Saturday, June 20, 2009

Moussavi e Ahmadinejad, tra loro poche differenze, ma il cambiamento potrebbe essere epocale.


L'interessante articolo de "Il Foglio" riportato anche sul Blog di Esperimento non ha certamente contribuito ad "aprirmi gli occhi" riguardo a Moussavi, colui che in questi giorni viene visto da molti come "il riformatore che può guidare l'Iran oltre la retorica anti-occidentale di Ahmadinejead".
D'altra parte è anche lui, come Mahmoud, una creatura del "Santo"Khomeini che, dopo avere assunto il ruolo di guida suprema della rivoluzione islamica, è diventato la guida religiosa di milioni di sciiti.
Tra parentesi, per me e per molti altri "la guida", "il santo" è solo un mostro che ha deciso di lasciare questa terra con troppo ritardo (QUI troverete un piccolo ma significativo saggio su "gli ammaestramenti" sessuali dell'Ayatollah).
Moussavi, che comunque non riconosce Israele (è pur sempre una bestia islamica), sembra non considerare la Shoà un mito, ciò lo rende diverso da Ahmadinejad. E diversamente dall'attuale dittatore, ha promesso il suo sostegno per i diritti delle donne.
Per il resto, come ci spiega l'ottimo articolo della CNN "Would an Iran with Moussavi..." nulla cambia:
Moussauvi difese la presa degli ostaggi americani nel 1981 dichiarando che fu l'inizio della "seconda rivoluzione" e affermò che questo atto contribuì a risvegliare la vera identità islamica dell'Iran. nel 1988 annunciò che la sentenza di morte di Salman Rushdie sarebbe stata eseguita senza intoppi("toppando" clamorosamente), ma nel frattempo, dal momento in cui fu nominato primo ministro (nel 1980) al 1988, c'è quella lunga scia di morti di cui parla l'articolo de "Il Foglio".
Recentemente Moussavi ha difeso il programma nucleare iraniano, dichiarando che non lo avrebbe sospeso se fosse succeduto ad Ahmadinejad.
Insomma, "visto da fuori", non vi erano grosse differenze tra i due contendenti al governo dell'Iran, allora perché questa mobilitazione di massa? Perché tutti ritengono che Massouvi sia "il riformatore"?
Probabilmente la risposta della CNN è quella più prossima alla realtà: su 70 milioni di iraniani, più del 60% sono giovani di età inferiore ai 28 anni. Forse per loro la Rivoluzione del 1979 è soltanto una noiosa litania, i problemi più importanti sono gli incerti dell'economia, l'alto tasso di disoccupazione, la miseria.
Un cambio al vertice, magari potrebbe "dare una scossa" e cambiare l'attuale situazione economica. Ma attenzione, le "scosse" sono difficili da gestire, e la situazione del Paese potrebbe sfuggire di mano anche al "riformista": la "Terza Rivoluzione" potrebbe rivelarsi distante dalle sue aspettative.
Ed è proprio questo che molti di noi si augurano: che il cambiamento, nel caso avvenisse, sia più ben più profondo e radicale e possa contribuire ad una trasformazione modernista della società iraniana.
Vedremo.

Leggi anche il profilo di Mirhossein Moussavi dal sito del "National Council of Resistance of Iran"

3 comments:

Stefano said...

Mai fermarsi alle apparenze...

Anonymous said...

good start

Anonymous said...

leggere l'intero blog, pretty good