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Friday, August 15, 2008

«La Russia vada avanti, adesso deve cadere Tbilisi»



«Saakashvili è un criminale: o si arrende accettando il processo per genocidio o deve morire» Chiede «la conquista di Tbilisi», mette il presidente georgiano Saakashvili di fronte a due opzioni: «O si consegna ai russi per farsi processare o deve morire». Alexander Dugin è il leader del movimento Eurasia, uno dei gruppi che sostiene la politica di ritrovato orgoglio nazionalistico. Conosce bene Putin, oggi primo ministro, che ascolta volentieri i suoi consigli. Dugin incarna, anche fisicamente, il prototipo dell’intellettuale russo. È alto, magro, ha gli occhi azzurri e si è fatto crescere la barba lunga, alla Solgenitsin. Porta sempre un voluminoso revolver, che esibisce alla cinta. La settimana scorsa era in Ossezia del Sud e oggi è in stretto contatto con i leader della regione secessionista. Su quel conflitto ha idee chiarissime (e bellicose), come dimostra in questa intervista concessa al Giornale. La Russia non sta esagerando nell’Ossezia del Sud? «Niente affatto, dovevamo intervenire, perché l’esercito georgiano ha aperto il fuoco sui nostri caschi blu, ma soprattutto perché conduce una politica di genocidio verso gli osseti. Hanno bombardato i civili, provocando almeno duemila morti e trentamila profughi, hanno fatto pulizia etnica nei villaggi. Non potevamo rimanere indifferenti». Ma ora i georgiani si stanno ritirando, non basta? «Assolutamente no. È stato il presidente della Georgia a cominciare questa crisi. È un nuovo Hitler, perché ha attaccato popolazioni innocenti e non armate. Era nostro dovere fermarlo per non ripetere gli errori della storia. Non c’è che una soluzione: conquistare Tbilisi e riportarla sotto il nostro controllo». Eppure Saakashvili è stato eletto democraticamente... «Guida un regime criminale, paragonabile ad Al Qaida o alla Germania nazista. Era da decenni che non si assisteva a un genocidio di queste dimensioni. Di fronte a sé ha due opzioni: o si consegna ai russi e accetta di farsi processare a Mosca oppure deve morire». Eppure anche i russi sono intervenuti in Cecenia e non certo con i guanti. Lui no e voi sì? «I massacri contro i civili in Ossezia del Sud sono documentati, mentre il nostro intervento in Cecenia era mirato contro i terroristi, non contro la popolazione civile. Qui i georgiani vogliono annientare un popolo». Ma ora il conflitto rischia di allargarsi. Dopo la Georgia toccherà all’Ucraina? «Sì, perché il governo ucraino si sta comportando allo stesso modo di quello georgiano. Ha riabilitato i nazisti ucraini, perseguita i russi ortodossi e appoggia Tbilisi nel genocidio nell’Ossezia del Sud. Ha addirittura mandato lì dei soldati, mentre al fianco degli osseti del sud ci sono volontari ucraini. Così non si può andare avanti». Dunque guerra anche in Ucraina? «La situazione lì è molto seria e la crisi sta per esplodere. Ci sono due popoli con due opzioni geopolitiche, due visioni del futuro. Da una parte i russofoni che hanno come riferimento il Cremlino, la religione ortodossa, l’Eurasia. Dall’altra gli ucraini che guardano agli Stati Uniti, all’Occidente, alla Nato. I primi stanno con gli osseti, i secondi con i georgiani. Come può il Paese rimanere unito? Le divisioni in Ucraina sono gravi, profonde, irreparabili». Ma questo rischia di destabilizzare tutta la regione, non è preoccupato? «Ribadisco non siamo stati noi ad iniziare questo processo. Certo, che sono preoccupato, ma ad essere aggrediti sono i russi e dobbiamo difendere i nostri diritti, a cominciare da quelli umani». Che lei sappia, il Cremlino condivide le sue opinioni? «Io parlo per me, ma credo che in questo momento un’ampia maggioranza dei poteri russi la pensi allo stesso modo».

da " IL GIORNALE" articolo di Marcello Foa del 11.08.2008

Venti di Guerra 2

Che cosa è accaduto nel Caucaso?

I rapporti tra Ossetia del del Sud e Georgia sono tesi da sempre, almeno dal primo referendum per l'indipendenza del 1992, che portò ad una guerra con 2000 vittime.
In seguito accadde ben poco fino al 2004 quando vi furono nuovi combattimenti con molti morti e feriti
Nel settembre del 2006, dopo circa due anni di pace, gli osseti abbatterono l'elicottero che trasportava il Ministro della Difesa ed il Capo di Stato Maggiore della Georgia.
Non ci furono vittime, ma alcuni giorni dopo la risposta della Georgia fu l'attacco ad alcune pattuglie ribelli. Tre osseti ed un soldato georgiano restarono uccisi. Due mesi dopo il governo secessionista dell'Ossetia del sud ottenne una larga maggioranza al secondo referendum per l'indipendenza. Tuttavia, come nel 1992, l'Unione Europea si rifiutò di riconoscere il piccolo stato (poco meno di 100.000 abitanti).

Dal 2006 al luglio del 2008 non vi furono che alcune sporadiche scaramucce tra i due paesi.

Nello scorso mese di luglio l'Ossetia intensifica le operazioni di disturbo sul confine. Alcuni aerei russi partono dal territorio osseto e sorvolano ripetutamente lo spazio aereo georgiano. Da postazioni dei separatisti vengono lanciati a più riprese dei missili contro la Georgia. Mikheil Saakashvili, il presidente georgiano denuncia la violazione del "cessate il fuoco" da parte dell'Ossetia. Iniziano i primi combattimenti nelle zone di confine.
E' il 1 agosto.

Dopo sei giorni la Georgia tenterà l'invasione dell'Ossetia del Sud, finendo direttamente nella trappola russa.


Posto la traduzione di un articolo apparso su "РОССИЯ.3" il sito dell'Unione della Gioventù Eurasiatista (o Eurasista). Riguarda il congresso che si è svolto, guarda il caso, proprio nell'Ossetia del Sud, poche settimane prima dell'inizio della nuova ondata di provocazioni ossete che hanno portato al fallito tentativo di invasione.

Il 30 giugno scorso si è tenuto in Ossetia del sud, nella città di Tskhinval, il III Congresso dell’Unione della Gioventù Eurasiatista.
Hanno partecipato alcune centinaia di giovani eurasiatisti provenienti dalla Russia, dall’Ucraina, dal Kazachistan, dalla Turchia, dalla Francia, dall’Italia, e dalla Serbia. Tra i più importanti relatori del convegno dobbiamo ricordare il filosofo politico Alexandar Dugin , il presidente dell’Ossetia del Sud Eduard Kokoity e Pavel Zarifullin, il leader dell’Unione della Gioventù Eurasiatica.

Punti salienti dell’incontro:
• Non si riconosce il catastrofico crollo dell’Unione Sovietica verificatosi contro la volontà popolare espressa dal referendum del 1991;
• Si prende atto che vi sono cambiamenti positivi in Russia dopo l’elezione del Presidente Dmtri Medvedev che assieme a Putin si è opposto all’aggressiva espansione della Nato verso Est;
• Si deve accettare l’idea che la Russia è sotto minaccia di guerra da parte degli Stati Uniti che intendono far entrare nella Nato l’Ucraina, la Georgia e l’Arzeibagian.
• Vi è un fronte nemico interno alla Russia finanziato da speciali servizi occidentali. Questa rete di guerra sta cercando di sabotare la riforma patriottica di Putin/ Medvedev (si fanno alcuni nomi: Trenin, Belkowsy, la Fondazione Soros, L’Istituto di strategia Nazionale, ecc.)
• Si annuncia la mobilitazione contro “lo spietato e pericoloso nemico”. Ed il nemico interno deve essere schiacciato;
• Si prende atto che la parte più importante del paese è il Caucaso. Per questo motivo i servizi occidentali stanno tentando di staccare la Russia dal Caucaso. Loro hanno finanziato la ribellione in Cecenia e sono responsabili del sangue di Beslan. E nel caso di avvio di nuovi conflitti provocati dai burattini degli Stati Uniti (Georgia e Azerbaigian), ci saranno migliaia di volontari armati che raggiungeranno l’Ossetia meridionale, L’Abkhatia e il Lezgistan.
• Si prende atto che in Ucraina potrebbe presto scoppiare una guerra civile tra i ribelli del Sud-est che hanno in odio il regime Yushchenko-Tymoshenko . A questo proposito l’intervento della Nato che vuole assorbire il Paese, scatenerà una rivoluzione del popolo.
• Per contrastare le azioni di controllo da parte dei servizi segreti ucraini e georgiani si crea una organizzazione di intelligence da affiancare agli apparati dell’ l’Ossetia meridionale e dell’Abkhatia.
Nella foto, il Presidente del governo separatista dell'Ossetia del Sud, Eduard Kokoity e Alexandar Dugin

Wednesday, August 13, 2008

Venti di Guerra

Dialogo semiserio sulla guerra scoppiata pochi giorni fa in Georgia, sulla guerra che verrà e sull’amicizia.



Sabato 9 agosto ore 07.15. Fosca ha appena concluso una breve corsa sulle colline antistanti il centro abitato. Prima di tornarsene in città da’ un’ultima occhiata al vasto panorama che si apre dalla sommità del colle verso Sud. Nella vasta pianura che dopo pochi chilometri è già Bosnia (Repubblica Serba di Bosnia), spiccano due rilievi montuosi. Fosca si chiede se vi siano delle vie d’arrampicata e vorrebbe essere lassù, su quelle cime, per guardare verso NNE, proprio verso il punto dove si trova in questo momento.


Squilla il telefono.


P: Ciao dove sei?

Fosca: Eh?

P: Sono P. Dove sei?

Fosca : qua sopra (di norma Fosca, benché si alzi dal letto molto presto, si sveglia completamente soltanto verso le 10-10.30).

P: Ah…. “Qua sopra” dove?

Fosca: Sulla vetta di XX. Sto ammirando il panorama.

P: Hai ascoltato le ultime notizie dalla Georgia?

Fosca: Uh?

P: La Georgia; gli aerei russi che bombardano i civili; i carrarmati che stanno per entrare nel Paese…


Fosca aspira con forza l’aria frizzante del mattino. Sta cominciando a svegliarsi…


Fosca: Certo, ho visto il Tg stamani. Non riesco a capire perché quel piccolo Paese abbia voluto tentare un’operazione senza speranza in Ossetia. Probabilmente i russi attendevano solo questo passo falso per muovere guerra…

P: Appunto, è molto strano. Forse c’è “qualcosa dietro” a tutto ciò…


Entrambi, molti anni fa abbiamo letto “Il Pendolo di Foucault” di Umberto Eco. Eppure a P non ha insegnato nulla, ancora oggi è affascinato dalla teoria del complotto. Io invece, come molti altri, credo che quando qualcuno tira fuori la storia di un complotto “in essere” sta semplicemente provando al mondo intero che il complotto non esiste, o meglio, che è stato inventato. Se veramente esistesse una sorta di “complotto”, sarebbe talmente segreto che nessuno ne conoscerebbe l’iter, gli scopi ed i soggetti.

Spesso ho tentato di convincere P dell’infondatezza della teoria del complotto , a volte prendendo ad esempio le ultime *azzate create ad arte dai maomettani in oriente, e quelle inventate da quel gran “ genio della balla” americano (MR Noam “Rincoglionito” Chomsky) in occidente ( senza dimenticare le innumerevoli sequele di sciocchezze create dai coglioni nostrani)

Ma non c’è stato verso.


Eppure, come in questo ultimo caso, non c’è traccia di complotto: tutto era già scritto, e a conoscenza di tutti. Ma ne parleremo più tardi, in un altro post.


Fosca: Probabilmente il Presidente Georgiano è scivolato in una trappola. In fondo sapevamo da tempo che i russi avrebbero cercato un pretesto per riprendersi i Paesi della disciolta Unione Sovietica. Stanno cominciando da quelli più piccoli. Poi passeranno ai Paesi più importanti, come l’Ukraina; infine si dedicheranno alle nazioni dell’Ex Patto di Varsavia. Ma personalmente non credo che riusciranno in questa impresa.

P: E allora esiste un complotto (e te pareva)

Fosca: Mah. Per me no. Esiste una linea guida del solito Traditore dell’Occidente Putin e dei suoi fedelissimi. Ma non di certo un complotto segreto per il possesso del globo perché, sebbene le mire russe vadano ben al di là della piccola Georgia, non sono affatto segrete. Anzi, ti dirò che basta leggere il programma del gruppo neo-eurasiatista di Alexandar Dugin : è tutto scritto lì. Nero su bianco.

P: E noi che facciamo?

Fosca: E “che facciamo” CHE?

P: Si potrebbe raggiungere la Georgia e metterci a disposizione delle autorità per menare un po’ le mani….


Ore 07.18. Fosca dopo l’ultima battuta di P è completamente sveglio. Avrebbe pronta una replica, ma lì per lì le parole elaborate dal cervello si rifiutano di uscire dalla bocca.

Tutto ciò che riesce a pronunciare è:


Fosca: *AZZO!!!

P: Eeeh… *azzo! *azzo! *azzo! Non hai altri argomenti? Non eri tu che ci ricordavi che dobbiamo essere pronti in ogni momento per contrastare “con ogni mezzo” le brame dei musulmani sull’Europa ed impedire così il nuovo Califfato??

Fosca: *azzo! Cioè, volevo dire: assolutamente sì. Ma perché ciò avvenga, la “conditio sine qua non” (a P piace il latino) è che si rimanga vivi fino ad allora. Combattere adesso insieme allo scalcinato esercito georgiano contro la potente armata russa nella piccola guerra che ha praticamente già vinto equivale ad “inseguire la bomba dopo averla lanciata”. Altra cosa è condurre una “asymmetric war” e spesso ciò avviene quando la vittoria della parte avversa si considera un dato di fatto. Pensiamo ai passa centomila morti russi in Cechenia, una repubblica poco più grande della Georgia…


Silenzio


Fosca: Uè, ci sei??

P: Son qua

Fosca: Credi che abbia torto? No, perché se credi che abbia torto, dimmelo. Cambia nulla, ma almeno saprò che non la pensi come me….

P: Beh, forse hai ragione…. Ma sinceramente non credi che stiamo un po’ tradendo i nostri ideali, la nostra storia?

Fosca: Ragionare sui nostri limiti non significa tradire i nostri ideali, anzi è un modo per valutarli e credo rinvigorirli. La tua stessa telefonata di oggi ne è una prova. In fondo, con gli anni molto è cambiato in noi, ma è confortante sapere che un punto fermo rimane: i valori che ci hanno contraddistinti un tempo, sono a tutt’oggi presenti e solidi. E la percezione di questa compattezza e di questa corrispondenza d’intenti tra te e me è ora più facile(*azzo!). Anche perché mi accorgo che alcuni vicino a noi e che erano simili a noi, pare non lo siano più. Si sono “ inflacciditi”, imborghesiti. Svogliatamente o volutamente hanno dimenticato i vecchi principi…

P: Spetta a noi ricordarglieli!

Fosca: Già. E come??

P: A calci negli stinchi, ovviamente.

Fosca: Assolutamente sì. Quando cominciamo?

A propo, e per la Georgia?

P: Speriamo che si giunga ad un “cessate il fuoco” onorevole per entrambe le parti. In quanto a noi, ci saranno certamente altre occasioni per fare la guerra ai russi.

Fosca: Per l'Occidente contro l'Oriente. Tuttavia, speriamo non sia cosi. Ma se le brame espansionistiche di Putin continueranno in futuro, e se per questo motivo ricorrerà anche all’appoggio del suo nuovo alleato iraniano o stringerà nuove alleanze con le forze terroriste jidaiste, allora presumo che uno scontro sarà inevitabile. Inoltre è certo che in Europa, intendo in Germania, in Francia, In Italia, nel regno Unito, ecc sono già all'erta migliaia di imbecilli pronti ad appoggiare l’idea di un nuovo Impero Europeo guidato da Mosca e lieti di mettersi con il culo all’ar…. A propos……Amnesia! Ti ricordi chi scrisse “Europa: Un Impero di 400 milioni di uomini”?

P: Thiriart!

Fosca: Lui! Mi sta tanto sui maroni che a volte ne dimentico il nome. Recentemente ho letto che negli anni '60 a Bucharest incontrò l’allora ministro degli Esteri della Cina Chu-en Lai e gli chiese i mezzi per costituire un apparato armato che all’interno dell’Europa combattesse il nemico comune americano. Probabilmente Chu-en Lai lo prese per matto e per fortuna ciò non ebbe un seguito.

P: Che gran figlio di p… Mi dispiace tanto che sia morto di morte naturale. E dire che quel porco è vissuto fino a 70 anni!

Fosca: Appunto. E’ vissuto 60 anni di troppo. Ma intendevo dire, hai presente quanti coglioni come Thiriart girano ora per l’Europa con il culo all’aria in attesa di essere sodomizzati dai russi e dai maomettani? E tra tutto questo svolazzar di chiappe, questi imbecilli, finti “intellettuali, professori, filosofi” inducono altri, giovani di estrema destra e di estrema sinistra, a far comunella, a calarsi le braghe ed attendere pazientemente che la nuova era arrivi.

P: E sarà allora di nuovo Occidente contro Oriente.

Fosca: E sarà Guerra Civile in Occidente e poi Guerra contro l’Oriente

P: Intellettuali e Filosofi potrebbero essere i salvatori del mondo come gli artefici della sua distruzione. E non li rispetto. Guarda quel figlio di p…. poeta psichiatra Karadzic, ha teorizzato una Bosnia completamente Serba, ha autorizzato il genocidio e la deportazione di migliaia di persone eppure sono certo che non ha mai avuto le palle per ammazzare personalmente qualcuno. Mentre sono certo che se qualcuno gli avesse puntato un coltello alla gola, si sarebbe cagato addosso dalla paura.

Che schifo!

Fosca: E che spreco!

P: Che spreco Che?

Fosca: Diavolo! Lo scorso anno ho passato un periodo a Ruma e non so perché ma credo di averlo visto con quella barba bianca, quei capelli lunghi ed un gran cappello bianco tipo Borsalino….

P: E?

Fosca: E che spreco!

P: No, tu ti riferisci ai 5 milioni di dollari di compenso per le informazioni sulla cattura!!!

Fosca: Beh, insomma… E poi se fosse stato veramente lui....chissà, forse avrei anche preferito catturarlo io stesso (o NOI)....

P: Capito. Ideali a puttane, eh?

Fosca: Dài, è noto: tu sei l’idealista puro, io… così, così. A mia discolpa, come ben sai, posso aggiungere che sono un po’ folle,…

P: Un tantino sociopatico, no?

Fosca: Ah sì, grazie. Allora dicevo un po’ folle, un tantino sociopatico, sadico, cinico e completamente privo di compassione, ma solo per chi non la merita. Insomma, una brava persona.

Ma poi lasciamo perdere, probabilmente un anno fa a Ruma non era lui… Certo che con quei capelli strani… e quella barba…

P: Oh insomma! Non si stava parlando delle prossime guerre e di quelle in corso?

Fosca: Hai ragione, cercavo di sdrammatizzare. Spero anch’io che tutto in Georgia finisca presto. Tuttavia, penso che sarai d’accordo con me sul fatto che ciò segna l’inizio di una nuova era di violenze e soprusi che probabilmente porteranno ad un nuovo grande conflitto: Guerra Civile in Occidente e poi Guerra contro l’Oriente.

P: Ma allora il tutto è solo rimandato. Meglio così, avremmo corso il rischio di perderci la competizione di paintball di settembre…


Silenzio


Fosca: Ecco, appunto.

P: Dàì, cercavo anch’io di sdrammatizzare. E poi mangeremo la Čobanac!

Fosca: E la Kotlovina!

P: E la Riblja Juha!

Fosca: Non dirmi! Ci sarà anche la zuppa di pesce?

P: Ma certo! E non pesce di fiume. Pesce dell’Adriatico.

Fosca: Ok. E’ giunto il momento di tornare “a valle” per fare un ottima/abbondante/sostanziosa colazione.

P: Ci vediamo stasera, così mi illustri quel complotto degli eurasiatisti amici di quel figlio di p….di Putin.


Silenzio


P: XX, mi senti?

Fosca: Sì, sì va bene, ci vediamo stasera. Ma c’è ancora una cosa:

P: Che?

Fosca: NON ESISTE NESSUN COMPLOTTO!


I personaggi di questo dialogo sono:

-P, tedesco, Ex militare d’artiglieria (3 anni), ex allievo della Legione Straniera francese (pochi mesi), volontario HV e HVO in Croazia e Bosnia (4 anni). Vive in Croazia.

- Fosca , è Fosca.

Tuesday, April 01, 2008

Io scrivere in italiano. Tu capire??

La buona notizia è che sono stato citato in un post* di 21&33




Saturday, August 04, 2007

Oltre la Destra, oltre la Sinistra


La lista degli pseudo intellettuali firmatari della petizione contro Magdi Allam su Reset è ormai chiusa. Ma qualcuno ha pensato che il momento fosse propizio per farsi della pubblicità gratuita continuando l’opera della rivista Reset. Massì, sto parlando del Professor Antonio Caracciolo, docente di filosofia del diritto all’Università La Sapienza di Roma, che ha lanciato una nuova petizione da uno dei suoi innumerevoli blogs. Guarda il caso, il blog dove si “fa politica in Forza Italia”. Premetto subito che a mio modesto parere il professore, sarà forse per i suoi ideali, sarà forse per la sua cerchia d’amicizie, non sembra rientrare nel canone del “tesserato forzista tipo”. Comunque, nel caso mi sbagliassi, prego di non tener conto del voto offerto dal sottoscritto alle elezioni dell’aprile scorso.

Seguendo la strategia d’indagine sulla rete, comune anche al Professor Caracciolo, scopro quasi immediatamente che la maggioranza dei sottoscrittori, perlopiù docenti, saggisti e giornalisti, sembrano provenire da ambienti dell’ultra destra e della sinistra radicale. Tra questi, alcuni gravitano nella sfera di una destra ambigua che è ben aldilà delle ideologie di movimenti che noi consideriamo già radicali, come ad esempio Forza Nuova.
Per esser più schietti, uno dei firmatari, Ugo Gaudenzi il direttore di Rinascita, ha definito sé stesso non come un fascista, bensì come un membro della “Sinistra nazionale”. Hmmm…

La curiosità mi induce a conoscere più a fondo gli individui che insieme a Caracciolo hanno ritenuto opportuno proseguire l’opera di Reset. Pertanto, decido di lanciarmi seriamente in una navigazione esplorativa nella Rete. Mi rendo conto che ognuno dei sottoscrittori ha qualcosa in comune con qualcun altro. Magari scrive sulle stesse riviste, o partecipa ai forum degli stessi siti. Alcuni rivelano una forte simpatia per gli ebrei ortodossi di “Naturei Karta”, che pregano per la fine d’Israele; altri prediligono le stesse letture, tra queste l’opera di studiosi ebrei giudicati antisemiti, come il professor Norman Finkelstein e il giornalista/ scrittore Israel Shamir, o negazionisti come Garaudy. Alcuni sono degli studiosi della cultura e della lingua araba, o membri d’istituti ed associazioni che promuovono l’interscambio culturale con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo. Altri sono attenti commentatori e sinceri estimatori di Julius Evola e Jean Thiriart.
Molti si dichiarano apertamente contro gli Usa ed Israele e favorevoli ad una politica d’avvicinamento ai popoli mediorientali. Una parte è convinta che la guerra al terrorismo sia il frutto di una strategia dei “sionisti” per incrementare l’odio contro il mondo arabo.
Tutti hanno firmato l’appello del Prof Claudio Moffa a favore dell’illustre revisionista Faurisson.

E ciò mi pare anche un po’ buffo: promuovono un appello per rivendicare il diritto di Faurisson ad esporre le sue teorie negazioniste e poco dopo aprono una petizione contro il diritto di Magdi Allam di scrivere ciò che pensa lui riguardo ad alcuni “docenti” delle nostre Università.
E’ un controsenso. Ma non è l’unico.

Dedichiamoci per un attimo al Professor Claudio Moffa, uno dei firmatari della petizione, probabilmente uno dei promotori. Il mese scorso, "forse" per l’accusa di antisemitismo, si è finalmente conclusa l’avventura del suo Master, finanziato senza colpa dall’Università di Teramo.
Tra gli illustri docenti, tralasciando quelli che appaiono anche nella petizione contro Allam, o le presenze saltuarie come gli ambasciatori dell’Iran e della Siria, o la giudice Forleo ed altri, ho trovato alcuni nomi di “intellettuali” che anche in questo caso provengono da esperienze politiche radicali sia della destra, sia della sinistra.
Come potrete leggere nel suo sito, il professore, per nulla demoralizzato dalla chiusura del Master Mattei, ha fondato un nuovo Centro di Studi a Roma, l’“Istituto 'Enrico Mattei' di Alti Studi in Medio Oriente” lo IEMASVO. Presumo sia una fotocopia del precedente Master, ma –ahilui- non finanziato dai soldi pubblici.
Il professore sembra non servirsi dei canali tradizionali per pubblicizzare il suo progetto. Difatti trovo ampia propaganda del nuovo Master soltanto su Politica ONLine nel settore destra radicale. Hmmm, mi sento un pò confuso.
Il Moffa, come dichiara in questo pezzo, è di Rifondazione Comunista, che c’azzecca con la Destra radicale?. Mah. Proseguiamo.
Tra i docenti del Master (vecchio e nuovo) e firmatari della petizione c’è lo scrittore/traduttore/giornalista Mauro Manno. A parte Claudio Moffa, Manno è l’unico dei firmatari che io già conoscevo per alcuni dei suoi articoli che conservo gelosamente nella categoria “Rubbish” dei preferiti.
Parliamone.
Manno ha una convinzione profonda: in “Palestina” la possibilità di due Popoli in due Stati è irrealizzabile. Deve esistere un unico grande Stato. Palestinese, appunto.
Alcune perle: “…perché sprecare fiato per Israele? Anche lo “stato ebraico” è destinato a sparire. Molto presto a mio avviso; non pongo limiti alla provvidenza del Signore o della storia.” Ma non facciamogli un torto, leggi tutto QUI.
Ancora : “Hamas ha vinto: I nemici della giustizia e della pace in Palestina nello scompiglio”.
Su Priebke QUI. (Ammetto di essere d’accordo per almeno il 2% di questo articolo).
Sulla Lobby Ebraica QUI.
Non è finita. “Cosa resta da fare al militante, al democratico che vuole lottare contro il sionismo, contro USrael e i pericoli di guerra attuali, anzi sempre più minacciosi, vista la situazione in Medio Oriente e la prospettiva che Israele attacchi l’Iran e trascini nella guerra generalizzata gli Usa e l’Europa? Prima di tutto liquidare i nemici interni. Questa è una necessità ed una caratteristica di tutti i movimenti di lotta. É un’assoluta necessità perché, i nemici interni, gli indoratori della pillola sionista, paralizzano la lotta, sviliscono gli sforzi generosi, fanno deviare dagli obiettivi giusti, sabotano e fanno deragliare il treno della lotta per la pace. Chi sono i nemici interni? (lo vuoi sapere? leggi QUI).
Ancora sulla personale demonizzazione del Sionismo, sulla difesa ad oltranza dell’Iran e sull’auspicio della fine d’Israele: “Israele deve essere spazzato dalla carta geografica”.

Manno è incredibile. Se non ci fosse si dovrebbe inventarlo. Un po’ mi fa tenerezza anche perché lo capisco. Anch’io come lui passo giornate intere a parlare e scrivere in lingue diverse dall’italiano, cosicché quando devo esprimere un concetto nella mia lingua madre, a volte incespico, m'ingarbuglio e mi esce qualche cazzata. Ma in fondo io sono soltanto un ex soldato ed un consulente tecnico. Lui invece è un professionista della parola e le cazzate gli riescono ‘ssai meglio.
Ma a volte non lo capisco. Sì, perché non si fa scrupolo di tradurre anche le cazzate degli altri.
Per l’occasione, permettetemi di rivolgermi direttamente a lui:
Oh Manno! E sappiamo bene che molti tra quelli che si bevono la propaganda palestinese non sono proprio delle cime. Ma tu li prendi proprio per allocchi. Come puoi pensare che credano anche a questo: Temiamo che il misterioso attentato alla moschea di Samarra, subito attribuito a Zarkawi, che ha scatenato gli scontri etnici e religiosi tra sunniti e sciiti, i quali ancora perdurano e fanno pensare ad una guerra civile, non sia altro che un intervento criminale di Stati Uniti e Israele allo scopo di portare avanti il progetto sionista di frantumare il paese.” Ma quando l’hai tradotto non ti sei sentito un po’ allocco anche tu?"

Manno è un uomo che si dichiara di sinistra. Ma presumo che si tratti di una sinistra molto "profonda" infatti attacca Bertinotti e perfino il Manifesto accusandoli di promuovere idee “sionistre”. I suoi articoli sono ripresi dai siti web dell’ultra destra, e lui continua a dichiararsi di sinistra.
Io ci credo. Ma vallo a dire a quei sinistri doc che manifestano profondi dubbi anche su altri “colleghi” di Manno, (e di Caracciolo e Moffa), come Costanzo Preve e Mauro Pasquinelli, perché pare treschino con uomini, movimenti e case editrici dell’estrema destra.
Ed eccoci al punto.

Esplorando l’ambiente in cui si muovono Il Professor Moffa o il suo collega Caracciolo o Manno, ci troviamo appunto immersi in questo tipo d’ambiguità politica che potrebbe confondere quei giovani “sinistri” ingenui, magari convinti che “rosso” e “nero” non si possono fondere. Nel contempo, potrebbe turbare quelli che, tra i più maturi, sono ben consapevoli che invece il “rosso” ed il “nero” si fondono benissimo, ma spesse volte il risultato è devastante

Terzomondismo ed antisemitismo. Revisionismo e dottrina no-global. Siti web dell’ultra destra, accorpati idealmente ai siti web della sinistra radicale.
Gruppi dalle ideologie apparentemente contrastanti, di nuovo insieme con scopi comuni. Una commistione ideologica che in un primo momento potrebbe riportare alla mente quei movimenti della destra antagonista che alla fine degli anni 70 avviarono un dialogo con la sinistra radicale. I nomi? “Costruiamo L’azione” o “Terza Posizione”.
Ma se indaghiamo meglio e facciamo un passo indietro, troviamo delle testimonianze più profonde di questa singolare comunione: il “nazionalcomunismo” o “nazionalbolscevismo” del movimento “La Giovane Europa” ( la Jeune Europe di Jean Thiriart - leggi da pag. 77 QUI). Ed il suo organo ufficiale, la rivista “La Nazione Europea”.
Curiosamente,oggi esiste una rivista telematica che sembra quasi aver sostituito il giornale “Giovane Europa”: è “La Nazione Eurasia”.
Sinceramente, ammetto che spesso la confondo con la Rivista di studi geopolitici “Eurasia”.
Ma, capirete: non è facile distinguerle.
Metti poi che alcuni autori che scrivono nell’una intervengono anche nell’altra, allora la confusione va a mille (ovviamente mi riferisco soltanto a quegli autori riportati nelle liste del Professor Caracciolo e del Professor Moffa)
.….

Con ciò, lungi da me l’intento di affermare che il Professor Moffa o il Professor Caracciolo siano i promotori di chissà quale movimento politico occulto. Io non credo per principio a società segrete o complotti vari. Loro, i professori, presumo siano ben più disposti del sottoscritto a credere alle teorie cospirative o a complotti internazionali, orditi magari dalle famigerate “lobbies ebraiche”.
Pertanto, per dirla tutta, a me interessa ‘ssai poco che elementi radicali degli opposti schieramenti facciano comunella per portare avanti le stesse idee. Sono le loro idee che non potrò mai accettare.
E per amor del vero Il Professor Moffa ha dovuto più volte giustificare il suo gruppo “misto” come un’aggregazione di gentiluomini di diversa estrazione politica, che combatte contro la dittatura del pensiero unico.
E aggiungo io, “perché gli altri (NOI) hanno il cervello ormai annebbiato da questo “pensiero unico” indotto dalle solite “lobbies ebraiche”.
Allora io mi auspico che il Professor Moffa ed il collega Caracciolo (che di certo, mi starà leggendo) trovino un giorno il coraggio di fondare un partito VERO, che dissipi finalmente ogni dubbio sul loro movimento.
Berlusconi l’ha fatto. Bossi pure. Diavolo, che lo facciano pure loro!
Nel caso ci fossero dei problemi riguardo al manifesto politico, credo che, senza far torto ad alcuno, potrebbero benissimo adattarsi QUESTO.

Inoltre Moffa avrebbe già pronti i quadri del nuovo partito: sono i suoi docenti ed i suoi colleghi sottoscrittori delle svariate petizioni per la libertà di espressione (loro) e contro la libertà d'espressione di Allam.
Ma a mio avviso dovrebbe bacchettare quelli un po’ esuberanti che scrivono ad esempio che Israele deve sparire (sono idee che è meglio tenere per sé); oppure quelli/a

Si arriva perciò all'assurdo logico e semantico di considerare eroe un mercenario italiano morto in Iraq al soldo di qualche "agenzia di sicurezza", e all'opposto considerare terrorista chi combatte l'oppressore facendosi saltare in aria a un posto di blocco o al passaggio di una pattuglia” . Sono frasi un po’ forti, che potrebbero non essere capite.
Come potrebbe non essere apprezzato un futuro onorevole i cui articoli appaiono su riviste a prima vista un pò singolari.

Lo chiedo direttamente: Professori fondate un nuovo partito! Ma ci pensate a quanti voti vi giungeranno dagli immigrati musulmani quando dichiarerete di battervi per un'Europa unita e alleata ai Paesi del sud del mediterraneo, all'Iran soprattutto? (Macchè Eurabia, E U R A S I A!)
Avrete un successone.
Ben inteso, solo quando i nuovi immigrati potranno votare. Ma l'attuale governo ci sta lavorando. Sveglia! Sta lavorando solo per voi.

Ripeto, fondate un partito, non siate timidi! Non nascondetevi tra i corsi di studio post universitari, associazioni di interscambio culturale, riviste di studi geopolitici o semplici corsi di lingua Araba. Non è bello. E' inutile e non vi porterà lontano.
E poi, Professor Caracciolo, avrebbe la possibilità di restituire la tessera di Forza Italia e di averne una tutta nuova di un partito nuovo, magari con il numero 0000001.
Perché, diciamocelo, Lei con Forza Italia che c’azzecca?
E che sostegno potrebbe offrire Forza Italia alle sue idee ? Nessuno.

Dia retta a me, molli Forza Italia. Con il suo amico Moffa inventi un partito nuovo di zecca e la sua, la vostra vita muterà completamente.
Magari vi troverete ad essere più ascoltati e più rispettati...
...
Beh, certamente più ascoltati.

To be continued

Alcuni siti per approfondire.

http://it.altermedia.info/ Consiglio di visitare anche le versioni straniere di questo sito.

http://orientamenti.altervista.org/

http://www.aurora.altervista.org/

http://it.altermedia.info

http://clubtiberino.blogspot.com/2007/07/appello-contro-le-liste-di-proscrizione.html#appello

http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/numeri/12005.shtml

http://litek.ws/aaargh/ital/ital.html

http://ariannaeditrice.it/

http://www.uomo-libero.com/

http://www.tilsafe.com/libit/002-RVEN-IV.htm

http://aurora.altervista.org/index.htmmovimento

http://www.claudiomoffa.it/

http://www.gliscomunicati.com/content.asp?CatId=317&ContentType=Redazione

http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?p=6154543

http://www.al-awda.org/

http://it.groups.yahoo.com/group/Al-Awda-Italia/

http://www.orionlibri.com/index.php?sezione=biblioteca&page=showbiblio&idn=10


http://www.claudiomutti.com/index.php?url=6&imag=1&id_news=4

http://www.claudiomutti.com/index.php?url=1&imag=1

http://www.ilsale.net/ILSALE47.HTML#IRAQ

http://vho.org/aaargh/ital/attua/rsprim07-2.pdf

http://www.centrostudilaruna.it/grazianiimperiumimpero.html

http://www.cpeurasia.org/

http://www.oppostadirezione.altervista.org

http://eurasiaunita.forumfree.net/

http://lanazioneeurasia.altervista.org

http://movies2.arcoiris.tv/movies/23_10_2004/eurasia_big.wmv
Presentazione della Rivista, Storia dell'euroasiatismo (Prof. Mutti) e progetti.

http://www.italiasociale.org/Geopolitica_articoli/Eurasia.htm