Saturday, June 20, 2009

Obama's disgraceful silence on Iran

Da Occidental Soapbox riporto la testimonianza video di Amir Fahkravar, scrittore, dissidente iraniano e Segretario Generale della Confederazione degli studenti iraniani a Washington.

E' una denuncia (poco velata) contro Obama che sembra appoggiare tiepidamente la protesta degli studenti a Teheran. Amir non dice che Moussavi sia migliore di Ahmadinejad anzi, ma rivendica l'importanza della contestazione che potrebbe portare ad un cambiamento e poi, passo dopo passo, ad un vero rinnovamento in Iran.
Una contestazione che avanza anche grazie a milioni di blogger iraniani e difatti Amir afferma che questa è la prima rivoluzione originata dal Web.
Amir dice che gli studenti chiedono l'aiuto dell'America che amano, al contrario dei loro governanti. E si aspettano un reale appoggio da Obama.
Concludendo, Amir scaglia una frecciatina anche a Michelle.
Questo filmato diventerà un classico.

Moussavi e Ahmadinejad, tra loro poche differenze, ma il cambiamento potrebbe essere epocale.


L'interessante articolo de "Il Foglio" riportato anche sul Blog di Esperimento non ha certamente contribuito ad "aprirmi gli occhi" riguardo a Moussavi, colui che in questi giorni viene visto da molti come "il riformatore che può guidare l'Iran oltre la retorica anti-occidentale di Ahmadinejead".
D'altra parte è anche lui, come Mahmoud, una creatura del "Santo"Khomeini che, dopo avere assunto il ruolo di guida suprema della rivoluzione islamica, è diventato la guida religiosa di milioni di sciiti.
Tra parentesi, per me e per molti altri "la guida", "il santo" è solo un mostro che ha deciso di lasciare questa terra con troppo ritardo (QUI troverete un piccolo ma significativo saggio su "gli ammaestramenti" sessuali dell'Ayatollah).
Moussavi, che comunque non riconosce Israele (è pur sempre una bestia islamica), sembra non considerare la Shoà un mito, ciò lo rende diverso da Ahmadinejad. E diversamente dall'attuale dittatore, ha promesso il suo sostegno per i diritti delle donne.
Per il resto, come ci spiega l'ottimo articolo della CNN "Would an Iran with Moussavi..." nulla cambia:
Moussauvi difese la presa degli ostaggi americani nel 1981 dichiarando che fu l'inizio della "seconda rivoluzione" e affermò che questo atto contribuì a risvegliare la vera identità islamica dell'Iran. nel 1988 annunciò che la sentenza di morte di Salman Rushdie sarebbe stata eseguita senza intoppi("toppando" clamorosamente), ma nel frattempo, dal momento in cui fu nominato primo ministro (nel 1980) al 1988, c'è quella lunga scia di morti di cui parla l'articolo de "Il Foglio".
Recentemente Moussavi ha difeso il programma nucleare iraniano, dichiarando che non lo avrebbe sospeso se fosse succeduto ad Ahmadinejad.
Insomma, "visto da fuori", non vi erano grosse differenze tra i due contendenti al governo dell'Iran, allora perché questa mobilitazione di massa? Perché tutti ritengono che Massouvi sia "il riformatore"?
Probabilmente la risposta della CNN è quella più prossima alla realtà: su 70 milioni di iraniani, più del 60% sono giovani di età inferiore ai 28 anni. Forse per loro la Rivoluzione del 1979 è soltanto una noiosa litania, i problemi più importanti sono gli incerti dell'economia, l'alto tasso di disoccupazione, la miseria.
Un cambio al vertice, magari potrebbe "dare una scossa" e cambiare l'attuale situazione economica. Ma attenzione, le "scosse" sono difficili da gestire, e la situazione del Paese potrebbe sfuggire di mano anche al "riformista": la "Terza Rivoluzione" potrebbe rivelarsi distante dalle sue aspettative.
Ed è proprio questo che molti di noi si augurano: che il cambiamento, nel caso avvenisse, sia più ben più profondo e radicale e possa contribuire ad una trasformazione modernista della società iraniana.
Vedremo.

Leggi anche il profilo di Mirhossein Moussavi dal sito del "National Council of Resistance of Iran"

Friday, June 19, 2009

Ahmadinejad, il consenso e Fotoshop.


Che tristezza, il giornale conservatore Kayhann utilizza Fotoshop per farci credere che ci fosse una folla enorme alla manifestazione di sostegno ad Ahmadinejad, organizzata dal regime iraniano martedì scorso.
Nei cerchi in rosso, come in un gioco di specchi, vi sono le immagini di persone che sono presenti anche in altre zone della piazza.
"L'imbeccata" giunge da Al Salibiyyah che con un link mi ha riportato all'articolo e all'immagine pubblicata dal giornale danese Berlinske che a sua volta fa riferimento al blog di un famoso fotografo persiano, Kheirkhah.

Questi risibili trucchi mi portano alla mente la manipolazione dei media compiuta dai palestinesi e da Hizbullah, ma anche le immagini chiaramente artefatte delle manifestazioni di consenso al dittatore comunista Ceasescu, poco prima della sua fine.
In Iran ci sarà lo stesso epilogo?
Me lo auguro. Ma l'importante è che l'adoratore di Maometto, Mr Barack Hussein Obama, non ci metta lo zampino.

Articolo riportato, con qualche inesattezza, anche da Snappedshot

Thursday, June 18, 2009

Chi vuole distruggere l'Italia?

Da " Il Giornale" di oggi, riporto la lettera di Deborah Bergamini, che condivido totalmente, in quanto credo sia ormai sotto gli occhi di tutti il tentativo di certuni di ribaltare il voto espresso dalla maggioranza degli italiani.

Chi sta tentando oggi di rovesciare il governo democraticamente eletto non si fa scrupolo di distruggere anche l'immagine dell'Italia all'estero: "muoia Sansone con tutti i filistei". Penso sia questo lo slogan dei moderni Kamikaze della politica.

Ieri si ricorreva ai magistrati per accusare Berlusconi di illeciti finanziari, oggi si ricorre al gossip e ad accuse infamanti, ma attenzione, se anche questo non portasse a nulla, dovremmo aspettarci che domani ricorrano alle bombe?

Il Cavaliere, moderno Catilina e le persecuzioni dei riformatori

Deborah Bergamini
Deborah Bergamini
Caro direttore, salvare Catilina, salvare la Repubblica. Roma, I secolo A. C.: Lucio Sergio Catilina è un patrizio romano, uomo coraggioso e di parola. In breve tempo percorre con inaspettato successo tutta la carriera politica, coltivando idee di giustizia sociale e libertà. Per tre volte tenta di raggiungere la carica di console, massima autorità repubblicana, spinto da un consenso popolare straordinario frutto di posizioni anticonformiste, progetti di riforma e profondo senso della Patria.

Per tre volte i poteri forti del tempo utilizzano tutti i mezzi, leciti ed illeciti, per combatterlo e sconfiggerlo. Nella Roma del 50 a.C. esisteva una norma molto lontana dall'attuale concezione del diritto, che alcune moderne marionette del giustizialismo italico vorrebbero applicare anche alla nostra democrazia: ai cittadini romani anche solo inquisiti veniva impedito l'accesso ad ogni carica pubblica. Ed è sulla base di questa norma che Lucio Sergio Catilina viene per due volte accusato di nefandezze a pochi giorni dalle elezioni, interdetto e poi assolto dopo il voto. Ma a chi vede in Catilina e nel suo partito un pericolo troppo grande per i propri interessi, l'esclusione anche solo temporanea del «rivoluzionario conservatore» non può bastare: occorre distruggerne il consenso per intero. Il compito viene affidato al più famoso e abile avvocato del tempo, Marco Tullio Cicerone, alla sua spregiudicatezza e alla sua straordinaria capacità di falsificare i fatti. Cicerone trasforma Catilina in un hostis, un nemico della Patria, servendosi dei più efficaci strumenti dell'epoca: dalle accuse basate su lettere anonime, ai brogli elettorali, ai discorsi retorici tesi a costruire l'immagine più degenerata del suo avversario, fino alle palesi violazioni della legge romana. Tra le accuse più infamanti, Cicerone imputa a Catilina di aver corrotto una giovane vestale, vergine e consacrata alla dea del focolare.

Ci spostiamo di oltre 2000 anni. Al famoso avvocato pensano di sostituirsi procure politicizzate e redazioni di giornali. Al posto delle orazioni di Cicerone, si ascoltano i teoremi mediatici e giudiziari, si assiste all'uso spesso indecente di foto, video e intercettazioni. La tentazione è sempre la stessa: demonizzare il «rivoluzionario conservatore» di oggi. Gli optimates di ieri che armarono le azioni di Cicerone erano i rappresentanti di una classe senatoriale gelosa custode di privilegi politici ed economici; gli optimates che violentano le regole di oggi sono potentati senza patria, politici mediocri e polverosi intellettuali. Il potere non accetta gli imprevisti e spesso i grandi riformatori, gli uomini in grado di cambiare la storia, si presentano all'appuntamento senza bussare. Questo li rende inaccettabili.

Ma la storia maledice il suo ritorno. Il suo tragico fugge davanti alla farsa in cui si trasforma. E così accade che oggi, per distruggere l'uomo che sta cambiando l'Italia, si è persino disposti a distruggere l'Italia stessa. Minando la fiducia nelle istituzioni che quell'uomo rappresenta, il valore di una democrazia fondata sul consenso popolare, l'immagine di una nazione all'estero e la percezione che il Paese ha di se stesso. Si è disposti a far precipitare la dignità nazionale dentro il buco di una serratura. Un'opera di demolizione che non dovrebbe giovare a nessuno. O forse sì. Quando l'avversario politico viene trasformato per forza in un nemico della patria, quando diviene normale distruggerne il nome, la famiglia, gli amici, i collaboratori, la vita stessa, quando trionfano coloro che accusano per mestiere, con illazioni e teoremi, dietro il velo di un'informazione che è spesso solo fango, allora il diritto scompare, le Repubbliche cadono, le libertà civili si spezzano e i Cesari, quelli veri, arrivano di lì a poco.

Nota Bene: non ho una particolare predilezione per Mr B, anzi devo ammettere che ha cominciato a starmi sui cosiddetti da quando frequenta alcuni tipi loschi che amerei sapere in prigione per tutto il tempo che rimane loro da vivere. Mi riferisco ovviamente all'eurasiatista Putin e alla bestia islamica Gheddafi. Comunque so per certo che finchè Berlusconi sarà al governo, l'Italia sarà libera e democratica. Ma se l'intento dei "golpisti" (?) andasse in porto, che potrebbe succedere?

Monday, June 15, 2009

Hamas - Al Fatah. Piccole ma sostanziali differenze.



Please don't watch this video if you are too sensitive and weak - Non guardate questo video se siete troppo sensibili.

Ho letto che un ragazzino di 13 o 15 anni (versioni diverse) è stato torturato dalla famiglia perché accusato di collaborazionismo con gli israeliani. Ciò è accaduto nella West Bank e pare che la polizia dell'autorità palestinese abbia già provveduto ad arrestare i responsabili: il padre, lo zio ed il cugino dello sfortunato ragazzo.
Chissà, probabilmente trascorreranno qualche mese in carcere. Ma se qualcosa è veramente cambiato da quelle parti, magari verranno rinchiusi per qualche anno. Vedremo.
Comunque già il fatto che uccidere un "collaborazionista" (di 13/15 anni?) sia considerato un reato ci indica che la West Bank NON è Gaza.
Gaza è amministrata da un manipolo di terroristi fondamentalisti che non hanno alcun scrupolo nel torturare i presunti collaborazionisti (se avete stomaco, guardate il video *1di introduzione al post). Hamas non ha alcuna pietà e ha massacrato i collaborazionisti anche quando questi erano feriti e ricoverati all'ospedale AL-Shifa, magari in quel frangente Hamas fu avvertita della presenza dei collaborazionisti dal grande amico, stalinista (nazional socialista) e attivista palestinese, il medico norvegese Mads Gilbert che (purtroppo) opera al Al-ShiFa.
Hamas, che ha alcuni uomini ben introdotti all' UNRWA, non si fa scrupolo di utilizzare le ambulanze e le scuole dell'ONU (ente veramente inutile e dannoso) per portare gli attacchi ai soldati israeliani. Non si fa scrupolo di costringere i bambini a morire sotto le bombe (leggi qui), soltanto per aumentare il numero degli innocenti uccisi dagli israeliani. Ed infine, le bestie di Hamas non si fanno scrupolo di esporre alla stampa internazionale, per giorni e giorni, i cadaveri di bimbi convenientemente truccati e sistemati in pose mistiche per accusare Israele di genocidio.
Hamas è il male e dovrebbe essere estirpato con ogni mezzo per il bene del popolo palestinese.
Purtroppo Hamas affascina quella parte marcia dell'Occidente composta da neo-nazisti, radicali marxisti e semplici coglioni, che hanno in comune l'odio verso Israele e la giustizia e hanno come mito un antisemitismo radicato.
Coglioni come questi che fingono di non conoscere chi siano quelli che hanno un reale interesse affinché la maggioranza del popolo palestinese rimanga nella sofferenza.


*1-Il video ci mostra dei miliziani di Hamas che metodicamente, con calma e crudeltà, spaccano le gambe di un presunto collaborazionista. Il filmato è stato girato da loro stessi, come propaganda e monito.
Invito chi mi legge, anche quei "coglioni" di cui parlavo poc'anzi, a visionare altre barbarie di Hamas (non torture): qui, quo, qua e que. Ma anche lì.

Infine, eccovi un fulgido esempio di ideologia nazista prestata alla "politica pacifista". Dal Blog di Vittorio Arrigoni, commento a questo Post:

"Morte ad Israele

Palestina libera

Bastardi ebrei spero che la risposta di Hamas e di Hitzbollah sia dolorosa e grondante sangue sionista, spero che vi facciano saltare tutti per aria, nelle vostre città e sui vostri autobus, che sventrino le vostre donne incinte e che facciano a pezzi i vostri giovani!!Nella speranza che facciano quello che i nazisti purtroppo non sono riuscita a fare: eliminarvi dalla faccia della Terra."

30/12/2008 19:03

"A letter to Mankind" di Ali Sina


Dal sito Faithfreedom.org riporto la lettera di Ali Sina all'umanità. La versione in italiano è anche qui.

Spero di cuore che l'anticristo, l'adoratore di Maometto, che malauguratamente siede alla Casa Bianca, abbia l'occasione di leggere questo messaggio, scritto da chi ha abbandonato l'Islam da molto tempo.


Dear Fellow human,
Today humanity is being challenged. Unthinkable atrocities take place on daily basis. There is an evil force at work that aims to destroy us. The agents of this evil respect nothing; not even the lives of children. Every day there are bombings, every day innocent people are targeted and murdered. It seems as if we are helpless. But we are not!

The ancient Chinese sage Sun Zi said, "Know your enemy and you won't be defeated". Do we know our enemy? If we don't, then we are doomed.

Terrorism is not an ideology, it is a tool; but the terrorists kill for an ideology. They call that ideology Islam.

The entire world, both Muslims and non-Muslims claim that the terrorists have hijacked "the religion of peace" and Islam does not condone violence.

Who is right? Do the terrorists understand Islam better, or do those who decry them? The answer to this question is the key to our victory, and failure to find that key will result in our loss and death will be upon us. The key is in the Quran and the history of Islam.

Those of us, who know Islam, know that the understanding of the terrorists of Islam is correct. They are doing nothing that their prophet did not do and did not encourage his followers to do. Murder, rape, assassination, beheading, massacre and sacrilege of the dead "to delight the hearts of the believers" were all practiced by Muhammad, were taught by him and were observed by Muslims throughout their history.

If truth has ever mattered, it matters most now! This is the time that we have to call a spade a spade. This is the time that we have to find the root of the problem and eradicate it. The root of Islamic terrorism is Islam. The proof of that is the Quran.

We are a group of ex-Muslims who have seen the face of the evil and have risen to warn the world. No matter how painful the truth may be, only truth can set us free. Why this much denial? Why so much obstinacy? How many more innocent lives should be lost before YOU open your eyes?

We urge the Muslims to leave Islam. Stop with excuses, justifications and rationalizations. Stop dividing mankind into "us" vs. "them" and Muslims vs. Kafirs. We are One people, One mankind! Muhammad was not a messenger of God. It is time that we end this insanity and face the truth. The terrorists take their moral support and the validation for their actions from you. Your very adherence to their cult of death is a nod of approval for their crimes against humanity.

We also urge the non-Muslims to stop being politically correct lest they hurt the sensitivities of the Muslims. To hell with their sensitivities! Let us save their lives, and the lives of millions of innocent people that could become their victims.

Millions, if not billions of lives will be lost if we do nothing. Time is running out! "All it takes for evil to triumph is for good people to do nothing." Do something! Send this message to everyone in your address book and ask them to do the same. Defeat Islam and stop terrorism. This is your world, save it.

The ex-Muslim Movement

Iraq: "Gruppi di miliziani" torturano e uccidono sadisticamente gli omosessuali

Da Jihadwatch:

Anche "bloccando l'ano con la colla." 'Uccidono la gente come noi', dice un gay Iraqeno.
Fonte: articolo di Cheryll Simpson per l'NBC, 4 Maggio:

BAGHDAD - La violenza generalizzata sta calando a Baghdad, tranne che per un gruppo di minoranza.

La popolazione gay dell'Iraq è bersagliata da gruppi di miliziani in ondate di omicidi che hanno finora costato la vita di fino a 25 giovani uomini e ragazzi nello scorso mese.

"Sanno che sono gay. Non so se verrò ucciso, solo Dio lo sa", dice Moyad, un 38enne di Baghdad che preferisce non fornire il suo cognome per timore per la sua incolumità.

Visibilmente spaventato, dice che ha molti amici che sono stati torturati con sadismo, alcuni anche uccisi. "Gli chiudono l'ano con della colla; alcuni ospedali si rifiutano di curarli. E' forse una guerra condotta contro gli omosessuali?" si chiede...


Si, è così. Muhammad ha detto, "Se trovate qualcuno compiere quello che fa la gente di Lot [atti omosessuali], uccidete colui che lo compie, e colui su cui è compiuto." (Sunan Abu-Dawud, Libro 38 No. 4447)

Sunday, June 07, 2009

Egyptian lawyer: Rape Israeli women for the "resistance"



Nagla Al-Imam, a female Egyptian lawyer, recently expressed on Al-Arabiya TV to the idea that one recommended form of "resistance" for Arabs to conduct against Israel are sexual attacks:

"Most Arab countries," she explained. "With the exception of three or four Arab countries, which I don’t think allow Israeli women to enter anyway, most Arab countries do not have sexual harassment laws. Therefore, if [Arab women] are fair game for Arab men, there is nothing wrong with Israeli women being fair game as well."

It is clear from her remarks that "harassment" is not confined to leering comments about her attire at the water cooler or catcalls next to the construction site. When it comes to "sexual harassment," she opined, "the [Israeli women] do not have any right to respond. The resistance fighters would not initiate such a thing, because their moral values are much loftier than that. However if such a thing did happen to them, the [Israeli women] have no right to make any demands, because this would put us on equal terms –- leave the land so we won't rape you. These two things are equal."

Noi occidentali che abbiamo in comune con questa gente, Mr Obama?
da Israelinsider

Friday, June 05, 2009

Obama as ALICE IN WORDERLAND


Diciamolo, a Fosca non è piaciuto proprio il discorso dell'anticr... cioè di Obama al Cairo, perché sembra soltanto il prodotto di un leccaculismo estremo, tipico di un adoratore dell'Islam. A Barrack Hussein è stato probabilmente dettato in sogno dai suoi avi maomettani, comunque di certo non sembra scritto da chi dovrebbe guidare l'America, cioè l'Occidente .
Fosca si permette di commentare qualche passaggio .


"We meet at a time of tension between the United States and Muslims around the world – tension rooted in historical forces that go beyond any current policy debate. The relationship between Islam and the West includes centuries of co-existence and cooperation, but also conflict and religious wars. More recently, tension has been fed by colonialism that denied rights and opportunities to many Muslims...."

Ecco che puntualmente ritorna il colonialismo dei cattivissimi uomini bianchi e cristiani. Sfortunatamente Barack Hussein nulla dice a riguardo del colonialismo dell'impero ottomano, che fu certamente più esteso nel tempo e nello spazio di quello europeo.


The attacks of September 11th, 2001 and the continued efforts of these extremists to engage in violence against civilians has led some in my country to view Islam as inevitably hostile not only to America and Western countries, but also to human rights.

Diavolo, erano indispensabili gli attacchi del 2001 per rendersi conto che islam e diritti umani non vanno d'accordo? A questo proposito, già che siamo in argomento, vorrei ricordare che nella Carta Araba dei Diritti Umani (versione ratificata nel 2008) il Sionismo è posto allo stesso piano del razzismo e "deve essere eliminato", ciò non mi va proprio a genio anche perché credo di essere un sincero estimatore del sionismo, mentre sicuramente non sono un razzista.
Per quanto riguarda l'eguaglianza tra i sessi la Carta spiega: “L'uomo e la donna sono uguali sul piano della dignità umana, dei diritti e dei doveri nel quadro della discriminazione positiva istituita a profitto della donna dalla Sharia islamica e le altre leggi divine e le legislazioni e gli strumenti internazionali”
Mah, chissà cosa avranno voluto dire...


Vi sono altre belle perle all'interno della Carta Araba dei Diritti Umani, è un peccato non leggerla. Ma attenzione, quella che trovate comunemente sul web in italiano è la versione priva di capoversi. La versione originale è questa.


...and one based upon the truth that America and Islam are not exclusive, and need not be in competition. Instead, they overlap, and share common principles – principles of justice and progress; tolerance and the dignity of all human beings.

Rasentiamo il ridicolo. Qui Barack Hussein si è superato. Non intendo commentare oltre.


There must be a sustained effort to listen to each other; to learn from each other; to respect one another; and to seek common ground.

L'Islam che ascolta l'Occidente? E noi cosa potremmo imparare dagli islamici? Come si trattano le donne? Come si amministra la giustizia? Ma va, va...


As a student of history, I also know civilization's debt to Islam. (...)paving the way for Europe's Renaissance and Enlightenment. It was innovation in Muslim communities that developed the order of algebra; our magnetic compass and tools of navigation; our mastery of pens and printing; our understanding of how disease spreads and how it can be healed.

Questa è bella. Forse per fare una bella impressione Barack Hussein si è messo a studiare la storia su dei Bignami islamici? Affermare che i musulmani hanno spianato la strada al Rinascimento e udite udite all'Illuminismo, mi pare una madornale bestemmia. Poi ammettiamo pure che i musulmani ci abbiano trasmesso l'algebra che a parte il nome arabo, è un insieme di studi matematici indiani elaborati durante il VII e l'VIII secolo, o la bussola, che inventata dai cinesi nel 2000 ac, ci giunse attraverso i musulmani e in Occidente fu perfezionata (si dice per merito dei navigatori amalfitani). Per quanto riguarda la medicina, certamente i musulmani non furono degli innovatori ma si limitarono a tradurre e a mettere in pratica antichi testi greci (Galeno& Co). Così come tradussero, forse senza comprenderli a fondo, gli studi filosofici di Platone, Talete ecc. ecc. Diavolo ebbero anche loro alcuni (pochi) filosofi, tra i quali il sommo Averroè che venne perseguitato perchè nel suo trattato "L'Incoerenza dell'Incoerenza" (Destructio Destructionis) sosteneva che la verità poteva essere raggiunta anche attraverso la filosofia, non soltanto attraverso l'Islam. E difatti Averroè sembra proprio l'ultimo brillante faro musulmano, prima di secoli di oscurantismo
Ma i musulmani non hanno avuto un Boccaccio, un Dante Alighieri, un Leonardo da Vinci, un Newton, un Locke, un Diderot, un Voltaire, un Kant, un Nietzsche, un Hegel, un Balzac, un Goguin, un Baudelaire, un Kafka ecc. ecc. ecc.
Ok, mi pare di fare il verso a Oriana Fallaci che scrisse queste stesse cose (ovviamente 'ssai meglio) nel suo "La Rabbia e l'Orgoglio". Ma la verità è questa, e non ce n'è un'altra.
Con ciò non si intende affermare che le popolazioni musulmane "so'de coccio", ma soltanto che non hanno avuto la possibilità/libertà di evolversi. Al centro di tutto l'Islam ha Dio e Dio non si può discutere. La nostra civiltà, anche grazie alle solide radici nella cultura dell'antica Grecia, pone al centro del cosmo l'uomo. E la differenza è palpabile.
Sebbene per secoli la Chiesa abbia scomunicato, processato, massacrato, non è riuscita ad arrestare quel processo rivoluzionario che è nei geni dell'uomo occidentale e che ha reso l'Occidente moderno, cioè quello che è oggi: la patria delle libertà e dell'individuo che sceglie autonomamente come condurre la propria esistenza.

Eppoi ve lo immaginate un Secolo dei Lumi islamico*? Ma andiamo!



...And throughout history, Islam has demonstrated through words and deeds the possibilities of religious tolerance and racial equality.

Mi chiedo se sia utile commentare questa "chicca" dell'aspirante maomettano della Casa Bianca
.


...Much has been made of the fact that an African-American with the name Barack Hussein Obama could be elected President.

Ma daì?



....That is why the U.S. government has gone to court to protect the right of women and girls to wear the hijab, and to punish those who would deny it.

E il diritto delle donne di essere uguali all'uomo, senza "discriminazioni positive"???



The Holy Koran teaches that whoever kills an innocent, it is as if he has killed all mankind; and whoever saves a person, it is as if he has saved all mankind. (...)


Si dice che l'unica attività congeniale all'Islam sia l'arte della guerra. Chi ha visto combattere dei mujaideen, magari in Bosnia, potrebbe obiettare che quella gente è imbibita di coraggio/incoscienza/fanatismo, ma condurre una battaglia è altra cosa. Tuttavia è indubbio che da 1430 anni, da Maometto in poi, l'Islam è stato in guerra senza soluzione di continuità. Ora il Barack ci viene a raccontare i buoni, pacifici precetti etici del corano.
Ma va là.

Barack non si chiede se l'Islam consideri innocenti gli infedeli, gli ebrei, gli omosessuali, le adultere, gli apostati?



Islam is not part of the problem in combating violent extremism – it is an important part of promoting peace.


Invece Fosca, che è un malvagio, un sadico e (Dio lo salvi) un "political incorrect", crede che sia l'Islam parte del problema dell'estremismo violento.



On the other hand, it is also undeniable that the Palestinian people – Muslims and Christians – have suffered in pursuit of a homeland. For more than sixty years they have endured the pain of dislocation. Many wait in refugee camps in the West Bank, Gaza, and neighboring lands for a life of peace and security that they have never been able to lead. They endure the daily humiliations – large and small – that come with occupation. So let there be no doubt: the situation for the Palestinian people is intolerable.


Parliamo di Medio Oriente?
Nessun accenno al fatto che prima della guerra del 1948 gli stati islamici convinsero gli arabi palestinesi a lasciare le loro terre per annientare in sicurezza l'entità ebraica; nessun accenno alla guerra senza regole condotta dai leader palestinesi, dal gran nazista Amin Al Husseini al suo parente Arafat, contro lo stato ebraico; nessun accenno alle violenze, ai massacri, ai pogrom subiti dagli ebrei nei territori arabi; nessun accenno al fatto che la popolazione di Gaza è ostaggio di una banda di terroristi.



Palestinians must abandon violence. Resistance through violence and killing is wrong and does not succeed. For centuries, black people in America suffered the lash of the whip as slaves and the humiliation of segregation. But it was not violence that won full and equal rights. It was a peaceful and determined insistence upon the ideals at the center of America's founding. This same story can be told by people from South Africa to South Asia; from Eastern Europe to Indonesia.

Questo è un passaggio chiave. Quest'uomo è così in adorazione di ciò che non è l'Occidente, che mette sullo stesso piano gli schiavi neri e i palestinesi. Dunque avvalora l'ipotesi dello stato ebraico usurpatore e malvagio, a cui si deve rispondere con la non-violenza. I terroristi palestinesi dovrebbero trasformarsi in tanti novelli Gandhi e l'oscuro impero israeliano imploderebbe. Questa volta lo scrivo: Barack, vaffanculo!



Hamas must put an end to violence, recognize past agreements, and recognize Israel's right to exist.

Ah bè, certo se adesso l'ha detto Barack Hussein, allora siamo in una botte di ferro.



Israel must also live up to its obligations to ensure that Palestinians can live, and work, and develop their society. And just as it devastates Palestinian families, the continuing humanitarian crisis in Gaza does not serve Israel's security; neither does the continuing lack of opportunity in the West Bank. Progress in the daily lives of the Palestinian people must be part of a road to peace, and Israel must take concrete steps to enable such progress.


L'aspirante musulmano, che ha buone speranze di diventare imam ad honorem, dimentica che ad esempio il Muro di separazione costruito da Israele in Cisgiordania è antieconomico perchè limita il passaggio dei lavoranti palestinesi dunque è un danno sia per i palestinesi onesti che vorrebbero guadagnare qualcosa in Israele, sia per lo stato ebraico a cui viene a mancare la forza lavoro indispensabile per aumentare la sua ricchezza. Ma che ci dobbiamo fa'? Purtroppo il Muro è necessario, in quanto ha praticamente azzerato gli attacchi dei terroristi. Altro esempio: il territorio di Gaza, abbandonato dall'ormai rimbambito Sharon nel 2005, è ora in" crisi umanitaria", perché governato da un manipolo di sadici fondamentalisti, ma loro non sono "in crisi", poiché c'è sempre qualche stato islamico, o occidentale, che provvede a finanziarli. Dunque Barack Hussein dovrebbe rendersi conto che Israele potrebbe contribuire allo sviluppo della società palestinese solamente annientando quei gruppi che hanno vantaggio nel mantenere arretrato e povero il proprio popolo.



The fourth issue that I will address is democracy. I know there has been controversy about the promotion of democracy in recent years and much of this controversy is connected to the war in Iraq. So let me be clear: no system of government can or should be imposed upon one nation by any other.

Ecco qui devo dargli ragione. In effetti l'unica pecca di Bush è stata quella sua malsana
idea di "esportare la democrazia". Come si può soltanto parlare di democrazia a chi non la può intendere? Gli afghani ad esempio intendono le bombe, cioè comprendono benissimo il perché li abbiamo bombardati. Ma se se noi dichiariamo che con le bombe portiamo anche la democrazia e allora apriti cielo! E' come prenderli per il culo.


The fifth issue that we must address together is religious freedom. Islam has a proud tradition of tolerance. We see it in the history of Andalusia and Cordoba during the Inquisition. I saw it firsthand as a child in Indonesia, where devout Christians worshiped freely in an overwhelmingly Muslim country. That is the spirit we need today.

Se non fosse tragico, Fosca si sbellicherebbe dalle risate. Ma da quando era bambino a oggi Obama dov'è vissuto, a Paperopoli? Dai tempi dell'Andalusia sono passati dei secoli. Nessuno lo ha informato che oggi nei paesi islamici, perfino in quelli moderati come l'
Algeria vi sono continue persecuzioni di cristiani, di convertiti al cristianesimo, di apostati e di "eretici" (ad esempio i bahà'i dell' Iran)? E i quasi 14.000 morti tra musulmani e cristiani in Indonesia, lui che c'è stato da piccolo, dove li mette?
Ma dove l'hanno preso questo presidente, alla Upim?


Likewise, it is important for Western countries to avoid impeding Muslim citizens from practicing religion as they see fit – for instance, by dictating what clothes a Muslim woman should wear. We cannot disguise hostility towards any religion behind the pretence of liberalism.

Posso scrivere che questo adoratore di Maometto mi sta sinceramente sulle palle???



The sixth issue that I want to address is women's rights
. I know there is debate about this issue. I reject the view of some in the West that a woman who chooses to cover her hair is somehow less equal, (...) Now let me be clear: issues of women's equality are by no means simply an issue for Islam. In Turkey, Pakistan, Bangladesh and Indonesia, we have seen Muslim-majority countries elect a woman to lead.

Ma gran figlio di Allah a che serve parlare dei diritti delle donne se tu sei convinto che la questione dell'eguaglianza dei sessi non riguardi per nessun motivo l'Islam?



Meanwhile, the struggle for women's equality continues in many aspects of American life, and in countries around the world.

Ah ho capito. Per te non riguarda l'Islam, ma è un problema dell'Occidente. Che dire, complimentoni!



In ancient times and in our times, Muslim communities have been at the forefront of innovation and education.

Non se ne esce.


All of us share this world for but a brief moment in time. The question is whether we spend that time focused on what pushes us apart, or whether we commit ourselves to an effort – a sustained effort – to find common ground, to focus on the future we seek for our children, and to respect the dignity of all human beings.


Povera stella, qua non mi sento di strapazzarlo in fondo dice cose giuste, scontate ma giuste.


It is easier to start wars than to end them. It is easier to blame others than to look inward; to see what is different about someone than to find the things we share. But we should choose the right path, not just the easy path. There is also one rule that lies at the heart of every religion – that we do unto others as we would have them do unto us. This truth transcends nations and peoples – a belief that isn't new; that isn't black or white or brown; that isn't Christian, or Muslim or Jew. It's a belief that pulsed in the cradle of civilization, and that still beats in the heart of billions. It's a faith in other people, and it's what brought me here today.


Anche queste sono parole scontate ma sagge. Il fatto è che l'interlocutore a cui Obama si rivolge difficilmente arriverà a comprenderle.

Alice nel Paese delle Meraviglie è un fantastico racconto, Obama, innamorato dell'Islam, non è Alice, ma per molti versi gli assomiglia. La realtà è diversa. Viviamo in un mondo differente da quello in parte descritto nello "storico" discorso de Il Cairo e spero per il bene del mondo che il Presidente del Paese che una volta era la guida dell'Occidente se ne renda conto. Prima che sia troppo tardi.

* L'Islam dei Lumi proposto da T.Ramadan

Tuesday, June 02, 2009

Il Presidente Inutile


Con scarso entusiasmo ho ascoltato il discorso del Presidente Napolitano.
Ammettiamolo, certamente ha espresso delle belle parole di conforto alla popolazione terremotata dell’Abruzzo; belle parole sull’Italia che si è trovata unita per ricordare le vittime del terrorismo, gli eroici magistrati antimafia, il 25 aprile.
Poi ha parlato del Paese e qui mi son fatto più attento, ha detto che il Paese ha bisogno di maggiore coesione per confrontarsi con le crisi e le tensioni che scuotono il mondo e che invece aspre sono le contrapposizioni politiche e istituzionali specialmente in questo periodo di campagna elettorale.
E poi? Più nulla.
Il vuoto.
Ma Presidente, ci dica ancora qualcosa. Magari cosa pensa del gruppo degli sciacalli, cioè suDario Franceschini- Espresso-Repubblica e l’Unità, che hanno imperniato la campagna elettorale esclusivamente su infamie da gossip estremo. Non vuole entrare troppo nel dettaglio? La capisco è per il ruolo istituzionale che ricopre. Tuttavia ci dimostri almeno il suo dissenso sul fatto che una povera ragazza appena maggiorenne è stata fatta a pezzi sui giornali ed è tuttora preda di una certa stampa che la sta usando, violentando soltanto per ottenere qualche voto in più.
Pensi, quella disgraziata potrebbe essere una delle sue nipoti.
Signor Presidente, non siamo in Iran o in Venezuela. Siamo in Italia e Lei è il Presidente di questa Italia alla frutta.
Abbia uno scatto d’orgoglio.
Dica qualcosa, Perdio!

Sunday, May 31, 2009

Antisemitismo in Europa. Francia, il caso Ilan Halimi


Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 29/05/2009, a pag. 3, l'articolo di Giulio Meotti dal titolo " 'Se questo è un ebreo'. Il caso del Daniel Pearl francese " su Ilan Halimi, ragazzo francese torturato fino alla morte perché ebreo da un gruppo di fondamentalisti islamici.

Roma. “Se questo è un ebreo”, recita il titolo del bellissimo pamphlet di Adrien Barrot. La Francia ha scoperto il sorriso contagioso di Ilan Halimi soltanto dopo la sua morte. Un sorriso che nulla sembra dire di quell’odio e di quella ferocia durata tre settimane nelle mani di una gang di islamisti delle banlieue parigine. “Giovani per i quali gli ebrei sono inevitabilmente ricchi”, ha detto Ruth Halimi degli assassini di suo figlio. La madre di Ilan ha pubblicato il diario di quei “24 giorni” (Seuil edizioni). Ieri Ruth è andata in tribunale a guardare la gang musulmana, in un processo che genera angoscia e scandalo in Francia per come il caso è stato trattato fin dall’inizio, da quel tragico febbraio di tre anni fa. Giustifica“Quando li osservo, non vedo odio, ma una tristezza immensa”, dice il padre, Didier Halimi. Ruth ripete che l’uccisione di suo figlio è “senza precedenti dalla Shoah”. Youssouf Fofana, il capo “dei barbari”, è entrato in aula con il sorriso, ha alzato un pugno verso l’alto e gridato: “Allah vincerà”. Testa rasata e maglietta bianca, Fofana alla domanda sulla sua data di nascita ha risposto: “Il 13 febbraio 2006 a Sainte-Geneviève des- Bois”. E’ il giorno in cui il corpo di Ilan è stato trovato, nudo e straziato. Quando gli viene chiesto il nome, Fofana risponde: “Africana barbara armata rivolta salafista”. La Francia non ha ancora fatto i conti con questo feroce antisemitismo islamico, che germina all’interno delle sue folte comunità musulmane. Sei anni fa, Sebastien Selam, un dj di Parigi di 23 anni, uscito dall’appartamento dei genitori per andare al lavoro, venne aggredito nel garage del parcheggio dal vicino musulmano Adel, che gli ha tagliato la gola due volte, quasi decapitandolo, gli ha squarciato il volto e gli ha cavato gli occhi. Adel è corso sulle scale del condominio, grondando sangue e urlando: “Ho ucciso il mio ebreo. Andrò in paradiso”. Nella stessa città, in quella stessa sera, un’altra donna ebrea veniva assassinata, in presenza della figlia, da un altro musulmano. Erano i prodromi di una “tendenza” e i mezzi di comunicazione amano le tendenze. Eppure, nessuna delle principali testate francesi riportò il fatto. Lo zio di Ilan racconta che durante le telefonate per il riscatto alla famiglia venivano fatte sentire le urla del ragazzo ebreo bruciato sulla pelle, mentre “i suoi torturatori leggevano ad alta voce versi del Corano”. I rapitori pensavano che tutti gli ebrei fossero ricchi e che la famiglia di Halimi avrebbe pagato il riscatto. Non sapevano che la madre era una centralinista. E che Ilan, per campare alla meglio, lavorava in un negozio di telefoni cellulari. Fu trovato agonizzante, il corpo bruciato all’ottanta per cento, vicino alla stazione di Saint-Geneviève- des-Bois. Seminudo, con ferite e bruciature di sigarette ovunque sulla carne viva e in tutto il corpo, Ilan è morto nell’ambulanza verso l’ospedale. Ruth nel suo libro denuncia che, per non urtare la sensibilità della comunità musulmana delle periferie, il caso venne fin dall’inizio tenuto su un registro basso, la polizia negava l’intento religioso del sequestro e l’identità islamica di tutti i rapitori; la stessa polizia che chiese alla famiglia di non farsi pubblicità e che fece poco, molto poco, per scardinare la rete di famiglie che proteggeva la gang. Decine di persone sapevano delle torture inflitte per tre settimane a quel ragazzo ebreo che sognava di vivere in Israele. Nidra Poller sul Wall Street Journal scrive che “ciò che più disturba in questa storia è il coinvolgimento di parenti e vicini, al di là del circolo della gang, a cui fu detto dell’ostaggio ebreo e che si precipitarono a partecipare alla tortura”. Divenne tutto più chiaro quando l’allora ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy annunciò che a casa del rapitore erano stati trovati scritti di Hamas e del Palestinian Charity Committee. Intanto la magistratura francese ha ritirato le copie del magazine “Choc” che ha appena pubblicato la fotografia di Halimi in ostaggio, giudicandola “offensiva”. Si vede Ilan imbavagliato, con una pistola alle tempie e una copia di un giornale. La stessa, identica posa d’una famigerata fotografia di sette anni fa con Daniel Pearl, il corrispondente ebreo del Wall Street Journal decapitato da al Qaida in Pakistan. Il New York Times scrive che “in due settimane e mezzo di processo poco è filtrato sul procedimento”. Si svolge a porte chiuse. Quel che è emerso è senz’altro il tentativo del governo francese di occultare l’odio islamico contro gli ebrei come movente della esecuzione di Halimi. Si è parlato poi della stanza in cui venne tenuto Halimi come di un “campo di concentramento fatto in casa”. Il reporter francese Guy Millière scrive che “le grida venivano sentite dai vicini perché erano particolarmente atroci: gli assassini sfregiarono la carne del giovane uomo, gli spezzarono le dita, lo bruciarono con l’acido e alla fine gli hanno dato fuoco con del liquido infiammabile”. La madre di Ilan aggiunge che durante una delle telefonate alla famiglia i sequestratori trasmisero un nastro: “Sono Ilan, Ilan Halimi. Sono figlio di Didier Halimi e di Ruth Halimi. Sono ebreo. E sono tenuto in ostaggio”. “Come si fa a non pensare a Daniel Pearl?”, domanda Ruth. Gli ultimi giorni di Ilan Adrien Barrot, filosofo all’Università di Parigi, ha scritto per le edizioni Michalon uno straordinario libro sul significato dell’uccisione di Halimi. “Non è stato facile fare il verso a Primo Levi”, dice al Foglio a proposito del titolo del suo saggio, “Se questo è un ebreo”. “Si fatica oggi a capire la crescita enorme dell’antisemitismo in Francia dopo l’11 settembre. Io stesso sono di sinistra e per molto tempo faticavo a realizzare questo antisemitismo nuovo che si nutre della cultura antirazzista. Non possiamo criticare gli immigrati musulmani, così finiamo per accusare di razzismo gli stessi ebrei. Dicono che c’è antisemitismo, ma che la colpa è soltanto del sionismo. Lo sentiamo ripetere ogni giorno. L’affaire Halimi significa che il tabù è caduto e l’antisemitismo si sta diffondendo ovunque in Francia”. Barrot critica la visione pedagogica dell’antisemitismo. “E’ troppo astratta, fondata su un’immagine stereotipata. Siamo resi incapaci di identificare ciò che il crimine ‘dei barbari’ ci mette sotto gli occhi, la cellula germinativa dell’orrore che la nostra ‘memoria’ non cessa ritualmente di esorcizzare. Ilan non portava un lungo caffettano nero, un cappello di feltro, le frange rituali, non portava neppure la kippà. Ilan Halimi portava soltanto il suo nome e fu sufficiente a fare di lui una preda. E’ allora che ho compreso che ormai era ridiventato difficile essere ebreo in questo paese”. La retorica pseudoeducativa sull’antisemitismo è incapace di penetrare l’odio che l’islamismo predica contro gli ebrei. “La memoria dell’antisemitismo è evocata per impedire, proibire, riconoscere la realtà attuale, di chiamare le cose con il loro nome. Eccesso, abuso, dittatura della memoria? Memoria inutile? Memoria vuota piuttosto, che ha immesso nella coscienza pubblica soltanto una nozione completamente astratta. Come se i soli buoni ebrei, gli ebrei degni di essere difesi, fossero gli ebrei morti, trasportati in una sfera astratta e pura, non contaminata da tutto ciò che, nella vita, li espone all’odio. C’è una relazione sinistra tra la morte atroce di Ilan Halimi e l’assenza di mobilitazione massiccia che l’ha seguita. La nostra vigilanza veglia sugli ebrei morti ed espone i vivi alla violenza”. Al processo, i carcerieri di Ilan hanno raccontato che la prima settimana del sequestro Halimi l’ha trascorsa in un appartamento prestato ai rapitori da un concierge. Youssouf Fofana ha pensato a decorarlo di tele “con motivi arancione per coprire i muri”. Ammanettato, con addosso soltanto una vestaglia comprata all’Auchan, alimentato con proteine liquide attraverso una cannuccia, Ilan passò così molti giorni. Per entrare nell’appartamento ci voleva un codice: bussare due volte e poi ancora una. Poi Fofana si è caricato Ilan in spalla e l’ha portato nella caldaia: “Pisciava in una bottiglia e faceva la cacca in una busta di plastica”, racconta uno dei carcerieri, Yahia. Le botte sono iniziate dopo che è fallito il primo tentativo di riscatto. Ma gli episodi più significativi sono avvenuti quando si è trattato di scattare le foto destinate a spaventare la famiglia della vittima, compresa la simulazione di una sodomia con il manico della scopa e uno sfregio alla faccia fatto con il coltello di un imputato, Samir Ait Abdelmalek. Il giorno in cui venne giustiziato, racconta Fabrice, “gli ho tagliato i capelli, Zigo e Nabil (altri due carcerieri, ndr) hanno detto che non erano abbastanza corti e l’hanno rasato con un rasoio a due lame”. Gli hanno tagliato anche i peli del corpo. Per non lasciare alcuna traccia nel covo. Ilan venne asciugato e avvolto in un telo viola, comprato al supermercato all’angolo. Fofana è arrivato nel profondo della notte. Quando Ilan è riuscito a guardarlo in faccia, l’islamista lo ha colpito con un coltello alla gola, alla carotide, poi un altro affondo. Poi gli ha dato un taglio alla base del collo, e al fianco. E’ tornato con una tanica di benzina, gli ha versato il combustibile e gli ha dato fuoco. Finiva così la vita di un ragazzo di 23 anni nel primo paese nella storia ad aver dato agli ebrei diritti civili. Ieri, in tribunale, Ruth ripeteva: “Chiedo ogni giorno a mio figlio di perdonarmi”.
da Liberali per Israele


Leggendo questa storia comprendiamo che nel 2006 le autorità cercarono di negare fino all’ultimo il movente razzista. Forse perché si temeva di provocare ancora una volta ciò che era comunque inevitabile e che sarebbe accaduto alcuni mesi più tardi, quando il sentimento di rivolta delle banlieues, alimentato dalle proteste irresponsabili della sinistra antidemocratica/antisarkozy, portò allo stesso clima di guerra civile che si era vissuto nel 2005, in quei giorni che sconvolsero la Francia.


Isra Pundit nel 2006 scrisse che le autorità ed i media avevano sorvolato su dei dettagli significativi: ad esempio che Ilan era ebreo, che erano ebrei anche i primi quattro target mancati dalla banda dei Barbarian ed infine che i suoi assassini sono musulmani.

The Guardian, riprendendo un articolo di Libération, affermò che i torturatori erano “jobless youths”, insomma, tradotto e commentato, dei poveri ragazzi senza arte nè parte, dei reietti della società (che è colpevole della loro condizione).

Dobbiamo ammettere che in questi ultimi mesi i media, anche Libération, hanno riconosciuto in parte il loro errore. Forse di ciò dobbiamo ringraziare la Bestia Fofana che già nelle prime udienze ha espresso chiaramente il suo sentimento contro gli ebrei. Anche troppo forse. Infatti ha ricusato uno dei suoi importanti legali perché sospettato di avere delle supposte ascendenze ebraiche.
Un atto a dir poco avventato. Difatti l’avvocato è nientepopodimeno che Madame Isabelle Coutant Peyre, moglie dello Sciacallo (Carlos). Colei che ha preso la difesa di Saddam Husseini e di neo-nazisti come Gaurady.
La signora che, dopo le minacce di Fofana alla corte e agli avvocati dell’accusa, si è affrettata a dichiarare alla stampa che il suo assistito è stato vittima di “una campagna di marketing politico e religioso” e che “non è il diavolo, perché se lo fosse, loro (la difesa) sarebbero gli avvocati del diavolo”

Continua a dare adito a polemiche la decisione della Corte di tenere il processo a porte chiuse e per ottenere ciò si è addotto il fatto che fra i 30 imputati, due erano minorenni al tempo dell’assassinio.
Contro questa decisione si erano opposti i legali della famiglia di Ilan, ma inutilmente. Io mi chiedo: se la vittima fosse stata musulmana ed il suo persecutore un ebreo o comunque un francese "doc" la Corte avrebbe agito allo stesso modo?

Credo che si sia intenzionalmente perduta l’occasione di denunciare di fronte ai francesi e al mondo intero il pericolo del nuovo antisemitismo che non è un problema soltanto francese, ma dell'intero Occidente. D'altra parte si è perduta l'occasione di ammettere che il cambiamento di rotta voluto e realizzato dall'allora Ministro degli Interni Sarkozy, con la legge sulla immigrazione del 2006, aveva un senso ed era necessario per tentare di preservare la Francia dalla devastazione provocata dalle fallimentari politiche sociali e integrazionistiche del passato (tuttavia potremmo affermare che le leggi di Sarkozy sono arrivate con qualche decennio di ritardo).

Così é (se vi pare). Intanto vediamo come va a finire il processo. Malgrado tutto, dopo 3 anni di omissioni e di silenzi, finalmente i giornali parlano di questo caso

Su questa vicenda leggi anche THE SUN - ATLAS SHRUGS - L'EXPRESS
Per i "riots" del 2005 leggi qui
Per i "riots" del 2007 leggi qui e qui.

Thursday, May 28, 2009

Missili su Gorizia e Trieste



Basta, non ce la faccio più. Possibile che a nessuno importi di noi?
Viviamo in una situazione impossibile da anni. Sono mesi che il lancio di missili dalla Slovenia si è intensificato.
Ormai fatico a distinguere persino il giorno dalla notte. È più il tempo che passo nel bunker che all’esterno o a casa mia, se ancora può definirsi tale. Sono talmente stufa di aggiustare i vetri delle finestre che vanno i mille pericolosi pezzi ad ogni esplosione che li ho sostituiti con dei teli di plastica, che fanno passare la bora che è un piacere.
Ho freddo, ho fame, ho paura. Ma è vita questa?
Non riusciamo più a lavorare, la nostra economia si sta esaurendo, i nostri figli non vanno più a scuola, non ho il coraggio di uscire a far la spesa e mi nutro di scatolette, non mi ricordo neppure più cosa significhi avere una vita sociale.
Non sono forse anch’io degna di vivere la mia esistenza?

Pace? Siamo noi che non abbiamo più pace da quando la Russia ha deciso di assecondare i sogni annessionistici degli sloveni. Continuano a rifornirli di missili, ormai si è perso il conto delle migliaia che ci hanno lanciato.
Come fanno a non capire che li stanno solo sfruttando come carne da macello per i sogni imperialistici di Putin, deciso a usarci come pretesto per far scoppiare la terza guerra mondiale?
Come fa a non capirlo il resto del mondo?
Dobbiamo essere i soli a difenderci da una minaccia così aperta per l’intero Occidente?
Ma cos’è ormai l’Occidente se non una manica di rammolliti? Ci stanno conquistando, esattamente come i barbari conquistarono l’impero romano, senza che neppure i romani se ne accorgessero.
Tutti buoni solo a chiacchierare presi nelle loro utopie politicamente corrette non vedono che la guerra è contro tutti, non solo contro l’Italia.

Io capisco che in Slovenia si viva male, ma non è colpa mia.
Ormai siamo divisi da 60 anni e trovo assurde queste continue rivendicazioni, totalmente anacronistiche.
Lo so che Gorizia e Trieste in passato sono state slovene, o meglio austro-ungariche, ma se è per questo anche Fiume è stata italiana, così come l’Istria. E quindi?
Se ogni nazione al mondo dovesse rivendicare il territorio dei confinanti perché in passato faceva parte del proprio vivremmo in un perenne stato di conflitto.
Quando si finirebbe? Quanto indietro nel tempo si potrebbe andare? Ben venga! Torniamo ai confini dell’impero romano, allora, e non se ne parli più.

Ma non ha nessun senso. Significherebbe solo la guerra continua fino al totale annientamento di tutto il genere umano, perché ci sarà sempre qualcuno pronto a rivendicare il pezzetto di terra del vicino.
Siamo animali bellicosi, portati istintivamente a cercare protezione all’interno di un territorio, ma siamo anche consapevoli, forse meno degli animali veri, che una volta definiti i confini è nell’interesse di tutti rispettare il territorio altrui.
Territorio che non è e non potrà mai essere immutabile nei secoli, perché purtroppo legato alle brame di conquista di altri animali, da cui inevitabilmente ci si deve difendere, come stiamo cercando di fare noi.

Ebbene, ora mi chiedo a che caspita servono gli armistizi, i trattati di pace, le risoluzioni di quell’ente inutile chiamato ONU se non abbiamo il diritto di difendere il nostro territorio?
Il diritto internazionale non è stato creato proprio per regolamentare i rapporti tra Stati?
Se l’ONU se ne frega di noi, se il mondo ci odia, se siamo considerati un popolo indegno di essere nazione, chi ci deve proteggere?
Dobbiamo forse suicidarci in massa per togliere il disturbo?
O dobbiamo lasciare che siano i nostri confinanti slavi a sterminarci tutti per spartirsi le nostre spoglie?

Da qualche giorno finalmente il nostro governo ha deciso di difenderci, di reagire all’aggressione continua, alla pioggia di missili che ci sta distruggendo, ed ha contrattaccato.
Lo so che la guerra è una brutta bestia e mi spiace sinceramente per i morti che provocherà, ma non avevamo altra scelta.
Non è una guerra di attacco quella che stiamo muovendo, ma di difesa della nostra sopravvivenza.
Siamo tutti italiani, per quanto siamo una nazione relativamente giovane il territorio su cui viviamo è nostro, ce lo siamo conquistato con il sangue dei nostri padri.
Per questo la nostra Patria è sacra ed inviolabile esattamente come lo sono tutte le altre nazioni del mondo.
Forse qualche nostro avo ha sbagliato, forse non sarà stato giusto togliere Gorizia e Trieste al controllo di Tito, forse molti goriziani e triestini di origine slovena avrebbero preferito vivere sotto quel simpatico regime, ma la storia è andata così e oggi noi siamo italiani, punto e basta.
E come tutti gli italiani abbiamo diritto di vivere e di essere lasciati in pace.

Non è colpa mia se a Nova Gorica patiscono la fame. Non li ho votati io i loro capi che si sono intascati i miliardi di aiuti umanitari mandati da tutto il mondo o li hanno sprecati in armamenti.
Quando la comunità internazionale ha deciso la suddivisione delle nostre terre, avevamo tutti due scelte: accettarla e costruire il nostro futuro, oppure rifiutarla e continuare a combattere per un passato ormai sepolto.
Abbiamo sbagliato noi ad accettarla o gli sloveni a rifiutarla?
Cosa hanno ottenuto? Solo guerra, fame e disperazione.

Ecco, quello che più mi fa imbestialire sono quelli che non sanno niente di noi, che non provano neppure a mettersi nei nostri panni e continuano ad accusarci di essere i responsabili di una guerra in cui ci stiamo solo difendendo.
Si sono mai chiesti i benpensanti cosa dovrebbe fare la Francia se la Germania le lanciasse missili per riprendersi l’Alsazia e la Lorena?
Gli Stati Uniti dovrebbero forse accettare passivamente la rivendicazione armata dell’Alaska da parte della Russia?
È forse giusto che il Libano accetti finalmente di tornare sotto la Grande Siria?
Abbiamo, quindi, noi italiani il diritto di attaccare la Francia per riprenderci Nizza?

Facile riempirsi la bocca di pace davanti al telegiornale seduti al calduccio nella propria poltrona.
Con tutto il rispetto, poi, io capisco che il Papa faccia il suo mestiere e non ho niente di personale contro Benedetto XVI, ma è emblematico che appena abbiamo reagito all’attacco della Slovenia, abbia rinviato a data da destinarsi la visita che aveva programmato di fare quest’anno a Trieste.
Ma proprio perché fa il suo mestiere sarebbe decisamente un gesto grandioso e davvero emblematico se venisse a raccontarcelo sul campo cosa significa la pace e con lui tutto lo stuolo di cardinali che sparano giudizi a vanvera senza aver acceso il cervello

Venite a trovarci nei nostri bunker a Gorizia e poi ne discutiamo... tra una sirena e un’esplosione.

Baci Ba

Questo stupendo post di Barbaradi è' dello scorso gennaio, quando, ricorderete, un Paese a me molto caro era finalmente impegnato in una dura azione di risposta agli incessanti attacchi del terrorismo fondamentalista.
Consiglio di leggere direttamente sul blog anche i commenti al post. Sono esilaranti. E vi accorgerete che ben più di un "boccalone" era caduto nell'inganno.
Sarà perché il nostro Friuli pare così lontano dal resto dell'Italia?
Brava Barbara.

Tuesday, May 26, 2009

Vogliamo un mondo laico e libero o un mondo musulmano?


Ancora ieri a Milano una ragazza è stata stuprata da un maomettano, mentre a Napoli una bambina di 11 anni ha corso seriamente il rischio di essere rapita da un gruppo di nigeriani perchè uno di loro, un boss del quartiere, si era invaghito di lei (diciamolo: a Napoli si sentiva il bisogno di nuovi mafiosetti di origine africana, è political correct).
Un investigatore, per motivi che sinceramente fatico a comprendere, si è affrettato a spiegare che in passato la vittima è stata oggetto di “apprezzamenti da parte del boss, mai avances” (boh?).
Certo, in Italia il numero delle violenze alle donne aumenta in modo esponenziale, anno dopo anno. Tuttavia non siamo ancora alle cifre registrate in alcune nazioni del nord Europa. Ma ci arriveremo, se non agiremo con urgenza per cambiare lo stato delle cose.


Invito a guardare il video riportato da Sodahead. Nella prima parte del filmato si possono gustare le immagini della manifestazione dei maomettani contro l’ambasciata danese ai tempi della pubblicazione delle simpatiche vignette su maometto. Il maomettano in primo piano urla:”Avremo vendetta. Che la Danimarca sia bombardata così noi la invaderemo e prenderemo le loro donne come bottino di guerra!” Sono un romantico, giuro che amerei vedere una bionda amazzone occidentale decollare con un sol colpo di mannaia quella bestia islamica.
Nell’ultima parte un giovane giudice nigeriano ci rivela che se una donna chiedesse aiuto durante la violenza ed i soliti 4 testimoni (maschi) certificassero l’accaduto, la donna sarebbe esentata dalla punizione. Insomma, se la vittima portasse 4 testi a favore, sebbene “colpevole di non aver impedito lo stupro”, il magnanimo tribunale islamico non la condannerebbe alla fustigazione/detenzione/morte. Troppa grazia.
Mi chiedo che senso abbia la vita di uomini con idee così...eccentriche. Il mondo certamente sarebbe migliore senza di loro...

Dimenticavo: l’invaghimento del nigeriano per la bimba, mi induce ad un’altra riflessione.
Se per esempio Cristo, nella sua bontà infinita, si fosse espresso anche a favore dell’amore per le persone dello stesso sesso (adulte e consenzienti), la storia del mondo cristiano sarebbe stata diversa. Certamente migliore. Può anche darsi che l’abbia fatto e le sue parole non siano state riportate dai suoi discepoli, semplici uomini del loro tempo.
Cos’è accaduto invece nell’Islam?
Maometto con le sue parole ed i suoi atti ha normalizzato la pedofilia. Il disgustoso ipocrita ha usato nientemeno che Dio stesso per giustificare le sue oscene voglie: - Sahih Bukhai Volume 7, libro 62, n. 57 (parlando ad Aisha) In sogno un angelo (Gabriele) ti portò da me ...e disse “questa è tua moglie”... “se questo è il volere di Allah” dissi “sarà certamente così”-.

Se è Dio ad ordinare ad un Maometto quarantenne di sposarsi con una bimba di 7 anni, ci possiamo stupire di quanto sia in voga la pedofilia tra i maomettani?

E infatti si ricorda che l’Ayatollah Khomeini, che a sua volta sposò all’età di 28 anni una bimba di 10, disse che "avere piacere sessuale con delle bambine è possibile, ma soltanto attraverso la sodomia. In quanto la penetrazione vaginale porterebbe al “danneggiamento” permanente della piccola e l’uomo ne diventerebbe responsabile per tutta la vita". In soldoni, il povero pedofilo “sarebbe costretto” a prendersi la bimba in moglie - da"Ayatollah Khomeini in Tahrir-ol-Masael, 1990, Darol Elm, Qom".
Allucinante vero? Sebbene una parte dell’Islam sia critica contro i gusti sessuali di Maometto e dell’Ajatollah Komeini , il problema rimane ed è grosso.
Ricordiamolo a quelli che farebbero carte false pur di far entrare i clandestini maomettani in Italia.

In conclusione, scopriamo ogni giorno che In Africa, in Asia, nel mondo intero, dove c’è l’Islam e dove c’è la guerra dell’Islam vi sono donne e bambine stuprate ed uccise perché non musulmane, ma anche donne e bambine ridotte in schiavitù per il perverso piacere sessuale dei loro aguzzini. Credete che in Europa non siamo ancora giunti a tanto? Vi sbagliate, l’Islam è in guerra contro l'Occidente: ormai è molto tempo che parliamo dello stupro come arma dello jihad, per umiliare e terrorizzare le donne occidentali e quelle musulmane che intendono integrarsi nella nostra società, ma non avevamo mai accennato alla riduzione in schiavitù di ragazze e bambine bianche costrette a prostituirsi da bande di islamici. Succede anche questo, il trafficking delle minori è stato scoperto recentemente nel Londonistan, ma sicuramente è presente in altri Paesi dell’Unione Europea, forse anche in Italia.
Questo è un altro bel "regalo" del multiculturalismo.

La civiltà islamica nel mondo? - Leggi anche Rape, Islam...- Testimonies of rape in Sudan - Rape in Indonesia - Islamic Pedophilia in Finland - Australia, muslim leader blames women... ecc. ecc. ecc.

OT (?)- Il crollo delle borse ci salverà??

I politici e gli intellettuali sostenitori del multiculturalismo, che permettono agli islamici di creare il loro stato all’interno delle nazioni che li ospitano e più in generale s’adoperano affinché i diritti degli ospitanti siano sensibilmente ridotti a favore di quelli degli ospitati, sembrano essere caduti in un fatale inganno. Tuttavia continuano a far orecchie da mercante, a fingere di non capire che L’Europa così come l’hanno voluta e disegnata non sta in piedi. Aggiungiamoci anche il perdurare di crisi economiche sempre più lunghe, con intervalli sempre più brevi di relativa prosperità ed il cocktail esplosivo è pronto. L’Europa è sull’orlo di un abisso e l’insorgere delle tensioni sociali sfocerà in conflitti sempre più estesi, anche tra le diverse comunità etniche.
La guerra civile non è poi così lontana.