Wednesday, September 23, 2009

Abbandonare l'Afghanistan è una follia Possibili scenari.



Prendo lo spunto da un commento di Elly al post qui sotto, per postare alcune considerazioni sull'eventuale ritiro dei nostri soldati.
Ovviamente già il titolo non nasconde quale sia il Fosca- pensiero riguardo all'abbandono di quel Paese.


Per chi vorrebbe il ritorno dei soldati dall’Afghanistan, anche perché potrebbero risultare utili in patria per contrastare il terrorismo fondamentalista, si potrebbe ribattere che sono centinaia i musulmani “europei”, “americani”, australiani che partono dalle loro terre di “adozione” per raggiungere l’Afghanistan e per combattere contro le forze della coalizione. Questo non tanto perché i maomettani sono attaccabrighe di professione, quanto perché loro hanno ben capito, a differenza di molti di noi, l’importanza di combattere quella guerra.

Le analisi semplicistiche (o furbe) vorrebbero farci credere che siamo in Afghanistan solamente per togliere il Burka alle donne o, peggio, per controllare un territorio che potrebbe fungere da importante punto di transito del petrolio proveniente ad esempio da alcune repubbliche ex sovietiche.
In verità, stentiamo a comprendere ciò che i musulmani sanno molto bene: combattere in quel Paese significa difendere la nostra civiltà.

L’Unione Sovietica, è letteralmente crollata poco tempo dopo il ritiro dall'Afghanistan.
Ebbene, i fondamentalisti sono fermamente convinti che la fine dell’Unione Sovietica e del comunismo sia da attribuire all’intervento divino che ha voluto così colpire chi voleva portare l’ateismo nei loro territori.

Adesso mettiamo che per ipotesi le forze della nato decidessero di mollare l’Afghanistan per un motivo squisitamente occidentale e quanto mai plausibile: l’elevato costo dell’operazione (in denaro, non in vite umane) che alla fine non viene compensato da risultati eclatanti.
Quale pensate sarebbe la reazione dei fondamentalisti (di tutto il mondo)? Ve lo dico io.

“L’Occidente si è arreso all’Islam, semplicemente perché è impossibile vincere contro il popolo prediletto da Allah ”. E se non può vincere, può essere vinto.
E conquistato.
Di più, dal momento che per i maomettani chi si arrende non è certo degno dell’onore delle armi, ma è un perdente, il “Guai ai Vinti” diventerebbe il nuovo motto del fondamentalismo islamico e la “Riconquista” inizierebbe il giorno dopo il ritiro delle truppe.

Con molta probabilità, il terrorismo si propagherebbe in tutto il mondo occidentale, mentre da subito, i governi dei Paesi vicini come il Pakistan potrebbero capitolare e finire sotto il controllo dei fondamentalisti (con le terribili conseguenze che possiamo ben immaginare).
Mentre il Medio Oriente verrebbe attraversato da un ondata di fanatismo religioso, le violente insurrezioni degli immigrati maomettani bloccherebbero le capitali europee, inoltre si replicherebbe decine di volte “L’11 settembre”, nella diabolica e quanto mai errata convinzione che l’Occidente, pur di evitarsi ulteriori sofferenze, offrisse la sua resa, lasciandosi conquistare docilmente.
Personalmente a questa ultima ipotesi non credo, la “riconquista dolce” che si sta attuando in questo momento in Europa, a mio avviso, ha maggiori probabilità di successo.
Tuttavia, sono fermamente convinto che una eventuale decisione di abbandonare la guerra contro i talebani, che in definitiva è una guerra contro il fondamentalismo islamico che minaccia le nostre libertà , porterebbe agli scenari descritti e ad un periodo di rovine e disastri per l’umanità.

E allora mi chiedo: perché rischiare? Invece, tutte le forze della coalizione dovrebbero impegnarsi maggiormente in Afghanistan, abbandonando peraltro quel pudore che colpisce noi occidentali (non certo loro) quando rimangono uccisi anche degli innocenti . E basta con i piagnistei quando muoiono i nostri soldati. In fondo sono veramente pochi, rispetto ai tanti maomettani che ogni giorno, per fortuna, cadono sotto il fuoco delle nostre armi.

I nostri avi hanno combattuto affinché noi vivessimo in un mondo libero, noi abbiamo la responsabilità di conservare le libertà che ci sono state affidate. Per questo non dobbiamo tirarci indietro e, non mi stanco di ripeterlo, dobbiamo combattere con più forza e determinazione, affinché la nostra vittoria sia bruciante per le bestie maomettane.
Più umiliante sarà la loro sconfitta, maggiore sarà il periodo di pace di cui potremo godere.

E chi non è d'accordo, si fotta.

Monday, September 21, 2009

Kabul, la Folgore, gli innocenti, gli imbecilli.


Alcuni nostri soldati hanno perso la vita in Afghanistan: ok, è accaduto. In guerra occorre mettere in conto anche questo. Pertanto non mi assocerò né ai lamenti, né alle polemiche di questi giorni. Certamente sono dispiaciuto, soprattutto per il dolore che ha colpito le famiglie dei militari, ma a mio avviso, il miglior modo di onorare i paracadutisti deceduti è andare avanti, rinforzando la missione in quei territori.
D’altra parte, se l’offensiva contro il terrorismo fondamentalista ha provocato parecchi morti tra i militari della coalizione, i talebani non cantano certamente vittoria: vengono sistematicamente annientati in battaglia; i risultati più rilevanti, ma solo dal punto di vista mediatico, li ottengono solamente quando i servizi di intelligence falliscono, le informative tardano o non sono dettagliate, e le bombe scoppiano.... Sono vittorie di Pirro che a nulla varrebbero se non fossero così enfatizzate dalla stampa occidentale che per altro non tralascia mai di porre enfasi anche sul numero dei civili o presunti tali, uccisi durante le incursioni delle forze alleate.
Già i civili, altro punto dolente di questa guerra.
Chi chiede con forza l’abbandono dell’Afghanistan al suo destino, non si stanca di rammentarci il costo di quella guerra in vite “innocenti” . Ma la stampa cosiddetta “umanitaria” ed i pacifisti/finti fingono di ignorare un particolare assai importante della guerra asimmetrica dei maomettani (tutti): l’utilizzo degli “innocenti” come scudi umani.
Non mi stancherò di ripeterlo: dall”Iraq, alla Somalia, all’Afghanistan, a Gaza, bambini, donne, anziani, sono soltanto degli strumenti nelle mani di quelle bestie.
L’impatto emotivo che la morte dei civili suscita tra gli occidentali è già un trionfo per loro.

Apro una parentesi, perché a questo proposito mi torna alla mente la battaglia che avvenne a Mogadiscio nel 1993, quando una pattuglia di carri italiani di ritorno da una missione, rimase intrappolato tra le barricate alzate immediatamente dopo il loro passaggio, ed una folla di donne e bambini urlanti che fungevano da scudo ai miliziani. Questi ultimi, così protetti, furono in grado di martellare incessantemente i militari italiani con colpi di kalashnikov e di RPG.
Gli italiani avrebbero annichilito facilmente quel fronte di fuoco, ma dagli alti comandi (ben sicuri nelle loro roccaforti) giunse l’ordine di non rispondere con le armi pesanti, per il timore di provocare una strage tra i civili.
E’ chiaro che ciò era stato accuratamente calcolato dalle milizie di Aidid.

Quando si aprirono nuovi fronti offensivi, e alcune squadre italiane, con molti feriti, vennero circondate dai miliziani, si impedì nuovamente il ricorso alle mitragliatrici, mentre si comandò alle unità incursori di eliminare i centri di fuoco.
Durante una di queste azioni (suicide) morì l’ottimo sottufficiale e paracadutista da sempre Stefano Paolicchi.
Poi la situazione prese una piega diversa: i miliziani ricevettero nuovi rinforzi e gli italiani persero inspiegabilmente il contatto radio con gli “alti comandi”. Questo ultimo fatto fu decisivo per la sorte di quella battaglia, perché autonomamente si decise di proteggere i soldati accerchiati ed i feriti utilizzando la valida copertura di fuoco delle mitragliatrici M-60 e dei TOW dell’elicottero A 129, che dall’alto seguiva le operazioni.
Alla fine della giornata gli italiani ripiegarono ormai in sicurezza, ma tre di loro erano morti, mentre 19 furono i feriti. Tuttavia il bilancio delle perdite delle bestie di Aidid fu molto pesante: più di 200 morti, compresi anche qualche decina di civili di cui penso che sinceramente ”non se ne fregò nessuno” (e va bene così).
Chiusa parentesi.

Come ho già scritto in un precedente post, l’utilizzo di civili come scudi umani non significa che i maomettani siano anche dei vigliacchi: si può testimoniare di molti casi in cui i musulmani si sono comportati da leoni in battaglia, cioè la minore esperienza sul campo veniva compensata dal loro coraggio (e dall’incoscienza).
Per contro, molti occidentali che conoscono il problema, sono indotti a credere che la vita delle donne e dei bambini non abbia alcun valore per i musulmani e che pertanto siano facilmente sacrificabili. Secondo me non è esattamente così: un valore ce l’hanno, perché sia se vengono uccisi, sia se la loro presenza dissuade gli avversari dal rispondere al fuoco (come accadde a Mogadiscio), apportano comunque un vantaggio fondamentale.
Intendiamoci, tutto ciò è soltanto il prodotto di una civiltà barbara che noi non possiamo comprendere a fondo utilizzando il metro della nostra cultura.


Vorrei anticipare l’oggetto del prossimo post, ritornando per un attimo ai morti italiani a Kabul, ma soltanto per ricordare alcuni giudizi espressi da persone che d’umano hanno poco, magari l’aspetto esteriore, ma il loro cervello (se esiste) a mio avviso, è certamente più simile ad un maleodorante cesso alla turca con problemi di intasamento.
Queste persone in verità sono più bestie delle bestie fondamentaliste, perché pur essendo italiani, trovano conforto nel sapere che degli italiani come loro (che chiamano “fascistelli e mercenari”), sono morti in Afghanistan.
Sinceramente mi chiedo come sia possibile che i nazisti subumani che scrivono su questa cloaca, non si rendano conto che le parole sono importanti e le conseguenze di frasi avventate, possono essere imprevedibili. Forse aldilà di quanto quelle bestie possano immaginare.
Per mio conto, mi preme aggiungere che negli anni trascorsi nella Folgore non mi sono mai scontrato con fascistelli o mercenari*1, ma con professionisti che, nella quasi totalità dei casi*2, me compreso, avevano abbracciato il mestiere delle armi per motivi ideali e non politici.

  1. approfondiremo
  2. ho certamente incontrato dei militari (pochi) che avevano scelto di arruolarsi per necessità, o perché "conquistati" dal posto statale. "Che ci 'vuo fa' "

Blogger fa le bizze

Ok, sono tornato sul blue-blog. La novità irritante è che Blogger mi ha pubblicato due post fregandosene del mio consenso.
In soldoni, avevo salvato nelle bozze ciò che avevo scritto e per caso l’ho ritrovato pubblicato. Ok, poco male. Ho apportato qualche correzione e ho eliminato qualche refuso o commentino personale, che solitamente rimane nascosto.
Per evitare che questi inconvenienti accadano anche in futuro, almeno per qualche tempo tornerò alla sana e vecchia abitudine di scrivere il post su Word per poi trasferirlo su Blogger.
E’ una seccatura, però!

Sunday, September 20, 2009

Italia 2009: prove di golpe - Parte prima



Gennaio 2009 /Settembre 2009 – Compendio (quasi) breve dei tentativi di rovesciare un governo democraticamente eletto.


Sappiamo bene che l’offensiva giudiziaria contro Berlusconi, partita al momento del suo ingresso a Palazzo Chigi 15 anni fa, a tutt'oggi non ha sortito alcun effetto se non una immane spesa per lo Stato, cioè un costo in milioni di euro che è stato pagato da tutti i cittadini italiani.

Silvio Berlusconi entrò a Palazzo Chigi per la prima volta nel maggio del 1994, ma già il novembre successivo, quando gli fu consegnato un avviso di garanzia dalla Procura di Milano, mentre presiedeva la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla criminalità organizzata, si comprese che Berlusconi al governo doveva rappresentare una vera e propria minaccia per gli interessi privati di alcuni gruppi di potere.
Da allora, credo che nessun altro italiano sia stato oggetto di una volontà inquisitoria e di indagini giudiziarie così minuziose, quanto il nostro Presidente.
Per capirci meglio, se nel passato la stessa caparbietà fosse stata adottata nei confronti di “Cosa Nostra”, ora i bambini siciliani conoscerebbero la Mafia solo attraverso i libri di storia.

Oggi, nel 2009, poco è cambiato. Vista l’inutilità di affondare il Premier per via giudiziale, si cerca di demolirne l’immagine in Italia e all’estero, affinché la maggioranza degli italiani che continua a dargli il voto (il popolo bue, secondo D’Alema), diventi una minoranza.
Pertanto da alcuni mesi a questa parte si è scatenata una nuova offensiva più subdola e, diciamolo, più intelligente. Coinvolge la sfera affettiva del Premier, ma non solo. Si insinuano dubbi sulla sua salute mentale, sulla sua vita sessuale e infine sulla sua moralità. Non è una strategia nuova intendiamoci, fu impiegata già nell’Unione Sovietica dai tempi di Stalin fino alla fine del comunismo, per delegittimare i politici scomodi.

Da ultimo arrivano le accuse al Premier di essere una minaccia per la democrazia e per la libertà di stampa; ma tanto per portarsi avanti con i lavori, si prepara una nuova campagna d’autunno che avrà per oggetto la mafia ed i rapporti del Cavaliere con mafiosi veri, falsi, o presunti.

Ovviamente con tutto ciò si imbecca la stampa straniera, in special modo quella del Londonistan, che cerca di coprire gli enormi problemi interni al Paese, occupandosi delle grane altrui.

Ma diamo un occhiata veloce al piano destabilizzante di questi gruppi così potenti, ma nel contempo così impauriti dal Cavaliere, da tentare qualsiasi cosa pur di abbatterlo.
Il caso Noemi, il fatto vero: il Premier partecipa alla festa di compleanno della figlia di un vecchio amico. Si fa fotografare, dà autografi e regala un collier di svariate migliaia di euro alla ragazza (lui è ricco, può farlo).
Non si è nemmeno stappato l’ultimo spumantino, che su certi giornali appare l’intervista ad una “amica anonima”*1 della moglie di Berlusconi con le rivelazioni (!) su quanto la signora Lario le avrebbe detto confidenzialmente: ”Berlusconi è malato va alle feste delle minorenni”. Apriti cielo! Per mesi la stampa e alcune televisioni pubbliche (RAI) e private aprono i loro giornali non con le notizie sulla crisi economica o sulla politica internazionale, ma con la (falsa) storia di Noemi e Berlusconi. “La Repubblica” passa tutte le sue distorte informazioni sul “caso Noemi” ad alcuni giornalisti inglesi presenti in Italia e dopo che queste vengono pubblicate nel Regno Unito, inizia una nuova campagna di stampa che ha per oggetto l’immagine del nostro Premier all’estero. Non contenta, pubblica “le 10 domande al Premier”, a cui nemmeno un coglione risponderebbe, e ne fa anche una versione in inglese, gridando allo scandalo perché Berlusconi (che coglione non è), non risponde.
Di quella povera diciottenne, i potenti giornali che attaccano il Premier, se ne fregano assai, anzi, viene disegnata come una baby prostituta che chiama il suo amante “papi”. Suo padre e sua madre diventano “i protettori” e a nulla valgono le loro testimonianze. E difatti i genitori della ragazza affermano di essere in amicizia con Berlusconi da moltissimi anni, ancora prima che nascesse Noemi.
Ma per certa stampa sono dettagli inutili, che non serve riportare nei loro articoli.

Recentemente Noemi in un’intervista ad un giornale inglese ha dichiarato che da piccola, quando arrivava Berlusconi a trovare suo padre, sedeva sulle sue gambe e lo chiamava “papi”, da allora lo chiama sempre così. Credete che ciò possa indurre “quella stampa” a fare un passo indietro?
Siete degli ingenui.

Lasciamo una fogna e apriamone un’altra, ma prima una premessa: il 14 giugno scorso D’Alema durante la trasmissione di Rai3 “in mezzora” lancia un allarme: “L’opposizione si tenga pronta perché ci saranno delle “scosse” nell’attuale maggioranza” in poche parole, il Premier verrà ulteriormente indebolito e la sinistra dovrà approfittarne. Pochi giorni dopo scoppierà “il caso escort a Villa Grazioli”.
Il fatto vero: Maurizio Tarantini, giovane imprenditore rampante che ammette di voler fare una bella figura con Berlusconi ed i suoi collaboratori, partecipa attivamente alle feste organizzate dall’entourage del Premier a Villa Grazioli (Roma) e Villa Certosa in Sardegna, sempre accompagnato da belle ragazze.
Una di queste, Patrizia D’Addario, 42 anni di Bari, si ferma a dormire nella villa di Berlusconi a Roma. Ha con sé una macchina fotografica digitale ed un registratore per testimoniare la sua presenza notturna nella villa. Il giorno dopo rilascerà un’intervista a La Repubblica dove confesserà di essere una escort e di prendere mille euro al giorno per le sue prestazioni professionali.
Tutte le foto e le registrazioni saranno pubblicate dall’Espresso*2 e quindi “passate” ai giornalisti stranieri. L’Imprenditore Tarantini, che tanto innocente non è, viene accusato di essere un procacciatore di prostitute.
Immediatamente parte un’inchiesta della magistratura che rivela che da tempo l’imprenditore frequentava il mondo politico, in particolare quello della sinistra pugliese, per ottenere contatti utili per le sue attività imprenditoriali; secondo la procura, per questi fini, avrebbe utilizzato escort o donne immagine. Dall’inchiesta, strano ma vero, emerge che Berlusconi era all’oscuro degli intenti del pugliese.
Tra parentesi ricordiamo che la D'Addario affermerà più tardi ad una tv francese di "sentirsi minacciata per le sue rivelazioni" Il giorno dopo D'Avanzo su La Repubblica scriverà:

"...questi metodi possono funzionare in un Paese sempre più lobotomizzato nella sua scadente qualità democratica .... Berlusconi, consapevole forse che quanto finora emerso è soltanto una piccola parte delle sue condotte e abitudini, se ne renderà presto amaramente conto".

In poche parole, il "giornalista" accusa ambiguamente il premier di essere la causa dei "timori" della D'Addario, ma nel contempo non riesce a nascondere che sono già pronte contro di lui le nuove armi dell'offensiva autunnale.

Credo che quei soliti quattro lettori che mi seguono, anche i non italiani, intuiscano quali siano le mie considerazioni rispetto a questa vicenda:
la storiella di Noemi è stato un caso fortuito che ha permesso un attacco feroce quanto inutile al Premier; il caso D’Addario è la prosecuzione ragionata
di quell’attacco. Una manovra studiata a tavolino, magari sulla scrivania della redazione di qualche giornale, per indebolire ulteriormente il Cavaliere.

Il Cavaliere minaccia la libertà di stampa –
Dopo mesi di falsità gettate addosso al Premier dalla stampa e dalla televisione (pubblica e privata), accade un fatto nuovo. Vittorio Feltri nell’agosto del 2009 lascia la direzione del quotidiano “Libero” che aveva contribuito a fondare nel luglio del 2000. Libero è un giornale vicino al centrodestra, ma la penna del suo direttore, non si fa scrupoli di colpire anche gli amici, in un modo che verrà giudicato dai molti “politicamente scorretto”. Per questo piace molto, anche a Fosca.
Il mese scorso, Feltri viene chiamato a dirigere Il Giornale, il quotidiano del gruppo Mondadori di proprietà della famiglia Berlusconi. Con uno dei suoi primi editoriali inizierà la sua personale battaglia contro i moralisti che dalle pagine dei loro giornali, attaccano il Premier. La sua prima vittima è Dino Boffo, direttore di Avvenire, quotidiano della CEI (Conferenza Episcopale Italiana).
Diciamolo: con sommo piacere apprendiamo dalle pagine de Il Giornale che uno dei grandi fustigatori della morale, il moralizzatore per eccellenza, Dino Boffo, è un omosessuale*3 condannato per molestie alla compagna del suo amante.
Pochi giorni più tardi Feltri, scatenato più che mai, scopre gli altarini del secondo grande moralizzatore, il direttore de La Repubblica, che adesso sappiamo essere un grande evasore fiscale.
Apriti cielo! Eugenio Scalfari, il fondatore di La Repubblica scrive un lungo articolo dove tra le tante sciocchezze, si legge:

“Lo stesso Feltri ha scritto che dopo aver ricevuto la nomina da Paolo Berlusconi si è recato a Palazzo Chigi dove ha avuto un colloquio di un'ora con il presidente del Consiglio. Una visita di cortesia? Di solito un direttore di un giornale appena nominato non va in visita di cortesia dal presidente del Consiglio....”

Giudizio ineccepibile, se fosse accaduto realmente. Purtroppo è totalmente falso: Vittorio Feltri dalle pagine del suo giornale chiede chiarimenti all’ormai rimbambito Scalfari, ma senza ottenerli, e ribatte:

“Ciò che sorprende è la spudoratezza di Eugenio Scalfari, fondatore di la Repubblica, il quale per sostenere la tesi secondo cui io avrei agito come killer di Berlusconi, si inventa una mia visita a palazzo Chigi nei giorni successivi alla mia nomina a direttore del Giornale.
Questa sì è una patacca, resa ancor più grave dalla circostanza, pure inventata, che io stesso avrei detto, non si sa a chi, di essermi recato dal presidente per mettere a punto in un’ora i piani di attacco mediatico a fantomatici nemici politici.”

Ma sappiamo che l’unica verità ascoltata in Italia è soltanto quella che pone Berlusconi in cattiva luce. Pertanto, da lì a poco, prima ancora delle dimissioni di Dino Boffo dall’Avvenire e in concomitanza di una querela del Premier contro L'Unità e la Repubblica per l'infamante campagna di stampa di cui è oggetto, parte una nuova offensiva contro il Premier che “possedendo giornali e TV , aspira al controllo totale dell’informazione pubblica e privata, imbavagliando la stampa democratica”.
Ovviamente il tutto parte da La Repubblica e viene trasmesso anche alla stampa estera.
Emergenza Democratica. E’ questo il grido della sinistra agostana, guidata da La Repubblica. E molti, anche all’estero, si chiedono se l’Italia sia entrata in una dittatura e, come ai tempi del Ventennio, si stia organizzando un nuovo ministero della Stampa e della Propaganda che con quotidiani fonogrammi, intasi le redazioni dei giornali con le notizie favorevoli al regime.
*AZZO! Ma sarà proprio così?
Diamo un'occhiata alla situazione dell’informazione in Italia partendo dalla televisione pubblica, la Rai, per la quale si paga un canone. Cominciamo da:
RAI 1, RAI2 e RAI3.
Certo, tutti vorremmo che almeno le emittenti pubbliche fossero guidate da professionisti svincolati dalle logiche politiche. Ma non è così. Semplificando per gli stranieri (pochi) che mi leggono, in Italia siamo consapevoli che, mentre il terzo canale televisivo della RAI è stato e sarà sempre esclusiva della sinistra, le due principali reti sono vincolate agli altri partiti di maggioranza e opposizione. Il Consiglio di Amministrazione della Rai (CDA) che dovrebbe nominare i direttori di tutte le testate, è lottizzato dai partiti, dove ovviamente il partito che governa il Paese, dovrebbe avere la maggioranza (il condizionale è d'obbligo).
Che la Rai non sia indipendente è un fatto chiaro, anche se non tollerato unanimemente. Da anni si parla di assumere direttori e professionisti in Rai tramite concorsi pubblici. Ma sono soltanto parole.
Curioso è il fatto che ogniqualvolta si deve rinnovare il CDA e governa Berlusconi, da più parti giungono appelli affinché si eviti la lottizzazione.
Silenzio invece, quando governa la Sinistra.

Fine della prima parte.
  1. magari è l'avvocato che cura la separazione della signora Lario?
  2. Espresso del gruppo editoriale l'Espresso di cui fa parte anche La Repubblica (vedi la seconda parte)
  3. se qualcuno mi accusa di essere "omofobo", lo prendo a calci. Chi mi legge, conosce le mie idee riguardo il mondo omosessuale. Per chi è nuovo, basta leggere questo post: Gay Pride, Sì, No, Forse
Immagine tratta da BNotizie Magazine

Friday, September 18, 2009

Via dall'Italia chi non vuole integrarsi


Qualche giorno fa Dimitri Buffa sull’Opinione ci ha regalato un bel commento riguardo alle recenti leggine di Hamas (ancora da approvare) sul tema della morale pubblica: si intendeva vietare alle donne di ridere in pubblico.
Ovviamente non ci siamo stupiti: dove è imposta la legge islamica, nei paesi governati dai fan del profeta pedofilo, anche il sorriso si paga a caro prezzo. Disgraziatamente questo nuovo medioevo non rimane relegato ai barbari territori musulmani, è approdato anche in Europa, grazie alla stoltezza dei tanti politici e governanti abbagliati dall’inganno multiculturalista: l’Inghilterra è a pochi passi dall’essere assorbita dall’Islam; seguono a ruota i Paesi Nordici. Nel futuro e assai probabile che questi territori verranno sconvolti da nuove guerre civili.
Noi in Italia fortunatamente resistiamo, la politica dei respingimenti è già qualcosa che ci conforta, e questo accade perché al governo non ci sono degli imbecilli che si fanno intimorire dai moniti della UE o dalle minacce dell’ONU, inutile quanto dannosa organizzazione, pregna di funzionari corrotti, pedofili, e filo-terroristi.
Certo, la politica sull’immigrazione adottata dal nostro governo è già qualcosa, ma non abbastanza. Purtroppo gli errori dei governi passati, compresi quelli del centrodestra, hanno permesso l’ingresso nel nostro paese a migliaia di musulmani il cui unico intento era di importare in Italia e in Occidente le loro rozze e perverse usanze.
Per quante volte ancora assisteremo ad atti tragici come quello accaduto a Sacile? Quante volte ancora ascolteremo le testimonianze di bestie maomettane che assolvono i carnefici e condannano le vittime?
Via dall’Italia quella gente che non ha l’intenzione di integrarsi completamente nel nostro tessuto sociale, un benvenuto invece agli emigranti di qualsiasi razza e colore della pelle che aspirano a diventare “italiani” a tutti gli effetti.

“Di quella gente non abbiamo bisogno” Questo è il pensiero del sindaco della città di Sacile, dopo aver appreso che la moglie dell’assassino ha subito assolto e perdonato il marito, scaricandone la colpa sulla figlia ammazzata.
Via quella gente dalle nostre città, prima che sia troppo tardi.

Thursday, September 17, 2009

Onore alla "Folgore"



Sunday, August 09, 2009

Il maomettano operoso

Diciamolo: riguardo ai musulmani noi occidentali non abbiamo abbandonato del tutto quei pregiudizi inculcati da una certa letteratura e produzione cinematografica, ormai scomparsa.
L’antico stereotipo ci mostrava i maomettani come gente pigra, non adatta al lavoro, buona solo a far la guerra e a catturare giovani fanciulle bianche da vendere come schiave, nei mercati nascosti tra le oasi del deserto.
Ma la realtà non è un film. Sebbene ogni pregiudizio abbia qualche fondamento di verità, i musulmani, rare volte indolenti nelle loro terre di origine, diventano eccezionali, solerti ed instancabili lavoratori quando approdano in Occidente.

Il musulmano si dà da fare, altroché!

Difatti, rifiutando di integrarsi nella "corrotta società occidentale", si adopera alacremente affinché gli occidentali si integrino nell'Islam che egli ha importato a casa nostra.
Ovviamente per arrivare a ciò, ha bisogno del consenso del “padrone di casa”.
A volte lo ottiene con l’intimidazione e la violenza, consapevole che il “corrotto infedele tipo” è un senza palle, un senza coraggio; ma il più delle volte il ricorso alle minacce è inutile, è lo stesso occidentale, puro dhimmi, che è lieto di appagare i desideri maomettani.
Sindrome di Stoccolma???

.
Update. Mi corre l’urgenza di aggiornare questo post.
Sappiamo che, ad esempio a Londra, le donne poliziotto di origine musulmana indossano il velo. Di recente, alcune organizzazioni islamiche hanno chiesto (certamente con educazione) alle autorità locali delle regioni di Somerset e Avon, nel sud-ovest inglese, che anche le donne poliziotto NON musulmane siano provviste di hijab per coprirsi il capo, almeno quando entrano nelle moschee (ma da qui a breve, chiederanno che sia utilizzato in modo permanente).
Una polizia occidentale "con le palle", che avrebbe risposto (con altrettanta gentilezza)?? :
“Ma perché voi maomettani non preparate i bagagli e andate a prendervela in c..o nei vostri Paesi d’origine?”

Purtroppo conosciamo bene l’inettitudine e l’idiozia che contraddistingue la polizia britannica che difatti ha prontamente replicato: “Obbediamo!”. Così lo hijab, completo di distintivo, è diventato parte della divisa delle poliziotte inglesi.
Oltre al danno, la beffa, in quanto il costo “dell’operazione dhimmitudine” (13 sterline a “pezzo”) è stato certamente caricato sulle imposte dei cittadini delle due regioni.
Dimenticavo: il vice-capo della polizia, la signora Jackie Roberts (l’idiota di cui abbiamo l’immagine), lo definisce «un'aggiunta molto positiva alle uniformi, che sono sicura sarà gradita a molte delle nostri agenti».
Puro, puro Dhimmi.

Appunti.
1)-I musulmani sono ancora relativamente pochi in Europa, ma la tendenza è al raddoppio entro 20 anni. Che accadrà allora?
Mi capita di pensare che l’Europa sia preda di un lungo sonno dal quale corre il rischio di svegliarsi troppo tardi.
(Ma niente paura, L’Observer ci conforta, assicurando che i nostri timori sono infondati)

2)-il nostro Presidente Napolitano proprio ieri, nell’occasione dell’anniversario della sciagura di Marcinelle, ha dichiarato che gli stranieri hanno il diritto di integrarsi nella nostra società.
Povera stella, ma dove crede di vivere?
Sono i cittadini italiani ad avere il diritto di accogliere nel nostro Paese soltanto gli stranieri che accettano completamente l’integrazione. E i musulmani non sono tra questi.

Tuesday, August 04, 2009

"Il parlamento inglese diventerà interamente musulmano" : Shahid Malik

Nel post qui sotto ho affermato che il Partito Laburista inglese ha sfornato in questi ultimi anni una marea di eccellentissimi idioti 1). Tuttavia non possiamo negare che presenti anche qualche furbissimo esemplare di laburista maomettano. Shaid Malik è uno di questi. Non un semplice immigrato islamico, bensì un parlamentare che dal 2007 ha ottenuto anche importanti incarichi dai governi Blair e Brown. Attualmente è sottosegretario di Stato.
Di recente ha accusato il proprio Primo Ministro per la politica troppo accondiscendente verso Israele.

Il video di apertura risale ad un anno fa. E' stato filmato a Londra durante la Global Peace (?) and Unity Conference, dove il "sinistro" maomettano si è distinto nel presentare le future prospettive del Regno Unito.
E' significativo che la testimonianza video sia rimasta sconosciuta in Gran Bretagna.
Almeno fino ad ora.

Dimenticavo: il "nostro", certamente esperto nell'arte della Taqqiya, ha un Blog.


Grazie a Christian Soldier.

1) - (sinonimo di "multiculturalisti")

"'In Your Shoes Day" ovvero "Prove di Dhimmitudine"

No, non servono concorsi o sondaggi, ormai è definitivo: la polizia britannica si conferma come la più stupida d'Europa. Tuttavia è doveroso ammettere che non ha incontrato notevoli difficoltà per giungere a questo primato: ha un valido riferimento nel partito che governa il Paese, che da anni non ha pari in Europa, quanto a serbatoio di eccellentissimi idioti.

Leggi: "
Sheffeld police officers dressed as muslim"

Sunday, August 02, 2009

SERMON FOR THE WEST by ORIANA FALLACI

Ottobre 22, 2002, Oriana Fallaci si rivolge all'uditorio dell'American Enterprise Institute. Ciò che segue (e ascolterete in parte nel filmato) sono dei brevi estratti dal suo discorso.

You have Lost Passion

Why am I here, then? Because, since September 11, we are at war. Because the front line of that war is here, in America. Because when I was a war correspondent, I liked to be on the front line. And this time, in this war, I do not feel as a war correspondent. I feel as a soldier. The duty of a soldier is to fight. And to fight this war, I deploy a personal weapon. It is not a gun. It’s a small book, The Rage and The Pride.

My soldier weapon is the weapon of truth. The truth that begins with the truth I maintain in these pages:

From Afghanistan to Sudan, from Palestine to Pakistan, from Malaysia to Iran, from Egypt to Iraq, from Algeria to Senegal, from Syria to Kenya, from Libya to Chad, from Lebanon to Morocco, from Indonesia to Yemen, from Saudi Arabia to Somalia, the hate for the West swells like a fire fed by the wind. And the followers of Islamic fundamentalism multiply like a protozoa of a cell which splits to become two cells then four then eight then sixteen then thirty-two to infinity. Those who are not aware of it only have to look at the images that the TV brings us every day. The multitudes that impregnate the streets of Islamabad, the squares of Nairobi, the mosques of Tehran. The ferocious faces, the threatening fists. The fires that burn the American flag and the photos of Bush.

“The clash between us and them is not a military clash. Oh, no. It is a cultural one, a religious one. And our military victories do not solve the offensive of Islamic terrorism. On the contrary, they encourage it. They exacerbate it, they multiply it. The worst is still to come.”

President Bush has said, “We refuse to live in fear.”

Beautiful sentence, very beautiful. I loved it! But inexact, Mr. President, because the West does live in fear. People are afraid to speak against the Islamic world. Afraid to offend, and to be punished for offending, the sons of Allah. You can insult the Christians, the Buddhists, the Hindus, the Jews. You can slander the Catholics, you can spit on the Madonna and Jesus Christ. But, woe betide the citizen who pronounces a word against the Islamic religion.

My small book is not tender with Islam. In certain passages, it is even ferocious. But it is much more ferocious with us: with us Italians, us Europeans, us Americans.

I call my book a sermon—addressed to the Italians, to the Europeans, the Westerners. And along with the rage, this sermon unchains the pride for their culture, my culture. That culture that in spite of its mistakes, its faults, even monstrosities, has given so much to the world. It has moved us from the tents of the deserts and the huts of the woods to the dignity of civilization. It has given us the concept of beauty, of morals, of freedom, of equality. It has made the unique conquest in the social field, in the realm of science. It has wiped out diseases. It has invented all the tools that make life easier and more intelligent, those tools that our enemy can also use, for instance, to kill us. It has brought us to the moon and to Mars, and this cannot be said of the other culture. A culture, which has produced and produces only religion, which in every sense imprisons women inside the burkah or the chador, which is never accompanied by a drop of freedom, a drop of democracy, which subjugates its people under theocratical, oppressive regimes.

Socrates and Aristotle and Heraclitus were not mullahs. Jesus Christ, neither. Leonardo da Vinci and Michaelangelo, and Galileo, and Copernicus, and Newton and Pasteur and Einstein, the same.

My book is also a j’accuse. To accuse us of cowardice, hypocrisy, demagogy, laziness, moral misery, and of all that comes with that. The stupidity of the unbearable fad of political correctness, for instance. The paucity of our schools, our universities, our young people, people who often don’t even know the story of their country, the names Jefferson, Franklin, Robespierre, Napoleon, Garibaldi. And no understanding that freedom cannot exist without discipline, self-discipline.

I accuse ourselves also of another crime: the loss of passion. Haven’t you understood what drives our enemies? What permits them to fight this war against us? The passion! They have passion! They have so much passion that they can die for it!

Their leaders, too, of course. I met Khomeini. I discussed with him for more than six hours in calm, and I tell you that that man was a man of passion. I never met bin Laden. But I have well observed his eyes. I have well listened to his voice. And I tell you that that man is a man of passion. We have lost passion.

Well, I have not. I boil with passion. I, too, am ready to die for passion. But around me, I see no passion. Even those who hate me and attack me and insult me do this without passion. They are mollusks, not men and women. And a civilization, a culture, cannot survive without passion, cannot be saved without passion. If the West does not wake up, if we do not refind passion, we are lost.

To quote from my book:

“The problem is that the solution does not depend upon the death of Osama bin Laden. Because the Osama bin Ladens are too many, by now: as cloned as the sheep of our research laboratories…. In fact, the best trained and the more intelligent do not stay in the Muslim countries... They stay in our own countries, in our cities, our universities, our business companies. They have excellent bonds with our churches, our banks, our televisions, our radios, our newspapers, our publishers, our academic organizations, our unions, our political parties…. Worse, they live in the heart of a society that hosts them without questioning their differences, with- out checking their bad intentions, without penalizing their sullen fanaticism.

[“I]f we continue to stay inert, they will become always more and more. They will demand always more and more, they will vex and boss us always more and more. ’Til the point of subduing us. Therefore, dealing with them is impossible. Attempting a dialogue, unthinkable. Showing indulgence, suicidal. And he or she who believes the contrary is a fool.”

Suggerimento di Occidental Soapbox e testo ripreso da FrontPage Magazin

Friday, July 31, 2009

DO YOU KNOW WHAT IS SHARIA LAW? ..

Ritengo che l’Occidente stia compiendo un grosso errore di valutazione preoccupandosi di annientare soltanto quella parte dell’Islam costituita dalle falangi fondamentaliste responsabili delle innumerevoli stragi di questo decennio. Intendiamoci, è un’opinione personale, ma suffragata da semplici e solide giustificazioni: basti pensare al fallimento della politica multiculturalista di alcuni Paesi europei, prima fra tutti la Gran Bretagna che è la seconda potenza, come contributo di uomini e mezzi nella guerra in Iraq e in Afghanistan. Sappiamo che migliaia di soldati britannici sono impiegati in tutto il mondo nella lotta contro il terrorismo islamico, ma nel contempo abbiamo appurato che all’interno dello stesso Regno Unito, grazie a una classe politica dannosa e suicida, prosperano organizzazioni anti-occidentali, si tollerano espressioni di razzismo anticristiano, si permette al cancro islamico (per legge) di porre le basi del nuovo califfato europeo: l’unico grande sogno di ogni credente musulmano, sia egli fondamentalista o “moderato”.
Il “politicamente corretto” spinge migliaia di imbecilli, che purtroppo occupano posizioni di potere, a calarsi le braghe di fronte agli islamici, perchè “è possibile vivere felici tutti insieme in una società multietnica” e ciò deriva dall’errata convinzione che uomini e donne occidentali e orientali siano eguali.
Balle! Sono molte le differenze e tutte a nostro sfavore. Ne citerò una, certamente la più significativa, l’abbiamo constatato in tempi anche recenti, in Bosnia, in Somalia, nel Kosovo, nel Vicino Oriente, in Afghanistan: i musulmani considerano ogni azione occidentale volta a giungere ad un accordo pacifico, alla stregua di una resa. E vabbè, se fosse solo questo, sarebbe di poca importanza, ma non è così: per loro “arrendersi” significa mostrare la propria debolezza e se l’interlocutore occidentale è debole, può essere neutralizzato completamente.
Ebbene tutte queste aperture dell’Occidente all’Islam non possono che essere considerate positivamente dai maomettani, ma dal loro punto di vista: l’occidente mostra la sua debolezza, pertanto l’Islam ha il dovere di conquistarlo. 1) – 2)
Ritengo prioritario che la prima opposizione contro questo stato di cose sia rivolta verso gli imbecilli pro-islam: in un modo o nell’altro devono comprendere che il vero nemico dell'Occidente non è il terrorista fondamentalista (che giustamente deve essere annientato), ma loro stessi e l’Islam nel suo insieme, anche quello che ci presenta la sua faccia più tollerante e accondiscendente, poiché ha innato il seme della distruzione della nostra civiltà.

E poi diciamo basta a quelli che ci scassano i maroni con le storie di Guantanamo, o delle torture contro “i poveri maomettani”, o con la “exit strategy” (anche qui in Italia). Proprio riguardo all’Afghanistan, ricordiamoci che più maomettani si neutralizzano, e meno tenteranno di neutralizzare noi. Questa è la schietta verità. Se noi molliamo questa guerra, per quelle bestie ci saremo arresi (con tutte le conseguenze già esposte poco più in alto).

A questo proposito, abbiamo il piacere di rilevare che anche in questi “tempi bui” ci sono notizie confortanti e giungono dalla Nigeria.
Avanti in questa direzione, perchè è quella giusta.

1) - Volete antropomorfizzare un cane? E' un errore. Volete occidentalizzare un maomettano? E' un grossissimo errore.

2) - Non scherzo, ho più rispetto per il musulmano che lotta per annientarci, che per l'imbecille multiculturalista che vorrebbe permetterglielo.

Video ripreso da StopShariaLawNow. Suggerimento dell'ottimo Occidental Soapbox.

Tuesday, July 28, 2009

Sogno i monti.



Ho un impellente desiderio di mollare tutto e rifugiarmi tra le dolomiti friulane e venete, o sulle montagne dell' Ost-Tirol.
Ho un urgente bisogno di VACANZE. Vorrei tanto infilarmi gli scarponi, indossare l'imbragatura, caricare i miei figliocci sull'auto (quelli che vedete nell'immagine) e partire per Matrei. Oppure calzare le scarpette da arrampicata e salire su qualche vetta dolomitica, qualcosa di facile però, affinché possa godermi per tutta la durata della salita la bellezza delle mie montagne.
Ma per ora sono qui, sulla sponda più sfigata del Danubio che comunque in questa zona offre un panorama grandioso.
I miei figliocci sono in Italia e forse sono un pò giù perchè sono ormai trascorsi alcuni mesi dalla nostra ultima escursione. Qua mi fanno compagnia questi bei tipetti, mentre Ziva in Croazia mi attende per accompagnarmi ancora una volta sulle colline e nei boschi dietro casa.

Diavolo,
devo andare in vacanza!

L'immagine di introduzione è stata scattata ben 5 anni fa, durante una vacanza in Ost-Tirol (sullo sfondo il GrossVenediger).

Vogliamo un mondo laico e libero o un mondo musulmano? 2- Sharia in Action

Gates of Vienna riporta il il link di un filmato girato da una emittente televisiva danese che mostra a quale livello di atrocità può arrivare la sub-umanità maomettana in Pakistan, ma non illudiamoci: ciò vale per qualunque altro Paese dove alla ragione subentra la barbarie di una ideologia generata da una civiltà minore e primitiva.
Per contro, l’occidente che è figlio della Ragione, sembra invece ripudiare le sue origini e accogliere a braccia aperte la bestialità musulmana.

Abbiamo visto come ad esempio nel Regno Unito si perseguiti chi denuncia le aberrazioni di una classe politica ottusa che si cala le braghe di fronte all’invasore maomettano; ma ogni giorno constatiamo che nei Paesi occidentali dominati dalla logica della “political correctness”, si tollera che attecchisca e si diffonda il cancro musulmano che ha l’unico scopo di spegnere quel lume della ragione e gettare la nostra società evoluta nel baratro dell’oscurantismo 1).
Chi crede nella laicità dello stato, nella democrazia e nella libertà ha il diritto/dovere di opporsi a questo flagello, contrastando innanzitutto le sciagurate e complici politiche multiculturali.

1) leggi: The Jihad fanatic peddling a message of hate to 11-year-old Londoners (funded by the taxpayer) - Gran Bretagna, la sharia è legge I tribunali islamici già al lavoro -

Gates of Vienna, per una sorta di pudore che non mi sento di condividere, ha deciso di non pubblicare il video, ma soltanto il collegamento. Come vedete sul blu-blog il filmato c’è, perché chiunque passi da qui non dovrebbe scandalizzarsi, ma reagire, denunciare, diffondere e casomai provare scandalo e vergogna se fatti di questo genere vengono nascosti o “passati” in tono minore.

Gentili Signore ed Egregi Signori di questo Occidente alla frutta: questi sono i musulmani che accogliamo, rendetevene conto.

Leggi anche: A Londra, città meticcia, arriva il delitto d'onore -
La legge della Sharia
anche in Olanda: posti in teatro solo per donne - France creeps toward sharia – convicts Brigitte Bardot for insulting Muslims, again. - Non muslims female british police issued veils.