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Friday, November 27, 2009

Ciccio Bello si è svegliato


Finalmente Giorgio "Ciccio Bello" Napolitano si esprime anche a favore della maggioranza degli italiani... o almeno ci prova.

Leggiamo da "Il Giornale:
" Colle: "Magistrati stiano al loro posto" L'Anm: "Bene, ma basta aggressioni"
Roma - Tra premier e toghe interviene il Quirinale. "L’interesse del Paese richiede che si fermi la spirale di una crescente drammatizzazione delle polemiche e tensioni non solo tra opposte parti politiche, ma tra istituzioni investite di distinte responsabilità costituzionali". Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul clima di forte tensione tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e la magistratura. "È indispensabile che da tutte le parti venga uno sforzo di autocontrollo nelle dichiarazioni pubbliche e che quanti appartengono alla istituzione preposta all’esercizio della giurisdizione si attengano rigorosamente allo svolgimento di tale funzione".

"Stop alla magistratura" Usa parole nette Napolitano, in una dichiarazione alla stampa, a margine di un’udienza in Quirinale, nella quale afferma che "va ribadito che nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del parlamento". Parole che si configurano come una risposta a quanto è emerso dall’ufficio di presidente del Pdl, ieri, e ai timori paventati dallo stesso Berlusconi. Nulla, ribadisce Napolitano, può abbattere un governo che ha la fiducia della maggioranza delle Camere "in quanto poggia sulla coesione della coalizione che ha ottenuto dai cittadini-elettori il consenso necessario per governare".

Il resto QUI:

Non facciamo di tutta l’erba un fascio. Non sono molti i magistrati che hanno in disprezzo la democrazia e vagheggiano di governi guidati da pochi eletti (magari loro stessi o i loro mandanti), senza tenere in alcun conto la volontà popolare.
In fondo sono caduti nella stessa trappola che ha ingannato quelle centinaia di giovani che quasi quarant’anni fa si unirono per fondare le Brigate Rosse. In effetti i brigatisti possedevano l’illusoria certezza di rappresentare per la maggioranza degli italiani gli eredi spirituali dei partigiani della guerra di Liberazione. Sappiamo bene che fine fecero.
Quei pochi meschini magistrati che intendono abbattere il governo di Silvio Berlusconi si richiamano certamente ad un’epoca più recente, quando la magistratura godeva di un certo consenso popolare e “Mani pulite” mieteva le sue vittime tra colpevoli ed innocenti.
Ma, ahiloro! Siamo ormai nel 2010, l ’Italia è cresciuta e già oggi si domanda come mai Berlusconi sia oggetto di una persecuzione giudiziaria iniziata, guarda il caso, proprio nel momento del suo ingresso in politica.

Ma si domanda anche perché non venga adottato lo stesso accanimento nei confronti delle mafie, o meglio, perché invece di colpire i mafiosi, i magistrati (alcuni) mettano sotto accusa quegli uomini che hanno inferto dei colpi gravissimi alla mafia. E mi riferisco ovviamente alle innumerevoli accuse rivolte contro il leggendario capitano “Ultimo” (ora colonnello) e contro il generale Mori, capo dei Ros che catturarono Totò Reina (non dimentichiamo che accuse assurde furono rivolte anche contro il Tenente Canale, il braccio destro del giudice Borsellino, e contro altri membri delle forze dell’ordine, che a cavallo tra gli anni ‘80 e ’90, contribuirono a combattere seriamente il fenomeno mafioso).

Ma l’Italia, quella che usa la testa, incomincia pure a interrogarsi sul fatto che quei magistrati proprio adesso scovino dei “pentiti” che si fanno in quattro pur di coinvolgere Berlusconi ed i suoi collaboratori nelle vicende di Cosa Nostra.
E a onor del vero, questo florilegio di ridicole “testimonianze” appare ancora più inverosimile e bizzarro in quanto è proprio durante i governi di Berlusconi che le mafie hanno subito le peggiori sconfitte.
Inoltre non dimentichiamo che soltanto le modifiche proposte e rese operative dall’attuale maggioranza guidata dal Cavaliere hanno reso ancora più rigido il 41bis, cioè il carcere duro per i mafiosi, che già prima delle modifiche del governo, veniva considerato una tortura da una parte dell’opposizione di sinistra (e da parte della mafia).

Soltanto quest’ultimo fatto dovrebbe instillare un minimo dubbio nella mente di quella minoranza di italiani che pendono dalle labbra dei grandi moralizzatori Travaglio e Santoro , o che fino ad ora hanno creduto pedissequamente alle assurde “rivelazioni anti Berlusconi" che si possono trovare trovare sui tanti quotidiani che fanno capo allo “Squalo” De Benedetti.

Dopo le parole di Napolitano cambierà qualcosa? Non credo.
Berlusconi è oggetto di una campagna di odio che difficilmente potrà cessare.
Tuttavia è ormai chiaro che anche se questi ultimi attacchi dovessero finire in un nulla di fatto, si dovrebbe cominciare a temere seriamente per la vita del nostro Premier.

Nota: Tenente Canale, Maresciallo Lombardo e la Falsa antimafia - Chi volesse approfondire legga qui.

Sunday, September 20, 2009

Italia 2009: prove di golpe - Parte prima



Gennaio 2009 /Settembre 2009 – Compendio (quasi) breve dei tentativi di rovesciare un governo democraticamente eletto.


Sappiamo bene che l’offensiva giudiziaria contro Berlusconi, partita al momento del suo ingresso a Palazzo Chigi 15 anni fa, a tutt'oggi non ha sortito alcun effetto se non una immane spesa per lo Stato, cioè un costo in milioni di euro che è stato pagato da tutti i cittadini italiani.

Silvio Berlusconi entrò a Palazzo Chigi per la prima volta nel maggio del 1994, ma già il novembre successivo, quando gli fu consegnato un avviso di garanzia dalla Procura di Milano, mentre presiedeva la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla criminalità organizzata, si comprese che Berlusconi al governo doveva rappresentare una vera e propria minaccia per gli interessi privati di alcuni gruppi di potere.
Da allora, credo che nessun altro italiano sia stato oggetto di una volontà inquisitoria e di indagini giudiziarie così minuziose, quanto il nostro Presidente.
Per capirci meglio, se nel passato la stessa caparbietà fosse stata adottata nei confronti di “Cosa Nostra”, ora i bambini siciliani conoscerebbero la Mafia solo attraverso i libri di storia.

Oggi, nel 2009, poco è cambiato. Vista l’inutilità di affondare il Premier per via giudiziale, si cerca di demolirne l’immagine in Italia e all’estero, affinché la maggioranza degli italiani che continua a dargli il voto (il popolo bue, secondo D’Alema), diventi una minoranza.
Pertanto da alcuni mesi a questa parte si è scatenata una nuova offensiva più subdola e, diciamolo, più intelligente. Coinvolge la sfera affettiva del Premier, ma non solo. Si insinuano dubbi sulla sua salute mentale, sulla sua vita sessuale e infine sulla sua moralità. Non è una strategia nuova intendiamoci, fu impiegata già nell’Unione Sovietica dai tempi di Stalin fino alla fine del comunismo, per delegittimare i politici scomodi.

Da ultimo arrivano le accuse al Premier di essere una minaccia per la democrazia e per la libertà di stampa; ma tanto per portarsi avanti con i lavori, si prepara una nuova campagna d’autunno che avrà per oggetto la mafia ed i rapporti del Cavaliere con mafiosi veri, falsi, o presunti.

Ovviamente con tutto ciò si imbecca la stampa straniera, in special modo quella del Londonistan, che cerca di coprire gli enormi problemi interni al Paese, occupandosi delle grane altrui.

Ma diamo un occhiata veloce al piano destabilizzante di questi gruppi così potenti, ma nel contempo così impauriti dal Cavaliere, da tentare qualsiasi cosa pur di abbatterlo.
Il caso Noemi, il fatto vero: il Premier partecipa alla festa di compleanno della figlia di un vecchio amico. Si fa fotografare, dà autografi e regala un collier di svariate migliaia di euro alla ragazza (lui è ricco, può farlo).
Non si è nemmeno stappato l’ultimo spumantino, che su certi giornali appare l’intervista ad una “amica anonima”*1 della moglie di Berlusconi con le rivelazioni (!) su quanto la signora Lario le avrebbe detto confidenzialmente: ”Berlusconi è malato va alle feste delle minorenni”. Apriti cielo! Per mesi la stampa e alcune televisioni pubbliche (RAI) e private aprono i loro giornali non con le notizie sulla crisi economica o sulla politica internazionale, ma con la (falsa) storia di Noemi e Berlusconi. “La Repubblica” passa tutte le sue distorte informazioni sul “caso Noemi” ad alcuni giornalisti inglesi presenti in Italia e dopo che queste vengono pubblicate nel Regno Unito, inizia una nuova campagna di stampa che ha per oggetto l’immagine del nostro Premier all’estero. Non contenta, pubblica “le 10 domande al Premier”, a cui nemmeno un coglione risponderebbe, e ne fa anche una versione in inglese, gridando allo scandalo perché Berlusconi (che coglione non è), non risponde.
Di quella povera diciottenne, i potenti giornali che attaccano il Premier, se ne fregano assai, anzi, viene disegnata come una baby prostituta che chiama il suo amante “papi”. Suo padre e sua madre diventano “i protettori” e a nulla valgono le loro testimonianze. E difatti i genitori della ragazza affermano di essere in amicizia con Berlusconi da moltissimi anni, ancora prima che nascesse Noemi.
Ma per certa stampa sono dettagli inutili, che non serve riportare nei loro articoli.

Recentemente Noemi in un’intervista ad un giornale inglese ha dichiarato che da piccola, quando arrivava Berlusconi a trovare suo padre, sedeva sulle sue gambe e lo chiamava “papi”, da allora lo chiama sempre così. Credete che ciò possa indurre “quella stampa” a fare un passo indietro?
Siete degli ingenui.

Lasciamo una fogna e apriamone un’altra, ma prima una premessa: il 14 giugno scorso D’Alema durante la trasmissione di Rai3 “in mezzora” lancia un allarme: “L’opposizione si tenga pronta perché ci saranno delle “scosse” nell’attuale maggioranza” in poche parole, il Premier verrà ulteriormente indebolito e la sinistra dovrà approfittarne. Pochi giorni dopo scoppierà “il caso escort a Villa Grazioli”.
Il fatto vero: Maurizio Tarantini, giovane imprenditore rampante che ammette di voler fare una bella figura con Berlusconi ed i suoi collaboratori, partecipa attivamente alle feste organizzate dall’entourage del Premier a Villa Grazioli (Roma) e Villa Certosa in Sardegna, sempre accompagnato da belle ragazze.
Una di queste, Patrizia D’Addario, 42 anni di Bari, si ferma a dormire nella villa di Berlusconi a Roma. Ha con sé una macchina fotografica digitale ed un registratore per testimoniare la sua presenza notturna nella villa. Il giorno dopo rilascerà un’intervista a La Repubblica dove confesserà di essere una escort e di prendere mille euro al giorno per le sue prestazioni professionali.
Tutte le foto e le registrazioni saranno pubblicate dall’Espresso*2 e quindi “passate” ai giornalisti stranieri. L’Imprenditore Tarantini, che tanto innocente non è, viene accusato di essere un procacciatore di prostitute.
Immediatamente parte un’inchiesta della magistratura che rivela che da tempo l’imprenditore frequentava il mondo politico, in particolare quello della sinistra pugliese, per ottenere contatti utili per le sue attività imprenditoriali; secondo la procura, per questi fini, avrebbe utilizzato escort o donne immagine. Dall’inchiesta, strano ma vero, emerge che Berlusconi era all’oscuro degli intenti del pugliese.
Tra parentesi ricordiamo che la D'Addario affermerà più tardi ad una tv francese di "sentirsi minacciata per le sue rivelazioni" Il giorno dopo D'Avanzo su La Repubblica scriverà:

"...questi metodi possono funzionare in un Paese sempre più lobotomizzato nella sua scadente qualità democratica .... Berlusconi, consapevole forse che quanto finora emerso è soltanto una piccola parte delle sue condotte e abitudini, se ne renderà presto amaramente conto".

In poche parole, il "giornalista" accusa ambiguamente il premier di essere la causa dei "timori" della D'Addario, ma nel contempo non riesce a nascondere che sono già pronte contro di lui le nuove armi dell'offensiva autunnale.

Credo che quei soliti quattro lettori che mi seguono, anche i non italiani, intuiscano quali siano le mie considerazioni rispetto a questa vicenda:
la storiella di Noemi è stato un caso fortuito che ha permesso un attacco feroce quanto inutile al Premier; il caso D’Addario è la prosecuzione ragionata
di quell’attacco. Una manovra studiata a tavolino, magari sulla scrivania della redazione di qualche giornale, per indebolire ulteriormente il Cavaliere.

Il Cavaliere minaccia la libertà di stampa –
Dopo mesi di falsità gettate addosso al Premier dalla stampa e dalla televisione (pubblica e privata), accade un fatto nuovo. Vittorio Feltri nell’agosto del 2009 lascia la direzione del quotidiano “Libero” che aveva contribuito a fondare nel luglio del 2000. Libero è un giornale vicino al centrodestra, ma la penna del suo direttore, non si fa scrupoli di colpire anche gli amici, in un modo che verrà giudicato dai molti “politicamente scorretto”. Per questo piace molto, anche a Fosca.
Il mese scorso, Feltri viene chiamato a dirigere Il Giornale, il quotidiano del gruppo Mondadori di proprietà della famiglia Berlusconi. Con uno dei suoi primi editoriali inizierà la sua personale battaglia contro i moralisti che dalle pagine dei loro giornali, attaccano il Premier. La sua prima vittima è Dino Boffo, direttore di Avvenire, quotidiano della CEI (Conferenza Episcopale Italiana).
Diciamolo: con sommo piacere apprendiamo dalle pagine de Il Giornale che uno dei grandi fustigatori della morale, il moralizzatore per eccellenza, Dino Boffo, è un omosessuale*3 condannato per molestie alla compagna del suo amante.
Pochi giorni più tardi Feltri, scatenato più che mai, scopre gli altarini del secondo grande moralizzatore, il direttore de La Repubblica, che adesso sappiamo essere un grande evasore fiscale.
Apriti cielo! Eugenio Scalfari, il fondatore di La Repubblica scrive un lungo articolo dove tra le tante sciocchezze, si legge:

“Lo stesso Feltri ha scritto che dopo aver ricevuto la nomina da Paolo Berlusconi si è recato a Palazzo Chigi dove ha avuto un colloquio di un'ora con il presidente del Consiglio. Una visita di cortesia? Di solito un direttore di un giornale appena nominato non va in visita di cortesia dal presidente del Consiglio....”

Giudizio ineccepibile, se fosse accaduto realmente. Purtroppo è totalmente falso: Vittorio Feltri dalle pagine del suo giornale chiede chiarimenti all’ormai rimbambito Scalfari, ma senza ottenerli, e ribatte:

“Ciò che sorprende è la spudoratezza di Eugenio Scalfari, fondatore di la Repubblica, il quale per sostenere la tesi secondo cui io avrei agito come killer di Berlusconi, si inventa una mia visita a palazzo Chigi nei giorni successivi alla mia nomina a direttore del Giornale.
Questa sì è una patacca, resa ancor più grave dalla circostanza, pure inventata, che io stesso avrei detto, non si sa a chi, di essermi recato dal presidente per mettere a punto in un’ora i piani di attacco mediatico a fantomatici nemici politici.”

Ma sappiamo che l’unica verità ascoltata in Italia è soltanto quella che pone Berlusconi in cattiva luce. Pertanto, da lì a poco, prima ancora delle dimissioni di Dino Boffo dall’Avvenire e in concomitanza di una querela del Premier contro L'Unità e la Repubblica per l'infamante campagna di stampa di cui è oggetto, parte una nuova offensiva contro il Premier che “possedendo giornali e TV , aspira al controllo totale dell’informazione pubblica e privata, imbavagliando la stampa democratica”.
Ovviamente il tutto parte da La Repubblica e viene trasmesso anche alla stampa estera.
Emergenza Democratica. E’ questo il grido della sinistra agostana, guidata da La Repubblica. E molti, anche all’estero, si chiedono se l’Italia sia entrata in una dittatura e, come ai tempi del Ventennio, si stia organizzando un nuovo ministero della Stampa e della Propaganda che con quotidiani fonogrammi, intasi le redazioni dei giornali con le notizie favorevoli al regime.
*AZZO! Ma sarà proprio così?
Diamo un'occhiata alla situazione dell’informazione in Italia partendo dalla televisione pubblica, la Rai, per la quale si paga un canone. Cominciamo da:
RAI 1, RAI2 e RAI3.
Certo, tutti vorremmo che almeno le emittenti pubbliche fossero guidate da professionisti svincolati dalle logiche politiche. Ma non è così. Semplificando per gli stranieri (pochi) che mi leggono, in Italia siamo consapevoli che, mentre il terzo canale televisivo della RAI è stato e sarà sempre esclusiva della sinistra, le due principali reti sono vincolate agli altri partiti di maggioranza e opposizione. Il Consiglio di Amministrazione della Rai (CDA) che dovrebbe nominare i direttori di tutte le testate, è lottizzato dai partiti, dove ovviamente il partito che governa il Paese, dovrebbe avere la maggioranza (il condizionale è d'obbligo).
Che la Rai non sia indipendente è un fatto chiaro, anche se non tollerato unanimemente. Da anni si parla di assumere direttori e professionisti in Rai tramite concorsi pubblici. Ma sono soltanto parole.
Curioso è il fatto che ogniqualvolta si deve rinnovare il CDA e governa Berlusconi, da più parti giungono appelli affinché si eviti la lottizzazione.
Silenzio invece, quando governa la Sinistra.

Fine della prima parte.
  1. magari è l'avvocato che cura la separazione della signora Lario?
  2. Espresso del gruppo editoriale l'Espresso di cui fa parte anche La Repubblica (vedi la seconda parte)
  3. se qualcuno mi accusa di essere "omofobo", lo prendo a calci. Chi mi legge, conosce le mie idee riguardo il mondo omosessuale. Per chi è nuovo, basta leggere questo post: Gay Pride, Sì, No, Forse
Immagine tratta da BNotizie Magazine

Tuesday, June 02, 2009

Il Presidente Inutile


Con scarso entusiasmo ho ascoltato il discorso del Presidente Napolitano.
Ammettiamolo, certamente ha espresso delle belle parole di conforto alla popolazione terremotata dell’Abruzzo; belle parole sull’Italia che si è trovata unita per ricordare le vittime del terrorismo, gli eroici magistrati antimafia, il 25 aprile.
Poi ha parlato del Paese e qui mi son fatto più attento, ha detto che il Paese ha bisogno di maggiore coesione per confrontarsi con le crisi e le tensioni che scuotono il mondo e che invece aspre sono le contrapposizioni politiche e istituzionali specialmente in questo periodo di campagna elettorale.
E poi? Più nulla.
Il vuoto.
Ma Presidente, ci dica ancora qualcosa. Magari cosa pensa del gruppo degli sciacalli, cioè suDario Franceschini- Espresso-Repubblica e l’Unità, che hanno imperniato la campagna elettorale esclusivamente su infamie da gossip estremo. Non vuole entrare troppo nel dettaglio? La capisco è per il ruolo istituzionale che ricopre. Tuttavia ci dimostri almeno il suo dissenso sul fatto che una povera ragazza appena maggiorenne è stata fatta a pezzi sui giornali ed è tuttora preda di una certa stampa che la sta usando, violentando soltanto per ottenere qualche voto in più.
Pensi, quella disgraziata potrebbe essere una delle sue nipoti.
Signor Presidente, non siamo in Iran o in Venezuela. Siamo in Italia e Lei è il Presidente di questa Italia alla frutta.
Abbia uno scatto d’orgoglio.
Dica qualcosa, Perdio!

Monday, May 04, 2009

Dopo tanto schifo...

Toh guarda, dopo palate di merda gettate sul Premier senza che potesse difendersi, finalmente si pubblicano anche le sue dichiarazioni.
Dal sito web de La STAMPA di oggi.

Berlusconi: "Con Veronica
è impossibile andare avanti"
Il premier: avevo tenuto insieme una situazione difficile per amore dei miei figli, ma ora non ne vedo più le condizioni

MARIO CALABRESI

Queste sono cose private, privatissime, che non dovrebbero finire sui giornali». Silvio Berlusconi è furioso, è l'una di domenica mattina ed è appena entrato in casa a Villa San Martino ad Arcore, la televisione è accesa ad alto volume e i telegiornali parlano della richiesta di divorzio avanzata da sua moglie Veronica Lario. Risponde al telefono ma il suo umore è cupo, fatica a nascondere il fastidio verso i quotidiani: «Avete dato tanto spazio ad una vicenda privata piena di falsità. Avete preso le parole della signora, le avete amplificate senza contraddittorio e a me neppure la possibilità di spiegarmi».

Ma la storia è vera, la signora Berlusconi si prepara a chiedere questa settimana la separazione dal marito e anche il presidente del Consiglio ammette di aver già mobilitato i suoi legali, questa volta nessuno dei due sembra più intenzionato a tentare di salvare il matrimonio. «Sono preoccupato e dispiaciuto - sottolinea Berlusconi -, avevo tenuto insieme una situazione difficile per amore dei figli, ma adesso è finita, non vedo più le condizioni per andare avanti. E' una storia che doveva rimanere in casa, non riesco a farmene una ragione che sia finita sui giornali». Soprattutto non riesce a farsi una ragione del fatto che la moglie e l'opinione pubblica abbiano potuto credere che volesse riempire le liste elettorali per le elezioni europee di «veline» e che si sia insinuato di suoi rapporti con una minorenne.

Parte a raccontare, per venti minuti parla senza quasi prendere fiato, e la sua rabbia gira tutta intorno alla vicenda di Noemi Letizia e della sua festa dei 18 anni a Casoria. La parola «minorenne», pronunciata dalla moglie, è quella che per Berlusconi rende impossibile qualunque riconciliazione: «Io frequenterei, come ha detto la signora, delle diciassettenni. E' una cosa che non posso sopportare. Io sono amico del padre: punto e basta. Lo giuro. La cosa mi sembrava talmente chiara e limpida che pensavo fosse impossibile che ci si potesse costruire sopra un tale castello di menzogne. Suo padre, che conoscevo da tempo, mi ha telefonato per chiedermi se lasciavo fuori Martusciello dalle liste per le Europee, io gli ho spiegato che avrei cercato di mettere sia l'ex questore Malvano sia Martusciello e che stavo arrivando a Napoli per dare una spinta ai contratti per i nuovi termovalorizzatori che sono frenati dalla burocrazia.

A quel punto lui mi ha interrotto e mi ha detto: "Stai venendo a Napoli? Io stasera festeggio il diciottesimo compleanno di Noemi, perché non vieni per un brindisi, lo facciamo in un locale che è poco distante dall'aeroporto. Ti prego vieni, sarebbe il più bel regalo della mia vita". Così ci sono andato e ho fatto foto con tutti: parenti, amici, cuochi, camerieri. Adesso ho chiesto che le si diffonda per dimostrare che non era una cosa nascosta e per intimi, ma una festa piena di gente e sotto gli occhi di tutti. C'era la polizia, il questore, se ci fosse stato sotto qualcosa di non chiaro o di poco pulito figuriamoci se ci sarei andato. Poi sono andato in albergo e ho fatto una passeggiata con il presidente del Napoli che quella sera aveva battuto l'Inter».

Al ricordo della sconfitta dell'Inter per un secondo ritrova il buon umore, ma poi ritorna al suo sfogo: «Questa storia della festa però è stata scritta in maniera distorta e allusiva e mia moglie è cascata nel tranello come un’ingenua. Ma non voglio dire nulla di male di lei, tutto quello che sta succedendo tra di noi fa parte di una vicenda privata e personale». Gli chiedo cosa prova di fronte alla fine del suo secondo matrimonio: «E' una cosa che mi addolora molto e che deve restare privata, non voglio aggiungere altre parole, non voglio causare dolore ai nostri figli». Resta un momento in silenzio, poi torna all'attacco: «La storia delle veline è un'altra macchinazione, una polemica costruita sul nulla che ci ha costretto a tirare fuori tre donne dalle liste».

Però anche all'interno del Popolo della Libertà si erano alzate voci contrarie a questa infornata di donne con una caratteristica comune: essere giovani e particolarmente appariscenti. «Tutti dicono che vogliono rinnovare la classe politica, fare spazio ai giovani e alle donne, poi se lo faccio io allora la cosa deve essere torbida. E se guardiamo alle donne che ho portato in politica troviamo persone come la Prestigiacomo, la Bertolini, la Carfagna, la Gelmini, che sono indiscutibilmente bravissime». E le tre messe nelle liste? «Una si chiama Licia Ronzulli, fa la manager in un ospedale di Milano, si occupa della gestione delle sale operatorie e fa anche attività di volontariato: due volte l'anno va in Bangladesh dove mettono in piedi delle strutture per operare bambini che hanno malformazioni.

Poi c'è Lara Comi che è stata capo del nostro movimento giovanile in Lombardia, è una ragazza bravissima e laureatissima. Lavora da quello dei giocattoli, da Preziosi, che anzi è dispiaciuto che gliela porto via. Non mi sembra proprio che siano "veline"». E Barbara Matera? «Me l'ha presentata Gianni Letta, dandomi le migliori garanzie. E' di una famiglia buonissima e secondo le accuse ha la colpa di aver fatto l'annunciatrice, come le "signorine buonasera di tanti anni fa", non ha mai sgambettato mezza nuda da nessuna parte, non è una "velina". Ma dove sono le veline? Dove le hanno viste?». Beh, quelle che avete tirato fuori dalle liste: «Sì, una ha lavorato cinque anni all'Onu e parla cinque lingue, la seconda era figlia di un tipografo di Avellino che ha sempre aiutato i nostri ed eravamo felici di darle un’occasione; la terza, Cristina Ravot, è una professoressa di musica e canta, è una che ha del talento ed era l'unica che avevamo per la Sardegna, era un candidato presentabile e mi dispiace proprio che alla fine sia rimasta fuori».

Provo a fargli un'altra domanda ma Berlusconi non riesce a smettere di parlare, la questione per un momento non è più privata ma diventa politica: «Io sono felice di candidare le donne, perché sono più serie: in Parlamento hanno il 98,8 per cento di presenze, al Parlamento europeo ci sono deputati che non vanno mai, che hanno meno del trenta per cento delle presenze. Nelle nostre liste ci sono fior di professori, manager e imprenditori, mentre nel Partito democratico il novanta per cento dei candidati sono funzionari di partito, molti ancora del vecchio Pci. La stessa cosa vale per le Europee: mettono in lista degli ottantenni, ma se li immagina che vanno avanti e indietro con Bruxelles e Strasburgo, dove non c'è neppure un volo di linea. E poi mi dicono che candido le veline e questo mi indigna».

Appena si è svegliato a Roma ha letto i giornali: «Sono andato fuori dai gangheri, indignato per la falsità delle veline e della minorenne, le insinuazioni su una mia frequentazione con una diciassettenne non si possono leggere. E poi come si può pensare che uno vada a casa di una famiglia se c'è qualcosa di sordido dietro, ma pensano che io sia pazzo?». E adesso cosa succederà? «Andrò per avvocati anch'io, ho già dato il mandato di prendere in mano la situazione. A dire la verità ci sarebbero persino gli estremi di una querela per diffamazione ma è meglio lasciar stare». E' preoccupato per i sondaggi e per le Europee? «No, i sondaggi non sembrano interessarsi di queste questioni private, sono preoccupato per i miei figli, per Barbara che aspetta un bambino, per quello che dovranno passare e per quello che hanno dovuto leggere e sentire in questi giorni. Era meglio tenerli fuori, fare una cosa pulita e silenziosa. Non riesco a farmene una ragione».

Sunday, May 03, 2009

Patetici. La Sinistra, che non accetta la volontà popolare, ancora una volta tenta di distruggere Silvio Berlusconi



Per quasi due decenni si è cercato di colpire e cancellare definitivamente il “fenomeno” Silvio Berlusconi. La sinistra antidemocratica ha aizzato i suoi giudici per imbastire dei processi che oltre a costare milioni di euro allo Stato e allo stesso Premier (ma lui i soldini ce li ha) non hanno avuto altro effetto che procurare a Berlusconi un aumento di popolarità e far capire alla gente comune l’intento cospiratorio e gli intrighi di quella parte rossa, ma anche oscura e subdola del nostro Paese.

Grazie a dio non viviamo in stati come il Venezuela, l’Iran o la Corea del Nord: la verità, pur schiacciata dalla soverchiante disinformazione, non si cancella.

Ma quella parte della Sinistra, avvezza a nasconderla e a distorcerla, non ha accettato questo fallimento e mal nasconde l’odio profondo verso Berlusconi e gli italiani-popolo bue, che gli dimostrano simpatia.

Perfino Valentino Parlato, un vecchio comunista che in questi ultimi tempi “sembrava” avesse riacquistato il lume della ragione, intervistato da Sky, come un novello Pol Pot ha pacatamente affermato che metà degli italiani avrebbero bisogno di essere rieducati (occhio: la saggezza, se arriva in tarda età – si sa – è soltanto il sintomo dell’immediato rimbambimento).

Ok, Valentino Parlato l’ha detto, ma quante altre migliaia di “compagni”, pur non esprimendolo chiaramente, ci manderebbero a “far vacanza di istruzione” in qualche bel isolotto italiano?

Tuttavia il bersaglio eccellente l’hanno ancora mancato. Proprio in questi ultimi tempi abbiamo osservato come i giornali e le emittenti televisive sinistre cercassero di colpire il premier rincorrendo le sue gaffes in giro per il mondo, purtroppo per loro tutto si è risolto nel classico buco nell’ acqua. Fior di pagine e di servizi televisivi dedicati al nulla.

Che disgrazia.

Credete che dopo fallimenti su fallimenti quella gente getti la spugna?

Ma certo che no:

che si saranno inventati questi prìncipi della disinformazione italiana?

Le veline e il premier; Veronica che accusa Silvio di avere tendenze PEDOFILE.

Il primo articolo che appare sul sito della Repubblica di oggi è dedicato alla richiesta di separazione di Veronica Lario e alle presunte giovanissime amanti di Berlusconi. In alto a sinistra si legge:"Non posso stare con un uomo che frequenta minorenni"

Sul sito dell’Unità, secondo articolo di apertura, troviamo: “Berlusconi è malato, frequenta minorenni”. Veronica: “Divorzierò”.

Pare impossibile che la signora Lario rilasci delle dichiarazioni di una gravità tale da provocare degli strascichi giudiziari...Oppure no?

Voilà: la nuova palata di fango della disinformazione è servita. Questa volta ha l’obiettivo di instillare nella mente della gente comune il dubbio atroce che chi li governa sia un malato pervertito.

Quella teppaglia ha compreso (tardi) che accusare il premier di disonestà morale, di stoltezza, di inutile gigioneria e di dongiovannismo non produceva gli effetti voluti e ha ben pensato di mirare più in alto. Chissà, magari ora si metterà in moto quella solita "giustizia " che abbiamo abbiamo avuto modo di conoscere bene dall'esordio in politica del Cavaliere. Ma le indagini potrebbero essere mirate non più verso i conti del premier, bensì verso le sue tendenze sessuali.

Ma se anche ciò si rivelasse inutile, cosa farà questa sfortunata oscura Sinistra per distruggere definitivamente Berlusconi?

Gli sparerà??