Friday, April 25, 2008

Ghada Jamshir Attacks Islamic Clerics

Posto un’intervista del dicembre 2005 a Ghada Jamshir, attivista per diritti umani.
Ghada parla della condizione delle donne musulmane; degli stupri su bambine piccolissime legittimati da imam pervertiti; dell’infibulazione…

Vi prego di notare la faccia dell’imbarazzatissimo intervistatore. L’unica vera obiezione del giornalista di Al-Arabiya è che Ghada è stata giudicata eretica da molti, anche nei forum della rete.
Alla fine dell'intervista Ghada dice (più o meno) che “non gliene potrebbe fregà de meno.”
Una donna con le palle.

Trascrizione del video-

Interviewer: What do you have against the Shari'a courts?
Ghada Jamshir
: I have a lot against them. What they have done to the Bahraini women is not a trivial matter. For years women have been going into these courts, only to be oppressed and treated unjustly. We have reached the point that we say: enough. We have reached the breaking point.

[...]

We have a problem with family planning. We have no family planning in Bahrain. The Shiites in Bahrain have marriages for the purpose of mut'ah (pleasure). They bring multitudes of children into the world, without thinking, who grow up in the streets.
It's accepted for a man to marry a Filipino woman, a Bahraini woman, and a third woman from Iran, and then he takes two or three women in mut'ah marriage... How many children will he have?!

Interviewer: On September 12 you declared that you call upon or advise the persecuted women of the Gulf, and especially the Bahraini women, to request "social asylum" in France...

Ghada Jamshir: Not in France, in Spain.

Interviewer: Pardon me, in Spain.

Interviewer: You want opposition from abroad?

Ghada Jamshir: The point is not to have opposition from abroad. The point is for them to live and be protected in a safe country. If a woman cannot get any protection in her country, cannot get any protection from the courts, cannot get any protection in the marital home - where will she go? Where will she go?

[...]

Interviewer: Some people say that Ghada Jamshir is a Sunni, and that this is why she is leading the battle against (mut'ah) marriages, which are authorized by religious law among the Shiites.>/p>

Ghada Jamshir: Authorized by religious law?!

Interviewer: Among the Shiites, yes.

Ghada Jamshir: Does the Islamic Shari'a authorize mut'ah marriages? Does the Islamic Shari'a authorize mut'ah according to the following classification: "Pleasure from sexual contact with her thighs." They have: "Pleasure from sexual touching." "pleasure from sexual contact with her breasts." "Pleasure from a little girl." Do you know what "pleasure from a little girl" means? It means that they derive sexual pleasure from a girl aged two, three, or four.

Interviewer: Let's not go into details...

Ghada Jamshir: Let me tell you what "Pleasure from sexual contact with her thighs" means...

Interviewer: Don't give me the details...

Ghada Jamshir: This is a violation of children's rights! This constitutes sexual assault of the girl. What does "pleasure from sexual contact with her thighs" mean? It means deriving sexual pleasure from an infant. How old is an infant? One year, a year and a half, a few months?
Is it conceivable for a grown man to have sex with an infant girl? And you people tell me that the Islamic Sharia authorizes this? Forget about the mut'ah. Let's talk about misyar. What do misyar marriages mean? You said that I'm a Sunni and that's why I'm attacking the Shiites. No!

Interviewer: Some people claim that.

Ghada Jamshir: No, no. What does the misyar marriage mean? A man marries a woman from another town, and goes to her once a month. He "visits" her. He calls her his "wife."

Interviewer: Not necessarily once a month. He might go there every day.

Ghada Jamshir: Brother Turki, this kind of marriage, this kind of behavior, diminishes the woman's honor as a human being.

[...]

All her life, the woman is a prisoner in her own home. In the past, she would not go out to work, or to study abroad. Very few women would go to university outside Bahrain. She is at home in order to cook, sweep, and raise the children. How will she get an education? There are women whose families are extremist. They even force them to marry against their will.

You tell me, why is female circumcision still practiced in the Arab world? Why? Because there is no education, no awareness. A few days ago, a four-year-old girl called An'am died in Sudan.

Interviewer: Why?

Ghada Jamshir: Because she was circumcised. Four years old, and she died of blood poisoning.

[...]

I am convinced that I was 100% right in everything I have done.

Interviewer: You have been accused of heresy by some places... some Internet forums.

Ghada Jamshir: So what? Even in mosques they accuse me of heresy. So what? You think that if they accuse me of heresy, it affects me?

Interviewer: You don't care?

Ghada Jamshir: No. Allah will decide whether I go to paradise or to hell, not them.

Interviewer: Don't you think that those who accuse you of heresy...

Ghada Jamshir: These are the methods of the weak.

Interviewer: They say they are right, and you say you are right.

Ghada Jamshir: Who gave them the right to accuse me of heresy?

Interviewer: Who gave you the right...

Ghada Jamshir: What, did they go into my heart...

Interviewer: They say...

Ghada Jamshir: Did they see whether I pray or not? Or maybe it's because I don't wear a veil.

Interviewer: So you don't care. It doesn't affect you?

Ghada Jamshir: It doesn't bother me at all.

Wednesday, April 23, 2008

Chi sono i "pacifisti"?


Nel 2003 ebbe vasta eco nel mondo la scomparsa della ventitreenne statunitense RachelCorrie, pacifista dell’IMS (Movimento di Solidarietà Internazionale).

Insieme ad alcuni compagni stava tentando di fermare le ruspe israeliane che erano in procinto di bonificare un’area nella zona di Rafah (lungo la strada tra Gaza e l'Egitto), quando un bulldozer in fase di manovra la colpì con la lama e l’attivista morì poco dopo nell’Ospedale di Gaza.

Sorvoliamo sulle manifestazioni di protesta e sulle le accuse contro Israele, organizzate dai gruppi “pacifisti” di tutto il mondo dopo la morte della giovane americana.
Vi allego soltanto un documento dell’ISM, la “ Dichiarazione sull’omicidio di Rachel Corrie”, dove si richiede alle Nazioni Unite di condannare fermamente Israele.

Nel caso non vogliate leggerlo tutto (ma è breve), riporto un periodo illuminante:

“L'ISM -formato da civili sia palestinesi che stranieri- fa appello alla comunità internazionale perché rompa il silenzio che circonda i grotteschi abusi dei diritti umani perpetrati dagli israeliani. I civili stranieri si trovano nei Territori Occupati per cercare di difendere i diritti umani e le vite dei palestinesi proprio perché le organizzazioni internazionali istituzionali si rifiutano di farlo.”

Ebbene, è proprio vero che l’ISM è un gruppo formato da “civili” palestinesi e stranieri? Ed aggiungo, è sempre vero che questi civili si trovano nella “cosiddetta Palestina” per salvaguardare i diritti umani dei “poveri palestinesi”??

Nel 2006 un ragazzo inglese che ha avuto il coraggio (e l’impudenza) di denunciare alla polizia i traffici di droga delle bande di pakistani (e la corruzione di alcuni poliziotti), dopo essere stato più volte minacciato di morte, aver perso tutti i suoi beni ed essere stato abbandonato dalle istituzioni, fugge in Israele.
Ed allora, per uno strano gioco del destino, all'aeroporto Ben Gurion, prima di salire su un minibus per Gerusalemme, conosce un giovane studente americano. Dietro suo consiglio scenderà a Gerusalemme Est.
L’inglese comprende soltanto al suo arrivo che si trova “dalla parte sbagliata” della città, ma l’americano sembra trovarcisi benissimo… Il seguito lo leggerete QUI (in inglese- Leggete anche le parti 2-3-4).

Riassunto in breve: l’americano è un attivista dell’IMS. A Gerusalemme EST ve ne sono degli altri, di tutte le nazionalità (anche un italiano). Insieme a loro, il “nostro” visita il carcere di Gerico e ha l’occasione di conoscere sia poliziotti palestinesi, sia terroristi delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa. Durante il tour guidato da uno dei terroristi palestinesi, i “pacifisti” si fanno ritrarre imbracciando il Kalashnikov ed “abbracciando” alcuni "martiri" di Al Aqsa. Tutte le foto, durante la serata verranno cancellate. Tutte, eccetto quelle dell’inglese che prima del controllo, toglie la scheda dalla fotocamera.

Al’’inglese viene detto che il l’obiettivo principale dell’IMS è raccogliere fondi per la causa palestinese. Durante la notte all’inglese vengono raccontati tutti gli orrori compiuti da Israele (l’indottrinamento). Il giorno dopo al gruppo di “pacifisti” viene ordinato di raggiungere un territorio nella West Bank per ricevere maggiori “informazioni” e addestramento. A questa “missione” il "nostro" non partecipa.

Lionhearth che ha vissuto questa “interessante” esperienza, ci parla anche del Movimento di Solidarietà Internazionale, non risparmiandoci le sue (/mie) opinioni su quel branco di “utili idioti” alla causa del terrorismo QUI e QUI.

Potrebbe interessare a qualcuno:

Un libro sulla tragica morte della "pacifista" di IMS QUI
Manifesto di solidarietà a IMS dalla "
Rete Ebrei contro l’occupazione e dal Movimento palestinese per la cultura e la democrazia" QUI.
Un sito di Informazione di "pacifisti" a Gaza QUI.
ISM in Italia QUI.

Un video QUI.

Nell'immagine, due componenti dell' IMS e tre terroristi delle Brigate dei martiri di Al Aqsa.

Monday, April 21, 2008

Emergenza stupri: il genio Rutelli ne ha pensata un’altra



La soluzione di Rutelli: "Bracciale anti-stupro a tutte le donne"
di Antonio Signorini IL GIORNALE

A sinistra spunta l'idea di fornire un cerchietto elettronico, come quello dato negli Usa ai carcerati, a un milione e mezzo di donne romane

da Roma

La proposta è fantascientifica. E, se la faccenda non fosse più che seria, verrebbe da evocare qualche film di Arnold Schwarzenegger o l’antifurto Gps delle macchine applicato agli umani. Fatto sta che il candidato sindaco di Roma Francesco Rutelli - pressato dall’emergenza sicurezza dopo il caso della studentessa violentata nella periferia della Capitale - ha inserito nel suo pacchetto di contromisure da prendere in caso di vittoria, anche la sperimentazione di un braccialetto elettronico.
Solo che, a differenza di quello che accade nei film e negli Stati Uniti, dove effettivamente un apparecchio del genere viene imposto ad alcuni criminali in libertà vigilata, l’intenzione sarebbe quella di consegnarlo alle potenziali vittime, presumibilmente donne, per segnalare situazioni di pericolo. Un dispositivo per la sicurezza sul quale non si conoscono altri particolari, tranne il fatto che nei progetti del centrosinistra romano dovrebbe essere affiancato da centraline Sos nelle zone più a rischio collegate con le centrali operative (un presidio simile alle vecchie colonnine della Polizia che alcune città stanno effettivamente pensando di reintrodurre). E che costerebbe moltissimo, visto che nella Capitale ci sono circa 1,5 milioni di donne e tutte sono potenziali destinatarie del braccialetto segnalatore.
La proposta era passata quasi inosservata sabato, quando era stata formulata, ma ieri l’avversario Gianni Alemanno non si è lasciato sfuggire l’occasione e ha attaccato lo sfidante, definendo il braccialetto «umiliante» per le donne. Una resa delle istituzioni «incapaci di garantire la sicurezza dei cittadini». Senza contare che, sia nei film sia nella realtà, «viene indossato dai delinquenti e non dalle persone che devono essere difese. La questione, così, viene capovolta».
Un piccolo incidente, sembrerebbe di capire, sull’onda dei fatti di cronaca. E comunque, per il centrosinistra, un pensiero in più visto che la campagna elettorale si sta concentrando su un tema scomodo. E che difficilmente prenderà altre vie, da qui a domenica prossima, quando si terranno le votazioni per decidere il primo cittadino della Capitale.
Oltre alla battaglia sulle proposte per risolvere i problemi di Roma, il discorso si è spostato sulle colpe di una situazione che nella percezione comune è sfuggita al controllo.
Rutelli ha individuato la responsabilità nel precedente esecutivo di centrodestra: «Voglio ricordare ad Alemanno che il governo Berlusconi, di cui faceva parte, ha approvato una sanatoria per l’ingresso di 141.620 romeni». Accuse respinte da Alemanno: la sanatoria fu fatta per i clandestini «entrati nel nostro Paese durante gli scorsi tre governi di centrosinistra; a tutti sono state prese le impronte digitali e quindi sono persone sotto controllo». Per quanto riguarda la Romania, invece, «è entrata nell’Unione Europea il primo gennaio del 2007; Prodi aveva sei mesi per fare una moratoria e non l’ha fatta».
In ballo c’è anche il giudizio sull’operato di Walter Veltroni sindaco. Sempre sfumato nelle parole di Rutelli. Tanto che a difendere il leader del Partito democratico è intervenuto l’ex prefetto di Roma Achille Serra, adesso esponente del Partito democratico. «È davvero sconcertante - questo il commento di Serra - constatare ancora una volta come si vogliano utilizzare tristi fatti di cronaca per ottenere risultati elettorali accusando inoltre un sindaco come Veltroni che è stato e sarà ricordato come uno dei migliori amministratori della Capitale d’Italia».
Replica di Alemanno: «Mi dispiace che Serra intervenga a copertura di Walter Veltroni. Lo ha già fatto negli ultimi due anni quando, nei consigli comunali straordinari sulla sicurezza si è unito a Veltroni nel dire che Roma è sicura».
Talmente sicura, verrebbe da dire, che persino i candidati di centrosinistra pensano che serva la tolleranza zero. E i braccialetti.

Diavolo, Cicciobello una ne fa e cento ne inventa. Lo immaginate? Un milione e passa di donne costrette a girare per la città come delinquenti in libertà vigilata, mentre stranieri ed extra-comunitari, sarebbero liberi di muoversi al loro piacimento. Questa proposta è simile a quella di qualcuno che all'indomani dell'emergenza meningite, probabilmente importata in Italia da alcuni immigranti latino-americani, affermò che sarebbe stato utile un ritorno alla vaccinazione di massa anche per quelle malattie che si pensava di aver definitivamente debellato.
Che dovremmo fare noi???
Vaccinarci tutti e 57 milioni perché degli extracomunitari potrebbero attaccarci le loro malattie?
OK, anche se per molti sarebbe auspicabile, è chiaro che non possiamo impedire totalmente l'accesso in Italia a persone di altri Paesi.
Ma scusate, non è più logico mantenere TUTTI i nuovi immigrati in quarantena per, diciamo così, sei mesi (rinnovabili)?

Chi tra loro risultasse ammalato potrebbe essere curato e nel contempo avremmo l'occasione di rispedire al mittente con annesso calcio in culo i maomettani convinti, gli zingari* ed i malfattori.
E buona parte dei nostri problemi sarebbero risolti.

E' di oggi la notizia di un nuovo stupro di una diciassettenne compiuto da due nord-africani.

* Nota: mi riferisco esclusivamente agli zingari romeni che (me l'hanno confermato loro stessi) arrivano in Italia con la consapevolezza che da noi è più facile rubare e la condanna, in caso di cattura, non è mai certa, mentre in Romania vieni catturato, processato per direttissima e spedito in carcere.
Alcuni mi hanno detto di avere molta più paura delle bande di albanesi e di marocchini, che della nostra polizia.
A delinquere sono per lo più i nomadi romeni. Eppure mi accorgo che molti italiani hanno dei pregiudizi contro tutti i romeni.
Ebbene, io ne conosco molti: tutte brave persone che cercano di lavorare in ogni modo, ma onestamente, per aiutare le loro famiglie. Li conosco in Italia ed in Romania. E queste persone si sentono danneggiate dalla campagna "antiromeno" che secondo loro dovrebbe essere mirata esclusivamente contro gli zingari.

Friday, April 18, 2008

Europa o Arabia?

Da UP POMPEii riprendo un articolo del Prof. Daniel Pipes pubblicato sull'Australian del 15 aprile.

Europa: è inevitabile un prossimo dominio islamico? Ce ne staremo buoni e calmi in attesa di consacrarci a Maometto o reagiremo cercando di cambiare il corso della Storia?

Possibili scenari futuri.

The future of Europe is in play. Will it turn into "Eurabia," a part of the Muslim world? Will it remain the distinct cultural unit it has been over the last millennium? Or might there be some creative synthesis of the two civilizations?

The answer has vast importance. Europe may constitute a mere 7 percent of the world's landmass but for five hundred years, 1450-1950, for good and ill, it was the global engine of change. How it develops in the future will affect all humanity, and especially daughter countries such as Australia which still retain close and important ties to the old continent.

I foresee potentially one of three paths for Europe: Muslims dominating, Muslims rejected, or harmonious integration.

(1) Muslim domination strikes some analysts as inevitable. Oriana Fallaci found that "Europe becomes more and more a province of Islam, a colony of Islam." Mark Steyn argues that much of the Western world "will not survive the twenty-first century, and much of it will effectively disappear within our lifetimes, including many if not most European countries." Such authors point to three factors leading to Europe's Islamization: faith, demography, and a sense of heritage.

The secularism that predominates in Europe, especially among its elites, leads to alienation about the Judeo-Christian tradition, empty church pews, and a fascination with Islam. In complete contrast, Muslims display a religious fervor that translates into jihadi sensibility, a supremacism toward non-Muslims, and an expectation that Europe is waiting for conversion to Islam.

The contrast in faith also has demographic implications, with Christians having on average 1.4 children per woman, or about one third less than the number needed to maintain their population, and Muslims enjoying a dramatically higher, if falling, fertility rate. Amsterdam and RotterdamRussia could become a Muslim-majority country in 2050. To employ enough workers to fund existing pension plans, Europe needs millions of immigrants and these tend to be disproportionately Muslim due to reasons of proximity, colonial ties, and the turmoil in majority-Muslim countries. are expected to be in about 2015 the first large majority-Muslim cities.

In addition, many Europeans no longer cherish their history, mores, and customs. Guilt about fascism, racism, and imperialism leave many with a sense that their own culture has less value than that of immigrants. Such self-disdain has direct implications for Muslim immigrants, for if Europeans shun their own ways, why should immigrants adopt them? When added to the already-existing Muslim hesitations over much that is Western, and especially what concerns sexuality, the result are Muslim populations that strongly resist assimilation.

The logic of this first path leads to Europe ultimately becoming an extension of North Africa.

(2) But the first path is not inevitable. Indigenous Europeans could Rrresist it and as they make up 95 percent of the continent's population, they can at any time reassert control, should they see Muslims posing a threat to a valued way of life.

This impulse can already be seen at work in the French anti-hijab Fitna. Anti-immigrant parties gain in strength; a potential nativist movement is taking shape across Europe, as political parties opposed to immigration focus increasingly on Islam and Muslims. These parties include the British National Party, Belgium's Vlaamse Belang, France's Front National, the Austrian Freedom Party, the Party for Freedom in the Netherlands, the Danish People's Party, and the Swedish Democrats. legislation or in Geert Wilders' film,

They will likely continue to grow as immigration surges ever higher, with mainstream parties paying and expropriating their anti-Islamic message. Should nationalist parties gain power, they will likely seek to reject multiculturalism, cut back on immigration, encourage repatriation of immigrants, support Christian institutions, increase indigenous European birthrates, and broadly attempt to re-establish traditional ways.

Muslim alarm will likely follow. American author Ralph Peters sketches a scenario in which "U.S. Navy ships are at anchor and U.S. Marines have gone ashore at Brest, Bremerhaven or Bari to guarantee the safe evacuation of Europe's Muslims." Peters concludes that because of European's "ineradicable viciousness," its Muslims "are living on borrowed time" As Europeans have "perfected genocide and ethnic cleansing," Muslims, he predicts, "will be lucky just to be deported," rather than killed. Indeed, Muslims worry about just such a fate; since the 1980s, they have spoken overtly about Muslims being sent to gas chambers.

Violence by indigenous Europeans cannot be precluded but nationalist efforts will more likely take place less violently; if any one is likely to initiate violence, it is the Muslims. They have already engaged in many acts of violence and seem to be spoiling for more. Surveys indicate, for instance, that about 5 percent of British Muslims endorse the 7/7 transport bombings. In brief, a European reassertion will likely lead to on-going civil strife, perhaps a more lethal version of the fall 2005 riots in France.

(3) The ideal outcome has indigenous Europeans and immigrant Muslims finding a way to live together harmoniously and create a new synthesis. A 1991 study, La France, une chance pour l'Islam (France, an Opportunity for Islam) by Jeanne-Hélène Kaltenbach and Pierre Patrick Kaltenbach promoted this idealistic approach. Despite all, this optimism remains the conventional wisdom, as suggested by an Economist leader of 2006 that concluded that dismissed for the moment at least, the prospect of Eurabia as "scaremongering."

This is the view of most politicians, journalists, and academics but it has little basis in reality. Yes indigenous Europeans could yet rediscover their Christian faith, make more babies, and again cherish their heritage. Yes, they could encourage non-Muslim immigration and acculturate Muslims already living in Europe. Yes, Muslim could accept historic Europe. But not only are such developments not now underway, their prospects are dim. In particular, young Muslims are cultivating grievances and nursing ambitions at odds with their neighbors.

One can virtually dismiss from consideration the prospect of Muslims accepting historic Europe and integrating within it. U.S. columnist Dennis Prager agrees: "It is difficult to imagine any other future scenario for Western Europe than its becoming Islamicized or having a civil war."

But which of those two remaining paths will the continent take? Forecasting is difficult because crisis has not yet struck. But it may not be far off. Within a decade perhaps, the continent's evolution will become clear as the Europe-Muslim relationship takes shape.

The unprecedented nature of Europe's situation also renders a forecast exceedingly difficult. Never in history has a major civilization peaceably dissolved, nor has a people ever risen to reclaim its patrimony. Europe's unique circumstances make them difficult to comprehend, tempting to overlook, and virtually impossible to predict. With Europe, we all enter into terra incognita.

Daniel Pipes - "Europe or Eurabia?" THE AUSTRALIAN 15/04/08

In italiano QUI

Thursday, April 17, 2008

Kill them All

“L’Olp è l’unico legittimo rappresentante del popolo palestinese e non ha mai cambiato di una virgola il suo programma politico”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore dell’Autorità Palestinese in Libano Abbas Zaki, in un’intervista trasmessa mercoledì scorso dalla tv libanese NBN, ora tradotta in inglese dal Middle East Media Research Institute (MEMRI).
“Alla luce della debolezza della nazione araba e della mancanza di valori – ha spiegato il rappresentante palestinese – e alla luce del controllo Americano su tutto il mondo, l’Olp ha deciso di procedere per fasi, senza cambiare i propri obiettivi strategici. Lasciatemi dire che, quando l’ideologia d’Israele inizierà a crollare e noi prenderemo perlomeno Gerusalemme, l’ideologia d’Israele crollerà del tutto e noi, a Dio piacendo, inizieremo a realizzare il nostro programma ideologico e li cacceremo fuori da tutta la Palestina”.
Il video dell’intervista di Abbas Zaki è disponibile (con sottotitoli in inglese) al link:
http://www.memritv.org/clip/en/1738.htm

UN PREDICATORE DI HAMAS ESORTA ALLA CONQUISTA DI ROMA E DEL MONDO INTERO

In un sermone mandato in onda venerdì scorso dalla tv di Hamas Al-Aksa (ora tradotto in inglese da MEMRI), il parlamentare e chierico di Hamas Yunis al-Astal ha detto ai fedeli che l’islam presto conquisterà Roma, “la capitale dei cattolici, la capitale crociata che ha dichiarato guerra all’islam e che ha insediato in Palestina i fratelli delle scimmie e dei maiali [gli ebrei] per impedire il risveglio dell’islam”, come fu per Costantinopoli. Roma, ha affermato al-Astal, diventerà “un avamposto della conquista islamica che si estenderà su tutta l’Europa e poi si volgerà alle due Americhe ed anche all’Europa orientale”. “Allah ha scelto voi per sé e per la sua religione – ha continuato il predicatore palestinese – affinché serviate da motore che traini questa nazione verso la fase della successione, della sicurezza e del consolidamento del potere, e verso la conquista delle capitali di tutto il mondo per mezzo della predicazione e delle conquiste militare. Credo che i nostri figli e i nostri nipoti erediteranno la nostra jihad [guerra santa] e i nostri sacrifici e, a Dio piacendo, i comandanti delle conquista si leveranno fra loro. Oggi noi instilliamo queste buone nozioni nelle loro anime e, mediante le moschee, i libri coranici e le storie del nostro Profeta, dei suoi compagni e dei grandi condottieri, li prepariamo per la missione di salvare l’umanità dal fuoco dell’inferno sul cui orlo oggi si trova”.
Il video del sermone di Yunis al-Astal è disponibile (con sottotitoli in inglese) al link:
http://www.memritv.org/clip/en/1739.htm

(Da: Jerusalem Post, 14.04.08)


Ho inserito la simpatica immagine immediatamente sopra, come schietto commento al post pubblicato da Liberali per Israele.
In confidenza, si tratta di una figura stampata sulla maglietta che amavo indossare qualche anno fa. Ne avevo un'altra assai più carina, dove sotto l'immagine che al momento preferisco non descrivere, era scritto: "RUDI, MA VOLGARI".
Ma amici miei, francamente, serenamente, pacatamente, dopo aver letto quell'articolo, l'unico commento che il cuore mi suggerisce è proprio questo:
KIll them all!



Tuesday, April 01, 2008

In partenza


Sono partito nell'ottobre scorso e su RRResistenza per mesi non c'è stata traccia di me.
Non è stato un bel gesto.
Non mi sono comportato correttamente. Difatti anche se
il mio blog avesse avuto un solo lettore (diavolo, ne avrà almeno tre o quattro!), avrei dovuto avvertire per tempo della pausa "forzata" in cui intendevo relegarlo.
Inutili e tardive sono le giustificazioni apportate QUI.
Mea grandissima culpa.
Ora non voglio incappare nel medesimo errore.


Domani partirò per un nuovo viaggio.
Al momento non so quando ritornerò e non sono certo di quando avrò la possibilità di scrivere ancora su questo blue-blog, ma a meno di impedimenti seri, forse tra una decina di giorni i "quattro abbonati" a RRRESISTENZA potranno trovarmi di nuovo sulla Rete. E' chiaro che innanzitutto dovrò organizzare il mio lavoro (e approntare una nuova postazione internet), poi avrò l'opportunità di scorrere le pagine di RRR e dei bloggers amici*.
A presto.
Fosca

PS: ma non da "clandestino"...

Io scrivere in italiano. Tu capire??

La buona notizia è che sono stato citato in un post* di 21&33




OK, niente male, quando ...




... parla di ISLAM, immigrazionismo e identità nazionale (avrei preferito che parlasse d'identità occidentale).
L'ideale del "mutuo sociale" e della " casa per tutti gli italiani"....?? Mah: un linguaggio che non mi va a genio.
Insomma, personalmente l'apprezzo abbastanza, pertanto le auguro di oltrepassare (di poco) la soglia del 4%.

La Cortellesi? Fantastica!

Monday, March 31, 2008

FITNA : un commento.


Dal sito Gates of Vienna riporto un breve commento di Fjordman al film FITNA di Wilders.

Colgo l’occasione per postare anche una personale opinione che non riguarda l’opera in sé, bensì gli effetti della crescente popolarità che la diffusione in internet sta regalando a questo cortometraggio.

FITNA ha il potere di cambiare il corso degli eventi, perché grazie al WEB milioni di persone mai nemmeno sfiorate dal pensiero che esista nell’ISLAM la volontà di piegare l’Occidente, o che con sufficienza e sarcasmo hanno reagito alle tesi dei molti che già da anni denunciavano questo pericolo (penso ad Oriana), ora hanno la possibilità di ricredersi e di comprendere quale tremendo inganno sia il relativismo che in questi ultimi decenni ha minato le fondamenta della civiltà occidentale.

Pertanto mi sento di ringraziare sinceramente tutti quei boriosi babbei che con la loro foga di denunciare e censurare FITNA hanno accresciuto notevolmente la curiosità attorno al film.

Grazie a Ban-ki Moon. Grazie al premier olandese Jan Peter Balkenende. E grazie a tutti i ministri degli esteri della UE. Compreso il nostro “amatissimo” D’Alemah che non ci ha fatto mancare una perla della sua saggezza: "Non apprezzo che vengano offesi o colpiti i sentimenti religiosi di chicchessia". Oh, qual cristallino esempio di rettitudine, tolleranza e bontà d’animo!
Che ministro, che uomo!

Grazie. Grazie di cuore.
Standing Ovation!

I liked it. It is impressive how much they managed to squeeze into just 15 minutes. I notice several of the comments at Jihad Watch say Geert Wilders could have made it worse. Yes, he could. He left out quite a few things, but what he kept was authentic and bad enough.

We should remember that the people reading websites such as Jihad Watch or Atlas Shrugs or Gates of Vienna are perfectly aware of how bad Islam is. This movie was not made for them. It was made for all those tens of millions or hundreds of millions of people out there who don’t trust the official propaganda about Islam, but still don’t fully understand how bad it is. Being too harsh (even if what is described is true) could put some of them off.

I believe this movie struck a good balance between showing Islam for what it is and still making it possible for the average person to digest the message. It is highly effective.
- - - - - - - - -
But I agree with Hugh Fitzgerald: We want a sequel! What about “Pirates of Muhammad: At Islam’s End,” starring Johnny Depp? Yes, I know, it would be too cute, but at least people would see it. As long as Keira Knightley plays Aisha, I’m happy.

For the comments about Jews, you should read Andrew Bostom’s upcoming The Legacy of Islamic Antisemitism. There is much, much more.

I especially liked the agitated gentleman waving a sword, screaming for Jihad. I thought Jihad was about inner, peaceful struggle against yourself, a bit like yoga? He didn’t seem to enjoy any inner peace, though.

And if Jihad is about better education, as I have heard from my local newspaper, why didn’t he wave a pencil?

Maybe it was a pencil sharpener?
Per leggere le reazioni al commento di Fjordman QUI

Friday, March 28, 2008

Fitna: Geert Wilders' movie about the Quran (Eng Sub) Part 1

Fitna (Eng Sub) Part 2

"Imbeccato" da Euro-Holocaust (quel che è giusto, è giusto), posto i video del film di Geert Wilders "scovati" su YOUTUBE.

Thursday, March 27, 2008

Sono pazzi questi Inglesi!



Ma sono veramente folli questi inglesi.

Non cercano di arrestare il flusso migratorio degli islamici, anzi incoraggiano i musulmani ad entrare nel Regno Unito e a sentirsi come a casa loro.

*L’arcivescovo di Canterbury ritiene che sia inevitabile introdurre alcuni aspetti della Sharia nel sistema giuridico britannico(d’altra parte le Corti islamiche sono presenti nel Regno Unito da più di venti anni).

* Il NTU (National Union of Teachers) fa pressioni sul Governo affinché prenda le parti dei palestinesi, si batte per l'insegnamento della storia della Palestina in funzione anti-israeliana e nel contempo richiede che il Corano diventi materia di studio negli istituti scolastici (con degli Imam come insegnanti).

* Il Labour party, consapevole che togliere il Natale dal calendario inglese è (per ora) ancora improponibile, richiede che la sua importanza venga ridimensionata e portata al livello di altre feste e celebrazioni religiose (islamiche). Ciò per favorire le relazioni tra razze e religioni diverse.


Un appunto, alcuni manifestanti che (giustamente) contestavano le idee “multiculturali” del Vescovo di Canterbury sono finiti in manette.
Che avranno fatto a quelle zecche islamiche che nelle manifestazioni a Londra gridavano “ Bomb UK! Bomb USA!”? Secondo me non hanno fatto proprio nulla Un video QUI.

Vi auguro di non andare in Gran Bretagna con il vostro animale di compagnia, rischiereste di vederlo trattenuto in quarantena per 6 mesi. Certo, gli inglesi temono che le nostre bestiole portino chissà quali epidemie nella loro isola. Intanto la Gran Bretagna è zeppa di bestie fondamentaliste il cui intento è demolire le basi della nostra cultura occidentale per sostituirle con le loro. E’ questo il virus che sta attecchendo nel Regno Unito (ed in altri Paesi europei). E tanti occidentali accecati dalla falsa luce del multiculturalismo, ne sono gli inconsapevoli veicoli.

Gran Bretagna, Belgio, Svezia, Francia, Bosnia…. l’avanzata dell’Islam pare inarrestabile. Per ora gli effetti dell’immigrazione musulmana non sono percepibili a tutti, ma esistono e sono devastanti. La mia opinione è che non possiamo fermarci a guardare il lento declino dell’Europa, o a registrarne solamente gli effetti. Occorre dire basta a tutto ciò ed essere pronti a combattere in ogni modo per debellare il cancro che può portare all’estinzione della nostra civiltà.

Leggi anche Londonistan, Corti e leggi islamiche. Allarme in Inghilterra

Di seguito un articolo tratto da UP POMPEII

CHRISTIAN GREAT BRITAIN WILL SOON BE OBLITERATED BY MUSLIM IMMIGRATION & GOVERNMENT INTERVENTION

---------------"Christmas should be downgraded in favour of festivals from other religions to improve race relations, says an explosive report.

Labour's favourite think-tank says that because it would be hard to "expunge" Christmas from the national calendar, 'even-handedness' means public organisations must start giving other religions equal footing. " ------link to this article is here---------------

This leads me back to my original premise - the eradication of our Christian heritage and mores from Great Britain has less to do with church attendance than it does with the government intentionally undermining Christianity and by its support of increased muslim immigration and subsequent ongoing Islamisation of the UK.

Posted by The Opinionator
Siamo certi di voler accettare tutto questo senza reagire?

Wednesday, March 26, 2008

Per questa volta è andata bene.



Anni fa ho vissuto per qualche tempo a Kiseljak, una cittadina croata della Bosnia Erzegovina a circa 20 Km da Sarajevo. Di tanto in tanto torno da quelle parti, anche perché ho degli amici che frequento tuttora. Ieri uno di loro mi ha raccontato che l’8 marzo scorso si è trovato in mezzo ad una azione delle forze speciali della polizia e per un attimo ha creduto di essere finito sul set di un film d’azione, o di essere tornato in guerra.

Era appena entrato all’interno del disco pub che poche ore dopo avrebbe ospitato centinaia di donne per la ricorrenza dell’8 marzo, quando il locale è stato presso d’assalto da uomini armati e mascherati che si sono qualificati come membri di una sezione operativa del Ministero dell’Interno. Fuori, sulla strada proprio di fronte alla discoteca, altri uomini dei reparti speciali armeggiavano intorno ad un’auto, mentre due di loro tenevano sotto mira un uomo già ammanettato.

Quando gli agenti all’interno del locale hanno concluso la raccolta delle generalità dei presenti, hanno invitato tutti ad uscire, per proseguire indisturbati le loro ricerche all’interno dell’edificio.

A farla breve, l’uomo catturato era un musulmano ed aveva parcheggiato l’auto di fronte al pub pochi minuti prima.

Beh certo, sebbene trattasi di maomettano, il solo fatto di entrare con l’auto in una città croata e parcheggiare di fronte ad un locale, non dovrebbe (credo) costituire un reato. Tuttavia nell’auto dell’islamico erano ben nascosti due ordigni esplosivi con l’innesco a tempo e ciò, anche da noi, è proibito.

La versione “ufficiosa” che "gira" a Sarajevo e dintorni è che la polizia aveva ricevuto una "soffiata" riguardo la preparazione di un attentato da eseguirsi in una località croata non distante dalla capitale, durante la Festa della Donna.

Il disco pub era stato inaugurato da poco e la sua prima grande iniziativa sarebbe stata proprio una grande festa per l’8 marzo. Per essere certi dell’affluenza, i gestori del pub avevano distribuito i manifesti pubblicitari perfino a Sarajevo. Pertanto, pur controllando altre cittadine croate, la vigilanza si era accentuata su Kiseljak e su quel locale.

La versione ufficiale del Ministero degli Interni è che il musulmano è stato arrestato “per caso” durante una normale azione di polizia (seeeh!). Inoltre, sempre secondo il governo di Sarajevo, l'islamico avrebbe probabilmente venduto gli ordigni a terze persone.

Tuesday, March 25, 2008

Rifiutano di giocare con Israele, scoppia il caso

La nazionale giovanile della Tunisia diserta la semifinale contro i pari età ebrei per motivi politici: partita persa a tavolino

«Con loro noi non giochiamo. Punto e basta». Gli intrighi della politica internazionale hanno fatto irruzione in una tranquilla domenica nel Memorial Ferruccio Cornacchia. La semifinale della competizione di pallavolo Under 19, giunta all'edizione numero 26 e con 32 squadre (tra maschili e femminili) impegnate per tre giorni in 9 palazzetti del Friuli Occidentale, era in programma nel pomeriggio pasquale al Forum di Pordenone. Di fronte, dopo un lungo cammino partito dalle fasi di qualificazione, le nazionali dei diciannovenni di Tunisia e Israele. Ed ecco il colpo di scena. Il capo della delegazione nordafricana avvicina il patron della competizione giovanile, Tiziano Cornacchia, e lo informa della novità. Senza appello. «Per noi niente partita», dice il tunisino, utilizzando un buon italiano. C'è un momento di gelo. Poi Cornacchia chiede lumi. Scopre che a Kamel Rkata, il signore citato, è appena arrivata (via cellulare) una telefonata dal ministero dello Sport del suo Paese. È stato vietato «tassativamente» al suo sestetto di sfidare i coetanei giunti da Tel Aviv. «Un ordine giunto dall'alto, direttamente da Tunisi - commenta a freddo lo stesso Tiziano Cornacchia, che oltre a organizzare materialmente il torneo, guida da dirigente la Polisportiva San Giorgio di Porcia - In 26 anni non mi era mai successa una cosa del genere. Questi "politicanti da quattro soldi" dovrebbero vergognarsi. Ho visto alcuni ragazzi tunisini piangere a dirotto, perché è stato detto loro che non avrebbero potuto giocare. Qui le diversità di vedute religiose non c'entrano nulla. Ciò che è accaduto rappresenta non soltanto la negazione dell'etica sportiva, ma anche un affronto alla città di Pordenone, alle sue autorità e alla sua ospitalità». Comunque non c'è più niente da fare, se non sancire la "promozione" alla finalissima della Selezione d'Israele contro la Nazionale italiana prejuniores di Barbiero, che poi vincerà con un secco 3-0. E i nordafricani? «A norma di regolamento - puntualizza il patron - oltre a subire la sconfitta per 3-0 avrebbero dovuto essere subito esclusi dalla manifestazione. In realtà, per non penalizzarli eccessivamente, il nostro comitato ha deciso di far loro disputare la sfida per il terzo posto a Claut contro la Sisley di Treviso». Un match poi onorato dai maghrebini, capaci d'imporsi (3-2) su uno dei vivai migliori d'Italia. «Noi avremmo voluto scendere in lizza - racconta a fine torneo Rkata - ma abbiamo ricevuto una telefonata molto chiara. Mi dispiace per i ragazzi, alcuni dei quali si sono messi a piangere, e per i nostri connazionali immigrati in Friuli, che erano venuti a incitarci dalle tribune. Sono stupito io stesso. Posso soltanto aggiungere che non era possibile fare altrimenti. Adesso penseremo alla Coppa del nostro continente». Per la cronaca, nel 2009 i tunisini (campioni nel 2007) non ci saranno più. Resta una piccola nota di consolazione. Il nordafricano Berber Bilel è stato premiato come miglior libero della competizione e l'israeliano Viacheslav Brekel come centrale più forte. Sul palco, almeno, i due ragazzi si sono stretti la mano. «Peccato - è il congedo di Cornacchia - che le oscure ragioni della politica ci abbiano impedito di ammirare anche il confronto pallavolistico fra due scuole di volley che sono e restano tra le migliori del mondo. Mi auguro soltanto che da questa vicenda si possa trarre una lezione utile». Magari pensando alle Olimpiadi di Pechino.
Pier Paolo Simonato
Il Gazzettino.

Non servirebbe aggiungere altro, eccetto che personalmente ritengo vergognosa la decisione del comitato organizzatore di NON allontanare definitivamente la squadra tunisina dalla manifestazione.
Come al solito, anche noi ci siamo piegati ai diktat degli islamici.
E non mi si venga a dire che gli atleti magrebini non avrebbero meritato l'esclusione poiché erano in disaccordo con la decisione dei loro inetti governanti.

Monday, March 24, 2008

TIBET LIBERO! (Dai tibetani)

Sì, avete letto bene. Il sogno (non) nascosto dei compagnucci di Diliberto è un Tibet finalmente scevro dalla “dittatura religiosa” imposta dai “professionisti dell’eversione reazionaria” (leggi Dalai Lama e suoi accoliti), pilotati e finanziati dal diabolico imperialismo americano.

Tibet libero dai tibetani e pienamente “comunista”.

Gli stessi individui che urlano, piangono, battono i piedi e si strappano i capelli chiedendo a gran voce la fine “dell’occupazione” in Iraq e Afghanistan – “l’Iraq agli iracheni!”, do you remember?” - probabilmente sono i primi ad augurarsi che un intero popolo sia finalmente cancellato dal mondo e dalla Storia.

Nuie ce fâ, il tempo passa, ma loro, i figli di Stalin, non cambiano e rimangono gli stessi comunisti di 50 anni fa: dannosi, illiberali, fedeli alle loro aberranti ideologie.

Ma il peggio è che tuttora in Italia ci si può permettere di dichiararsi pubblicamente “marxisti” senza per questo essere esposti al pubblico ludibrio. E si può celebrare il comunismo senza incorrere nel reato di “apologia del comunismo”, perché questo reato non esiste.
Non ancora.
Ma questa è un’altra storia…

di Massimo Ciusani
Sulle questioni internazionali lo sbando della cosiddetta sinistra (radicale, ambientalista o di governo) è totale. Le continue folgorazioni che spesso influenzano le scelte del ceto politico di sinistra riservano sempre delle bizzarre sorprese. E’ ormai prassi quotidiana pontificare contro quei Paesi che cercano di modificare i rapporti di forza nel mondo contro l’attuale egemonia imperialista. Tra la sinistra italiana è di moda sventolare la bandiera del separatismo dei movimenti arancione: dall’Ucraina alla Bielorussia, dal Kosovo alla Cecenia per arrivare fino al Tibet.
Che la sinistra italiana abbia abbandonato ogni ipotesi di cambiamento e di trasformazione del mondo è chiaro nelle sue scelte subalterne al campo occidentale. Il separatismo è infatti un’arma micidiale usata dall’imperialismo americano ed europeo per indebolire i nemici strategici dell’impero. Secondo le esigenze si utilizza lo strumento della guerra, come è successo per smembrare la Jugoslavia, oppure in presenza di entità statuali pesanti - come la Cina e la Russia - il lavoro sporco viene gestito dai servito segreti e affidato a personaggi ed arnesi professionisti dell’eversione reazionaria reclutati in loco. Il Dalai Lama è un tipico esempio.
I comunisti invece lavorano per scardinare la supremazia Usa che è militare in particolare, ma non solo. Russia e Cina (ma anche altre importanti realtà regionali) sono ormai avviate con notevole sicurezza e decisione verso il ruolo di potenze antagoniste, mentre l’Europa è ormai - insieme allo stato canaglia di Israele - il gendarme dell’ordine imperialista. Per di più è anche venuta ad esaurimento la relativa, ma non secondaria, autonomia gollista della Francia.
I comunisti, invece, si schierano nettamente nel fronte antimperialista, nel senso preciso di una netta opposizione alle aggressioni Usa ed europee: aperte o sotterranee, con mezzi militari o con la “democrazia” finanziata con milioni e milioni di dollari, con manovre e pressioni diplomatiche, con l’intervento di gruppi finanziari e multinazionali americani, europei, italiani.
Per la sinistra quello che conta è il politicamente corretto. Per i comunisti il problema decisivo è la riduzione, in qualsiasi modo venga ottenuta, della supremazia Usa.
Si deve essere favorevoli alla resistenza irachena, pur se è inutile negare che si è in buona parte trasformata in guerra tra sunniti e sciiti. Si deve essere favorevoli all’Iran e al fatto che all’interno non prevalgano i “modernisti” e “riformisti” filoccidentali, ma non certo perché si possa nutrire particolare simpatia per idee e atteggiamenti culturali degli Ayatollah. Si deve essere favorevoli alla resistenza afgana, ma non necessariamente ai loro costumi, cultura, mentalità. Non sento invece di appoggiare i ceceni malgrado la ferocia con cui esercito e polizia russi li massacrino o i rivoltosi birmani, pur se non mi riconosco nella giunta militare.
Nel Tibet la situazione è ancora più limpida e trasparente. Con la presa del potere da parte dei comunisti cinesi inizia un lungo processo di trasformazione sociale che comprende l’abolizione della servitù della gleba e della schiavitù, la distribuzione dei pascoli ai contadini senza terra e il programma di alfabetizzazione di massa con partenza da quota zero.
Il potere popolare ha dovuto scontrarsi contro il potere religioso schierato in difesa dei privilegi delle classi possidenti e dell’oscurantismo medioevale, così come successe tra le fine degli Anni 70 nella Repubblica Democratica dell’Afghanistan e agli inizi degli Anni 80 nella Polonia Popolare.
Perché se non si capisce che la “resistenza” cecena o le “rivolte” birmana e tibetana (come la “democrazia” in Ucraina e Georgia) fanno comunque il gioco della supremazia imperialista Usa e del tentativo degli Usa di contenere e accerchiare Russia e Cina - loro antagonisti principali in questa fase storica - siamo al sostanziale analfabetismo politico, al risultato di decenni di “rincoglionimento” delle masse da parte di una sinistra buonista, politicamente corretta, subalterna ai poteri economici e finanziari internazionali e completamente incapace di una pur minima analisi di fondo, strutturale come si diceva un tempo.
Dopo le elezioni del 14 aprile è necessario porre all’ordine del giorno la battaglia per l’unità dei comunisti sganciata da ogni zavorra moderata e subalterna per mantenere aperta, qui in Italia, una prospettiva di cambiamento e di trasformazione.

Da: http://www.pdcitorino.it/
Situazione nel Tibet vista dai comunisti: http://www.resistenze.org/

Tuesday, March 18, 2008

Solidarietà a Fiamma Nirenstein


Chi sono gli amici italiani di quelle bestie senza cuore e senza testa che festeggiano quando i loro compari massacrano dei giovani studenti ebrei; educano i loro stessi figli al martirio ; non si fanno scrupolo di servirsi dei loro bimbi come bersaglio e scudo per screditare Israele?

Crediamo di saperlo bene: i D'Alema, i Vauro, i Diliberti e molti altri.
Tuttavia la gran parte di questi eroi è abbastanza intelligente da dissimulare il proprio antisemitismo e le simpatie neo-naziste.
Altri, forse è proprio il caso di Vauro, sotto pressione e stress da... elezioni(??), "sbragano", vanno fuori di testa e si rivelano per quello che sono.
Delle gran teste.....

Di seguito, un articolo di Debora Faith, ripreso da Informazione Corretta.
Miserevole, meschina, schifosa, vigliacca, perfetto esempio di propaganda neonazista la vignetta di Vauro sul Manifesto, che alcuni chiamano ormai Nazifesto, del 15 marzo. Appena vista mi ha assalito un'ondata di rabbia cosi' forte che avrei voluto averlo qui davanti a me l'autore di tanta schifezza, per guardarlo negli occhi e dirgli una sola parola "Auschwitz" perche' l'unico periodo della storia moderna in cui gli ebrei hanno dovuto portare sugli abiti la Stella di David e' stato quando venivano portati nei campi della morte. Vauro ha ripetuto l'orrore raffigurando Fiamma Nirenstein con una Stella sul petto e vicino il fascio littorio per insultarla, delegittimarla, svergognarla a causa della sua candidatura nel Partito della liberta'. Viva la democrazia comunista! L'insulto, la vergogna, lo schifo vanno tutti rigettati sull'autore di simile obbrobrio e sul giornale che lo ha pubblicato, posso immaginare quanto avranno sghignazzato fra loro, questi paladini della liberta' e grandi difensori di terroristi. Avranno riso , pacche sulle spalle del Vauro, sempre recidivo, sempre pronto a disegnare vignette antisemite che gli escono direttamente dal cuore. Sono sicura che non ha bisogno di pensarle, gli vengono spontanee, sono frutto del suo odio , figlio primogenito dell'ideologia cancerogena che anima questa gente che si dichiara di sinistra ma che e' erede diretta delle purghe, dei campi in Siberia, dei manicomi criminali dove venivano sbattuti i nemici del regime, in primis gli ebrei che, se non abiuravano fede e appartenenza, erano considerati nemici da eliminare, esseri spregevoli da ammazzare o da deportare ai confini piu' lontani dell'impero sovietico. Come il nazismo, il comunismo si e' macchiato di orrori indescrivibili contro gli ebrei eppure, mentre oggi chi e' ancora fascista si deve , giustamente, vergognare, questi qua, questi sciacalli, questi vigliacchi, questi razzisti vanno in giro orgogliosi del loro essere comunisti, colla puzza, tanta puzza sotto il loro naso. Questo Vauro che si e' sempre tanto divertito a disegnare infami porcherie contro gli ebrei e Israele , questa volta prende di mira la miglior giornalista italiana, la piu' preparata, la piu' coraggiosa perche' ha il fegato di mettersi contro quella fetta di italiani che, a pugno chiuso, gridano " A morte Israele". Secondo me Vauro e' invidioso, secondo me avrebbero fatto carte false per avere una personalita' come la Nierenstein dalla loro parte senza rendersi conto che un ebreo orgoglioso di esserlo, un ebreo sionista, un ebreo che ama Israele , un ebreo che odia il terrorismo e le falsificazioni storiche che lo hanno fatto nascere e proliferare non potrebbe mai stare dalla loro parte. Purtroppo gli italiani hanno la memoria corta, per quello che gli fa comodo, e quasi tutti, ahime' anche tanti ebrei, hanno dimenticato cosa ha fatto la sinistra contro Israele negli ultimi 40 anni. Quasi tutti hanno dimenticato la violenza, le calunnie gli insulti, le manifestazioni oceaniche contro Israele. Ma io ricordo, caspita se ricordo! Anni, anni, anni di rabbia, dolore, ribellione, anni di buio e di solitudine per difendere Israele! Ricordo le prime pagine dei quotidiani dove la parole piu' gentile dedicata a Israele e agli ebrei era "Nazisti". Ricordo l'adorazione per Arafat quando veniva in Italia e lo portavano in trionfo ad Assisi, santo tra i santi, mentre l'Italia e l'Europa subivano in silenzio il terrorismo dei suoi feddaiyn, mentre veniva assassinato Stefano Tache', mentre veniva assalita l'Achille Lauro e un ebreo anziano e in sedia a rotelle , Leon Klinghofer, veniva ammazzato come un cane e gettato in mare. Ricordo quando i congressi nazionali della Federazione Italia-Israele dovevano essere protetti dalla polizia in arme e da agenti in borghese, ricordo che a Bergamo avevamo due ali di poliziotti armati intorno all'albergo perche' un emerito rifondarolo, deputato nel governo Prodi, aveva giurato che ci avrebbe assaliti insieme ai suoi seguaci. Ricordo le minacce, le librerie date alle fiamme perche' avevano in vetrina libri su Israele, ricordo le telefonate anonime"schifosa sionista, creperai presto", ricordo il rifiuto dei governi italiani di ricevere ministri di Israele mentre Arafat la faceva da padrone all'interno delle nostre istituzioni con deputati e ministri che gli si inchinavano davanti sbavanti, per non parlare dei giornalisti. Ricordo treni e pullmann a centinaia viaggiare verso Roma per la piu' grande delle manifestazioni contro Israele, al grido di "Israele, a morte" e ricordo l'espressione di un amico israeliano che non riusciva a capacirasi di essere considerato "IL MALE", come gli aveva gridato in faccia un manifestante. Ricordo anni di solitudine, di abbandono , di disprezzo, di violenza verso chi si dichiarava orgogliosamente sionista. Ricordo una mostra di fotografie di Israele a Brescia e la distruzione del locale, le foto a terra, il gallerista preso a pugni, sacchi di sterco gettati sul pavimento e le scritte "Morte a Israele- Palestina libera e rossa". Gli autori erano gli angioletti dei centri sociali. Ricordo la disperata solitudine di Israele, paese reietto, paese paria, paese da odiare, di cui chiedere a gran voce la distruzione dando alle fiamme le sue bandiere. Ricordo i cortei della famosa Pantera , tutti belli inkefiati che passando davanti al Tempio Maggiore di Roma urlavano, stendendo il pugno chiuso, "A MORTE". Ricordo La pipa di Luciano Lama, seduito da un codazzo di giovinastri urlanti, mentre faceva gettare una bara nera sulla scalinata del Tempio. Pochi giorni dopo veniva rubata da un feddayin la vita di Stefanino Tache', due anni appena. Ricordo Pertini che, davanti al nostro dolore e rabbia, disse "ma cosa vogliono questi ebrei!". Ricordo il corteo coi kamikaze tenutosi a Roma nel 2002 mentre in Israele i genitori mandavano i loro figli a scuola in autobus diversi nella speranza di rivederne almeno uno vivo. Ricordo tutti i sinistri che durante gli anni di guerra del terrore incominciata da Arafat nel 2000, non sapevano fare altro che demonizzare Israele e difendere i terroristi. Si , li ricordo i cosidetti pacifisti andare a manifestare con chi faceva saltare in Israele autobus, bar, pizzerie, teatri, scuole. Me li ricordo bene, in fila e commossi, andare a onorare Arafat al Mukata e baciargli la kefiah come a un santo e farsi sbavare la faccia dai suoi baci schifosi. Non ricordo invece di aver mai visto un vigliacco comunista davanti ai cadaveri carbonizzati di bambini israeliani. Ci sono ebrei che disapprovano la candidatura di Fiamma Nierenstein col centro destra? Certo, ma io a questi ebrei ciechi dico soltanto che negli anni del terrore, negli anni in cui avevamo paura di uscire per le strade di Israele, negli in cui la sinistra e il centro sinistra ci davano addosso, impietosi e incuranti, il governo di Berlusconi si e' schierato apertamente con Israele e con gli USA contro il terrorismo, contro quei figli di Allah assassini e maledetti di cui ha tanto parlato l'altra grande giornalista odiata dai sinistri , Oriana Fallaci. Chi e' con Israele , in Italia deve avere la scorta. Perche'? Perche' Fiamma Nierenstein e Magdi Allam devono essere difesi in una democrazia occidentale? Perche' Vauro e Michele Giorgio no? Ve lo siete mai chiesto? Concludo esprimendo tutto il mio disprezzo a Vauro e al suo giornale spazzatura. A Fiamma Nirenstein vanno la mia solidarieta', la mia ammirazione e il mio affetto,in nome della civilta' della democrazia e della liberta' .
Deborah Fait
da Israele!

http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

Monday, March 17, 2008

I palestinesi amano i loro bambini.


Cliccando l'immagine si aprirà un video di Youtube. Mostra alcune zecche palestinesi che sparano dei colpi di mortaio verso le case degli ebrei, poste al di là del confine israeliano.

Fin qua nulla di nuovo. Il curioso è che la postazione armata è sistemata nel cortile di una scuola elementare.
E' chiaro che le bestie arabe speravano ardentemente che la IAF rispondesse con i suoi missili, colpendo la scuola e uccidendo qualcuno dei bimbi che si trovavano all'interno dell'edificio. Così avrebbero mostrato ai boccaloni del mondo intero e a D'Alema, il "nuovo atto terrorista di Israele".
Farsi scudo degli innocenti non è soltanto una caratteristica palestinese.
Dall'ultima guerra il Libano abbiamo appreso che il più delle volte le postazioni missilistiche del gruppo neo-nazista Hezbollah erano collocate a ridosso di scuole, abitazioni civili, organizzazioni umanitarie.
Ma tornando al video, si vedrà che la Iaf non abbocca e fintanto che la postazione è attiva, non interviene. Quando il mortaio viene smobilitato, la Iaf elimina i terroristi.
Alè!


A' Propos di "zecche", ho "rubato" l'immagine da un sito di boccaloni comunisti. Sono uno spasso, andate a leggerli : http://www.pdci-ibarruri.it/internazionalismo.htm.
Il video l'ho "visto e preso" dal sito di Daniela (From Italy to Israel). Spero si affretti a riaprire il suo blog.

Wednesday, March 12, 2008

"Krampus" del Danubio

Diavolo, sono ancora qui.
Un altro "imprevisto" ha rimandato la partenza per la Croazia, ma tutto sommato, va bene così.

Qui, nella sponda più sfigata del Danubio, si festeggia! Ed è una festa popolare simile ad alcune celebrazioni tipiche delle regioni ladine (Friuli, Veneto, Trentino Alto Adige).
Alcuni ragazzi con il volto mascherato e coperti da pelli di pecora vagabondano per le strade principali dei paesi spaventando e rincorrendo i bimbi; corteggiando pesantemente le ragazze e fermando le auto in corsa per chiedere (estorcere) agli automobilisti alcuni lei da spendere al bar*.

Un giovane conoscente romeno mi ha raccontato che questa festa, chiamata "Fasanc", ha origini serbe. I ragazzi vestiti di pelli e armati di bastoni raffigurano gli antichi spiriti dei morti che per tre giorni all'anno tornano sulla terra per terrorizzare gli uomini e per tentare di rapirli e condurli nelle tenebre. Ma i vivi devono reagire rimandando questi spiriti malvagi nell'aldilà.

Come già detto, di questa antica celebrazione pagana ritroviamo impressionanti analogie in alcune tradizioni popolari tipiche del nord-est dell'Italia: nella festa dei "Krampus" di Tarvisio, per esempio.
Non è una stranezza. Sono semplici contaminazioni tra mondi differenti, quello slavo e quello ladino.

Devo ammettere che il ragazzo romeno mi ha sorpreso quando ha voluto confermarmi di "non avere paura degli "spiriti cattivi", aggiungendo poi di avere pure trascorso una notte solitaria nel bosco, senza alcun timore di essere rapito da quelle anime dannate.
Oh signur!


* Ovviamente hanno fermato anche me: alcuni si sono sdraiati sul selciato impedendomi di proseguire; altri si sono posti ai lati dell'auto chiedendomi (quasi) gentilmente un piccolo obolo per lo spettacolo. Ho elargito ben 10 lei e sono diventato mio malgrado il più generoso benefattore della giornata. Con 10 lei ti bevi al bar 8 birre da 1/2 litro , o ti puoi comprare 5 panini imbottiti, o 5 chili di pane.
10 lei sono 2 eurini e 70.
Niente male, no?

Friday, March 07, 2008

Son qui...

Qualcuno ha detto che gli avvenimenti inattesi, gli "imprevisti", rendono la vita più interessante e degna di essere vissuta.
La mia esistenza è costellata da "imprevisti". E ora mi rendo conto di quanto ciò sia stancante, sfibrante, svigorente.
Irritante.
Non ho alcun dubbio: IO posso testimoniare che la vita è dura e dolorosa e pesante.
Comunque è sempre degna di essere vissuta.

Chiedo perdono agli amici, ai pochi "abbonati" a RRR e a Đan, per il lungo silenzio. Ma tralasciando alcuni impedimenti oggettivi (100 e più giorni trascorsi "in viaggio"), pur avendo a disposizione delle postazioni internet come questa dalla quale sto scrivendo (mi trovo sulla sponda più "sfigata" del Danubio), non avevo punto voglia di riversare i miei pensierucoli su questo blue/blog, perché temevo che con essi sarebbero cadute alcune gocce della profonda amarezza che ha segnato il "mio inverno" 2007/2008.
Per molti il blog è anche un mezzo per cercare aiuto, comprensione, consolazione.Ovviamente non è il mio caso. Fin da ragazzino ho imparato a trovare da solo le soluzioni ai miei casini. Forse ci impiegavo più tempo, ma per pudore o per orgoglio non chiedevo e non mi aspettavo l'aiuto di altri. Durante la vita si cambia più volte, ma in me il pudore e l'orgoglio non è mutato.

A chi interessa...
Da circa 40 giorni mi trovo in un territorio che dalla gran parte della popolazione romena è considerato"depresso".

In effetti potrei deprimermi anch'io, per fortuna sono dotato di un innato ottimismo e la visione quotidiana di queste baracche colme di umanità, di queste strade di fango, di questa povertà diffusa ma vissuta con fierezza mi provoca soltanto del risentimento verso quei politicanti di Bucharest, che hanno fatto "carte false" per entrare in Europa, credendo forse che con questo atto, tutti i loro problemi si sarebbero magicamente dissolti.

E certo non mi deprimo anche perché mi accontento di passeggiare all'imbrunire sull'argine di questo Grande Fiume, magari chiacchierando in "similserbo" con pescatori e guardie confinarie (aldilà del Danubio siamo in Serbia). E mi appago quando qualcuno mi invita a casa sua per dividere la sua modesta cena. E mi delizio quando posso donare un dolcetto o un formaggino ai bimbi piccolissimi, poverissimi, ghiottissimi che di tanto in tanto passano da queste parti.

Ma il mio lavoro qui è praticamente concluso. Già da lunedì prossimo tornerò in Croazia dove cercherò un appartamento (ed una nuova postazione internet). Qua, nella "zona depressa" rimarrà un mio collega italiano.
Il giorno 19 ritornerò sulla sponda "sfigata" del Danubio per recuperare il mio amico ed insieme torneremo in Italia per qualche giorno.
E rivedrò finalmente i miei lupacchiotti!.

Dimenticavo:
AUGURI ALL'ALTRA META DEL CIELO.