Monday, July 02, 2007

Dove sono gli Imam "illuminati". Ancora su Hina salem


In un servizio dedicato al processo per l’assassinio di Hina Salem, ho letto l’intervista all’Imam torinese Abdellah Mechnoune

Ha difeso la sua fede con forza, affermando che l’Islam nulla ha a che fare con l’omicidio della ragazza provocato, a suo dire, dall’ignoranza del padre o di chi l’ha spinto all’omicidio. Forse ha ragione questo musulmano: nel Corano non c’è scritto di ammazzare le figlie se non si vestono con decenza o decidono di non sposare l’uomo al quale sono state promesse.

In definitiva, l’Imam ci dice che un omicidio così efferato, nel caso fosse veramente ispirato dalla religione, sarebbe il frutto di un’interpretazione errata.

Ed io aggiungerei: un’interpretazione forse ispirata da un altro Imam, meno “illuminato” di Abdellah Mechnoune .

Per i Sunniti, sono quattro i grandi orientamenti all’esegesi del testo del Profeta. Malgrado ciò, ad un profano come me, pare che il Corano abbia tante interpretazioni quante sono “le guide” che si sentono autorizzate a diffonderne gli insegnamenti.
Inoltre sappiamo ormai tutti, che nel mondo Sunnita diventare Imam è molto semplice. Pertanto è altrettanto facile che molti tra questi, trasmettano solamente ciò che ritengono opportuno o meglio, ciò che la loro limitata e scellerata immaginazione gli permette di comunicare.

Ma a parte questo, non sono convinto dalle parole d’Abdellah Mechnoune.

E’ una mia opinione ma credo che se l’omicidio fosse giudicato da un ulema, i quattro assassini verrebbero probabilmente assolti o condannati a pene irrisorie. Vediamo il perché (NOTA: se in Europa persisteremo ad appoggiare il multiculturalismo, un giorno avremo realmente degli imputati giudicati secondo le leggi della Sharia).
A guardar bene, le leggi islamiche dettano gli obblighi dei genitori verso la condotta morale dei figli. Di norma, la madre è responsabile della loro educazione fintantoché sono piccoli, poi l’onere passa al padre che ha l’obbligo di assicurarsi che i suoi figli crescano secondo i precetti coranici. Tutto ciò è tanto più vero se riferito al padre di Hina Salem, che è pachistano , pertanto quasi sicuramente musulmano wahnabita.

Ora, questo padre meschino, avrà certamente compreso che la figlia poco o nulla aveva recepito dagli insegnamenti sull’Islam. Certamente la condotta morale di Hina (vestirsi all’occidentale, amare un infedele, respingere il giusto sposo, non obbedire al Padre) è stata interpretata non solamente come un rigetto della famiglia e delle tradizioni, ma come un rifiuto della religione musulmana.

Ma un musulmano non ha la possibilità di rifiutare l’Islam. Compie il reato di Apostasia. E il Corano giudica l’apostata peggio degli infedeli ebrei e cristiani.

Il meschino musulmano ha dunque voluto punire con la morte il “rifiuto” di Hina, per annunciare alla sua comunità che non è il padre il colpevole del “traviamento” della figlia. Lui, il pachistano, ha cercato di indirizzarla sulla giusta via, ma “l’occidente” l’ha plagiata.

Qualcuno dirà che nel Corano nessun versetto invita esplicitamente ad uccidere gli apostati. Tuttavia, la maggioranza degli Hadith che trattano dell’apostasia, e la stessa legge coranica che ne è espressione, sono a favore dell’uccisione per chi abbandona l’islam.

Ovviamente ciò che ho scritto finora è solo una personale percezione di ciò che potrebbe essere accaduto più di un anno fa, a Brescia. E vale assai poco.

Ma vorrei aggiungere che, benché vi siano nella religione del Profeta uomini che professano la loro dottrina senza nuocere ad altri ed esistano senza dubbio dei musulmani liberali ed “illuminati”, la mia convinzione è che il Corano e buona parte delle sue interpretazioni universalmente accettate, sono intrise di intolleranza, e spianano la strada a chi in nome della fede vuole trasmettere un messaggio di odio e di ostilità contro il non musulmano, e contro la cultura occidentale.
Il problema rimane comunque nell’Islam. Per questo motivo, quando i leghisti semplicisticamente affermano che Hina è vittima di quella religione, non mi sento di smentirli.

6 comments:

Esperimento said...

Forse più che problema rimane l'Islam, direi rimane NELL'Islam (quanto sarebbe bello se i moderati "vincessero la paura" e sconfiggessero (con "l'orgoglio e la ragione" :D) i fondamentalisti, i filoterroristi, i maschilisti, ecc. ecc.
(quante citazioni oggi eh? ;) )

Fosca said...

Grazie, ma non intendevo sostenere che l'Islam è un problema,(in verità l'intollerante ateo che c'è in me crede che tutte le religioni siano un problema).
Diciamo che è un refuso causato dal passaggio da word a blogger (massì, diciamo pure così).

Per quanto riguarda i musulmani moderati.... sarebbe sufficiente che ci rassicurassero della loro esistenza magari apparendo in pubblico di tanto in tanto, per mandare a quel paese i loro colleghi integralisti.

Ora ho sonno e quasi quasi vado a nanna, che domani si parte presto.

Elly said...

Premetto che è un'opinione personale e non voglio fare la predica a nessuno, ma non credo che esista un islam moderato. L'Islam in sè è una religione che presuppone la totale sottomissione della persona ("islam" significa proprio "sottomissione"), e il Corano è un testo "rivelato": ciò significa che un musulmano non può e non deve nemmeno ragionare su ciò che gli viene insegnato. Lo deve accettare come sacra verità e basta. Da qui si capisce che chiunque non accetta uno o più precetti, automaticamente non si può definire musulmano (per fortuna sua). Noi ragioniamo di "moderazione" perchè siamo cresciuti in una cultura cristiana in cui si può prendere il vangelo alla lettera o interpretarlo o trovarne solo degli esempi; il cristianesimo e la stessa Bibbia sono molto più "elastici", e lo dimostra già il fatto che la Chiesa e l'intera civiltà cristiana in questi duemila anni si siano evolute e continuino ad evolvere. Questo è quello che farei presente, ad esempio, a Magdi Allam, che per quanto mi piaccia, continua a dirsi musulmano moderato. No. O sei musulmano, o non lo sei. Lui non lo è, per fortuna sua. Ed è inutile intervistare il "moderato" di turno sperando che prenda il corano in mano e ci indichi la pagina in cui sta scritto "non uccidere". Non lo troveremo mai. Troveremo solo interpretazioni farlocche ed opportuniste di un testo che è un abominio fine a se stesso.

Esperimento said...

parzialmente OT: sei andato ieri alla manifestazione indetta da Magdi Allam?

Anonymous said...

http://sioe.wordpress.com

Fosca said...

Che devo dire Elly? Concordo con il tuo commento al 100%.

Anche sul buon Allam, del quale peraltro avevo già scritto qualcosa in uno dei miei primi post pubblici.
http://rrresistenza.blogspot.com/2007/03/magdi-allam-
cristiano.html