranno il coraggio (mi riferisco soprattutto al Bel Paese) e sceglieranno di combattere per un nuovo Risorgimento.

E’ uno scenario inevitabile? Per Fjordman le alternative sono insussistenti*1.
Non resta che attendere, valutando casomai con attenzione l’ultimo consiglio offerto dal famoso blogger.
- QUI altri scenari futuri dell’Eurabia -

CIVIL WAR IN SWEDEN di Fjordman


During an online poll at the national newspaper Aftonbladet, almost half of the readers voted “yes” to a question of whether a civil war is possible in Sweden.
I know online polls don’t always reflect the public opinion, but still… This is in a country where there is virtually zero debate about mass immigration, which continues at full speed.
My personal opinion is that Sweden is not the most likely candidate for the first civil war, simply because people need to fight back to create a civil war. It takes two to tango. The same for France, which is demographically speaking the worst country, and where a kind of war is waged by immigrants in the streets right now, but where nobody fights back. The Germans won’t go first, either; they are too tied down by their history.

My bet is still on Britain for the first full-blown Eurabian civil war, with the Netherlands as a close second, and possibly Denmark. Italians will fight back. I don’t know if the Spanish will.

In general, if you live in any Western European country, you should arm yourself very soon, one way or the other.


Leggi anche: “Is Swedish democracy Collapsing?” (ultimi due paragrafi)
*1 Credo che Fosca sia pienamente d'accordo con la tesi del blogger svedese...

Wednesday, April 23, 2008

Chi sono i "pacifisti"?


Nel 2003 ebbe vasta eco nel mondo la scomparsa della ventitreenne statunitense RachelCorrie, pacifista dell’IMS (Movimento di Solidarietà Internazionale).

Insieme ad alcuni compagni stava tentando di fermare le ruspe israeliane che erano in procinto di bonificare un’area nella zona di Rafah (lungo la strada tra Gaza e l'Egitto), quando un bulldozer in fase di manovra la colpì con la lama e l’attivista morì poco dopo nell’Ospedale di Gaza.

Sorvoliamo sulle manifestazioni di protesta e sulle le accuse contro Israele, organizzate dai gruppi “pacifisti” di tutto il mondo dopo la morte della giovane americana.
Vi allego soltanto un documento dell’ISM, la “ Dichiarazione sull’omicidio di Rachel Corrie”, dove si richiede alle Nazioni Unite di condannare fermamente Israele.

Nel caso non vogliate leggerlo tutto (ma è breve), riporto un periodo illuminante:

“L'ISM -formato da civili sia palestinesi che stranieri- fa appello alla comunità internazionale perché rompa il silenzio che circonda i grotteschi abusi dei diritti umani perpetrati dagli israeliani. I civili stranieri si trovano nei Territori Occupati per cercare di difendere i diritti umani e le vite dei palestinesi proprio perché le organizzazioni internazionali istituzionali si rifiutano di farlo.”

Ebbene, è proprio vero che l’ISM è un gruppo formato da “civili” palestinesi e stranieri? Ed aggiungo, è sempre vero che questi civili si trovano nella “cosiddetta Palestina” per salvaguardare i diritti umani dei “poveri palestinesi”??

Nel 2006 un ragazzo inglese che ha avuto il coraggio (e l’impudenza) di denunciare alla polizia i traffici di droga delle bande di pakistani (e la corruzione di alcuni poliziotti), dopo essere stato più volte minacciato di morte, aver perso tutti i suoi beni ed essere stato abbandonato dalle istituzioni, fugge in Israele.
Ed allora, per uno strano gioco del destino, all'aeroporto Ben Gurion, prima di salire su un minibus per Gerusalemme, conosce un giovane studente americano. Dietro suo consiglio scenderà a Gerusalemme Est.
L’inglese comprende soltanto al suo arrivo che si trova “dalla parte sbagliata” della città, ma l’americano sembra trovarcisi benissimo… Il seguito lo leggerete QUI (in inglese- Leggete anche le parti 2-3-4).

Riassunto in breve: l’americano è un attivista dell’IMS. A Gerusalemme EST ve ne sono degli altri, di tutte le nazionalità (anche un italiano). Insieme a loro, il “nostro” visita il carcere di Gerico e ha l’occasione di conoscere sia poliziotti palestinesi, sia terroristi delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa. Durante il tour guidato da uno dei terroristi palestinesi, i “pacifisti” si fanno ritrarre imbracciando il Kalashnikov ed “abbracciando” alcuni "martiri" di Al Aqsa. Tutte le foto, durante la serata verranno cancellate. Tutte, eccetto quelle dell’inglese che prima del controllo, toglie la scheda dalla fotocamera.

Al’’inglese viene detto che il l’obiettivo principale dell’IMS è raccogliere fondi per la causa palestinese. Durante la notte all’inglese vengono raccontati tutti gli orrori compiuti da Israele (l’indottrinamento). Il giorno dopo al gruppo di “pacifisti” viene ordinato di raggiungere un territorio nella West Bank per ricevere maggiori “informazioni” e addestramento. A questa “missione” il "nostro" non partecipa.

Lionhearth che ha vissuto questa “interessante” esperienza, ci parla anche del Movimento di Solidarietà Internazionale, non risparmiandoci le sue (/mie) opinioni su quel branco di “utili idioti” alla causa del terrorismo QUI e QUI.

Potrebbe interessare a qualcuno:

Un libro sulla tragica morte della "pacifista" di IMS QUI
Manifesto di solidarietà a IMS dalla "
Rete Ebrei contro l’occupazione e dal Movimento palestinese per la cultura e la democrazia" QUI.
Un sito di Informazione di "pacifisti" a Gaza QUI.
ISM in Italia QUI.

Un video QUI.

Nell'immagine, due componenti dell' IMS e tre terroristi delle Brigate dei martiri di Al Aqsa.

Friday, April 18, 2008

Europa o Arabia?

Da UP POMPEii riprendo un articolo del Prof. Daniel Pipes pubblicato sull'Australian del 15 aprile.

Europa: è inevitabile un prossimo dominio islamico? Ce ne staremo buoni e calmi in attesa di consacrarci a Maometto o reagiremo cercando di cambiare il corso della Storia?

Possibili scenari futuri.

The future of Europe is in play. Will it turn into "Eurabia," a part of the Muslim world? Will it remain the distinct cultural unit it has been over the last millennium? Or might there be some creative synthesis of the two civilizations?

The answer has vast importance. Europe may constitute a mere 7 percent of the world's landmass but for five hundred years, 1450-1950, for good and ill, it was the global engine of change. How it develops in the future will affect all humanity, and especially daughter countries such as Australia which still retain close and important ties to the old continent.

I foresee potentially one of three paths for Europe: Muslims dominating, Muslims rejected, or harmonious integration.

(1) Muslim domination strikes some analysts as inevitable. Oriana Fallaci found that "Europe becomes more and more a province of Islam, a colony of Islam." Mark Steyn argues that much of the Western world "will not survive the twenty-first century, and much of it will effectively disappear within our lifetimes, including many if not most European countries." Such authors point to three factors leading to Europe's Islamization: faith, demography, and a sense of heritage.

The secularism that predominates in Europe, especially among its elites, leads to alienation about the Judeo-Christian tradition, empty church pews, and a fascination with Islam. In complete contrast, Muslims display a religious fervor that translates into jihadi sensibility, a supremacism toward non-Muslims, and an expectation that Europe is waiting for conversion to Islam.

The contrast in faith also has demographic implications, with Christians having on average 1.4 children per woman, or about one third less than the number needed to maintain their population, and Muslims enjoying a dramatically higher, if falling, fertility rate. Amsterdam and RotterdamRussia could become a Muslim-majority country in 2050. To employ enough workers to fund existing pension plans, Europe needs millions of immigrants and these tend to be disproportionately Muslim due to reasons of proximity, colonial ties, and the turmoil in majority-Muslim countries. are expected to be in about 2015 the first large majority-Muslim cities.

In addition, many Europeans no longer cherish their history, mores, and customs. Guilt about fascism, racism, and imperialism leave many with a sense that their own culture has less value than that of immigrants. Such self-disdain has direct implications for Muslim immigrants, for if Europeans shun their own ways, why should immigrants adopt them? When added to the already-existing Muslim hesitations over much that is Western, and especially what concerns sexuality, the result are Muslim populations that strongly resist assimilation.

The logic of this first path leads to Europe ultimately becoming an extension of North Africa.

(2) But the first path is not inevitable. Indigenous Europeans could Rrresist it and as they make up 95 percent of the continent's population, they can at any time reassert control, should they see Muslims posing a threat to a valued way of life.

This impulse can already be seen at work in the French anti-hijab Fitna. Anti-immigrant parties gain in strength; a potential nativist movement is taking shape across Europe, as political parties opposed to immigration focus increasingly on Islam and Muslims. These parties include the British National Party, Belgium's Vlaamse Belang, France's Front National, the Austrian Freedom Party, the Party for Freedom in the Netherlands, the Danish People's Party, and the Swedish Democrats. legislation or in Geert Wilders' film,

They will likely continue to grow as immigration surges ever higher, with mainstream parties paying and expropriating their anti-Islamic message. Should nationalist parties gain power, they will likely seek to reject multiculturalism, cut back on immigration, encourage repatriation of immigrants, support Christian institutions, increase indigenous European birthrates, and broadly attempt to re-establish traditional ways.

Muslim alarm will likely follow. American author Ralph Peters sketches a scenario in which "U.S. Navy ships are at anchor and U.S. Marines have gone ashore at Brest, Bremerhaven or Bari to guarantee the safe evacuation of Europe's Muslims." Peters concludes that because of European's "ineradicable viciousness," its Muslims "are living on borrowed time" As Europeans have "perfected genocide and ethnic cleansing," Muslims, he predicts, "will be lucky just to be deported," rather than killed. Indeed, Muslims worry about just such a fate; since the 1980s, they have spoken overtly about Muslims being sent to gas chambers.

Violence by indigenous Europeans cannot be precluded but nationalist efforts will more likely take place less violently; if any one is likely to initiate violence, it is the Muslims. They have already engaged in many acts of violence and seem to be spoiling for more. Surveys indicate, for instance, that about 5 percent of British Muslims endorse the 7/7 transport bombings. In brief, a European reassertion will likely lead to on-going civil strife, perhaps a more lethal version of the fall 2005 riots in France.

(3) The ideal outcome has indigenous Europeans and immigrant Muslims finding a way to live together harmoniously and create a new synthesis. A 1991 study, La France, une chance pour l'Islam (France, an Opportunity for Islam) by Jeanne-Hélène Kaltenbach and Pierre Patrick Kaltenbach promoted this idealistic approach. Despite all, this optimism remains the conventional wisdom, as suggested by an Economist leader of 2006 that concluded that dismissed for the moment at least, the prospect of Eurabia as "scaremongering."

This is the view of most politicians, journalists, and academics but it has little basis in reality. Yes indigenous Europeans could yet rediscover their Christian faith, make more babies, and again cherish their heritage. Yes, they could encourage non-Muslim immigration and acculturate Muslims already living in Europe. Yes, Muslim could accept historic Europe. But not only are such developments not now underway, their prospects are dim. In particular, young Muslims are cultivating grievances and nursing ambitions at odds with their neighbors.

One can virtually dismiss from consideration the prospect of Muslims accepting historic Europe and integrating within it. U.S. columnist Dennis Prager agrees: "It is difficult to imagine any other future scenario for Western Europe than its becoming Islamicized or having a civil war."

But which of those two remaining paths will the continent take? Forecasting is difficult because crisis has not yet struck. But it may not be far off. Within a decade perhaps, the continent's evolution will become clear as the Europe-Muslim relationship takes shape.

The unprecedented nature of Europe's situation also renders a forecast exceedingly difficult. Never in history has a major civilization peaceably dissolved, nor has a people ever risen to reclaim its patrimony. Europe's unique circumstances make them difficult to comprehend, tempting to overlook, and virtually impossible to predict. With Europe, we all enter into terra incognita.

Daniel Pipes - "Europe or Eurabia?" THE AUSTRALIAN 15/04/08

In italiano QUI