Molto tempo è passato (secoli forse?) da quando Đan ed io decidemmo di uscire dal Gioco. La verita' e' che in quella occasione fu lui ad impuntarsi affinché' abbandonassimo, mentre io temporeggiavo, cullandomi indolente ed illudendomi che nulla mutasse...Ora e'sempre lui ad insistere: giura di essere immerso nel Blu profondo di quei giorni lontani, ed e' persuaso che sia facile tentare... e sognare di nuovo.
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Intermezzo musicale.
Elvir Lacović (Laka) con la sorella Mirela ha rappresentato la Bosnia Erzegovina al 53° Eurovision Song Contest (Belgrado maggio 2008) arrivando alla finale con la canzone “Pokušaj”. Ma è la Russia che ha vinto l’ Eurovision Song Contest con la canzone “Believe” di Dima Bilan.
Laka, nato a Goražde, vive a Sarajevo e per il suo rock eccentrico, ironico ed alternativo è diventato un cantante “cult” in Bosnia. Io lo apprezzo molto, inoltre ammetto di essere letteralmente affascinato da Mirela che mi ricorda il mito Nina Hagen. Oltre al video, posto il testo e la traduzione (mia) in italiano. Esiste anche una versione inglese di “Pokušaj”, ma non è la traduzione del testo originale, bensì una canzone diversa.
“Pokušaj” (Ne silazi sa čardaka (Rek’o mi je pjevač Laka (Ne klepeći nanulama (Nemoj da se praviš dama) (“Non (fingere di) scendere dal castello” Mi è stato detto da Laka, il cantante “Non far suonare I tuoi sandali di legno”) “Non fingere di essere una Signora”) (Ne silazi sa čardaka (Rek’o mi je lično Laka (Ne silazi sa čardaka (Dok ti ljubav nije jaka) (“Non (fingere di) scendere dal castello” Mi è stato detto personalmente da Laka “Non scendere dal castello Finchè il tuo amore non è forte abbastanza”.) Na moju omiljenu foru Prevarim faunu i floru Da život nije postao u moru Nego od ljubavi Ljubavi, ljubavi Od ljubavi. Con il mio trucco preferito ho imbrogliato la fauna e la Flora perchè la vita non fu create dal mare Ma dall’amore amore, amore Dall’amore. Kolike protračismo dane Ležeći, jedući banane Pa spadosmo na niske grane Bez ljubavi Ljubavi, ljubavi Bez ljubavi. Quanti giorni abbiamo speso distesi, mangiando banane scendendo dai rami più bassi Senza amore Amore, amore Senza amore. Pokušaću da te poljubim a ti se pravi luda Pokušaću da te poljubim a ti se pravi luda Pokušaću da te probudim a ti se pravi budna. Proverò a baciarti, ma tu fingi di essere matta Proverò a baciarti, ma tu fingi di essere matta Proverò a svegliarti, ma tu fingi di essere già sveglia. (Ne silazi sa čardaka (Rek’o mi je pjevač Laka (Ne klepeći nanulama (Nemoj da se praviš dama) (“Non (fingere di) scendere dal castello” Mi è stato detto da Laka, il cantante “Non far suonare I tuoi sandali di legno”) “Non fingere di essere una Signora”) (Ne silazi sa čardaka (Rek’o mi je lično Laka (Ne silazi sa čardaka (Dok ti ljubav nije jaka) (“Non (fingere di) scendere dal castello” Mi è stato detto personalmente da Laka “Non scendere dal castello Finchè il tuo amore non è forte abbastanza”.) Pokušaću da te poljubim a ti se pravi luda Pokušaću da te poljubim a ti se pravi luda Pokušaću da te probudim a ti se pravi budna Proverò a baciarti, ma tu fingi di essere matta Proverò a baciarti, ma tu fingi di essere matta Proverò a svegliarti, ma tu fingi di essere già sveglia. Pokušaću da te poljubim a ti se pravi luda (Ne silazi sa čardaka (Rek’o mi je pjevač Laka) Pokušaću da te poljubim a ti se pravi luda (Ne klepeći nanulama (Nemoj da se praviš dama) Pokušaću da te probudim a ti se pravi budna Proverò a baciarti, ma tu fingi di essere matta (“Non scendere dal castello” Mi è stato detto da Laka, il cantante) Proverò a baciarti, ma tu fingi di essere matta (“Non far suonare I tuoi sandali di legno” “Non fingere di essere una Signora”) Proverò a svegliarti, ma tu fingi di essere già sveglia
Dialogo semiserio sulla guerra scoppiata pochi giorni fa in Georgia, sulla guerra che verrà e sull’amicizia.
Sabato 9 agosto ore 07.15. Fosca ha appena concluso una breve corsa sulle colline antistanti il centro abitato. Prima di tornarsene in città da’ un’ultima occhiata al vasto panorama che si apre dalla sommità del colle verso Sud. Nella vasta pianura che dopo pochi chilometri è già Bosnia (Repubblica Serba di Bosnia), spiccano due rilievi montuosi. Fosca si chiede se vi siano delle vie d’arrampicata e vorrebbe essere lassù, su quelle cime, per guardare verso NNE,proprio verso il punto dove si trova in questo momento.
Squilla il telefono.
P:Ciao dove sei?
Fosca:Eh?
P:Sono P. Dove sei?
Fosca : qua sopra (di norma Fosca, benché si alzi dal letto molto presto, si sveglia completamente soltanto verso le 10-10.30).
P:Ah…. “Qua sopra” dove?
Fosca: Sulla vetta di XX. Sto ammirando il panorama.
P:Hai ascoltato le ultime notizie dalla Georgia?
Fosca: Uh?
P:La Georgia; gli aereirussi che bombardano i civili; i carrarmati che stanno per entrare nel Paese…
Fosca aspira con forza l’aria frizzante del mattino. Sta cominciando a svegliarsi…
Fosca: Certo, ho visto il Tg stamani. Non riesco a capire perché quel piccolo Paese abbia voluto tentare un’operazione senza speranza in Ossetia. Probabilmente i russi attendevano solo questo passo falso per muovere guerra…
P:Appunto, è molto strano. Forse c’è “qualcosa dietro” a tutto ciò…
Entrambi, molti anni fa abbiamo letto“Il Pendolo di Foucault” di Umberto Eco. Eppure a P non ha insegnato nulla, ancora oggi è affascinato dalla teoria del complotto. Io invece, come molti altri, credo che quando qualcuno tira fuori la storia di un complotto “in essere” sta semplicemente provando al mondo intero che il complotto non esiste, o meglio, che è stato inventato. Se veramente esistesse una sorta di “complotto”, sarebbe talmente segreto che nessuno ne conoscerebbe l’iter, gli scopi ed i soggetti.
Spesso ho tentato di convincere P dell’infondatezza della teoria del complotto , a volte prendendo ad esempio le ultime *azzate createad arte dai maomettani in oriente, e quelle inventate da quel gran “ genio della balla” americano (MR Noam “Rincoglionito” Chomsky) in occidente( senza dimenticare le innumerevoli sequele di sciocchezze create dai coglioni nostrani)
Ma non c’è stato verso.
Eppure, come in questo ultimo caso, non c’è traccia di complotto: tutto era già scritto, e a conoscenza di tutti. Ma ne parleremo più tardi, in un altro post.
Fosca: Probabilmente il Presidente Georgiano è scivolato in una trappola. In fondo sapevamo da tempo che i russi avrebbero cercato un pretesto per riprendersi i Paesi della disciolta Unione Sovietica. Stanno cominciando da quelli più piccoli. Poi passeranno ai Paesi più importanti, come l’Ukraina; infine si dedicheranno alle nazioni dell’Ex Patto di Varsavia. Ma personalmente non credo che riusciranno in questa impresa.
P:E allora esiste un complotto (e te pareva)
Fosca: Mah. Per me no. Esiste una linea guida del solito Traditore dell’Occidente Putin e dei suoi fedelissimi. Ma non di certo un complotto segreto per il possesso del globo perché, sebbene le mire russe vadano ben al di là della piccola Georgia, non sono affatto segrete. Anzi, ti dirò che basta leggere il programma del gruppo neo-eurasiatista di Alexandar Dugin : è tutto scritto lì. Nero su bianco.
P:E noi che facciamo?
Fosca: E “che facciamo” CHE?
P:Si potrebbe raggiungere la Georgia e metterci a disposizione delle autorità per menare un po’ le mani….
Ore 07.18. Fosca dopo l’ultima battuta di P è completamente sveglio. Avrebbe pronta una replica, ma lì per lìle parole elaborate dal cervello si rifiutano di uscire dalla bocca.
Tutto ciò che riesce a pronunciare è:
Fosca: *AZZO!!!
P:Eeeh… *azzo!*azzo! *azzo! Non hai altri argomenti? Non eri tu che ci ricordavi che dobbiamo essere pronti in ogni momento per contrastare “con ogni mezzo” le brame dei musulmani sull’Europa ed impedire così il nuovo Califfato??
Fosca: *azzo! Cioè, volevo dire: assolutamente sì. Ma perché ciò avvenga, la “conditio sine qua non” (a P piace il latino) è che si rimanga vivi fino ad allora. Combattere adesso insieme allo scalcinato esercito georgiano contro la potente armata russa nella piccola guerra che ha praticamente già vinto equivale ad “inseguire la bomba dopo averla lanciata”. Altra cosa è condurre una “asymmetric war” e spesso ciò avviene quando la vittoria della parte avversa si considera un dato di fatto. Pensiamo ai passa centomila morti russi in Cechenia, una repubblica poco più grande della Georgia…
Silenzio
Fosca: Uè, ci sei??
P:Son qua
Fosca: Credi che abbia torto? No, perché se credi che abbia torto, dimmelo. Cambia nulla, ma almeno saprò che non la pensi come me….
P:Beh, forse hai ragione…. Ma sinceramente non credi che stiamo un po’ tradendo i nostri ideali, la nostra storia?
Fosca: Ragionare sui nostri limiti non significa tradire i nostri ideali, anzi è un modo per valutarli e credo rinvigorirli. La tua stessa telefonata di oggi ne è una prova. In fondo, con gli anni molto è cambiato in noi, ma è confortante sapere che un punto fermo rimane: i valori che ci hanno contraddistinti un tempo, sono a tutt’oggi presenti e solidi. E la percezione di questa compattezza e di questa corrispondenza d’intenti tra te e me è ora più facile(*azzo!). Anche perché mi accorgo che alcuni vicino a noi e che erano simili a noi, pare non lo siano più. Si sono “ inflacciditi”, imborghesiti. Svogliatamente o volutamente hanno dimenticato i vecchi principi…
P:Spetta a noi ricordarglieli!
Fosca: Già. E come??
P:A calci negli stinchi, ovviamente.
Fosca:Assolutamente sì. Quando cominciamo?
A propo, e per la Georgia?
P:Speriamo che si giunga ad un “cessate il fuoco” onorevole per entrambe le parti. In quanto a noi, ci saranno certamente altre occasioni perfare la guerra ai russi.
Fosca: Per l'Occidente contro l'Oriente. Tuttavia, speriamo non sia cosi. Ma se le brame espansionistiche di Putin continueranno in futuro, e se per questo motivo ricorrerà anche all’appoggio del suo nuovo alleato iraniano o stringerà nuove alleanze con le forze terroriste jidaiste, allora presumo che uno scontro sarà inevitabile. Inoltre è certo che in Europa, intendo in Germania, in Francia, In Italia, nel regno Unito, ecc sono già all'erta migliaia di imbecilli pronti ad appoggiare l’idea di un nuovo Impero Europeo guidato da Mosca e lieti di mettersi con il culo all’ar…. A propos……Amnesia! Ti ricordi chi scrisse “Europa: Un Impero di 400 milioni di uomini”?
P: Thiriart!
Fosca: Lui! Mi sta tanto sui maroni che a volte ne dimentico il nome. Recentemente ho letto che negli anni '60 a Bucharest incontrò l’allora ministro degli Esteri della Cina Chu-en Lai e gli chiese i mezzi per costituire un apparato armato che all’interno dell’Europa combattesse il nemico comune americano. Probabilmente Chu-en Lai lo prese per matto e per fortuna ciò non ebbe un seguito.
P:Che gran figlio di p… Mi dispiace tanto che sia morto di morte naturale. E dire che quel porco è vissuto fino a 70 anni!
Fosca: Appunto. E’ vissuto 60 anni di troppo. Ma intendevo dire, hai presente quanti coglioni come Thiriartgirano ora per l’Europa con il culo all’aria in attesa di essere sodomizzati dai russi e dai maomettani? E tra tutto questosvolazzar di chiappe, questi imbecilli, finti “intellettuali, professori, filosofi” inducono altri, giovani di estrema destra e di estrema sinistra, a far comunella, a calarsi le braghe ed attendere pazientemente che la nuova era arrivi.
P:E sarà allora di nuovo Occidente contro Oriente.
Fosca:E sarà Guerra Civile in Occidente e poi Guerra contro l’Oriente
P:Intellettuali e Filosofi potrebbero essere i salvatori del mondo come gli artefici della sua distruzione. E non li rispetto. Guarda quel figlio di p…. poeta psichiatra Karadzic, ha teorizzato una Bosnia completamente Serba, ha autorizzato il genocidio e la deportazione di migliaia di persone eppure sono certo che non ha mai avuto le palle per ammazzare personalmente qualcuno. Mentre sono certo che se qualcuno gli avesse puntato un coltello alla gola, si sarebbe cagato addosso dalla paura.
Che schifo!
Fosca: E che spreco!
P:Che spreco Che?
Fosca: Diavolo! Lo scorso anno ho passato un periodo a Ruma e non so perché ma credo di averlo visto con quella barba bianca, quei capelli lunghi ed un gran cappello bianco tipo Borsalino….
P:E?
Fosca:E che spreco!
P:No, tu ti riferisci ai 5 milioni di dollari di compenso per le informazioni sulla cattura!!!
Fosca: Beh, insomma… E poi se fosse stato veramente lui....chissà, forse avrei anche preferito catturarlo io stesso (o NOI)....
P:Capito. Ideali a puttane, eh?
Fosca: Dài, è noto: tu sei l’idealista puro, io… così, così. A mia discolpa, come ben sai, posso aggiungere che sono un po’ folle,…
P:Un tantino sociopatico, no?
Fosca: Ah sì, grazie. Alloradicevo un po’ folle, un tantino sociopatico,sadico, cinico e completamente privo di compassione, ma solo per chi non la merita. Insomma, una brava persona.
Ma poi lasciamo perdere, probabilmente un anno fa a Ruma non era lui… Certo che con quei capelli strani… e quella barba…
P:Oh insomma! Non si stava parlando delle prossime guerre e di quelle in corso?
Fosca: Hai ragione, cercavo di sdrammatizzare. Spero anch’io che tutto in Georgia finisca presto. Tuttavia, penso che sarai d’accordo con me sul fatto che ciò segna l’inizio di una nuova era di violenze e soprusi che probabilmente porteranno ad un nuovo grande conflitto:Guerra Civile in Occidente e poi Guerra contro l’Oriente.
P:Ma allora il tutto è solo rimandato. Meglio così, avremmo corso il rischio di perderci la competizione di paintball di settembre…
Silenzio
Fosca: Ecco, appunto.
P:Dàì, cercavo anch’io di sdrammatizzare. E poi mangeremo la Čobanac!
Fosca:E la Kotlovina!
P:E la Riblja Juha!
Fosca: Non dirmi! Ci sarà anche la zuppa di pesce?
P: Ma certo! E non pesce di fiume. Pesce dell’Adriatico.
Fosca: Ok. E’ giunto il momento di tornare “a valle” per fare un ottima/abbondante/sostanziosa colazione.
P:Ci vediamo stasera, così mi illustri quel complotto degli eurasiatisti amici di quel figlio di p….di Putin.
Silenzio
P:XX, mi senti?
Fosca:Sì, sì va bene, ci vediamo stasera. Ma c’è ancora una cosa:
P:Che?
Fosca: NON ESISTE NESSUN COMPLOTTO!
I personaggi di questo dialogo sono:
-P, tedesco, Ex militare d’artiglieria (3 anni), ex allievo della Legione Straniera francese (pochi mesi), volontario HV e HVO in Croazia e Bosnia (4 anni). Vive in Croazia.
Riporto da Liberali per Israele, con suggerimento di Alessandro Spano, un articolo in cui IL PRESIDENTE conforta gli animi degli italiani sull’attuale stato della sicurezza dei nostri soldati in Libano.
Libano, Cossiga: Nessun timore, il governo parteggia per Fatah
Il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, all’indomani dell’attentato in Libano ai danni del caschi blu della missione Unifil costato la vita a sei militari (tre spagnoli e tre colombiani), ha dichiarato: “Sono infondate le preoccupazioni della Commissione Esteri del Senato sull’incolumità delle unità italiane dell’Unifil. Il Governo italiano è amico e non da oggi della Siria, dell’Iran, degli Hezbollah e di Hamas, e anche se non apertamente, parteggia nella quasi guerra civile del Libano per i palestinesi di Fatah Al Islam, e la sua politica, grazie anche all’antisemitismo del ministro degli Esteri, è nettamente anti-israeliana e in generale antiebrea: e Israele e gli ebrei della Diaspora lo sanno bene! E tutto questo lo sa bene anche quel loquace generale italiano che per loro disgrazia è al comando delle unità dell’Unifil, e che con i suoi sproloqui filo-Hezbollah spera di guadagnarsi i galloni del grado superiore! L’unico pericolo, i militari italiani lo correrebbero se il generale alla vigilia della Commissione d’Avanzamento per farsi qualche merito di più, ordinasse di sparare sulle unità delle Forze di Difesa Israeliane, perché quelli sono ragazzi e ragazze determinati e abili nello sparare e che non vogliono correre il rischio di un’altra Shoah, quella auspicata dal “nostro alleato”, l’Iran islamico. E poi è attesa per oggi la annunciata dichiarazione del Ministro degli Esteri e del Ministro della Difesa che individua nelle Forze di Difesa Israeliane o nelle forze paramilitari del Mossad l’attacco alle unità spagnole dell’Unifil. E poi sempre per oggi è atteso l’annuncio che il Governo italiano denuncerà al tribunale internazionale per i crimini di guerra i comandanti americani delle unità operative della Nato in Afghanistan”.
A scuola si decide quale strada prendere. Solo che alle volte è una Strada sbagliata. O, almeno, una Strada un po' pericolosa. Lo dico con un po' di titubanza, perché mi hanno insegnato da piccolo che le istituzioni non si contestano e i professori hanno sempre ragione: ma il rigido senso di disciplina, vi confesso, è andato un po' in crisi l’altro giorno quando mio figlio mi ha fatto vedere l'elenco dei compiti delle vacanze. Dunque, secondo la sua professoressa in tutta l'estate lui e i compagni devono leggere quattro libri. Quattro libri sono già di per sé pochini, secondo me. Ma la sorpresa è stato scoprire che, fra questi quattro libri fondamentali per la formazione di un pre adolescente, ci sono L'Agnese va a morire (storia di una staffetta partigiana scritta a caldo, subito dopo la fine della guerra, e pubblicato dalla Einaudi) e Pappagalli Verdi di Gino Strada. Ho detto a mio figlio che quella lista, forse, andrebbe un po' integrata. Perché io non ho nulla contro L’Agnese va a morire o i pensieri di Gino Strada: trovo però piuttosto bislacco che siano considerati due dei quattro testi fondamentali per la preparazione di un ragazzino di seconda media, che passa così direttamente da Harry Potter ai miti acritici della Resistenza, da Dragonball all'odio di Bush senza nemmeno avere gli strumenti per capire la violenza che si sta operando sul suo cervello. In seconda media non hanno studiato la seconda guerra mondiale, il fascismo, il nazismo e se gli chiedi che cos'è l'8 settembre ti rispondono (se va bene): il giorno in cui si torna a scuola. Come possono capire la storia di un'eroina di nome Agnese che gloriosamente va in giro a spaccare la testa altrui (giusta azione: si trattava di un soldato tedesco, per di più nemico dei gatti), in un mondo diviso in tutti i buoni da una parte (i partigiani) e tutti i cattivi dall'altra? Sia chiaro: avrei molte perplessità anche se a mio figlio avessero dato da leggere, senza preparazione alcuna, uno degli ultimi libri di Pansa. Ma chissà perché i libri di Pansa nelle scuole non sono molto amati. Quelli della Resistenza sì, invece. E quelli di Gino Strada, pure. Ho chiesto a mio figlio se sapesse chi è Gino Strada, se a scuola avessero spiegato qualcosa, magari un approfondimento, ho provato a interrogarlo su Emergency, le mine, la guerra e l'Onu. Nebbia totale. A mala pena lui sa collocare (grosso modo) l'Afghanistan sulla cartina geografica e ha qualche idea sui talebani, anche se nell'ultimo compito a casa me li ha piazzati in Turchia. Rispetto ai suoi compagni, comunque, è già piuttosto avanti. Ora mi chiedo: non è una violenza far calare nelle zucche dei nostri figli un libro di Gino Strada, come se fosse vangelo, senza che loro sappiano nulla di chi è, cosa fa, dei meriti e delle polemiche che l'uomo suscita?
Ma più ancora mi faccio un'altra domanda: davvero fra i quattro libri fondamentali che un ragazzino di seconda media deve leggere c'è Gino Strada? Con tutto quello che è stato scritto? Proprio Gino Strada? E L’Agnese va a morire? Ma la professoressa pensava davvero, quando ha compilato quell'elenco, al bene dei ragazzi? O era accecata dalla sua ideologia? E perché deve permettere all'ideologia di entrare così pesantemente nella formazione dei suoi studenti? Ho provato a sollevare il tema con un po' di genitori. Ne sono venute fuori di tutti i colori. Uno mi ha raccontato che suo figlio (prima media) è tornato a casa da scuola ripetendo che «Bush è un assassino, ce lo ha detto la prof». Un altro mi ha raccontato che l'insegnante della figlia, spiegando i peggiori tiranni di Atene, ha chiosato: «Dittatori e demagoghi, insomma come Berlusconi». Le battute in cattedra si sprecano, le risatine di scherno pure. Sia chiaro: non tutti i prof sono così. Ma ce ne sono tanti, oserei dire troppi che confondono l'ideologia con l'insegnamento. I docenti possono (anzi: devono) avere le loro idee, naturalmente. E sono del parere che possano anche manifestarle a scuola. Ma prima mettano gli studenti nelle condizioni di capire, di documentarsi, di farsi un'idea. Magari di discutere. Così li si aiuta a crescere. Altrimenti è un plagio, una violenza senza pari nei confronti di ragazzini che non potranno mai scegliere davvero liberamente. E che saranno convinti che la verità sia da raccogliere tutta su un'unica Strada, anche quando quella strada porta a sfasciare le teste altrui con un fazzoletto calato sul viso. Perché in fondo che male c'è? Sfasciare la testa agli assassini come Bush e Berlusconi è da eroi, no? Ce lo ha insegnato Agnese. Lei va a morire, si sa. E la nostra scuola, di questo passo, pure. Mario Giordano
Non ricordo il nome del libro sul quale si studiava la geografia alle medie. Ma ricordo benissimo la sua forma: era un quadrato perfetto di 40 cm di lato. Ammetto che preferivo di gran lunga l’aritmetica e la geometria alla geografia. Spesso, durante le ore di lezione, utilizzavo quel libro dalla forma singolare per calcolarne la diagonale, oppure l’area dell’immaginaria circonferenza inscritta. Poi, quando mi annoiavo, con la matita ed il righello disegnavo sulla copertinatre belle righe verticali e tre orizzontali e passavo il resto della lezione a giocare al “quadrato magico”.
Mmmh, ora non ho memoria di quelle letture, ma ho tuttora un nitido ricordo di alcune immagini di quel libro. Per esempio, nella sezione che riguardava l’Unione Sovietica (l’89era di là da venire), spiccavano le foto di enormi distese di grano che si stagliavano contro l’azzurro del cielo. Campi di cui non si scorgeva la fine, solcati da decine di enormi trattori con la stella rossa che procedevano schierati, come in parata. Mi ricordo anche le foto di modernissime industrie dove tra macchinari altamente tecnologici si muovevano centinaia di operai sorridenti.
Anche alcune immagini della Cina comunista ritraevano uomini e donnesorridenti: chi al suo posto di lavoro in fabbrica, chi pedalando in compagnia della famiglia sull’immensa Piazza Rossa. Nella sezione storica, si potevano guardare i dipinti che raffiguravano una moltitudine colorata di cinesi festanti che, con innumerevoli drappi rossi, salutavano il liberatore della loro Patria. Un Mao, severo ma buono, che probabilmente tutti i bimbi dagli occhi a mandorla avrebbero voluto avere come loro papà.
Ma poi si giungeva al capitolo americano. I cieli azzurri erano scomparsi. In ogni immagine, tetri grattaceli si profilavano su sfondi grigi, fumosi. Le foto riprese all’interno delle città erano ancora più angoscianti: strade coperte da rifiuti; case pericolanti e all’apparenza poverissime, dove vivevano famiglie di neri americani; barboni che dormivano sulle panchine dei parchi o chiedevano la carità. Della sezione storica, mi ricordo l’immagine di una bimba vietnamita che piangeva disperata. Sullo sfondo, solo terra bruciata.
Purtroppo non ho più quel testo. Chissà, forse qualcuno lo conserva ancora.
Lo sceicco saudita Jassem Al’Muttawa ci istruisce riguardo alla differenza sostanziale tra l’uomo e la donna.
Presumo che le esponenti del gentil sesso, che di tanto in tanto capitano su RRR, saranno deliziate dal fatto che questo bel giovane e ricco arabo, invece di dedicarsi solamente al petrolio e alle sue concubine, abbia deciso di sacrificare parte del suo tempo nello studio approfondito sulle due metà della razza umana, tanto da esporre le sue teorie anche alla TV saudita.
Devo premettere che lo sceicco non considera le sue argomentazioni valide universalmente, ma legittime per la maggioranza della popolazione mondiale.
Credo che per indurre l'arabo a firmare il contratto per la prossima stagione, lo Zelig tenterà di convincere Vanessa Incontrada ad effettuare uno stage nel suo harem.
E’ inconcepibile l’attacco portato dal Giornale a Silvio Emilio Sircana. Sembra che dalle intercettazioni pubblicate dal quotidiano berlusconiano emerga che il “portavoce unico” sia stato visto e fotografato in compagnia di un transessuale. Nel nome della verità, ieri sera il TG de LA7 denunciava l’inattendibiltà del vergognoso articolo, aggiungendo che “in nessuna intercettazione compare il nome di Sircana”. Difatti, nella trascrizione della telefonata tra Fabrizio Corona ed il suo galoppino, pubblicata dal Giornale, si legge solo di un riferimento ad un non ben classificato “portavoce di Prodi”. E noi sappiamo che Prodi ha i suoi portavoce sparsi in tutta Italia, e qualcuno anche all’estero. Ma se approfondiamo, per sfatare ogni dubbio sull’infondatezza dell’articolo incriminato, basti leggere il servizio del Corsera di ieri: è simile a quello del Giornale, ma non vi appare alcun cenno che riguardi fantomatici portavoce governativi. Devo ammettere che i giornalisti di Berlusconi “l’hanno fatta troppo grossa”. In ogni modo, spenderei qualche parola di conforto anche per loro; per questo motivo, mi rivolgo direttamente ai redattori del Giornale: “Vi ricordate le panzane riportate da Repubblica riguardo al Sen. Guzzanti e Mario Scaramella e le interviste - aggiustate - a Limarev, Gordieski e Bukoski? Ebbene, a quei signori che per settimane hanno scritto delle falsità, non è accaduto niente di male: e tuttora risultano iscritti all’albo dei giornalisti, come se nulla fosse successo. Pertanto, anche se ciò che avete pubblicato è indiscutibilmente più grave di quanto divulgato da Repubblica, mi sento quasi certo di assicurarvi una veloce assoluzione. Ma nel caso mi sbagliassi, sono convinto che qualche buon quotidiano all’estero potrà assumervi”.
Non posso terminare senza esprimere il mio appoggio a Sircana: “Oh Silvio Emilio, credimi, siamo tutti con te. Anche nel caso ciò che abbiamo avuto la stoltezza di leggere sul Giornale fosse vero. E nel caso lo fosse, a noi che ce ne cale se a te piace frequentare i transessuali? Ogni individuo ha il diritto di seguire le sue passioni ed i suoi ormoni, se non fa danno ad alcuno. Per fortuna, siamo (ancora) cittadini di un Paese tollerante e democratico e questo almeno finché non arriveranno in Italia frotte di guide spirituali musulmane risolute ad insegnarci a vivere. Pertanto, oh Silvio Emilio, sii lieto. Pensa che perfino il principe figlio dell'ultimo Re d’Italia è comparso in decine di giornali, per settimane, a causa di alcune sue frequentazioni ”allegre”. Un caso analogo al tuo, non trovi? Comunque, oh Sivio Emilio, Stai su! Vedrai che nei prossimi giorni tutto sarà dimenticato".
LIBERATI! Stamattina sono stati liberati i tecnici italiani dell’ENI catturati dai Guerrieri del Mend il 7 dicembre scorso. Rendiamo merito alla fine strategia adottata dal nostro Ministero degli Esteri per ottenerne la liberazione: ora ci rendiamo conto quanto sia indispensabile “NON FARE NULLA” per risolvere i rapimenti degli italiani all'estero. Ebbene sì, è stato un colpo magistrale. In ogni caso già nelle settimane scorse, nel mondo della stampa internazionale, correva la voce che alle domande rivolte ad alcuni funzionari del governo riguardo ai Guerrieri del Mend, si otteneva sempre la stessa risposta: i Guerrieri di …che? Del Mend?? E giù risate. Insomma, nessuno se li filava e loro, i poveri Guerrieri, per di più consapevoli che i loro ostaggi valevano quanto un soldo bucato, hanno desistito: si sono arresi e hanno consegnato gli ostaggi nelle mani di un giornalista del Corsera e di un INVIATO delle JENE. Comunque pare che da Mario Molinari, la JENA, abbiano strappato la promessa di un passaggio allo Zelig Off.
Ovviamente è un appello per gli ostaggi che non hanno la possibilità di essere ricordati dai campioni del calcio e per i quali nessuno organizza manifestazioni di piazza e raccolta di firme. Insomma, gli ostaggi che non si chiamano Simona 1 e 2, Sgrena, o Mastrogiacomo.
Ma sì, stiamo parlando dei due sfigati tecnici dell'ENI, Cosma Russo e Francesco Arena, in mano ai Guerrieri del Mend dal 7 dicembre scorso.
Dal canto loro i rapitori, i Guerrieri del Mend intendo, non vorrei che se la legassero al dito, anche perché pare che il nostro governo non li prenda troppo sul serio. Difatti, sebbene alcuni giornali riportino dell'incontro del vice ministro degli esteri Franco Danieli con i rappresentanti del governo Nigeriano, gli stessi rapitori hanno affermato che questa visita non porterà a nulla, in quanto i Guerrieri del Mend non hanno alcun rapporto con l'attuale governo in carica e attendono le elezioni del prossimo aprile-maggio, quando, forse libereranno gli ostaggi. E' rilevante che il nostro governo non abbia tentato uno straccio di trattativa con i veri protagonisti del sequestro, eppure sembra che i giornalisti non abbiano tante difficoltà a trovare i loro portavoce per intervistarli. Probabilmente tutti i nostri agenti migliori, addestrati alla ricerca degli ostaggi e alla mediazione con i rapitori, sono in Iraq o in Afghanistan: qualcuno occupato dalle trattative con i talebani che hanno rapito Mastrogiacomo; qualcun altro nell’attesa che qualche nuovo "inviato d'assalto" cada nella rete dei terroristi. Insomma si portano avanti con il lavoro. E i Guerrieri del Mend? Degli sfigati, come i loro ostaggi.
Ebbene sì, spiace ammetterlo, ma Prodi è un grande, ci aiuta a sorridere, anzi a sganasciarsi dalle risate. Il leader del governo-barzelletta dell’Unione, ha escogitato un nuovo tormentone che ci allieterà fino alla prossima estate: “La conferenza internazionale di pace sull’Afghanistan”. Nell’Italia del 2007, dove notoriamente la“fantasia è al potere”, i ministri non sono solo dei politici, sono dei fenomeni, altroché lo Zelig.
Per Franco Giordano l’acquisto dell’oppio afgano (anche questa è bella) e la soluzione “POLITICA” del conflitto (Ah! Ah! Ah! Troppo forte!), saranno i punti qualificanti della conferenza e rappresenteranno la “discontinuità" con il passato.
Occorre rimarcare che la storiella dell'acquisto dell'oppio a fini farmaceutici non è originalissima: fu inventata dal Senlis Council, un centro di ricerca britannico, consulente anche del governo di Tony Blair (leggi). Ma è bella lo stesso, basta saperla raccontare.
...“Đan ha il Blu che gli frulla nella testa.”
E’ sacrosanto.
Inutile avvertirlo dell'inganno: nessuno potrebbe dissuaderlo, neppure io.
Ciò nonostante devo ammettere che il Gioco mi seduce, ma sono consapevole che non finirà bene.
Tuttavia, dopo anni (secoli forse?) d’immobilità assoluta, credo sia giunto il momento di alzare la testa, dischiudere gli occhi ed aspirare con forza da questa nuvola azzurra che pigramente e senza fretta sta filtrando dalle pareti di questa nostra immensa, strana, oscura cella.
HAJDE!
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