Molto tempo è passato (secoli forse?) da quando Đan ed io decidemmo di uscire dal Gioco. La verita' e' che in quella occasione fu lui ad impuntarsi affinché' abbandonassimo, mentre io temporeggiavo, cullandomi indolente ed illudendomi che nulla mutasse...Ora e'sempre lui ad insistere: giura di essere immerso nel Blu profondo di quei giorni lontani, ed e' persuaso che sia facile tentare... e sognare di nuovo.
Con scarso entusiasmo ho ascoltato il discorso del Presidente Napolitano. Ammettiamolo, certamente ha espresso delle belle parole di conforto alla popolazione terremotata dell’Abruzzo; belle parole sull’Italia che si è trovata unita per ricordare le vittime del terrorismo, gli eroici magistrati antimafia, il 25 aprile. Poi ha parlato del Paese e qui mi son fatto più attento, ha detto che il Paese ha bisogno di maggiore coesione per confrontarsi con le crisi e le tensioni che scuotono il mondo e che invece aspre sono le contrapposizioni politiche e istituzionali specialmente in questo periodo di campagna elettorale. E poi? Più nulla. Il vuoto. Ma Presidente, ci dica ancora qualcosa. Magari cosa pensa del gruppo degli sciacalli, cioè suDario Franceschini- Espresso-Repubblica e l’Unità, che hanno imperniato la campagna elettorale esclusivamente su infamie da gossip estremo. Non vuole entrare troppo nel dettaglio? La capisco è per il ruolo istituzionale che ricopre. Tuttavia ci dimostri almeno il suo dissenso sul fatto che una povera ragazza appena maggiorenne è stata fatta a pezzi sui giornali ed è tuttora preda di una certa stampa che la sta usando, violentando soltanto per ottenere qualche voto in più. Pensi, quella disgraziata potrebbe essere una delle sue nipoti. Signor Presidente, non siamo in Iran o in Venezuela. Siamo in Italia e Lei è il Presidente di questa Italia alla frutta. Abbia uno scatto d’orgoglio. Dica qualcosa, Perdio!
Toh guarda, dopo palate di merda gettate sul Premier senza che potesse difendersi, finalmente si pubblicano anche le sue dichiarazioni. Dal sito web de La STAMPA di oggi.
Berlusconi: "Con Veronica è impossibile andare avanti" Il premier: avevo tenuto insieme una situazione difficile per amore dei miei figli, ma ora non ne vedo più le condizioni
MARIO CALABRESI
Queste sono cose private, privatissime, che non dovrebbero finire sui giornali». Silvio Berlusconi è furioso, è l'una di domenica mattina ed è appena entrato in casa a Villa San Martino ad Arcore, la televisione è accesa ad alto volume e i telegiornali parlano della richiesta di divorzio avanzata da sua moglie Veronica Lario. Risponde al telefono ma il suo umore è cupo, fatica a nascondere il fastidio verso i quotidiani: «Avete dato tanto spazio ad una vicenda privata piena di falsità. Avete preso le parole della signora, le avete amplificate senza contraddittorio e a me neppure la possibilità di spiegarmi».
Ma la storia è vera, la signora Berlusconi si prepara a chiedere questa settimana la separazione dal marito e anche il presidente del Consiglio ammette di aver già mobilitato i suoi legali, questa volta nessuno dei due sembra più intenzionato a tentare di salvare il matrimonio. «Sono preoccupato e dispiaciuto - sottolinea Berlusconi -, avevo tenuto insieme una situazione difficile per amore dei figli, ma adesso è finita, non vedo più le condizioni per andare avanti. E' una storia che doveva rimanere in casa, non riesco a farmene una ragione che sia finita sui giornali». Soprattutto non riesce a farsi una ragione del fatto che la moglie e l'opinione pubblica abbiano potuto credere che volesse riempire le liste elettorali per le elezioni europee di «veline» e che si sia insinuato di suoi rapporti con una minorenne.
Parte a raccontare, per venti minuti parla senza quasi prendere fiato, e la sua rabbia gira tutta intorno alla vicenda di Noemi Letizia e della sua festa dei 18 anni a Casoria. La parola «minorenne», pronunciata dalla moglie, è quella che per Berlusconi rende impossibile qualunque riconciliazione: «Io frequenterei, come ha detto la signora, delle diciassettenni. E' una cosa che non posso sopportare. Io sono amico del padre: punto e basta. Lo giuro. La cosa mi sembrava talmente chiara e limpida che pensavo fosse impossibile che ci si potesse costruire sopra un tale castello di menzogne. Suo padre, che conoscevo da tempo, mi ha telefonato per chiedermi se lasciavo fuori Martusciello dalle liste per le Europee, io gli ho spiegato che avrei cercato di mettere sia l'ex questore Malvano sia Martusciello e che stavo arrivando a Napoli per dare una spinta ai contratti per i nuovi termovalorizzatori che sono frenati dalla burocrazia.
A quel punto lui mi ha interrotto e mi ha detto: "Stai venendo a Napoli? Io stasera festeggio il diciottesimo compleanno di Noemi, perché non vieni per un brindisi, lo facciamo in un locale che è poco distante dall'aeroporto. Ti prego vieni, sarebbe il più bel regalo della mia vita". Così ci sono andato e ho fatto foto con tutti: parenti, amici, cuochi, camerieri. Adesso ho chiesto che le si diffonda per dimostrare che non era una cosa nascosta e per intimi, ma una festa piena di gente e sotto gli occhi di tutti. C'era la polizia, il questore, se ci fosse stato sotto qualcosa di non chiaro o di poco pulito figuriamoci se ci sarei andato. Poi sono andato in albergo e ho fatto una passeggiata con il presidente del Napoli che quella sera aveva battuto l'Inter».
Al ricordo della sconfitta dell'Inter per un secondo ritrova il buon umore, ma poi ritorna al suo sfogo: «Questa storia della festa però è stata scritta in maniera distorta e allusiva e mia moglie è cascata nel tranello come un’ingenua. Ma non voglio dire nulla di male di lei, tutto quello che sta succedendo tra di noi fa parte di una vicenda privata e personale». Gli chiedo cosa prova di fronte alla fine del suo secondo matrimonio: «E' una cosa che mi addolora molto e che deve restare privata, non voglio aggiungere altre parole, non voglio causare dolore ai nostri figli». Resta un momento in silenzio, poi torna all'attacco: «La storia delle veline è un'altra macchinazione, una polemica costruita sul nulla che ci ha costretto a tirare fuori tre donne dalle liste».
Però anche all'interno del Popolo della Libertà si erano alzate voci contrarie a questa infornata di donne con una caratteristica comune: essere giovani e particolarmente appariscenti. «Tutti dicono che vogliono rinnovare la classe politica, fare spazio ai giovani e alle donne, poi se lo faccio io allora la cosa deve essere torbida. E se guardiamo alle donne che ho portato in politica troviamo persone come la Prestigiacomo, la Bertolini, la Carfagna, la Gelmini, che sono indiscutibilmente bravissime». E le tre messe nelle liste? «Una si chiama Licia Ronzulli, fa la manager in un ospedale di Milano, si occupa della gestione delle sale operatorie e fa anche attività di volontariato: due volte l'anno va in Bangladesh dove mettono in piedi delle strutture per operare bambini che hanno malformazioni.
Poi c'è Lara Comi che è stata capo del nostro movimento giovanile in Lombardia, è una ragazza bravissima e laureatissima. Lavora da quello dei giocattoli, da Preziosi, che anzi è dispiaciuto che gliela porto via. Non mi sembra proprio che siano "veline"». E Barbara Matera? «Me l'ha presentata Gianni Letta, dandomi le migliori garanzie. E' di una famiglia buonissima e secondo le accuse ha la colpa di aver fatto l'annunciatrice, come le "signorine buonasera di tanti anni fa", non ha mai sgambettato mezza nuda da nessuna parte, non è una "velina". Ma dove sono le veline? Dove le hanno viste?». Beh, quelle che avete tirato fuori dalle liste: «Sì, una ha lavorato cinque anni all'Onu e parla cinque lingue, la seconda era figlia di un tipografo di Avellino che ha sempre aiutato i nostri ed eravamo felici di darle un’occasione; la terza, Cristina Ravot, è una professoressa di musica e canta, è una che ha del talento ed era l'unica che avevamo per la Sardegna, era un candidato presentabile e mi dispiace proprio che alla fine sia rimasta fuori».
Provo a fargli un'altra domanda ma Berlusconi non riesce a smettere di parlare, la questione per un momento non è più privata ma diventa politica: «Io sono felice di candidare le donne, perché sono più serie: in Parlamento hanno il 98,8 per cento di presenze, al Parlamento europeo ci sono deputati che non vanno mai, che hanno meno del trenta per cento delle presenze. Nelle nostre liste ci sono fior di professori, manager e imprenditori, mentre nel Partito democratico il novanta per cento dei candidati sono funzionari di partito, molti ancora del vecchio Pci. La stessa cosa vale per le Europee: mettono in lista degli ottantenni, ma se li immagina che vanno avanti e indietro con Bruxelles e Strasburgo, dove non c'è neppure un volo di linea. E poi mi dicono che candido le veline e questo mi indigna».
Appena si è svegliato a Roma ha letto i giornali: «Sono andato fuori dai gangheri, indignato per la falsità delle veline e della minorenne, le insinuazioni su una mia frequentazione con una diciassettenne non si possono leggere. E poi come si può pensare che uno vada a casa di una famiglia se c'è qualcosa di sordido dietro, ma pensano che io sia pazzo?». E adesso cosa succederà? «Andrò per avvocati anch'io, ho già dato il mandato di prendere in mano la situazione. A dire la verità ci sarebbero persino gli estremi di una querela per diffamazione ma è meglio lasciar stare». E' preoccupato per i sondaggi e per le Europee? «No, i sondaggi non sembrano interessarsi di queste questioni private, sono preoccupato per i miei figli, per Barbara che aspetta un bambino, per quello che dovranno passare e per quello che hanno dovuto leggere e sentire in questi giorni. Era meglio tenerli fuori, fare una cosa pulita e silenziosa. Non riesco a farmene una ragione».
Per quasi due decenni si è cercato di colpire e cancellare definitivamente il “fenomeno” Silvio Berlusconi. La sinistra antidemocratica ha aizzato i suoi giudici per imbastire dei processi che oltre a costare milioni di euro allo Stato e allo stesso Premier (ma lui i soldini ce li ha) non hanno avuto altro effetto che procurare a Berlusconi un aumento di popolarità e far capire alla gente comune l’intento cospiratorio e gli intrighi di quella parte rossa, ma anche oscura e subdola del nostro Paese.
Grazie a dio non viviamo in stati come il Venezuela, l’Iran o la Corea del Nord: la verità, pur schiacciata dalla soverchiante disinformazione, non si cancella.
Ma quella parte della Sinistra, avvezza a nasconderla e a distorcerla, non ha accettato questo fallimento e mal nasconde l’odio profondo verso Berlusconi e gli italiani-popolo bue, che gli dimostrano simpatia.
Perfino Valentino Parlato, un vecchio comunista che in questi ultimi tempi “sembrava” avesse riacquistato il lume della ragione,intervistato da Sky, come un novello Pol Pot ha pacatamente affermato che metà degli italiani avrebbero bisogno di essere rieducati (occhio: la saggezza, se arriva in tarda età – si sa – è soltanto il sintomo dell’immediato rimbambimento).
Ok, Valentino Parlato l’ha detto, ma quante altre migliaia di “compagni”, purnon esprimendolo chiaramente, ci manderebbero a “far vacanza di istruzione” in qualche bel isolotto italiano?
Tuttavia il bersaglio eccellente l’hanno ancora mancato. Proprio in questi ultimi tempi abbiamo osservato come i giornali e le emittenti televisive sinistre cercassero di colpire il premier rincorrendo le sue gaffes in giro per il mondo, purtroppo per loro tutto si è risolto nel classico buco nell’ acqua. Fior di pagine e di servizi televisivi dedicati al nulla.
Che disgrazia.
Credete che dopo fallimenti su fallimenti quella gente getti la spugna?
Ma certo che no:
che si saranno inventati questi prìncipi della disinformazione italiana?
Le veline e il premier; Veronica che accusa Silvio di avere tendenze PEDOFILE.
Il primo articolo che appare sul sito della Repubblica di oggi è dedicato alla richiesta di separazione di Veronica Lario e alle presunte giovanissime amanti di Berlusconi. In alto a sinistra si legge:"Non posso stare con un uomo che frequenta minorenni"
Sul sito dell’Unità, secondo articolo di apertura, troviamo: “Berlusconi è malato, frequenta minorenni”. Veronica: “Divorzierò”.
Pare impossibile che la signora Lario rilasci delle dichiarazioni di una gravità tale da provocare degli strascichi giudiziari...Oppure no?
Voilà: la nuova palata di fango della disinformazione è servita. Questa volta ha l’obiettivo di instillare nella mente della gente comune il dubbio atroce che chi li governa sia un malato pervertito.
Quella teppaglia ha compreso (tardi) che accusare il premier di disonestà morale, di stoltezza, di inutile gigioneria e di dongiovannismo non produceva gli effetti voluti e ha ben pensato di mirare più in alto. Chissà, magari ora si metterà in moto quella solita "giustizia " che abbiamo abbiamo avuto modo di conoscere bene dall'esordio in politica del Cavaliere. Ma le indagini potrebbero essere mirate non più verso i conti del premier, bensì verso le sue tendenze sessuali.
Ma se anche ciò si rivelasse inutile, cosa farà questa sfortunata oscura Sinistra per distruggere definitivamente Berlusconi?
Che tristezza. Mi vergogno come un ladro perchè in Italia non c’è una opposizione che sia una. E’ come quando la tua squadra del cuore stravince contro dei brocchi, e tu sei consapevole che è una vittorietta, che c’è poco da esultare.
Ormai non ti puoi aspettare alcun brivido nemmeno dai giornali della Sinistra .Una volta scorrevi le righe dei quotidiani rossi con il timore di trovarci chissà che pericolo per il Berlusconi.
Ora anche l’Unità e la sua direttora hanno deciso che si va avanti con la politica del gossip. Possiamo biasimarli? I loro padroni in Parlamento hanno forse qualche debole ma valida idea che possa leggermente scalfire il consenso ottenuto dal governo?
No, sicuramente quei giornalisti non hanno grosse colpe. Tuttavia lasciatemelo dire: per l’Unità assumere la sora Conchita non è stato un eccellente affare. Ora il glorioso giornale dell’opposizione pare una copia politicizzata di Novella 2000. Ma in fondo che si può pretendere da una Conchita che anni fa, dai microfoni di Rai2, cominciava la trasmissione con la lettura della rassegna stampa cubana? Io ascoltavo stupito. E mi chiedevo: ma *azzo ce ne frega a noi dei quotidiani di un isola distante migliaia e migliaia di chilometri, e per giunta governata da un sanguinario dittatore comunista?
Adesso quella Conchita è direttora dell’UNITA’. Scritto maiuscolo perché il quotidiano fondato daANTONIO GRAMSCI e’(era), nel bene e nel male, un pezzo della nostra storia. Ma ora il vuoto assoluto, di cui parlavo nel post precedente, è l’unico vero protagonista di questo ormai decadente giornale politico. Io stesso, ve lo giuro, amerei trovarci nuove raffinate strategie di lotta contro il governo. Ahimè, vi trovo solamente pagine, su pagine, su pagine di presunte gaffes di Berlusconi, e sebbene non una di quelle sia realmente avvenuta, le smentite, quei poveri infelici, non le scriveranno mai.
Diavolo, qualcosa di comunista c’è su quel foglio: la solita disinformazione di staliniana memoria. Ma orsù, se Stalin sapesse che uso ne fanno quei poveracci dell’Unità, si rivolterebbe nel suo loculo come una trottola.
Ora la direttora Conchita è tutta contenta perchè a Praga, mentre parlava Obama,dei suoi ragazzi hanno esposto un cartellone: “OBAMA SORRY 4 BERLUSCONI”. E' opinione del giornale che questa frase, la cui elaborazione ha di certo coinvolto un’intera redazione (per giorni), sia stata letta in tutto il mondo*. E allora, giù risate. E vai con con un altro bell’articolone sui retroscena “dell’azione di Praga” e sugli eroi che con tanto coraggio hanno osato sfidare il Berluscone.
E vabbè che ci vuo’ fà, Siamo costretti ad un’opposizione di coglioni.
E' avvilente.
Ma perché non abbiamo anche noi degli antagonisti con le palle??
*NB:Personalmente, in questo angolo sperduto dell'est europeo, ho la possibilità di guardare centinaia di televisioni satellitari, eppure ho scoperto la foto del cartellone antiberlusconi soltanto sull'ex valoroso giornale comunista...
...“Đan ha il Blu che gli frulla nella testa.”
E’ sacrosanto.
Inutile avvertirlo dell'inganno: nessuno potrebbe dissuaderlo, neppure io.
Ciò nonostante devo ammettere che il Gioco mi seduce, ma sono consapevole che non finirà bene.
Tuttavia, dopo anni (secoli forse?) d’immobilità assoluta, credo sia giunto il momento di alzare la testa, dischiudere gli occhi ed aspirare con forza da questa nuvola azzurra che pigramente e senza fretta sta filtrando dalle pareti di questa nostra immensa, strana, oscura cella.
HAJDE!
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