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Perchè nel nome del multiculturalismo non accettiamo anche questo???
Molto tempo è passato (secoli forse?) da quando Đan ed io decidemmo di uscire dal Gioco. La verita' e' che in quella occasione fu lui ad impuntarsi affinché' abbandonassimo, mentre io temporeggiavo, cullandomi indolente ed illudendomi che nulla mutasse...Ora e'sempre lui ad insistere: giura di essere immerso nel Blu profondo di quei giorni lontani, ed e' persuaso che sia facile tentare... e sognare di nuovo.
Perchè nel nome del multiculturalismo non accettiamo anche questo???
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Credo che mai come in questi ultimi anni l’odio anti israeliano abbia raggiunto picchi così alti.
Molti ritengono che tutto ciò sia parte di un piano organizzato da “menti eccelse” che in tutto il mondo, da tempo, tentano di ammaestrare l’opinione pubblica operando per giungere alla delegittimazione dello Stato di Israele.
Sebbene potrebbero essere soltanto delle congetture, a molti me compreso, sembra chiaro che questi gruppi di “giudeofobi” (neonazisti, sinistri, eurasiatisti e quant’altro), si adoperano affinché la comunità internazionale non alzi un dito quando (domani? tra un anno? tra due anni?) alcuni (noti) Paesi medio orientali tenteranno di annichilire definitivamente l’entità israeliana .
Il “nostro” professor Pappe, dopo anni e anni di studi e affermando di essere entrato in possesso di documenti "autentici"*1, rivela nel suo libro ciò che qualsiasi ragazzino con simpatie nazicomuniste può trovare negli innumerevoli siti web pro-palestina: la cacciata dei palestinesi dalla loro terra (?),
Sempre stando alle parole di Ilan Pappe, tutto ciò si concretizzò in una vera pulizia etnica che fu alla base della creazione dello Stato di Israele e che continua tutt’oggi a Gaza e in Cisgiordania.
Il Muro di sicurezza costruito dagli israeliani intorno alla Cisgiordania è parte attiva del "progetto di pulizia etnica" perché “respinge” i “palestinesi” verso il deserto.
Ora, a parte il fatto che si potrebbe evitare di gettare un mucchietto di eurini per questo libro, in quanto sul web se ne possono trovare a “pacchi” di storie sulla “pulizia etnica” messa in atto dai sionisti ( ad esempio, andate a leggervi “Back to roots” di Salman Abu Sitta), spiace leggere che l’esimio professore neghi con fermezza che l’esodo dei palestinesi nel 1948 fu indotto soprattutto dai Paesi arabi che intendevano così allontanare dai loro villaggi i palestinesi “per qualche settimana”, giusto il tempo per ammazzare tutti gli ebrei.
Noi non siamo come chi distorce sistematicamente
Ma
- Dal Time Magazine maggio 1948 - "C’è un'evacuazione di massa, in parte indotta dalla paura, in parte dagli ordini dei leader arabi. Il quartiere arabo di Haifa è una città fantasma. …Ritirando i lavoratori arabi, i loro leader sperano di paralizzare Haifa.”
- Dal New York Times del maggio 1948 - Abdul Rahman Azzam Pasha (primo segretario generale della Lega Araba ndF) ha dichiarato, "Questa sarà una guerra di sterminio e un massacro epocale che sarà ricordato nei tempi come i massacri compiuti dai mongoli e le Crociate".
- Da Sir Am Nakba, proclama del primo ministro iracheno Nuri Said (nazista ndF) “…noi devasteremo il Paese con i nostri cannoni e distruggeremo ogni luogo in cui gli ebrei cercheranno riparo. Gli arabi dovranno portare le loro mogli ed i loro figli in zone sicure finché i combattimenti cesseranno…”
- Dal giornale libanese Al-Sada Janub, agosto 1948, dichiarazione del vescovo di galilea George Akim “ I rifugiati (arabi ndF) erano fiduciosi che la loro assenza si sarebbe protratta per una settimana o due, avevano avuto promessa dai loro leader che le armate arabe avrebbero distrutto le bande sioniste velocemente…”
- Nel quotidiano libanese Al Hoda del giugno 1951 si riportano le dichiarazioni del solito Azzam Pashà che nel maggio del 1948 assicurò i Leader Arabi sulla conquista veloce della Palestina (una “semplice marcia militare”) e sull'altrettanto certa “gettata” degli ebrei nel Mediterraneo, nel contempo il Segretario Generale della lega Araba esortò fraternamente i palestinesi a trovare rifugio nei Paesi amici finché le armi arabe non avessero concluso il loro lavoro;
- Nel giornale egiziano Akbar Al Youm, nell’ottobre del ’63 si legge che il gran nazista (ndF) Gran Muftì di Gerusalemme il 15 maggio 1948 fece appello agli arabi palestinesi di lasciare
Qualcuno affermerà: “ma che palle! Ma quante saranno le testimonianze di cui l’esimio professore NON ha tenuto conto?” Tante, in verità. Ne aggiungo ancora una, tratta dalle memorie di nientepopodimenoche Khaled al 'Azm, ministro della guerra siriano durante la guerra del 1948 “…una delle ragioni del fallimento arabo del 1948 è stato l’ordine dei governi arabi ai palestinesi di evacuare le loro terre per rifugiarsi nei Paesi confinanti….Dal 1948 abbiamo lottato per il ritorno dei profughi nelle loro case. Ma noi stessi siamo quelli che li hanno incoraggiati a partire….”
Ed il tentativo di avvelenare la rete idrica di Tel Aviv nel 1944? Ed i vari massacri compiuti dalle squadracce palestinesi ai danni di civili, (donne, bambini, operatori sanitari ecc. ecc), prima, durante e dopo la guerra del 1948? Tutto dimenticato?
Il Pappe afferma che il piano D (Daleth) è la prova del progetto di pulizia etnica studiato dai sionisti prima della guerra di Indipendenza. Ma lo ha letto? E se l’ha letto, si è accorto che si tratta di un normale piano difensivo e che tuttora in tutto il globo le forze militari attuano in caso di guerra delle procedure simili?
Non è giusto?
Ma è forse la guerra giusta? Occupare o distruggere dei villaggi che ospitano e nascondono delle forze militari ostili (dopo aver eliminato le forze offensive ed evacuato la popolazione) è guerra.
Brutta e sporca come lo sono tutte le guerre, ma non si tratta di pulizia etnica (alla faccia della Corte Penale Internazionale)
Odia il Sionismo, odia Israele e la sua stessa razza. Credo che ritenga il suo Paese colpevole di tutti i mali dei palestinesi. E a proposito dei marci parenti di Amin Al Husseini, son certo che per il Pappe quel gran criminale di Arafat fu un eroe.
Dimentica di certo l’esimio storico, che Arafat, per decenni foraggiato dall’internazionale nazista, fu cacciato dalla Giordania in malo modo e in quel frangente il suo comportamento costò la vita a 10.000 palestinesi massacrati dai giordani.
Scappato in Libano, portò quel Paese all’esasperazione finché altre migliaia di rifugiati palestinesi morirono sempre per sua colpa.
IL Pappe non vuole ammettere che il male dei palestinesi è frutto delle politiche e delle strategie fallimentari dei loro leader e di gran parte del mondo arabo.
“Che gli frega a lui?” “Il Muro respinge i poveri palestinesi verso il deserto”. Ecco tutto.
Grande analisi, esimio Professore.
Il professore è un buon uomo, vorrebbe che la “Palestina” fosse un unico stato dove ebrei e palestinesi convivono in pace (vallo a dire ad Hamas). Ora invece, a causa dei cattivi israeliani è il regno dell’Apartheid, come il Sud Africa degli anni ‘60/’70.
Per Pappe Israele è l’ultima grande potenza coloniale.
Ma che vi aspettavate da un israeliano che si batte per il boicottaggio del Suo Paese?
Ma che vi aspettavate da un israeliano che ha usato la sua influenza per promuovere delle false ricerche storiche sulla guerra del 1948 (ricerche pagate dall’OLP)?
Il libro del Pappe, è pubblicato in Italia da Fazi. Nel caso qualcuno desiderasse leggere una recensione ufficiale, consiglio quella dell’ANSA ( e te pareva) nel suo “Un libro al giorno” (ne sarà contento l’ex direttore ANSA, il “socialista nazionale” Ugo Gaudenzi).
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Massì, ci vuole una pausa! Magari musicale. Questa è la canzone che spesso ascolto nei locali di Zagabria, Nova Gradiška, o Šlavonski Brod.
A Nova Gradiška, piccola graziosa cittadina della Slavonia, dove molti mi conoscono, spesso nelle serate libere mi concedo una bibita (o due o tre…) in qualche piccolo ritrovo o birreria della città. Ed è facile che le bariste (tutte altissime, bellissime, giovanissime), dopo aver selezionato nel jukebox digitale la canzone di Severina, si dimentichino semplicemente di servire i clienti, perché cantano a squarciagola danzando sui tavoli.
Che vita. Eh?
Alzate il volume.
Un omaggio ai miei 3 lettori, perché sono ancora in PARTENZA.
Hajde!
Posto un’intervista del dicembre
Ghada parla della condizione delle donne musulmane; degli stupri su bambine piccolissime legittimati da imam pervertiti; dell’infibulazione…
Vi prego di notare la faccia dell’imbarazzatissimo intervistatore. L’unica vera obiezione del giornalista di Al-Arabiya è che Ghada è stata giudicata eretica da molti, anche nei forum della rete.
Alla fine dell'intervista Ghada dice (più o meno) che “non gliene potrebbe fregà de meno.”
Una donna con le palle.
Trascrizione del video-
Interviewer: What do you have against the Shari'a courts?
Ghada Jamshir: I have a lot against them. What they have done to the Bahraini women is not a trivial matter. For years women have been going into these courts, only to be oppressed and treated unjustly. We have reached the point that we say: enough. We have reached the breaking point.
[...]
We have a problem with family planning. We have no family planning in
It's accepted for a man to marry a Filipino woman, a Bahraini woman, and a third woman from
Interviewer: On September 12 you declared that you call upon or advise the persecuted women of the Gulf, and especially the Bahraini women, to request "social asylum" in
Ghada Jamshir: Not in
Interviewer: Pardon me, in
Interviewer: You want opposition from abroad?
Ghada Jamshir: The point is not to have opposition from abroad. The point is for them to live and be protected in a safe country. If a woman cannot get any protection in her country, cannot get any protection from the courts, cannot get any protection in the marital home - where will she go? Where will she go?
[...]
Interviewer: Some people say that Ghada Jamshir is a Sunni, and that this is why she is leading the battle against (mut'ah) marriages, which are authorized by religious law among the Shiites.>/p>
Ghada Jamshir: Authorized by religious law?!
Interviewer: Among the Shiites, yes.
Ghada Jamshir: Does the Islamic Shari'a authorize mut'ah marriages? Does the Islamic Shari'a authorize mut'ah according to the following classification: "Pleasure from sexual contact with her thighs." They have: "Pleasure from sexual touching." "pleasure from sexual contact with her breasts." "Pleasure from a little girl." Do you know what "pleasure from a little girl" means? It means that they derive sexual pleasure from a girl aged two, three, or four.
Interviewer: Let's not go into details...
Ghada Jamshir: Let me tell you what "Pleasure from sexual contact with her thighs" means...
Interviewer: Don't give me the details...
Ghada Jamshir: This is a violation of children's rights! This constitutes sexual assault of the girl. What does "pleasure from sexual contact with her thighs" mean? It means deriving sexual pleasure from an infant. How old is an infant? One year, a year and a half, a few months?
Is it conceivable for a grown man to have sex with an infant girl? And you people tell me that the Islamic Sharia authorizes this? Forget about the mut'ah. Let's talk about misyar. What do misyar marriages mean? You said that I'm a Sunni and that's why I'm attacking the Shiites. No!
Interviewer: Some people claim that.
Ghada Jamshir: No, no. What does the misyar marriage mean? A man marries a woman from another town, and goes to her once a month. He "visits" her. He calls her his "wife."
Interviewer: Not necessarily once a month. He might go there every day.
Ghada Jamshir: Brother Turki, this kind of marriage, this kind of behavior, diminishes the woman's honor as a human being.
[...]
All her life, the woman is a prisoner in her own home. In the past, she would not go out to work, or to study abroad. Very few women would go to university outside
You tell me, why is female circumcision still practiced in the Arab world? Why? Because there is no education, no awareness. A few days ago, a four-year-old girl called An'am died in
Interviewer: Why?
Ghada Jamshir: Because she was circumcised. Four years old, and she died of blood poisoning.
[...]
I am convinced that I was 100% right in everything I have done.
Interviewer: You have been accused of heresy by some places... some Internet forums.
Ghada Jamshir: So what? Even in mosques they accuse me of heresy. So what? You think that if they accuse me of heresy, it affects me?
Interviewer: You don't care?
Ghada Jamshir: No. Allah will decide whether I go to paradise or to hell, not them.
Interviewer: Don't you think that those who accuse you of heresy...
Ghada Jamshir: These are the methods of the weak.
Interviewer: They say they are right, and you say you are right.
Ghada Jamshir: Who gave them the right to accuse me of heresy?
Interviewer: Who gave you the right...
Ghada Jamshir: What, did they go into my heart...
Interviewer: They say...
Ghada Jamshir: Did they see whether I pray or not? Or maybe it's because I don't wear a veil.
Interviewer: So you don't care. It doesn't affect you?
Ghada Jamshir: It doesn't bother me at all.
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Nel 2003 ebbe vasta eco nel mondo la scomparsa della ventitreenne statunitense RachelCorrie, pacifista dell’IMS (Movimento di Solidarietà Internazionale).
Insieme ad alcuni compagni stava tentando di fermare le ruspe israeliane che erano in procinto di bonificare un’area nella zona di Rafah (lungo la strada tra Gaza e l'Egitto), quando un bulldozer in fase di manovra la colpì con la lama e l’attivista morì poco dopo nell’Ospedale di Gaza.
Sorvoliamo sulle manifestazioni di protesta e sulle le accuse contro Israele, organizzate dai gruppi “pacifisti” di tutto il mondo dopo la morte della giovane americana.
Vi allego soltanto un documento dell’ISM, la “ Dichiarazione sull’omicidio di Rachel Corrie”, dove si richiede alle Nazioni Unite di condannare fermamente Israele.
Nel caso non vogliate leggerlo tutto (ma è breve), riporto un periodo illuminante: “L'ISM -formato da civili sia palestinesi che stranieri- fa appello alla comunità internazionale perché rompa il silenzio che circonda i grotteschi abusi dei diritti umani perpetrati dagli israeliani. I civili stranieri si trovano nei Territori Occupati per cercare di difendere i diritti umani e le vite dei palestinesi proprio perché le organizzazioni internazionali istituzionali si rifiutano di farlo.”
Ebbene, è proprio vero che l’ISM è un gruppo formato da “civili” palestinesi e stranieri? Ed aggiungo, è sempre vero che questi civili si trovano nella “cosiddetta Palestina” per salvaguardare i diritti umani dei “poveri palestinesi”??
Ed allora, per uno strano gioco del destino, all'aeroporto Ben Gurion, prima di salire su un minibus per Gerusalemme, conosce un giovane studente americano. Dietro suo consiglio scenderà a Gerusalemme Est.
Riassunto in breve: l’americano è un attivista dell’IMS. A Gerusalemme EST ve ne sono degli altri, di tutte le nazionalità (anche un italiano). Insieme a loro, il “nostro” visita il carcere di Gerico e ha l’occasione di conoscere sia poliziotti palestinesi, sia terroristi delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa. Durante il tour guidato da uno dei terroristi palestinesi, i “pacifisti” si fanno ritrarre imbracciando il Kalashnikov ed “abbracciando” alcuni "martiri" di Al Aqsa. Tutte le foto, durante la serata verranno cancellate. Tutte, eccetto quelle dell’inglese che prima del controllo, toglie la scheda dalla fotocamera.
Al’’inglese viene detto che il l’obiettivo principale dell’IMS è raccogliere fondi per la causa palestinese. Durante la notte all’inglese vengono raccontati tutti gli orrori compiuti da Israele (l’indottrinamento). Il giorno dopo al gruppo di “pacifisti” viene ordinato di raggiungere un territorio nella West Bank per ricevere maggiori “informazioni” e addestramento. A questa “missione” il "nostro" non partecipa.
Lionhearth che ha vissuto questa “interessante” esperienza, ci parla anche del Movimento di Solidarietà Internazionale, non risparmiandoci le sue (/mie) opinioni su quel branco di “utili idioti” alla causa del terrorismo QUI e QUI.
Un libro sulla tragica morte della "pacifista" di IMS QUI
Manifesto di solidarietà a IMS dalla "Rete Ebrei contro l’occupazione e dal Movimento palestinese per la cultura e la democrazia" QUI.
Un sito di Informazione di "pacifisti" a Gaza QUI.
ISM in Italia QUI.
Un video QUI.
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La soluzione di Rutelli: "Bracciale anti-stupro a tutte le donne"
A sinistra spunta l'idea di fornire un cerchietto elettronico, come quello dato negli Usa ai carcerati, a un milione e mezzo di donne romane
di Antonio Signorini IL GIORNALEda Roma
La proposta è fantascientifica. E, se la faccenda non fosse più che seria, verrebbe da evocare qualche film di Arnold Schwarzenegger o l’antifurto Gps delle macchine applicato agli umani. Fatto sta che il candidato sindaco di Roma Francesco Rutelli - pressato dall’emergenza sicurezza dopo il caso della studentessa violentata nella periferia della Capitale - ha inserito nel suo pacchetto di contromisure da prendere in caso di vittoria, anche la sperimentazione di un braccialetto elettronico.
Solo che, a differenza di quello che accade nei film e negli Stati Uniti, dove effettivamente un apparecchio del genere viene imposto ad alcuni criminali in libertà vigilata, l’intenzione sarebbe quella di consegnarlo alle potenziali vittime, presumibilmente donne, per segnalare situazioni di pericolo. Un dispositivo per la sicurezza sul quale non si conoscono altri particolari, tranne il fatto che nei progetti del centrosinistra romano dovrebbe essere affiancato da centraline Sos nelle zone più a rischio collegate con le centrali operative (un presidio simile alle vecchie colonnine della Polizia che alcune città stanno effettivamente pensando di reintrodurre). E che costerebbe moltissimo, visto che nella Capitale ci sono circa 1,5 milioni di donne e tutte sono potenziali destinatarie del braccialetto segnalatore.
La proposta era passata quasi inosservata sabato, quando era stata formulata, ma ieri l’avversario Gianni Alemanno non si è lasciato sfuggire l’occasione e ha attaccato lo sfidante, definendo il braccialetto «umiliante» per le donne. Una resa delle istituzioni «incapaci di garantire la sicurezza dei cittadini». Senza contare che, sia nei film sia nella realtà, «viene indossato dai delinquenti e non dalle persone che devono essere difese. La questione, così, viene capovolta».
Un piccolo incidente, sembrerebbe di capire, sull’onda dei fatti di cronaca. E comunque, per il centrosinistra, un pensiero in più visto che la campagna elettorale si sta concentrando su un tema scomodo. E che difficilmente prenderà altre vie, da qui a domenica prossima, quando si terranno le votazioni per decidere il primo cittadino della Capitale.
Oltre alla battaglia sulle proposte per risolvere i problemi di Roma, il discorso si è spostato sulle colpe di una situazione che nella percezione comune è sfuggita al controllo.
Rutelli ha individuato la responsabilità nel precedente esecutivo di centrodestra: «Voglio ricordare ad Alemanno che il governo Berlusconi, di cui faceva parte, ha approvato una sanatoria per l’ingresso di 141.620 romeni». Accuse respinte da Alemanno: la sanatoria fu fatta per i clandestini «entrati nel nostro Paese durante gli scorsi tre governi di centrosinistra; a tutti sono state prese le impronte digitali e quindi sono persone sotto controllo». Per quanto riguarda la Romania, invece, «è entrata nell’Unione Europea il primo gennaio del 2007; Prodi aveva sei mesi per fare una moratoria e non l’ha fatta».
In ballo c’è anche il giudizio sull’operato di Walter Veltroni sindaco. Sempre sfumato nelle parole di Rutelli. Tanto che a difendere il leader del Partito democratico è intervenuto l’ex prefetto di Roma Achille Serra, adesso esponente del Partito democratico. «È davvero sconcertante - questo il commento di Serra - constatare ancora una volta come si vogliano utilizzare tristi fatti di cronaca per ottenere risultati elettorali accusando inoltre un sindaco come Veltroni che è stato e sarà ricordato come uno dei migliori amministratori della Capitale d’Italia».
Replica di Alemanno: «Mi dispiace che Serra intervenga a copertura di Walter Veltroni. Lo ha già fatto negli ultimi due anni quando, nei consigli comunali straordinari sulla sicurezza si è unito a Veltroni nel dire che Roma è sicura».
Talmente sicura, verrebbe da dire, che persino i candidati di centrosinistra pensano che serva la tolleranza zero. E i braccialetti.
Diavolo, Cicciobello una ne fa e cento ne inventa. Lo immaginate? Un milione e passa di donne costrette a girare per la città come delinquenti in libertà vigilata, mentre stranieri ed extra-comunitari, sarebbero liberi di muoversi al loro piacimento. Questa proposta è simile a quella di qualcuno che all'indomani dell'emergenza meningite, probabilmente importata in Italia da alcuni immigranti latino-americani, affermò che sarebbe stato utile un ritorno alla vaccinazione di massa anche per quelle malattie che si pensava di aver definitivamente debellato.
Che dovremmo fare noi???
Vaccinarci tutti e 57 milioni perché degli extracomunitari potrebbero attaccarci le loro malattie?
OK, anche se per molti sarebbe auspicabile, è chiaro che non possiamo impedire totalmente l'accesso in Italia a persone di altri Paesi.
Ma scusate, non è più logico mantenere TUTTI i nuovi immigrati in quarantena per, diciamo così, sei mesi (rinnovabili)?
Chi tra loro risultasse ammalato potrebbe essere curato e nel contempo avremmo l'occasione di rispedire al mittente con annesso calcio in culo i maomettani convinti, gli zingari* ed i malfattori.
E buona parte dei nostri problemi sarebbero risolti.
E' di oggi la notizia di un nuovo stupro di una diciassettenne compiuto da due nord-africani.
* Nota: mi riferisco esclusivamente agli zingari romeni che (me l'hanno confermato loro stessi) arrivano in Italia con la consapevolezza che da noi è più facile rubare e la condanna, in caso di cattura, non è mai certa, mentre in Romania vieni catturato, processato per direttissima e spedito in carcere.
Alcuni mi hanno detto di avere molta più paura delle bande di albanesi e di marocchini, che della nostra polizia.
A delinquere sono per lo più i nomadi romeni. Eppure mi accorgo che molti italiani hanno dei pregiudizi contro tutti i romeni.
Ebbene, io ne conosco molti: tutte brave persone che cercano di lavorare in ogni modo, ma onestamente, per aiutare le loro famiglie. Li conosco in Italia ed in Romania. E queste persone si sentono danneggiate dalla campagna "antiromeno" che secondo loro dovrebbe essere mirata esclusivamente contro gli zingari.
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Da UP POMPEii riprendo un articolo del Prof. Daniel Pipes pubblicato sull'Australian del 15 aprile.
Europa: è inevitabile un prossimo dominio islamico? Ce ne staremo buoni e calmi in attesa di consacrarci a Maometto o reagiremo cercando di cambiare il corso della Storia?
Possibili scenari futuri.
The future of Europe is in play. Will it turn into "Eurabia," a part of the Muslim world? Will it remain the distinct cultural unit it has been over the last millennium? Or might there be some creative synthesis of the two civilizations?
The answer has vast importance. Europe may constitute a mere 7 percent of the world's landmass but for five hundred years, 1450-1950, for good and ill, it was the global engine of change. How it develops in the future will affect all humanity, and especially daughter countries such as Australia which still retain close and important ties to the old continent.
I foresee potentially one of three paths for Europe: Muslims dominating, Muslims rejected, or harmonious integration.
(1) Muslim domination strikes some analysts as inevitable. Oriana Fallaci found that "Europe becomes more and more a province of Islam, a colony of Islam." Mark Steyn argues that much of the Western world "will not survive the twenty-first century, and much of it will effectively disappear within our lifetimes, including many if not most European countries." Such authors point to three factors leading to Europe's Islamization: faith, demography, and a sense of heritage.
The secularism that predominates in Europe, especially among its elites, leads to alienation about the Judeo-Christian tradition, empty church pews, and a fascination with Islam. In complete contrast, Muslims display a religious fervor that translates into jihadi sensibility, a supremacism toward non-Muslims, and an expectation that Europe is waiting for conversion to Islam.
The contrast in faith also has demographic implications, with Christians having on average 1.4 children per woman, or about one third less than the number needed to maintain their population, and Muslims enjoying a dramatically higher, if falling, fertility rate. Amsterdam and RotterdamRussia could become a Muslim-majority country in 2050. To employ enough workers to fund existing pension plans, Europe needs millions of immigrants and these tend to be disproportionately Muslim due to reasons of proximity, colonial ties, and the turmoil in majority-Muslim countries. are expected to be in about 2015 the first large majority-Muslim cities.
In addition, many Europeans no longer cherish their history, mores, and customs. Guilt about fascism, racism, and imperialism leave many with a sense that their own culture has less value than that of immigrants. Such self-disdain has direct implications for Muslim immigrants, for if Europeans shun their own ways, why should immigrants adopt them? When added to the already-existing Muslim hesitations over much that is Western, and especially what concerns sexuality, the result are Muslim populations that strongly resist assimilation.
The logic of this first path leads to Europe ultimately becoming an extension of North Africa.
(2) But the first path is not inevitable. Indigenous Europeans could Rrresist it and as they make up 95 percent of the continent's population, they can at any time reassert control, should they see Muslims posing a threat to a valued way of life.
This impulse can already be seen at work in the French anti-hijab Fitna. Anti-immigrant parties gain in strength; a potential nativist movement is taking shape across Europe, as political parties opposed to immigration focus increasingly on Islam and Muslims. These parties include the British National Party, Belgium's Vlaamse Belang, France's Front National, the Austrian Freedom Party, the Party for Freedom in the Netherlands, the Danish People's Party, and the Swedish Democrats. legislation or in Geert Wilders' film,
They will likely continue to grow as immigration surges ever higher, with mainstream parties paying and expropriating their anti-Islamic message. Should nationalist parties gain power, they will likely seek to reject multiculturalism, cut back on immigration, encourage repatriation of immigrants, support Christian institutions, increase indigenous European birthrates, and broadly attempt to re-establish traditional ways.
Muslim alarm will likely follow. American author Ralph Peters sketches a scenario in which "U.S. Navy ships are at anchor and U.S. Marines have gone ashore at Brest, Bremerhaven or Bari to guarantee the safe evacuation of Europe's Muslims." Peters concludes that because of European's "ineradicable viciousness," its Muslims "are living on borrowed time" As Europeans have "perfected genocide and ethnic cleansing," Muslims, he predicts, "will be lucky just to be deported," rather than killed. Indeed, Muslims worry about just such a fate; since the 1980s, they have spoken overtly about Muslims being sent to gas chambers.
Violence by indigenous Europeans cannot be precluded but nationalist efforts will more likely take place less violently; if any one is likely to initiate violence, it is the Muslims. They have already engaged in many acts of violence and seem to be spoiling for more. Surveys indicate, for instance, that about 5 percent of British Muslims endorse the 7/7 transport bombings. In brief, a European reassertion will likely lead to on-going civil strife, perhaps a more lethal version of the fall 2005 riots in France.
(3) The ideal outcome has indigenous Europeans and immigrant Muslims finding a way to live together harmoniously and create a new synthesis. A 1991 study, La France, une chance pour l'Islam (France, an Opportunity for Islam) by Jeanne-Hélène Kaltenbach and Pierre Patrick Kaltenbach promoted this idealistic approach. Despite all, this optimism remains the conventional wisdom, as suggested by an Economist leader of 2006 that concluded that dismissed for the moment at least, the prospect of Eurabia as "scaremongering."
This is the view of most politicians, journalists, and academics but it has little basis in reality. Yes indigenous Europeans could yet rediscover their Christian faith, make more babies, and again cherish their heritage. Yes, they could encourage non-Muslim immigration and acculturate Muslims already living in Europe. Yes, Muslim could accept historic Europe. But not only are such developments not now underway, their prospects are dim. In particular, young Muslims are cultivating grievances and nursing ambitions at odds with their neighbors.
One can virtually dismiss from consideration the prospect of Muslims accepting historic Europe and integrating within it. U.S. columnist Dennis Prager agrees: "It is difficult to imagine any other future scenario for Western Europe than its becoming Islamicized or having a civil war."
But which of those two remaining paths will the continent take? Forecasting is difficult because crisis has not yet struck. But it may not be far off. Within a decade perhaps, the continent's evolution will become clear as the Europe-Muslim relationship takes shape.
The unprecedented nature of Europe's situation also renders a forecast exceedingly difficult. Never in history has a major civilization peaceably dissolved, nor has a people ever risen to reclaim its patrimony. Europe's unique circumstances make them difficult to comprehend, tempting to overlook, and virtually impossible to predict. With Europe, we all enter into terra incognita.
Daniel Pipes - "Europe or Eurabia?" THE AUSTRALIAN 15/04/08
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Dal sito Gates of Vienna riporto un breve commento di Fjordman al film FITNA di Wilders.
Colgo l’occasione per postare anche una personale opinione che non riguarda l’opera in sé, bensì gli effetti della crescente popolarità che la diffusione in internet sta regalando a questo cortometraggio.
FITNA ha il potere di cambiare il corso degli eventi, perché grazie al WEB milioni di persone mai nemmeno sfiorate dal pensiero che esista nell’ISLAM la volontà di piegare l’Occidente, o che con sufficienza e sarcasmo hanno reagito alle tesi dei molti che già da anni denunciavano questo pericolo (penso ad Oriana), ora hanno la possibilità di ricredersi e di comprendere quale tremendo inganno sia il relativismo che in questi ultimi decenni ha minato le fondamenta della civiltà occidentale.
Pertanto mi sento di ringraziare sinceramente tutti quei boriosi babbei che con la loro foga di denunciare e censurare FITNA hanno accresciuto notevolmente la curiosità attorno al film.
Grazie a Ban-ki Moon. Grazie al premier olandese Jan Peter Balkenende. E grazie a tutti i ministri degli esteri della UE. Compreso il nostro “amatissimo” D’Alemah che non ci ha fatto mancare una perla della sua saggezza: "Non apprezzo che vengano offesi o colpiti i sentimenti religiosi di chicchessia". Oh, qual cristallino esempio di rettitudine, tolleranza e bontà d’animo!
Che ministro, che uomo!
Grazie. Grazie di cuore.
Standing Ovation!
I liked it. It is impressive how much they managed to squeeze into just 15 minutes. I notice several of the comments at Jihad Watch say Geert Wilders could have made it worse. Yes, he could. He left out quite a few things, but what he kept was authentic and bad enough.
We should remember that the people reading websites such as Jihad Watch or Atlas Shrugs or Gates of Vienna are perfectly aware of how bad Islam is. This movie was not made for them. It was made for all those tens of millions or hundreds of millions of people out there who don’t trust the official propaganda about Islam, but still don’t fully understand how bad it is. Being too harsh (even if what is described is true) could put some of them off.
I believe this movie struck a good balance between showing Islam for what it is and still making it possible for the average person to digest the message. It is highly effective.
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But I agree with Hugh Fitzgerald: We want a sequel! What about “Pirates of Muhammad: At Islam’s End,” starring Johnny Depp? Yes, I know, it would be too cute, but at least people would see it. As long as Keira Knightley plays Aisha, I’m happy.
For the comments about Jews, you should read Andrew Bostom’s upcoming The Legacy of Islamic Antisemitism. There is much, much more.
I especially liked the agitated gentleman waving a sword, screaming for Jihad. I thought Jihad was about inner, peaceful struggle against yourself, a bit like yoga? He didn’t seem to enjoy any inner peace, though.
And if Jihad is about better education, as I have heard from my local newspaper, why didn’t he wave a pencil?
Maybe it was a pencil sharpener?
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Fosca
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2:42 AM
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Labels: Censura, D'Alema, Fitna, Islam, Multiculturalismo, Occidente, Onu
"Imbeccato" da Euro-Holocaust (quel che è giusto, è giusto), posto i video del film di Geert Wilders "scovati" su YOUTUBE.
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Fosca
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10:07 AM
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Labels: Eurabia, Fitna, Geert Wilders, Muslims
Ma sono veramente folli questi inglesi.
Non cercano di arrestare il flusso migratorio degli islamici, anzi incoraggiano i musulmani ad entrare nel Regno Unito e a sentirsi come a casa loro.
L’arcivescovo di Canterbury ritiene che sia inevitabile introdurre alcuni aspetti della Sharia nel sistema giuridico britannico(d’altra parte le Corti islamiche sono presenti nel Regno Unito da più di venti anni).
Il NTU (National Union of Teachers) fa pressioni sul Governo affinché prenda le parti dei palestinesi, si batte per l'insegnamento della storia della Palestina in funzione anti-israeliana e nel contempo richiede che il Corano diventi materia di studio negli istituti scolastici (con degli Imam come insegnanti).
Il Labour party, consapevole che togliere il Natale dal calendario inglese è (per ora) ancora improponibile, richiede che la sua importanza venga ridimensionata e portata al livello di altre feste e celebrazioni religiose (islamiche). Ciò per favorire le relazioni tra razze e religioni diverse.
Un appunto, alcuni manifestanti che (giustamente) contestavano le idee “multiculturali” del Vescovo di Canterbury sono finiti in manette.
Che avranno fatto a quelle zecche islamiche che nelle manifestazioni a Londra gridavano “ Bomb UK! Bomb USA!”? Secondo me non hanno fatto proprio nulla Un video QUI.
Vi auguro di non andare in Gran Bretagna con il vostro animale di compagnia, rischiereste di vederlo trattenuto in quarantena per 6 mesi. Certo, gli inglesi temono che le nostre bestiole portino chissà quali epidemie nella loro isola. Intanto
Di seguito un articolo tratto da UP POMPEII
CHRISTIAN GREAT BRITAIN WILL SOON BE OBLITERATED BY MUSLIM IMMIGRATION & GOVERNMENT INTERVENTION
Whereas the numbers of British attending their Christian churches has undoubtedly declined in recent years--one cannot be so blind as to discount the effects of the rabid encouragement of rampant muslim immigration, by our Government in its efforts to obtain a "multicultural" UK, is fast leading to the Islamisation and de- Christianisation of our country.
Taking that into account - as well as the dhimmi attitude of even the top Anglican cleric - the Archbishop of Canturbury, Rowan Williams, whose own defeatest attitude toward the muslim invasion of Great Britain was shown loudly and clearly in his recent statement that called for accomodation of Sharia Law in the UK. Fortunately Dr. Williams was pilloried for his comments - and just this past Easter Sunday - two men interrupted Rowan's Easter sermon by holding placards bearing the words "Support the persecuted church" and "No to Sharia law". They were promptly arrested but not until after their point had been made. Dr Williams adjusted his sermon to rebut their claims and ask for prayers for persecuted Christians. Perhaps he should have been specifically praying for the disappearance of Christian mores and customs in our very own Britain.
Even the teacher's union - the National Union of Teachers (NUT) has recently voted to take an anti British military and pro Palestine (anti Israel) stance and want to have imams teach the Koran in British state schools. Is this any wonder when NuLabour wants to remove any national or local celebrations of Christmas and other Christian holidays?:---------------"Christmas should be downgraded in favour of festivals from other religions to improve race relations, says an explosive report.
Labour's favourite think-tank says that because it would be hard to "expunge" Christmas from the national calendar, 'even-handedness' means public organisations must start giving other religions equal footing. " ------link to this article is here---------------
Posted by The OpinionatorSiamo certi di voler accettare tutto questo senza reagire?
This leads me back to my original premise - the eradication of our Christian heritage and mores from Great Britain has less to do with church attendance than it does with the government intentionally undermining Christianity and by its support of increased muslim immigration and subsequent ongoing Islamisation of the UK.
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Fosca
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11:06 AM
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Anni fa ho vissuto per qualche tempo a Kiseljak, una cittadina croata della Bosnia Erzegovina a circa
Era appena entrato all’interno del disco pub che poche ore dopo avrebbe ospitato centinaia di donne per la ricorrenza dell’8 marzo, quando il locale è stato presso d’assalto da uomini armati e mascherati che si sono qualificati come membri di una sezione operativa del Ministero dell’Interno. Fuori, sulla strada proprio di fronte alla discoteca, altri uomini dei reparti speciali armeggiavano intorno ad un’auto, mentre due di loro tenevano sotto mira un uomo già ammanettato.
Quando gli agenti all’interno del locale hanno concluso la raccolta delle generalità dei presenti, hanno invitato tutti ad uscire, per proseguire indisturbati le loro ricerche all’interno dell’edificio.
A farla breve, l’uomo catturato era un musulmano ed aveva parcheggiato l’auto di fronte al pub pochi minuti prima.
Beh certo, sebbene trattasi di maomettano, il solo fatto di entrare con l’auto in una città croata e parcheggiare di fronte ad un locale, non dovrebbe (credo) costituire un reato. Tuttavia nell’auto dell’islamico erano ben nascosti due ordigni esplosivi con l’innesco a tempo e ciò, anche da noi, è proibito.
Il disco pub era stato inaugurato da poco e la sua prima grande iniziativa sarebbe stata proprio una grande festa per l’8 marzo. Per essere certi dell’affluenza, i gestori del pub avevano distribuito i manifesti pubblicitari perfino a Sarajevo. Pertanto, pur controllando altre cittadine croate, la vigilanza si era accentuata su Kiseljak e su quel locale.
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Fosca
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12:21 PM
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La nazionale giovanile della Tunisia diserta la semifinale contro i pari età ebrei per motivi politici: partita persa a tavolino
«Con loro noi non giochiamo. Punto e basta». Gli intrighi della politica internazionale hanno fatto irruzione in una tranquilla domenica nel Memorial Ferruccio Cornacchia. La semifinale della competizione di pallavolo Under 19, giunta all'edizione numero 26 e con 32 squadre (tra maschili e femminili) impegnate per tre giorni in 9 palazzetti del Friuli Occidentale, era in programma nel pomeriggio pasquale al Forum di Pordenone. Di fronte, dopo un lungo cammino partito dalle fasi di qualificazione, le nazionali dei diciannovenni di Tunisia e Israele. Ed ecco il colpo di scena. Il capo della delegazione nordafricana avvicina il patron della competizione giovanile, Tiziano Cornacchia, e lo informa della novità. Senza appello. «Per noi niente partita», dice il tunisino, utilizzando un buon italiano. C'è un momento di gelo. Poi Cornacchia chiede lumi. Scopre che a Kamel Rkata, il signore citato, è appena arrivata (via cellulare) una telefonata dal ministero dello Sport del suo Paese. È stato vietato «tassativamente» al suo sestetto di sfidare i coetanei giunti da Tel Aviv. «Un ordine giunto dall'alto, direttamente da Tunisi - commenta a freddo lo stesso Tiziano Cornacchia, che oltre a organizzare materialmente il torneo, guida da dirigente la Polisportiva San Giorgio di Porcia - In 26 anni non mi era mai successa una cosa del genere. Questi "politicanti da quattro soldi" dovrebbero vergognarsi. Ho visto alcuni ragazzi tunisini piangere a dirotto, perché è stato detto loro che non avrebbero potuto giocare. Qui le diversità di vedute religiose non c'entrano nulla. Ciò che è accaduto rappresenta non soltanto la negazione dell'etica sportiva, ma anche un affronto alla città di Pordenone, alle sue autorità e alla sua ospitalità». Comunque non c'è più niente da fare, se non sancire la "promozione" alla finalissima della Selezione d'Israele contro la Nazionale italiana prejuniores di Barbiero, che poi vincerà con un secco 3-0. E i nordafricani? «A norma di regolamento - puntualizza il patron - oltre a subire la sconfitta per 3-0 avrebbero dovuto essere subito esclusi dalla manifestazione. In realtà, per non penalizzarli eccessivamente, il nostro comitato ha deciso di far loro disputare la sfida per il terzo posto a Claut contro la Sisley di Treviso». Un match poi onorato dai maghrebini, capaci d'imporsi (3-2) su uno dei vivai migliori d'Italia. «Noi avremmo voluto scendere in lizza - racconta a fine torneo Rkata - ma abbiamo ricevuto una telefonata molto chiara. Mi dispiace per i ragazzi, alcuni dei quali si sono messi a piangere, e per i nostri connazionali immigrati in Friuli, che erano venuti a incitarci dalle tribune. Sono stupito io stesso. Posso soltanto aggiungere che non era possibile fare altrimenti. Adesso penseremo alla Coppa del nostro continente». Per la cronaca, nel 2009 i tunisini (campioni nel 2007) non ci saranno più. Resta una piccola nota di consolazione. Il nordafricano Berber Bilel è stato premiato come miglior libero della competizione e l'israeliano Viacheslav Brekel come centrale più forte. Sul palco, almeno, i due ragazzi si sono stretti la mano. «Peccato - è il congedo di Cornacchia - che le oscure ragioni della politica ci abbiano impedito di ammirare anche il confronto pallavolistico fra due scuole di volley che sono e restano tra le migliori del mondo. Mi auguro soltanto che da questa vicenda si possa trarre una lezione utile». Magari pensando alle Olimpiadi di Pechino.
Pier Paolo Simonato
Il Gazzettino.
Non servirebbe aggiungere altro, eccetto che personalmente ritengo vergognosa la decisione del comitato organizzatore di NON allontanare definitivamente la squadra tunisina dalla manifestazione.
Come al solito, anche noi ci siamo piegati ai diktat degli islamici.
E non mi si venga a dire che gli atleti magrebini non avrebbero meritato l'esclusione poiché erano in disaccordo con la decisione dei loro inetti governanti.
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Fosca
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9:27 PM
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Labels: Aberrazioni, Cronaca Locale, Musulmani, Sport
Sì, avete letto bene. Il sogno (non) nascosto dei compagnucci di Diliberto è un Tibet finalmente scevro dalla “dittatura religiosa” imposta dai “professionisti dell’eversione reazionaria” (leggi Dalai Lama e suoi accoliti), pilotati e finanziati dal diabolico imperialismo americano.
Tibet libero dai tibetani e pienamente “comunista”.
Gli stessi individui che urlano, piangono, battono i piedi e si strappano i capelli chiedendo a gran voce la fine “dell’occupazione” in Iraq e Afghanistan – “l’Iraq agli iracheni!”, do you remember?” - probabilmente sono i primi ad augurarsi che un intero popolo sia finalmente cancellato dal mondo e dalla Storia.
Nuie ce fâ, il tempo passa, ma loro, i figli di Stalin, non cambiano e rimangono gli stessi comunisti di 50 anni fa: dannosi, illiberali, fedeli alle loro aberranti ideologie.
Ma il peggio è che tuttora in Italia ci si può permettere di dichiararsi pubblicamente “marxisti” senza per questo essere esposti al pubblico ludibrio. E si può celebrare il comunismo senza incorrere nel reato di “apologia del comunismo”, perché questo reato non esiste.
Non ancora.
Ma questa è un’altra storia…
Schierati con la Cina popolare contro il Medioevo del Dalai Lama e le mene aggressive dell’imperialismo | |
| di Massimo Ciusani |
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Fosca
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2:01 PM
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